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giovedì 12 marzo 2009

Le mosse del PD

Domenica scorsa, primo di marzo, si è tenuto presso i locali dell’auditorium dell’ex convento San Francesco il convegno del partito democratico. E’ stata un occasione molto importante per potersi confrontare e decidere meglio come proseguire l’esperienza siciliana e nazionale del PD, il principale partito di opposizione oggi in Italia.
Al convegno sono intervenuti l’onorevole Piero Fassino, una delle anime più importanti del partito, il coordinatore provinciale Emilio Messana, il capogruppo del PD all’assemblea regionale siciliana Antonello Cracolici e il deputato dell’ARS Vincenzo Marinello, esponente di spicco del partito a livello locale e regionale.
Oltre a queste importanti figure, erano presenti tutti i principali esponenti del PD locale e provinciale come Fabio Leonte, Ezio Alfano, Gianfranco Vecchio, Mariolina Bono, Filippo Marciante nonché Giacomo Di Benedetto, il sindaco di Bivona Panepinto, Angelo Capodicasa.
L’auditorium è stato affollato sin dalle prime ore del pomeriggio e tra gli ospiti non abbiamo potuto fare a meno di notare anche il senatore Siso Montalbano ed esponenti anche del mondo sindacale come Catanzaro della CGIL.
Il PD, superata la crisi dovuta alle dimissioni di Walter Veltroni e trovata in Dario Franceschini la nuova guida del partito, muove adesso i suoi primi passi alla ricerca di quella stabilità agognata sin dall’inizio, sin dalla sua nascita.
Gli interventi che si sono succeduti sono stati quasi tutti brevi ma determinati nel proseguire un lavoro che non si vuole lasciare in sospeso, sono stati toccati dai vari relatori tutti gli aspetti, locali, regionali e nazionali, della politica nostrana.
Particolarmente interessanti per le vicende saccensi sono state le dichiarazioni di Vincenzo Marinello che naturalmente si è concentrato con più decisioni sulle prossime amministrative locali. Il deputato all’ARS ha ribadito la sua ferma intenzione nel proporre uno schieramento alternativo a quello dell’attuale sindaco Turturici e si è particolarmente accalorato quando ha dichiarato di non essere per nulla contento di ritrovarsi a livello locale un nemico come Ignazio Messina col quale invece, a livello nazionale, si ritrova alleato. Marinello, con grinta, fa comprendere ai presenti che vuole assolutamente una decisione netta e precisa da parte dell’onorevole Messina: “la Lista Messina, lista civica ma comunque vicina all’Italia dei Valori, non può essere nemica di Berlusconi in Parlamento ed invece essere alleata di Forza Italia a Sciacca.”
In un certo senso, è un po’ il discorso che sembra avere fatto il ministro agrigentino Angelino Alfano del PdL: “Messina non può raccogliere le firme contro il Lodo Alfano a livello nazionale e poi appoggiare a Sciacca Mario Turturici che è espressione del partito di Berlusconi, di Alfano e di Giuseppe Marinello.”
E’ anche vero comunque che, da quanto si apprende in giro, in vista delle prossime elezioni comunali, nessuno o pochissimi hanno in mente di affidarsi alla vera ideologia politica, tutti parlano di liste che siano trasversali, espressione di “gente che abbia a cuore il futuro e la crescita della città”, tanto che, tra ipotesi più o meno veritiere, si parla di alleanze tra PD ed MPA, si mettono le basi per accordi tra associazioni e partiti politici, si valutano le mosse del PdL, soprattutto di Michele Cimino, e dell’UdC, soprattutto di Fabrizio Di Paola e Calogero Mannino, si punta in una parola a formare la lista vincente e meno al progetto politico comune.
Se tutto questo, tra pochi mesi, corrispondesse, come pare probabile, alla verità, chi potrebbe attaccare chi? Chi potrebbe accusare di incoerenza l’uno e non l’altro?
Al convegno del PD si è molto parlato anche delle infrastrutture di cui la Sicilia avrebbe bisogno, della crisi della sanità regionale, del fatto che, nonostante all’ARS ci sia una maggioranza massiccia, questa sia poco propositiva e soprattutto non si trovi d’accordo su nulla.
Gli interventi sicuramente più apprezzati ed incisivi sono stati quelli del deputato Marinello, sempre attento alle dinamiche della provincia e della marineria saccense, e quello di Piero Fassino che ha parlato più della situazione italiana. Ha affrontato la questione della crisi economica, ha messo in campo tutta la propria dialettica e le proprie idee su argomenti fondamentali come quelli della giustizia, del testamento biologico, della sicurezza, della scuola, dell’immigrazione, della disoccupazione, puntando l’indice contro l’attuale governo ed il suo leader Silvio Berlusconi.
Piero Fassino era già stato a Sciacca nel 2004. Erano ancora i tempi di Prodi e dei DS mentre l’idea del PD era ben lungi dall’essere portata avanti, un’idea ed un progetto ai quali abbisogna costante linfa e forze fresche per essere continuamente aggiornati e tenuti al passo con i tempi nell’attesa di comprendere in maniera più chiara quali siano le direttive del partito a livello locale, per lo sviluppo e la crescita di Sciacca.

Calogero Parlapiano

3 commenti:

Il Massimo ha detto...

La politica di Berlusconi è chiarissima. Ci si allea con chiunque purchè questo porti alla vittoria elettorale. Se adesso ci si mette anche il PD siamo al completo. Non mi sembra la politica giusta ma questa è la nostra politica. Ci sarebbe voluta una vera lista civica che parlasse del problema del'acqua, della cultura ecc. ecc. ma ciò viene normalmente impedito.
Pensi che qui c'erano in campo 3 formazioni di Forza Italia ma avendo l'80 % dei consensi una ha vinto.
Roba da mat!
Si preoccupano delle cadreghe (poltrone) non di problemi che ha il loro datore di lavoro (loro dimenticano sempre che il Comune è nostro) cioè il cittadino.
E quando parlano di compensi devono chiedere a "noi" se siamo d'accordo, invece ....
Ciao

lelio giaccone ha detto...

Alfano non ha detto che Messina deve scegliere, anzi ha detto che il nostro prode, nonostante le firme accolte contro la sua legge-truffa, a Sciacca appoggia Turturici, a riprova della bontà (?) della sua azione amministrativa.

Calogero Parlapiano ha detto...

penso di poter condividere con entrambi, Massimo e Lelio.
Alla fine è sempre questione di poltrone e potere..
per quanto riguarda le prossime alleanze staremo a vedere come andranno le logiche delle...segreterie dei partiti.