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venerdì 7 novembre 2008

Alla ricerca del Comma Nascosto


Da L’AMICO DEL POPOLO N.34 del 26 OTTOBRE 2008, un articolo interessantissimo dal titolo “L’ARROGANZA DEL FORTE” sul tema dell’acqua in provincia di Agrigento e sul gestore dei servizi idrici Girgenti Acque:

Girgentiacque come la matrigna di Biancaneve, giornalmente a turno riceviamo la nostra bella mela avvelenata. Ed è stata una doppia dose di veleno quella che hanno ricevuto i nostri rappresentanti al consiglio comunale (i capigruppo e gli assessori comunali), durante l’incontro con l’amministratore delegato della società che gestisce il Servizio idrico integrato nella nostra provincia e dunque nella nostra città, Giuseppe Giuffrida.
Dall’incontro colui che ne è uscito sicuramente meglio è stato proprio lui, il nuovo Golia della situazione che sprezzante del ruolo che riveste ha giocato come il gatto fa con il topo, trovando a tutte le obiezioni sollevate dal civico consesso la risposta adeguata, e premettendo comunque che il suo essere presente a quella riunione del consiglio era una pura e semplice gentilezza in quanto lui e la società da lui rappresentata non devono rispondere al singolo comune, del loro operato ma solo ed esclusivamente all’ATO idrico nel suo complesso.
Che la riunione sia stata un contentino si è compreso immediatamente, sia perché il buon Giuffrida, da grande manager qual è, è riuscito a venirne fuori sempre in piedi, sia perché, e questo fa male doverlo segnalare, i nostri rappresentanti non sono stati agguerriti nel porre e controbattere domande, come lo sarebbe stato il cittadino tipo che “combatte” tutti i giorni con il nuovo gigante.
E così sul perché la Girgenti non autorizzi il cittadino a realizzare da se l’allaccio alla rete idrica viene riposto che «la maggior parte delle perdite finora individuate non dipendono dalla rete comunale ma dagli allacci realizzati proprio da privati. Abbiamo notato, infatti, che i materiali utilizzati dai privati spesso non sono adeguati e non corrispondono a quelli previsti dalle normative». Quindi è il cittadino il colpevole delle continue rotture che quasi giornalmente si registrano e non la rete idrica fatiscente, colabrodo e non idonea a permettere la distribuzione giornaliera e continua dell’acqua. Frequenza dei turni di distribuzione, il buon Giuffrida ha sottolineato che: «questo è un momento di grossa crisi idrica e non soltanto per Agrigento. La Girgenti acque, tra l’altro, non gestisce l’intero ciclo dell’acqua perché, come è noto, non ci occupiamo di produzione ma soltanto di distribuzione. Possiamo, dunque, distribuire l’acqua che ci viene data. É chiaro che dalla costanza della portata dell’acqua dipende la frequenza dei turni di distribuzione: meglio ricevere costantemente 180 litri di acqua al secondo piuttosto che avere punte di 236 litri per poi scendere sotto i 100 litri di acqua al secondo. Ad ogni modo, come da contratto, nell’arco di cinque anni la Girgenti acque garantirà l’erogazione costante dell’acqua, vale a dire per 24 ore. Questa Azienda è presente sul territorio di Agrigento dallo scorso mese di marzo quindi, in questa fase, gestiamo quello che ci è stato dato». Quindi se l’acqua non c’è è tutta colpa della mancanza di pioggia, degli invasi vuoti, ed allora ci chiediamo ed i 100 litri di acqua al secondo prodotti dai minidissalatori di Porto Empedocle, che da soli darebbero acqua continua alla città senza ricorrere ad altre forme di raccolta delle acque che ci stanno a fare?
Problema volture e documentazione per nuovi contratti. L’amministratore delegato della Girgenti acque ha subito puntualizzato che i documenti richiesti per un nuovo contratto altro non sono che quelli previsti dalle leggi regionale e statale: «Se volete che la Girgenti acque non richieda tali documenti alla stipula del contratto, dovete far cambiare le leggi», e per le volture «gli uffici non procedono a fare nuove volture (se non agli esercizi commerciali) perché attendono il nuovo regolamento che l’ATO idrico dovrà approvare». Mio caro Giuffrida qui casca l’asino. Potremmo dimostrarle, carte alla mano, che voi, come società Girgenti acque, non effettuate alcun tipo di voltura, neanche alla categoria dei commercianti, sono tantissime le persone che potrebbe avvalorare e documentare quanto da noi affermato, e che sono state costrette a stipulare un nuovo contratto con voi. In quanto alla mancanza di un regolamento che non permette di effettuare le volture a chiunque ne faccia richiesta ricordiamo al signor Giuffrida che in data 26 novembre 2007 ha firmato per conto di Girgenti acque la Convenzione di gestione per regolare i rapporti tra il Consorzio ATO di Agrigento ed il Gestore del S.I.I. (Girgenti acque) con la quale all’articolo 24 comma 3 si legge: “fino all’adozione, da parte del Gestore (Girgenti), del regolamento restano in vigore, a garanzia dei diritti dell’utenza, i regolamenti dei gestori preesistenti, ai quali il Gestore è tenuto ad uniformarsi”.
Chiediamo all’amministratore delegato, quanto stabilito da questo articolo della convenzione lo state attuando? È a conoscenza il signor Giuffrida e con lui anche i componenti dell’ATO idrico che è presente, sempre nella convenzione del 26/11/2007 un articolo, il numero 38 (diffida ad adempiere-clausola risolutiva espressa) comma 1 attraverso il quale il concedente potrà invitare il gestore, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1454 c.c. (alla parte inadempiente l’altra può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s’intenderà senz’altro risoluto), a porre rimedio alle inadempienze entro un congruo termine (15 gg) nei seguenti casi: ripetute gravi deficienze nella gestione del servizio; ripetute gravi inadempienze ai disposti del presente atto; inottemperanze agli obblighi previsti dagli artt. 8, 19, 23, 24 (quello relativo all’adozione del regolamento, leggi sopra); decorso inutilmente il termine, il contratto è risolto di diritto, fermo restando l’obbligo del Gestore di proseguire la gestione fino all’aggiudicazione del servizio al nuovo Gestore, a seguito dell’espletamento della gara. Adesso ci chiediamo ma i presupposti affinché questa diffida ad adempiere venga messa in atto non si sono forse già verificati? La Girgentiacque non sta forse fregandosene di quanto stabilito dal comma 3 dell’art. 24? Ed i magistrati della procura della Repubblica di Agrigento non ravvisano in tutte le denuncie presentate i presupposti per l’apertura di un’indagine o di un’inchiesta?
(Marilisa Della Monica)

Santa la Gabanelli che ha trovato, nei meandri del decreto Alitalia, non so quale articolo che in due righe regalava l'impunità ai soliti Tanzi, Geronzi e compagnia. Grande cagnara, Tremonti fa il bel gesto, e l'articolo viene cancellato.
Ma andare alla ricerca del comma nascosto dovrà diventare il nuovo sport nazionale. In un decreto per la salvaguardia del criceto maremmano può nascondersi un inceneritore, in un finanziamento per una centrale elettrica la salvezza per un mafioso. Chi può saperlo?
Nel frattempo, circola insistentemente in Rete
un articolo di Rosaria Ruffini che racconta:
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali).
Ahiahi.E' un decreto approvato il 5 agosto, è già la data preannuncia, come si dice a Roma, la sòla. Molti dubitano della veridicità della denuncia, così andiamo ad approfondire. E scopriamo che in data 26 agosto ci aveva già pensato Alex Zanotelli dal settimanale Carta a lanciare un grido di allarme in proposito:
Mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on. Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
Così, vado a guardarmi
il decreto legge. E scopro con sollievo che all'art.23 si parla di contratti di apprendistato, e subito dopo c'è l'art.24. Andiamo, ragazzi! Che paranoia è mai questa! Il governo è innocente, almeno stavolta!
E invece no. Il decreto è del 25 giugno, quando er cittadino era ancora a casa a vigilare sui suoi rappresentanti. Viene
trasformato in legge appunto il 5 agosto, e mentre tutti sono al mare tra l'art.23 e il 24 viene aggiunto l'infame 23 bis che titola "Servizi pubblici locali di rilevanza economica".
Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite
Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.
tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua;
E così via. Leggetevelo. Si situa tra un articolo sui contratti di apprendistato e un altro che regolamenta l'uso della carta nei Ministeri.
Ora volevo raccontarvi di
Cochabamba, ma devo correre a spulciarmi il decreto che norma la coltivazione dei fichi d'india. Chissà che dentro non ci sia una dichiarazione di guerra al Turkmenistan o una centrale nucleare in Val d'Orcia o l'amnistia per Totò Riina.
(da crisis.blogosfere.it)

Alla caccia del comma nascosto, alla caccia del decreto nascosto che sconvolge nel concreto le nostre vite e il nostro modo di fare... all'improvviso ci potremmo ritrovare una centrale nucleare sotto casa, una discarica di rifiuti tossici in pieni centri abitati, l'acqua privatizzata e invisibile ai nostri rubinetti se non alle esorbitanti tariffe delle ditte private con la compiacenza dei sindaci locali (tra i quali ahinoi anche il nostro), energia nucleare equiparata tra l'indifferenza totale all'energia rinnovabile, scorie nei paraggi, decretucci salvaamico, salvabanca e salvamanager... insomma oggi più che mai la storia è fatta dalle piccole leggi, quelli invisibili, quelle nascostre tra le righe, tra i comma, non curanti della trasparenza negli atti amministrativi che ci debbono, non curanti di quella piccola forma di stato ormai un pò in disuso ed antiquata: democrazia. Adesso si pone la fiducia su tutto, non c'è dibattito, non si vuole un'opposizione, si deve parlare di ottimismo anche se siamo sull'orlo del baratro, va tutto bene anche se l'emergenza democratica risuona chiaramente ai nostri campanelli... ma si, dai... che ce ne facciamo di uno stato che non crede più in sè stesso? W l'Italia

Passaparola di Marco Travaglio del 03-11-2008: La P2 è viva e lotta con noi.

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