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mercoledì 24 giugno 2009

Rifiuti, la crisi di Palermo e la situazione a Sciacca

Nelle ultime settimane la notizia che ha tenuto e tiene banco in tutti i media nazionali e siciliani è quella della crisi dei rifiuti a Palermo e provincia. Quella dei rifiuti è una crisi che ha radici profonde e viene da lontano, inevitabilmente porta con sé ripercussioni politiche e polemiche, tra cittadini inviperiti e autorità in difficoltà a mantenere l’ordine e il decoro pubblico. Tutti i giorni si è avuta notizia di cassonetti bruciati, cumuli di pattume in ogni dove, automobili e scooter vittime anch’esse delle fiamme, tanto che nel palermitano si contano già circa 500 macchine bruciate per la felicità, si fa per dire, dei legittimi proprietari, travolti dal caos e dalle baraonde notturne.
Palermo ma anche Bagheria, Ficarazzi, Villabate, stanno scontando un conto salatissimo: condizioni igienico sanitarie al limite del collasso, l’estate calda che peggiora la situazione, cittadini in rivolta tanto per quanto si vede per le strade, ricoperte di rifiuti, quanto per la puzza che emanano i liquami della spazzatura in decomposizione. Ce n’è abbastanza per lanciare l’allarme: l’apice della crisi è stata l’ordinanza con la quale è stata imposta la chiusura di tutti gli edifici pubblici.
Il problema, pur nelle sue mille sfaccettature, nasce dal fatto che i cinquecento operatori del Coinres, società che si occupa della raccolta dei rifiuti in 22 comuni del palermitano, da più di una settimana incrociano le braccia perché da due mesi non ricevono lo stipendio. Lo scorso 17 giugno l´assessore regionale alla Protezione civile Gaetano Armao ha riunito le autorità competenti le quali hanno nominato Giorgio D´Angelo, attuale dirigente dell’Arra Sicilia, commissario ad acta del Coinres. A D´Angelo è stato affidato il compito di far rientrare l´emergenza ambientale e risanare il consorzio nel più breve tempo possibile. La Regione intanto si farà garante del risanamento economico stanziando 16 milioni di euro i quali dovranno essere restituiti dai comuni nel giro di tre anni. In quasi tutti i comuni della provincia di Palermo, cestini e cassonetti sono pieni all’inverosimile e, con il caldo, la puzza di rifiuti imputriditi rende l´aria davvero irrespirabile. A Bagheria sono rimasti aperti soltanto i servizi essenziali e l´ufficio elettorale in vista del referendum. In un primo momento si era pensato anche a chiudere le scuole, decisione poi revocata per consentire lo svolgimento degli esami nelle scuole medie. Tra i cittadini montano, oltre alla rabbia, sfiducia e malcontento mentre, sostenuti dai sindacati, i netturbini che non ricevono lo stipendio da due mesi hanno protestato davanti a Palazzo d´Orleans chiedendo al governo regionale di gestire direttamente il Coinres. I roghi e le corse dei vigili del fuoco si alternano a ritmo costante e forsennato. La crisi non è di poco conto se è stato mandato a Palermo a monitorare la situazione Guido Bertoloso, il capo della Protezione Civile, lo stesso che sta lavorando al ripristino della situazione in Abbruzzo dopo il devastante terremoto di due mesi fa. Il sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso quindi è giunto nel capoluogo siciliano per presiedere in prefettura un vertice con tutte le istituzioni locali e regionali "per un esame congiunto della situazione determinata dalla mancata raccolta dei rifiuti e l’individuazione degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza". Alla vicenda Coinres c’è da aggiungere quella che riguarda più da vicino il gruppo Amia. Infatti i sindacati degli operatori ecologici del gruppo Amia, l’azienda che gestisce e mantiene il servizio di igiene della città, hanno confermato lo sciopero bianco del personale che rispetta in maniera rigorosa il regolamento che prevede la dotazione di particolari dispositivi di sicurezza. Secondo i sindacati al momento questi dispositivi non sarebbero garantiti per tutti i lavoratori, per cui chi non è nelle condizioni di lavorare in tutta sicurezza rimane a disposizione dell’azienda senza però espletare alcun servizio. Se consideriamo il fatto che sono 2.700 i lavoratori del gruppo Amia, tra spazzini, addetti alla raccolta dei rifiuti, autisti e personale in servizio nei mezzi di movimento nella discarica di Bellolampo, capiamo bene le dimensioni della crisi.
Quando problemi di tali dimensioni accadono a poche decine di chilometri da casa nostra è lecito chiedersi semmai investiranno anche la nostra città e la nostra vita quotidiana. A Sciacca, alla luce dei fatti e quantomeno per il momento, non si rischia nulla di tutto questo: il servizio è garantito regolarmente ed è stato recentemente potenziato. Anzi la Sogeir, società a capo dell'Ato Ag1, ha dato addirittura la propria disponibilità ad aiutare i cittadini palermitani nella risoluzione dell'emergenza rifiuti, segno che la società è solida e detiene mezzi e risorse sufficienti. Il presidente della Sogeir, Enzo Marinello, ha raccolto quindi l'invito della protezione civile regionale ed ha messo a disposizione cinque dei propri mezzi per favorire l’intervento con cui la regione Sicilia sta tentando di superare la situazione di oggettiva difficoltà che si sta vivendo nell'area del palermitano in materia di rifiuti. Sogeir è la società d’ambito che gestisce l’ATO AG1. L’ATO AG1 è composta da 17 Comuni (Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Ribera, S. Margherita Belice, S. Stefano di Quisquina, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Sciacca, Villafranca Sicula) i quali, grazie ad una attività costante di informazione e verifica, prendono ogni giorno che passa maggiore consapevolezza dell’importanza della raccolta differenziata sia in termini ambientali sia in termini economici. L’obiettivo principale di So.ge..i.r. è quindi quello promuovere una città più pulita soprattutto grazie alla collaborazione ed all’aiuto dei cittadini e di diffondere una precisa cultura ambientale tramite iniziative atte alla sensibilizzazione delle utenze domestiche e non. La notizia più importante è comunque quella che procedono ben spediti i lavori circa l’ampliamento della discarica di Salinella e quelli che prevedono la costruzione di due nuove vasche, autorizzati al termine di un iter lunghissimo e farraginoso. E’ stato quindi scongiurato il pericolo di ritrovarsi presto con una discarica colma e di cercare nuovi siti adatti al conferimento dei nostri rifiuti. Le due nuove vasche di accumulo della discarica Saraceno Salinella consentiranno piena autonomia ai comuni facenti parti dell’ATO AG1 fino al 2013. Quella oggi in funzione poteva arrivare al massimo a dicembre, per poi esaurirsi e mettere l’agrigentino in crisi come accade a Palermo in questi giorni. Le nuove vasche avranno una capacità di 200 mila tonnellate di rifiuti che per la città di Sciacca ed i paesi limitrofi significano quattro anni di conferimento e forse anche più se dovesse finalmente incrementarsi la raccolta differenziata, già cominciata in alcuni quartieri cittadini e in diversi Comuni dell'hinterland. Diverrà sempre più importante adesso la tariffa di igiene ambientale la quale serve per dare completa attuazione al progetto che collega i costi dei rifiuti alla quantità di differenziata prodotta. Per scongiurare problemi legati ai rifiuti è di fondamentale importanza attuare una maggiore, intesa come quantità, ed una migliore, intesa come qualità, raccolta differenziata. “E’ importantissimo lavorare nel programma di comunicazione, come già stiamo facendo, il quale deve portarci a migliorare le percentuali di raccolta differenziata , dice spesso il presidente della Sogeir Vincenzo Marinello. Infatti solo aumentando la differenziazione dei rifiuti è possibile preservare le discariche ed incrementare il loro periodo di attività e di funzionalità”.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

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