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venerdì 7 maggio 2010

Sciacca: vox populi, vox dei?

Mentre la macchina organizzativa dell’edizione 110 del Carnevale è in pieno fermento, c’è chi ancora pensa all’ultimo consiglio comunale di Sciacca nel quale, al grido di “sei incapace di amministrare”, la maggioranza, sindaco in testa, ha alzato i tacchi e se n’è andata. Chissà dove poi. Il consiglio è stato rinviato a data da destinarsi, sempre che il dibattito non sgangheri e qualcuno non si offenda. Quante volte abbiamo esclamato osservando una seduta parlamentare romana: “Ma che fanno? Invece di risolvere qualche problema, litigano?” Tra fette di mortadella, brindisi goliardici, cartelli e striscioni alla stregua di uno stadio di periferia e sputi, in Parlamento si è visto davvero di tutto e di più. Ci auguriamo che a Sciacca tutto questo non succeda, ma se il metro della permalosità è “sei capace di amministrare” allora si rischia l’ingovernabilità e la paralisi amministrativa. E la città ha troppo bisogno di decisioni e di interventi per seguire alla lettera il teatrino delle parole e delle polemiche. Sarebbe il caso dunque di compiere tutti un piccolo passo indietro nel barometro dell’orgoglio per farne, sempre tutti insieme, uno grande in merito al bene comune cittadino. Le critiche politiche ci stanno, stimolano a fare meglio con rinnovata lena ed impegno. Le offese personali e le invettive no, anche perché, chi segue il consiglio comunale da casa, si attende risposte. Non parolacce e nemmeno passerellismo. Cosa accadrà allora nei prossimi mesi?
Probabilmente dopo Carnevale, per il quale si spera che ci sia finalmente un adeguato ritorno economico ed in termini di immagine per la città termale, si procederà ad un nuovo rimpasto. Non è dato sapere quando precisamente e visti i tempi biblici dell’ultima volta (Fazio al posto di Piazza dopo un lungo tiritera) è meglio evitare di lanciarsi in date. Ma il rischio che presto si parli di un Bono Ter è altamente in preventivo. Sull’ago della bilancia gli ultimi due assessori tecnici rimasti in giunta dopo l’abbandono forzato di Ignazio Piazza: Turturici e Montalbano. Il nodo da scegliere è quello della delega alla pesca, assessorato trattenuto dal sindaco Vito Bono.
Vox populi, vox dei. Basterebbe farsi un giretto lungo la zona marina, per capire che gli operatori del settore sono rimasti molto scontenti della decisione dell’amministrazione. Non perché volessero a tutti i costi la conferma di Ignazio Piazza il quale comunque, a quanto pare, si è fatto ben volere nei pochi mesi in cui gli è stato concesso seguire il comparto, ma perché il settore è rimasto senza punti di riferimento. “Ci hanno abbandonato”, “noi siamo sempre gli Ultimi”, “il sindaco ha tanti pensieri e cose da fare, non avrà mai il tempo di occuparsi molto di noi”, “nni ceccanu tutti sulu pi li voti e poi cu si vitti, si vitti”. Questo il sentire comune, questo il vox populi della zona. A buon intenditore…
Eppure Sciacca, prima di ogni altra cosa, è una città di mare, marinara, portuale, che può e dovrebbe vivere di pesca. Chi sarà nominato? Chi sarà il prossimo assessore, posto che quasi certamente si tratterà di un altro esponente del Pd? Chi avrà le competenze per seguire il comparto pesca? Chi gli lascerà il posto?
Un altro aspetto non meno importante e che potrebbe pesare sulle future scelte è quello del Piano Regolatore Generale. Un argomento che periodicamente balza agli altari delle cronache cittadine e che, altrettanto celermente, torna nel dimenticatoio del silenzio. Da sempre. O meglio, da almeno 35 anni a questa parte. In una città che ambisce al ruolo di polo turistico, che aspetta la nascita di nuovi e ricchi complessi alberghieri, che si prepara, a quanto pare, all’avvento di diversi centri commerciali, che prepara da tempo progetti su progetti per moderni parcheggi, che ha annunciato l’avvento della greenway, non può procedere di concessione (edilizia) in concessione. Di piano in lottizzazione in piano di lottizzazione. Servono regole certe, basi sicure e solide. E soprattutto, dopo decenni di attesa, occorre sapere: quando il Prg giungerà al vaglio del consiglio comunale? Questa dovrebbe essere la priorità assoluta, tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. Questo sarebbe fare un servizio alla città. Ma vox populi afferma: “il Prg non lo vuole nessuno, ma proprio nessuno.”
Intanto si attende di capire i risvolti che, a livello locale, potranno avere le diatribe all’interno del Pdl. Dalla Sicilia, la questione si è allargata a Roma. A macchia d’olio. Cimino, Marinello, Miccichè, Alfano, Granata, per passare ai leader nazionali Fini e Berlusconi.
Il tutto mentre c’è chi lavora ancora all’idea di una Lega Sud da opporre alla Lega Nord.
La soluzione di quest’ultimo problema, forse, è molto più semplice di quanto si pensi. I parlamentari, in quanto nominati, probabilmente, non hanno alcun interesse ad avere un rapporto col territorio. Non vengono eletti. Basterebbe risolvere il conflitto di interessi tra potere legislativo e potere esecutivo. Basterebbe cambiare la legge elettorale. Ma vox populi afferma: “la legge elettorale non la vuole cambiare nessuno, ma proprio nessuno. A tutti conviene così”.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

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