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martedì 26 ottobre 2010

Realtà a confronto: Valencia e Sciacca. Qual è il vero polo turistico?

Valencia e Sciacca: due città che si affacciano sul Mediterraneo, stesso clima, stessa cucina, stesso amore per la fiesta e la siesta. Eppure quante differenze: pulizia, ordine, servizi organizzati in ogni minimo dettaglio, aree verdi, nessun impatto edilizio e centro storico chiuso al traffico. Qual è il vero polo turistico?

Quando un saccense parla della propria città le opinioni sono sempre ondivaghe: è bellissima, si potrebbe fare di più, non c’è posto più bello, me ne andrei subito, insomma si dice tutto e il contrario di tutto. Forse, come in ogni campo della vita, quando non si è avuta mai la possibilità di guardare altro, si ritiene, a torto, che nulla possa cambiare e che niente possa migliorare. La pulizia per esempio. Come si fa a tenere pulita Sciacca? Le sue strade, i suoi vicoli? Come si fa a non ingolfare tutte le arterie di traffico? Ad evitare che le periferie siano infestate di discariche a cielo aperto di ogni genere e grado? Come si può tenere l’area portuale sistemata ed accogliente?
L’invito a visitare posti nuovi e diversi naturalmente non può essere rivolto soltanto ai cittadini ma anche, se non soprattutto agli amministratori e uomini politici locali e della provincia di Agrigento.
Qualche settimana fa ho fatto capolinea a Valencia, in Spagna. Si tratta della terza città per quantità di abitanti dopo Madrid e Barcellona. E’ una ridente città che si affaccia sul Mediterraneo, ad un’ora e mezzo di volo dalla Sicilia. Ha il porto, il mare, le spiagge e un centro storico, ciudad vella lo chiamano loro, che contiene ogni sorta di monumento e bene architettonico. Insomma un centro da visitare, aperto ai turisti di ogni età e provenienza.
La cosa che a primo impatto però fa più effetto è quella che Valencia non è una città Anche turistica ma che è costruita e realizzata su misura per il turismo, in ogni dettaglio. Aree verdi sterminate, giardini dove è possibile fare footing, pic nic, attrezzi comunali collocati lì per fare palestra all’aperto, 4 kilometri di spiaggia pulita anche ad ottobre, un lungomare pulito e sistemato in ogni aspetto, illuminato, con panchine, ogni sorta di ristorazione e gelateria, edifici, anche quelli privati, costruiti seguendo lo stile moderno e postmoderno dell’intera città, il porto turistico splendido con le barche a vela dell’America’s cup (Alinghi, Luna Rossa, New Zealand…), stand, fiere, l’edificio del circomare splendido, piscine, campi sportivi, fontanelle apposite per lavarsi i piedi dopo che si termina la giornata in spiaggia, piste ciclabili in perfetta sicurezza, impatto delle auto sulla città pari a zero e parcheggi per la maggior parte sotterranei. Verrebbe da chiedersi: ma dove sono andato a finire? Basti pensare al nostro Stazzone, abbandonato e franato in più punti oppure a contrada Muciare che potrebbe essere un punto di forza ed un fiore all’occhiello mentre è una distesa di pietre, erbacce, con una trazzera d’accesso che conduce ad un museo, quello del Mare, terminato ma chiuso. Che rabbia accorgersi di avere pure noi bellezze naturali, paesaggistiche e monumentali e non saperle sfruttare, non realizzandoci intorno servizi congrui ed adatti al turista.
Il porto di Valencia poi è organizzato in ogni punto, pulitissimo, così pulito che, soprattutto in estate, aprono diverse mega discoteche, centri di ritrovo per moltissimi giovani. Un’area curata e dove nulla viene lasciato al caso. Lo stupore, per noi che veniamo da Sciacca, aumenta addentrandosi nel cuore della città, il centro storico. Innanzitutto esso, nelle vie principali e centrali, è interdetto al traffico veicolare perennemente mentre in altri punti esistono delle fasce orarie entro le quali le auto possono o non possono circolare. Evidentemente a Valencia non esisteranno quei commercianti pronto a litigare, protestare per tutto e il contrario di tutto.
Pochissime, per non dire nessuna, le auto parcheggiate poiché esistono i parcheggi sotterranei oppure zone periferiche dove è possibile lasciare il proprio veicolo a motore senza il rischio, tra l’altro, di faticare nel camminare a piedi in quanto il loro servizio autobus è efficientissimo e conduce in ogni dove. Bus nuovissimi, con televisione, conducenti rilassati, posti a sedere a sufficienza, confort anche per i portatori d’handicap. Negli orari dove si prevede maggior affluenza di passeggeri, giungono al capolinea più autobus che conducono allo stesso posto senza alcun problema o lamentela da parte di nessuno.
Una città piena di indicazioni. Ogni via, incrocio, vicolo ha dei segnali ad hoc per il turista dove si indica come raggiungere facilmente la cattedrale, la chiesa, la torre, la determinata piazza, il mercato centrale, il pub, il quartiere. E’ pressoché impossibile perdersi.
I segnali a Sciacca si riducono ad indicare come raggiungere il commissariato di polizia o la caserma dei carabinieri. Occorrerebbe ripensare la nostra città anche in questo modo, rifacendo la cartellonistica stradale, indicando come raggiungere e da dove, chiese, basiliche, musei, castelli e le aree più disparate poiché il turista spesso vaga spaesata fidandosi soltanto del proprio intuito e sperando nell’incredibile fortuna di trovare l’ufficio turistico aperto.
E la pulizia? Valencia è una città splendente sotto ogni punto di vista. Tutte le vie del centro storico vengono lavate ogni notte, le strade e i marciapiedi brillano, le piazze sembrano essere state costruite da poco, nessun gomma da masticare ad imbrattare il marmo.
Gli operatori ecologici lavorano 7 giorni su 7, 24 ore su 24, sempre pronti a eliminare ogni minima imperfezione e sporcizia. Ogni netturbino ha il proprio territorio assegnato e se ne prende cura con fare maniacale. Niente di tutto questo a Sciacca, sporca e non solo nei weekend.
Differente anche la mentalità e la concezione culturale poiché a Valencia, né i residenti né i turisti, si sognano di buttare la benché minima cartaccia a terra, non è nemmeno concepito, l’idea non sfiora minimamente nessuno.
Addirittura gli operatori ecologici hanno delle piccole spazzatrici, che hanno appena il posto per un conducente, attraverso le quali si incuneano perfino nei vicoli del centro e lavano e spazzano tutto, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questa è la pulizia ordinaria. Ma esiste anche la pulizia straordinaria: dopo ogni evento, manifestazione, sfilata, gioco pirotecnico, la città si rimette immediatamente in modo per ripulire tutto. Non si tratta di eccezioni ma della normalità lavorativa e mentale del luogo.
Anni luce di differenza rispetto alla nostra città dove, purtroppo, per i primi i saccensi dovrebbero imparare a considerare casa propria anche il luogo pubblico e non solo l’interno delle mura della propria abitazione.
Queste differenze risaltano ancora più all’occhio perché non si tratta di due posti emisfericamente distanti e dalle culture totalmente opposte. Valencia è a due passi da noi, sul Mediterraneo, stessa cucina, stessa ospitalità, stessa voglia di divertirsi e di far baldoria. Bacino identico, servizi completamente differenti. Eppure a Sciacca non manca nulla dal punto di vista artistico, naturalistico e monumentale. Basterebbe organizzarsi e rubare, nel senso buono del termine, i trucchi di chi davvero riesce a fare e vivere di turismo. Perché oggi considerare Sciacca polo turistico è un’eresia, soprattutto se paragonata ai veri centri funzionali e costruiti ad hoc per il turista.
Consigliamo dunque ai nostri politici locali, a tutti i livelli, una visita nella vicina Valencia per capire meglio come si fa turismo e visitare un vero polo turistico. Al ritorno, così per come siamo organizzati adesso, avranno ancora il coraggio di parlare di turismo a Sciacca?
Buon viaggio dunque. Per andare a Valencia in fondo basta spendere pochi spiccioli grazie ai collegamenti da Trapani che garantisce la Ryanair.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

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