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venerdì 27 marzo 2009

Chi non vuole fermare il randagismo?

Ogni volta è sempre la stessa storia. Allor quando un fatto di cronaca viene a fare capolino nei nostri telegiornali si ci interroga su quali sono i rischi, quali le cause ed i fantomatici rimedi e cosa rischi ognuno dei singoli cittadini della nazione. E’ un po’ quello che sta accadendo col fenomeno mai realmente contrastato e debellato del randagismo. I noti fatti di cronaca che, durante l’ultima settimana, hanno colpito la Sicilia, in particolare Ragusa, Modica e Scicli e che hanno visto la morte di un bambino di dieci anni e il grave ferimento di una giovane turista tedesca, entrambi assaliti da almeno una diecina di cani randagi, hanno fatto riaccendere i riflettori su uno degli argomenti più dibattuti non solo in Italia ma anche nella nostra città di Sciacca.

A Sciacca non è difficile imbattersi in branchi di cani randagi, presenti soprattutto in contrada Perriera, nella zona di nuova espansione di contrada Ferraro e nei dintorni di via Madonna della Rocca. Non passa giorno senza il quale cani più o meno grandi ed aggressivi non si interpongano alle auto in movimento o non si avvicinino pericolosamente ad ignari pedoni, attirati magari dall’odore delle buste piene di roba fresca da mangiare. Non si è mai potuto ottenere nella nostra città un canile comunale degno di questo nome, troppe le pratiche burocratiche da espletare, troppi i randagi da mantenere secondo le giuste regole che prescrive la legge italiana, troppo, forse, quel senso di civica cultura che dovrebbe impedire agli essere umani di essere i primi fomentatori della rabbia canina.

Il problema non può e non deve essere affrontato solamente contribuendo in maniera sostanziosa e dispendiosa al mantenimento delle diverse decine di cani presso strutture e canili privati presenti nel territorio, e nemmeno limitandosi, di tanto in tanto, a catturare i cani più pericolosi, cosa che accade comunque solamente dopo migliaia di segnalazioni da parte di cittadini esausti.

Spesso si parla di sterilizzazione dei randagi che, vivendo per strada e senza limiti, riescono a riprodursi ed allargare i propri branchi in maniera decisamente esponenziale, altre volte si parla di abbattere senza ritegno gli esemplari più aggressivi scatenando di conseguenza le ire delle associazioni in difesa degli animali o degli animalisti in genere. Occorre ricordare comunque che, la maggior parte delle volte, sono gli stessi umani o gli stessi padroni dei cani a fomentare l’aggressività degli stessi privandoli del cibo e dell’acqua necessari o attraverso serie di maltrattamenti.

Di sicuro si tratta di una questione molte volte dibattuta ma senza mai adottare provvedimenti certi e definitivi ma spesso lasciando il tutto alla discrezione dei cittadini i quali, molte volte, si fanno giustizia da soli provvedendo, attraverso le cosiddette polpette avvelenate, all’abbattimento coatto dei randagi.

Di chi le colpe principali? Quali le cause più rappresentative del problema? Come fare a mettere quantomeno un freno ad un fenomeno che rischia di turbare la serenità dei cittadini ed il gioco allegro dei più piccoli? Come accade spesso per molte cose, il giusto sta nel mezzo, ossia dovrebbe palesarsi un maggiore interesse e decisione a risolvere il problema da parte delle istituzioni e delle amministrazioni comunali mentre, al contempo, i privati cittadini dovrebbe essere sempre solerti a segnalare i casi limite e fare assai attenzione sia per sé stessi sia per i propri figli, il tutto non colpevolizzando oltre misura dei cani vittime e carnefici allo stesso tempo, dei cani che possono e debbono essere tolti dalle strade e messi in sicurezza, dei cani che, comunque è bene ricordarlo, la maggior parte delle volte si dimostrano i migliori amici ed alleati dell’uomo.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"


3 commenti:

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

Se vuoi, passa da noi a ritirare un premio. Ciao

Il Massimo ha detto...

Per il randagismo? I veri randagi sono certi politici sia di destra che di sinistra. Si spostano da un partito all'altro, magari cambiandone solo il nome, come il fenomeno da te descritto. Intanto il problema dell'acqua è sottovalutato da molti concittadini.
Da me hanno cambiato la società con una Srl, roba da ridere!!! Da noi la mafia
esiste eccome ma è più raffinata.
Non è questione di PD o PDl qui ci prendono per sudditi fessi!! e se ne strafegano .. la Trinacria per certi aspetti è miglior del nord ...
scusa lo sfogo ...

Calogero Parlapiano ha detto...

grazie per il premio;
il randagismo è un problema di cui si parla o troppo poco o troppo a sproposito.
ciao