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sabato 10 maggio 2008

Aldo Moro e Giuseppe Impastato

Nel ricordo di Aldo Moro e di Peppino Impastato voglio chiudere questa settimana. Il primo martire della democrazia, l'altro martire dell'onestà e della libertà. Entrambi uccisi il 9 maggio 1978, il primo dalle BR, il secondo dalla mafia. Così lontani eppure così vicini, così legati indissolubilmente dalla storia, per sempre. Paladini entrambi della giustizia, di un amore sconfinato per l'Italia, per la propria terra. Il loro esempio ed il loro sacrificio deve rimanere per sempre ben impresso nelle nostre memorie ma non diventare un pallido ricordo da rispolvere nel giorno dell'anniversario della loro tragica morte... tutt'altro ci deve insegnare che bisogno credere e seguire i propri ideali, ci deve insegnare che neanche la morte può indurci al silenzio, ci deve insegnare a distinguire il bene dal male ma non per condannarlo senza ritegno ma per sapere noi che strada prendere e per provare a recuperarlo se possibile, ci deve insegnare a scegliere... a stare dalla parte del giusto, dello Stato, ad esprimere questa scelta quando, grazie alla democrazia, ne abbiamo la facoltà, ossia attraverso il voto... e molta strada c'è ancora da percorrere soprattutto in questa nostra terra di Sicilia, assuefatta ancora di clientalismo, che crede che il male possa chiamarsi bene. Aldo Moro e Peppino Impastato accomunati dalla vita e dalla morte, accomunati dal silenzio che li circonda la maggior parte del tempo e accecati dai riflettori solo un giorno all'anno. Attraverso la loro morte ci hanno insegnato come vivere, come crescere, non permettiamo che la loro esistenza sia trascorsa invano, non permettiamo che la nostra insistenza trascorra invano, gridiamo insieme ad Aldo Moro:"Quando si dice la verità non si deve dolersi d'averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi", gridiamo insieme a Peppino Impastato:"Non abituiamoci alle loro faccie, io voglio gridare che la mafia è una montagna di merda".


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