Dopo anni e anni di battaglie, lo IACP avrebbe deciso di intervenire a Sciacca negli alloggi popolari di via Acerra e del villaggio Pescatori. Sbloccati anche i fondi per realizzare nuovi 20 alloggi: saranno costruiti in contrada Ferraro
Manutenzione straordinaria delle abitazioni Iacp di via Acerra e Villaggio Pescatori. Realizzazione di nuovi 20 alloggi popolari in città. Queste le novità su uno dei problemi ventennali della città di Sciacca, quello delle case popolari. Queste notizie positive sono sopraggiunte da Agrigento, scaturite da un incontro istituzionale con il commissario dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari Matteo Petralito. Ne hanno riferito nel corso di una conferenza stampa in Sala Giunta, il sindaco Vito Bono, l’assessore alle Politiche Sociali Gianfranco Vecchio, il consigliere comunale Simone Di Paola, il responsabile del Sunia Cgil di Sciacca Michele Catanzaro. Presenti all’incontro con i giornalisti, anche i consiglieri comunali Giuseppe Ambrogio e Maurizio Grisafi.
“Dopo tanti anni di battaglie – hanno detto il sindaco Vito Bono e l’assessore Gianfranco Vecchio –finalmente l’assicurazione che si penserà alla necessaria e urgente manutenzione di alloggi fatiscenti e al limite dell’abitabilità di Via Acerra e Villaggio dei Pescatori. Le nostre sollecitazioni hanno avuto riscontro. L’Iacp ci ha comunicato che entro un mese sarà presentato un progetto alla Regione per il finanziamento della manutenzione straordinaria. Ma c’è l’impegno dell’Istituto di trovare eventualmente le somme necessarie con fondi propri del bilancio dello Iacp”. Il sindaco Vito Bono e l’Assessore Gianfranco Vecchio hanno ringraziato il commissario e i funzionari dello Iacp per la disponibilità e l’attenzione.
“Si vede anche la luce per la realizzazione di 20 nuovi alloggi popolari – ha aggiunto il consigliere Simone Di Paola -. C’è moderato ottimismo sull’assegnazione a Sciacca di una quota parte dei residui di finanziamenti, su una rimodulazione regionale, di circa un milione di euro da assegnare all’intera provincia di Agrigento. Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione, c’è
stato e continua a esserci l’impegno e l’attenzione di tutti. Il senatore Nuccio Cusumano ha già contattato l’assessore regionale Armao preannunciandogli un incontro al fine di individuare le somme per la necessaria copertura finanziaria”.
Il responsabile del Sunia Michele Catanzaro ha ringraziato l’Amministrazione comunale e il Consiglio “per il coronamento di una battaglia condotta con determinazione negli ultimi anni”.
Ottimismo dunque ma è chiaro che, dopo almeno 20 anni di sole chiacchiere, prima di esultare e brindare occorre prendere visione dei fatti, del progetto esecutivo di ripristino degli immobili, dei lavori di ristrutturazione e di quelli per la costruzione dei nuovi alloggi.
Questa nuova possibilità si è resa possibile grazie a dei fondi regionali. Infatti la regione siciliana ha conteggiato circa 1 milione di euro di fondi residui da destinare all’IACP provinciale. Buona parte di questa somma sarà investita su Sciacca. O almeno questa è stata la promessa.
Secondo i dirigenti dell’istituto autonomo case popolari per ripristinare e mettere in sicurezza gli immobili di via Acerra serviranno all’incirca 150 mila euro. Per dovere di informazione occorre fare una doverosa distinzione però tra gli immobili di via Acerra e quelli siti nel villaggio Pescatori. In entrambi i casi si tratta di edifici pressoché pericolanti ma in via Acerra non ci sono proprietari, ossia coloro che vi abitano sono tutti assegnatari. Nel villaggio Pescatori invece non solo diverse persone hanno provveduto ad acquistare l’immobile ma ce ne sono tanti altri disabitati da tempo perché in condizioni strutturali troppo gravi, tali da mettere a rischio l’incolumità della gente.
Dall’incontro che si è tenuto ad Agrigento sono emersi anche altri due fatti interessanti. Il primo è quello che riguarda i campetti di calcio. Sia quello sito nel rione Fratelli Bandiera che quello collocato alla Perriera abbisognano di urgenti opere di messa in sicurezza e ripristino. Secondo i funzionari dello IACP in quei campetti l’amministrazione comunale può intervenire da subito poiché lo IACP su quei campetti vanta soltanto un diritto di superficie mentre la proprietà è comunale. Secondo il consigliere del pd Simone Di Paola “gli interventi di ripristino dei campetti possono essere calati nel piano triennale delle opere pubbliche e il comune presto potrà aggiustare questi due importanti spazi aggregativi per i giovani.”
L’altro dato emerso è quello che, secondo i dati dei dirigenti IACP, la città di Sciacca è quella meno morosa della provincia di Agrigento, ossia il pagamento degli affitti da parte degli assegnatari è piuttosto regolare, a differenza per esempio invece della città di Palma di Montechiaro dove, a quanto pare, non pagherebbe quasi nessuno.
Soddisfatto naturalmente il sindacalista Michele Catanzaro: “da anni sostengo che a Sciacca la situazione economica per molte famiglie è gravissima e servirebbero, di conseguenza, 1000 alloggi popolari. Mi hanno preso per pazzo ma ne servirebbero davvero 1000. Partiamo da queste nuove 20 abitazioni nella speranza che il risultato possa essere conseguito il più presto possibile grazie anche alla collaborazione dell’amministrazione comunale saccense.”
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
venerdì 10 giugno 2011
Sciacca, Lo IACP interviene?
domenica 15 maggio 2011
Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca
Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca per quella di Marsala richiesto dal “maestro” Bernardo Petralia. Diverse le operazioni antimafia portate avanti dal pm che adesso proseguirà il proprio lavoro a pochi chilometri da casa. Legittimi ma inutili gli appelli di Vito Bono e Filippo Bellanca che chiedevano la permanenza a Sciacca di Vella
Ormai è ufficiale. Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca. La motivazione comunicata dalla commissione del consiglio superiore della magistratura è quella che ancora non ha completato i 3 anni di servizio presso la procura della Repubblica di Palermo.
Caduti nel vuoto, come era immaginabile, gli appelli che nei giorni scorsi il sindaco Vito Bono, il presidente del consiglio comunale Filippo Bellanca e numerose associazioni locali avevano rivolto al ministro della giustizia Alfano affinchè Vella non lasciasse Sciacca.
Salvatore Vella aveva preso servizio a Palermo dopo una lunga attività giudiziaria a Sciacca. Nella città termale era tornato poi come applicato ma adesso l'applicazione è scaduta e il magistrato dovrà rientrare per poi prendere servizio presso la procura di Marsala accanto al suo maestro il procuratore Bernardo Petralia.
Pare addirittura che sia stato lo stesso procuratore capo della repubblica di Marsala Bernardo Petralia a formalizzare la richiesta alla procura generale di Palermo.
Da parte sua il dottore Salvatore Vella, nel corso di un incontro con i giovani di SOS Democrazia di Ribera che gli hanno consegnato la tessera di socio onorario, ha dichiarato che il suo trasferimento a Marsala è quasi certo.
“Il mio ex procuratore, ha detto Vella, riferendosi a Petralia, con il quale ha lavorato per diversi anni alla procura di Sciacca, mi vuole.”
Da una parte sicuramente c’è il rammarico di lasciare la città di Sciacca alla quale Salvatore Vella ha dimostrato nel tempo il suo attaccamento, dall’altra parte c’è sicuramente il prestigio di proseguire la propria carriera in una delle Procure più ambite della Sicilia.
Sciacca attraverso i suoi massimi rappresentanti, il sindaco e il presidente del consiglio comunale, ha fortemente auspicato che il magistrato potesse continuare ad operare presso la locale procura, sottolineando l'importante lavoro svolto in questi anni in diverse operazioni, su tutte quelle “Scacco Matto” e “Face Off”.
L’auspicio di permanenza di Vella a Sciacca da parte del sindaco e di tante associazioni locali pare però difficilmente realizzabile visti gli avvenimenti degli ultimi giorni.
“Lasciate che il sostituto procuratore Salvatore Vella rimanga a lavorare alla procura di Sciacca, il presidio giudiziario del nostro territorio non può perdere un valente magistrato.” Questo, in sintesi, il comunicato avanzato dalle alte cariche cittadine. Dal 16 maggio quindi Vella tornerà a disposizione della procura di Palermo. Il sindaco Vito Bono e il presidente del Consiglio comunale Filippo Bellanca erano intervenuti con una lettera a doppia firma indirizzata al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti e, per conoscenza, anche ai procuratori della Repubblica di Palermo e Sciacca, Francesco Messineo e Vincenzo Pantaleo. “Col dovuto rispetto per le scelte organizzative della magistratura, a cui è superfluo sottolineare si riconosce la massima autonomia – scrivono Bono e Bellanca - manifestiamo comunque stupore per tale possibile sviluppo, ritenendo che fosse ormai scontata la permanenza nel presidio giudiziario di Sciacca del Dott. Vella con una naturale conferma del suo distacco”.
Sindaco e presidente del consiglio parlano poi di “straordinaria competenza del Dott. Vella, di indiscussa conoscenza del territorio e delle sue criticità criminali, che hanno più volte prodotto risultati importantissimi nella lotta alla droga, alla violenza, alla mafia e ai reati finanziari. Le Istituzioni devono sforzarsi a superare gli ostacoli, soprattutto se questi sono burocratici. Manifestiamo pertanto l'auspicio che la professionalità del Dott. Vella possa restare a disposizione della sicurezza del nostro territorio, nell'ambito di un'azione complessiva della Procura della Repubblica magistralmente diretta dal Dott. Vincenzo Pantaleo e con la recente immissione in servizio di tre nuovi sostituti di prima nomina”. Il sindaco Vito Bono e il presidente del Consiglio comunale Filippo Bellanca chiudono la missiva auspicando “una ulteriore e attenta valutazione che non penalizzi il presidio giudiziario saccense”.
Gocchi su un Vella che possa essere svincolato da Sciacca li ha già messi il dottor Bernardo Petralia, ex procuratore di Sciacca, già consigliere del CSM, oggi in servizio come sostituto alla procura di Marsala. Petralia è colui che Vella più volte ha definito il suo maestro. Presto dunque i due si ricongiungeranno in un altro avamposto antimafia sicuramente di primo piano, e a pochi km dalla sua città natale, Mazara del Vallo, anche se è Sciacca la città in cui il magistrato risiede.
Sulla questione anche il presidente della Camera Penale di Sciacca Paolo Imbornone si è augurato che presto per Vella Sciacca diventi la sede di assegnazione definitiva.
Il pm Vella comunque nel tempo ha dimostrato molto attaccamento per Sciacca, città nel quale ha vissuto per tanto tempo e non è escluso che un giorno possa tornare per coprire il quarto posto di sostituto in procura che al momento è rimasto vacante.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
venerdì 13 maggio 2011
Sciacca, approvata la variante Penny Market
Sospiro di sollievo per la Penny Market, ancora in sospeso Eurospin che chiede il commissariamento e la Bono Gomme. Frizioni all’interno di entrambe le coalizioni con Vito Bono e Fabio Leonte vigili nel rintuzzare gli attacchi che giungono da entrambi i poli. E intanto si attende ancora il PRG…
Martedì sera finalmente è stata la volta del consiglio comunale dopo numerosi rinvii a causa della mancanza del numero legale. All’ordine del giorno ancora le ormai famose varianti urbanistiche. E’ stata approvata la variante che consentirà l’apertura del punto vendita della catena Penny Market nell’ex sala Bingo. Nulla da fare invece, almeno in questa fase, per Eurospin. Infatti nel momento delle dichiarazioni di voto è venuto meno il numero legale a testimonianza delle frizioni ancora presenti nella maggioranza ma anche nell’opposizione dove il fronte sembra cominciare a disunirsi sull’argomento varianti.
La novità principale è stata rappresentata dall’intervento del sindaco Vito Bono che in apertura di seduta ha letto un documento con il quale l’amministrazione ha sostanzialmente detto di condividere esclusivamente le varianti compatibili con il piano regolatore generale e di tenere conto dell’esigenza di riutilizzare e valorizzare gli edifici esistenti. Da quanto si dice il PRG potrebbe raggiungere l’aula Falcone Borsellino nei primi mesi del 2012.
Il documento sostanzialmente ha avallato la posizione della componente Coco - Capodicasa all’interno del partito democratico anche se i consiglieri Sabella, Fiorino e Coco si sono astenuti al momento del voto mentre il consigliere Mandracchia ha votato contro. La variante Penny Market è passata con 16 voti favorevoli. Si sono espressi a favore gli altri componenti del partito democratico, l’Mpa, il Fli e i Leali per Sciacca, oltre all’opposizione.
L’atto di indirizzo fornito dal sindaco non è stato rispettato dall’intera maggioranza mentre l’opposizione ha continuato ad attaccare il primo cittadino e l’assessore al ramo Fabio Leonte.
Ha fatto palesare alcune evidenti contraddizioni Gioacchino Settecasi, mentre Fabrizio Di Paola, Calogero Bono, David Emmi, Gianluca Guardino e Gaetano Cognata hanno accusato l’amministrazione di atteggiamento irresponsabile e di incapacità a programmare una pianificazione urbanistica della città.
Del resto le difficoltà sono state ammesse da Simone Di Paola. “Siamo una coalizione ed è normale che le posizioni possano essere diverse, ha detto, ma l’atto di indirizzo dell’amministrazione ha consentito di trovare il compromesso.” “Finalmente il sindaco ha fatto chiarezza”, ha aggiunto Fiorino, ad opinione del quale il precedente libera tutti di Vito Bono era inaccettabile.
Sull’argomento varianti duro il commento dell’assessore Leonte: “le posizioni divergenti ci sono anche nell’opposizione” riferendosi all’assenza dei consiglieri Fabrizio Di Paola e Ignazio Bivona e soprattutto ha detto: “sull’Eurospin ci sono gli interessi di uno dei coordinatori locali del Pdl”.
Per i consiglieri del Pdl andava esitato anche questo punto. “Non si possono fare disparità” secondo Calogero Bono, Gioacchino Settecasi e David Emmi, anche se si tratta della realizzazione di un nuovo immobile, in contrada Bellante, rispetto alla variante Penny Market che utilizzerà un edificio già esistente. I consiglieri del centrodestra hanno messo a confronto l’istanza dell’Eurospin con quella della Lidl approvata nel 2009. “Anche in quel caso, hanno detto, si è cambiata la destinazione dell’area e si è realizzato un nuovo edificio. Insomma anche su Eurospin posizioni diverse sia nella maggioranza che nell’opposizione, ma con la differenza di un andazzo che stava portando alla bocciatura dell’atto. A quel punto Gianluca Guardino ha posto il problema delle assenze tra la maggioranza e assieme agli altri colleghi del Pdl ha abbandonando l’aula, mentre si facevano le dichiarazioni di voto. In questo modo è venuto meno il numero legale e la pratica Eurospin potrebbe finire nelle mani di un commissario, così come sembra volere la ditta.
Anche il giorno precedente, lunedì, si era provato a convocare il consiglio comunale ma tutto si era chiuso con un nulla di fatto.
Erano quindici i consiglieri presenti nei banchi della maggioranza. Ne mancava solo uno, dunque, per poter andare avanti regolarmente con i lavori. Ma all’opposizione non è bastato, e ancora una volta aveva abbandonato l’aula. “Sulle varianti urbanistiche siete spaccati, se non siete autosufficenti nel garantire la maggioranza in aula non saremo certo noi a farvi da stampella”, aveva detto in apertura dei lavori il capogruppo del pdl Gianluca Guardino.
Non c’erano tra le fila della maggioranza i consiglieri Assenzo, Sandullo e Ambrogio. Giustificati i primi due (Assenzo per lavoro, Sandullo per motivi di salute). Ambrogio invece non c’era per protesta contro la maggioranza per la vicenda del nucleo di valutazione. La maggioranza era tornata ad attaccare l’opposizione, ricordando che questa ad inizio consiliatura si era impegnata a non abbandonare mai l’aula consiliare e a non agire in maniera ostruzionistica per far cadere il numero legale.
“Dinanzi alla organica presenza di tutte le forze di maggioranza, presenti e pronte ad assumersi le proprie responsabilità dinanzi alla cittadinanza – si leggeva nel comunicato stampa diramato – l’opposizione ha rivelato pubblicamente la sua vera natura: strumentale nei contenuti, irresponsabile ed incoerente nella condotta.”
Eurospin insomma è pronta a chiedere il commissariamento del consiglio comunale, non intende attendere ancora, ritenendo che la variante che trasformerà un’area di contrada Bellante da agricola a commerciale sia regolare e meritevole di essere varata. L'unica forza politica della maggioranza al momento pronta a votarla è l’Mpa, ma anche nell’opposizione ci sono consiglieri disponibili a dire sì. pd e futuro e libertà sono disponibili a votare punti che non siano in contrasto con l'approvando prg, evidenziando che il progetto Eurospin lo sia. L’altra variante ancora da approvare prevede modifiche di destinazione d’uso per un centro vendita di gomme (Bono Gomme) in un magazzino già esistente in località Tabasi.
Nei prossimi giorni si riuniranno i diversi capogruppo e sarà convocato un nuovo consiglio comunale per discutere e votare le altre due varianti ancora mancanti. Vedremo se la prossima volta i consiglieri comunali di ambo le parti “varieranno” atteggiamento.
Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"
lunedì 2 maggio 2011
Processo "Uragano": ecco la sentenza
Assolto il consigliere comunale Lorenzo Maglienti, prescritto l’attuale assessore Michele Ferrara entrambi dell’Mpa. Ci sono state condanne solo per la turbativa d’asta riguardante i lavori di manutenzione alla scuola S.Agostino di Sciacca
Il processo “Uragano” per turbativa d’asta, truffa e inadempimenti contrattuali si è concluso lo scorso mercoledì pomeriggio con 5 condanne: per Marco Maglienti, imprenditore, un anno di reclusione e € 1.000 di multa; per Filippo Modicamore, Santo Modicamore e Marco Vinti, tutti e tre imprenditori, sei mesi di reclusione e € 600 di multa; per Vito Perrone, imprenditore, nove mesi di reclusione e € 900 di multa. La condanna è relativa alla turbativa d’asta in relazione ai lavori di manutenzione della scuola Sant’Agostino. I cinque sono stati interdetti per un anno a contrarre appalti con la pubblica amministrazione. La pena però è stata sospesa.
Per quanto riguarda l’accusa di voto di scambio per l’attuale assessore allo spettacolo del comune di Sciacca Michele Ferrara e gli imprenditori Marco e Lorenzo Maglienti (rispettivamente padre e figlio) il giudice monocratico Cinzia Alcamo ha disposto il non doversi procedere in quanto l’azione penale stata prescritta, ossia erano scaduti i termini entro cui esercitare l’azione penale.
Sono stati assolti invece dalle accuse di turbativa d’asta, truffa e inadempienze contrattuali che riguardano altri lavori pubblici l’imprenditore Marco Maglienti (si trattava dei lavori inerenti all’illuminazione pubblica di via Lido), Benedetto Benigno, Sebastiano Porretta, ex ingegnere capo del Comune di Sciacca (per lui si trattava dei lavori di messa in sicurezza nel lungomare Stazzone), Rosario Fara, imprenditore, Salvatore Vaiana, funzionario Iacp, Agostino Bono, geometra Iacp, Salvatore Porretta, ingegnere, Maurizio Matalone, Gaspare Tortorici, dipendente comunale Comune di Ribera, Antonino Manetta, geometra Ufficio tecnico del Comune di Ribera, Filippo e Santo Modicamore. Per gli imputati assoluzione perché il fatto non sussiste.
Non solo. Vi sono state ulteriori assoluzioni.
Infatti per quanto riguarda l’accusa di turbativa d’asta per i lavori di somma urgenza per le fognature sono stati assolti con formula piena il consigliere comunale Lorenzo Maglienti, Maurizio Matalone e Salvatore Guirreri. Si è stabilito il non doversi procedere per prescrizione per gli imprenditori Domenico e Calogero Indelicato, per Filippo e Santo Modicamore, per l’imprenditrice Maria Antonietta Guattaiano e per Maurizio Matalone. Le accuse riguardavano reati per turbativa d’asta e truffa per altri lavori pubblici.
Come si ricorderà l’operazione “Uragano” cominciò nell’ormai lontano 25 settembre del 2006. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, gli imputati avevano messo su un sistema per vincere facilmente gli appalti pubblici. Le fasi del “sistema” sarebbero state due: nella prima “la turbativa d’asta sarebbe stata consumata attraverso una cordata di imprese” che metteva in moto ribassi assai vicini tra di loro. Successivamente sarebbe scattata la seconda fase, quella della gestione illecita.
Date le assoluzioni e l’esiguità delle (poche) condanne, potremmo affermare che, nonostante la gravità delle accuse per le quali era partita l’operazione, “l’Uragano” si è progressivamente trasformato in una pioggerella estiva oppure che “la montagna ha partorito il topolino”.
Dal punto di vista politico il consiglio comunale e, in generale, l’amministrazione ne escono bene grazie all’assoluzione del consigliere Maglienti ed alla prescrizione per l’assessore Ferrara. Eventuali condanne avrebbero di certo creato un po’ di imbarazzo tra gli operatori politici interni alla maggioranza che sostiene la Giunta Bono.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
domenica 24 aprile 2011
Musei: la capacità di fare "sistema"
La Valle del Belice organizza “la rete dei musei” per attrarre i turisti. A Sciacca invece non si riesce a fare sistema e spesso i musei rimangono chiusi anche durante le festività così come l’ufficio turistico. Come andrà a Pasquetta?
Per raccontare e far conoscere l’identità della Valle del Belice, nasce, dopo un anno dai primi incontri, promossi da Legambiente Sicilia, la rete dei musei della Valle del Belice.
Ne fanno parte tutti i comuni della Valle: Castelvetrano, Gibellina, Salemi, Salaparuta, Poggioreale, Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Giuliana, Roccamena, Santa Ninfa, Vita, Partanna che hanno deliberato, con atto amministrativo, l’adesione al progetto.
Insieme a questi aderiscono la Provincia Regionale di Trapani , l’Azienda Foreste Demaniali di Trapani, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, La Rotta dei Fenici, il CRESM, le Riserve Naturali: della Foce del fiume Belìce e Dune Limitrofe della Grotta di Santa Ninfa, e della Grotta di Entella, con la partecipazione del dirigente e dei funzionari del Servizio Polo museale della Val di Mazara dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e identità siciliana e della Direzione del Parco di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa”. Tutti insieme per fare sistema.
La presentazione della Rete Museale Belicina, nei locali del Baglio Florio all’interno del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, si è svolta lo scorso venerdì 15 Aprile, alla presenza delle autorità regionali dell’Assessorato ai Beni Culturali. Sabato 16 aprile invece si era tenuta la seconda edizione del “Viaggio nella Memoria”, un viaggio in quei luoghi della Sicilia che sono stati nel 1968 il tragico teatro del terremoto nella Valle del Belìce. Santa Margherita di Belice aderisce alla rete dei musei della Valle del Belice con il Museo della Memoria, legato alla ricerca dell’identità collettiva del Belìce e collocato nell’ ex chiesa madre ristrutturata; e il Museo del Gattopardo che custodisce il manoscritto ed il dattiloscritto de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed altri oggetti appartenenti allo scrittore.
Dopo la visita al Museo della Memoria il viaggio proseguirà con la visita a Poggioreale Vecchia e la passeggiata nell’antico centro abbandonato dopo il sisma; ai Ruderi di Salaparuta ed all’Archivio della ricostruzione; al Cretto di Burri ed ai Ruderi di Gibellina; al Castello di Rampinzeried alla Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa a cui seguirà una degustazione e promozione di prodotti tipici della Valle del Belìce e la visita della mostra fotografica la Primavera del Belice. Il Viaggio nella Memoria terminerà nel pomeriggio a Gibellina con l’incontro alla Fondazione Orestiadi e la visita guidata al Museo delle Trame Mediterranee e un giro del paese per conoscere alcune delle architetture moderne presenti tra cui il nuovo Museo “Belice/Epicentro della Memoria Viva”.
E Sciacca? Da anni la città termale non riesce ad esprimere le proprie potenzialità culturali e mussali, basti ricordare che il Museo Scaglione è chiuso da tempo, oggetto di alcuni lavori di ristrutturazione mai terminati, e che il Museo del Mare di località Muciare attende ancora di essere aperto ed inaugurato. La struttura è pronta ma mancano ancora alcuni allacci, la riqualificazione dell’area, dell’accesso stradale oltre al Melqart, la statuetta fenicia, conservata a Palermo e che Sciacca da tempo rivorrebbe.
Ma non solo. Il Museo Antiquarium di località San Calogero è stato recentemente riaperto dopo quasi 6 anni di silenzio ma sicuramente non viene pubblicizzato molto a livello provinciale e regionale cosicché le visite si limitano soltanto a chi si reca in Basilica o a chi sa della presenza del museo dedicato ai reperti recuperati dalle viscere del monte Kronio.
Una vecchia battaglia riguarda invece il Museo dell’Antimafia che vorrebbe realizzare da tempo Nico Miraglia, figlio di Accursio, sindacalista ucciso dalla mafia, ma ancora nulla di concreto è stato stabilito nonostante la volontà dei Miraglia e i tanti documenti storici in loro possesso che potrebbero essere usufruiti da tutta la cittadinanza.
Insomma ancora una volta quello che a Sciacca manca è la capacità di fare “sistema”, di organizzarsi in Polo. Manca poi anche la pubblicizzazione dell’enorme patrimonio artistico culturale della città. Siamo nella Settimana Santa che conduce alla festività di Pasqua e Pasquetta e come sempre si ci chiede se i nostri musei saranno aperti ai turisti. Sciacca infatti è risultata essere una delle mete siciliane privilegiate dal turismo nazionale dopo Taormina. Sarebbe opportuno accogliere i visitatori degnamente, presentando i musei e l’ufficio turistico aperti. Battaglia di ogni anno. Vedremo nel 2011 come andrà a finire: si attendono scommesse.
Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"
mercoledì 20 aprile 2011
Arrivano i nostri. Nuovi magistrati a Sciacca
Quattro nuovi e giovani magistrati vanno a rimpolpare l’organico operativo della Procura di Sciacca che adesso potrà tornare a lavorare a pieno regime e con rinnovata lena. Commenti positivi da Pantaleo, Vella e Genna
Finalmente arrivano nuovi magistrati nella Procura di Sciacca che, per tanti mesi, è stata sull’orlo della chiusura a causa della carenza di organico e personale.
I quattro nuovi giudici sono sono: Michele Marrone di 39 anni, nato a Trapani e che ha svolto il tirocinio a Bologna; Giovanni Lucio Vara, di 28 anni, nato a Foggia, il quale ha ultimato il proprio tirocinio a Milano; Alessandro Moffa, di 31 anni, nato a Lanciano, anch’egli impegnato nel tirocinio in quel di Bologna e infine Silvia Capitano, la quale ha svolto il tirocinio a Roma, la capitale d’Italia.
Soddisfazione naturalmente è stata espressa dal procuratore Vincenzo Pantaleo, dal magistrato Salvatore Vella e dal Presidente del Tribunale di Sciacca Andrea Genna che, in particolar modo, ha invitato i nuovi giovani colleghi ad intraprendere questa avventura nel solco della prudenza.
Decisivo per rimpolpare gli organici giudiziari è stato soprattutto il cambiamento della legge che, fino a poco tempo fa, impediva l’arrivo nelle Procure di uditori di prima nomina.
L’arrivo dei quattro giovani magistrati era già noto da alcuni mesi ma, seguendo i tempi prestabiliti, hanno preso l’incarico durante l’ultima settimana.
Li attende un lavoro duro e impegnativo, sicuramente sono diverse le procedure in arretrato, proprio a causa dell’esiguità delle risorse umane antecedenti al loro arrivo. Per dirla alla Alfano, il ministro della Giustizia, anche loro adesso potranno godersi “lo splendido panorama” che si gode dal Tribunale, tale da scongiurarne ogni rischio di chiusura.
Durante la loro presentazione ufficiale alla stampa e ai colleghi del tribunale, si è parlato anche degli ultimi fatti di cronaca nera e giudiziaria, ponendo l’attenzione sull’escalation criminale che sta coinvolgendo il territorio di Ribera, ultimo caso l’intimidazione al sindaco Carmelo Pace, la situazione esplosiva di Lampedusa e i diversi furti di auto e negli appartamenti denunciati da cittadini saccensi.
Tutta la redazione del Settimanale “ControVoce” augura un buon lavoro ai nuovi magistrati e una buona permanenza a Sciacca.
Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"
sabato 9 aprile 2011
Decisioni "varianti"...
Si continua a parlare di varianti urbanistiche. Il quadro era e rimane poco chiaro ed anche il prossimo consiglio comunale rischia di tramutarsi in un nulla di fatto aggravando i rapporti tra la Giunta Bono e la maggioranza consiliare.
Le varianti urbanistiche tornano all'ordine del giorno della seduta del consiglio comunale di Sciacca, convocato per il 14 aprile prossimo, ma le posizioni dei gruppi e dei singoli consiglieri non sembrano cambiate, anzi la situazione sembra ancora più intricata se è vero com’è vero che per l’ex capogruppo del pd Simone Di Paola la maggioranza dovrebbe trovare una soluzione univoca e condivisa mentre secondo il sindaco Vito Bono “quando si parla di questioni urbanistiche è giusto lasciare le decisioni alla responsabilità del singolo consigliere”.
Rieccoci dunque alle prese con le varianti e stavolta, all'ordine del giorno del consiglio comunale, se ne aggiunge un'altra, quella per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburante, dotato di pannelli fotovoltaici, da realizzare nella via Lioni. L’argomento distributori di carburanti sta mettendo ulteriore benzina sul fuoco, è proprio il caso di dirlo, sui rapporti tra Giunta e Maggioranza con al centro della questione i distributori da costruire alla Perriera, nei pressi dello stadio Alternativo e in via Verona.
Tornano all'ordine del giorno, ovviamente, anche i progetti Penny Market nell'ex sala bingo di via Pompei, Eurospin nella contrada Bellante e Bono gomme in contrada Seniazza. Naturalmente per risolvere ogni diatriba basterebbe portare il piano regolatore generale in consiglio ma ancora evidentemente non è pronto. Del resto la stessa regione siciliana, attraverso alcune lettere ufficiali, aveva “rimproverato” nel recente passato il comune saccense affermando, nel succo, che le varianti urbanistiche devono essere delle eccezioni, e non una regola ormai costante e consolidata.
Tutti d'accordo i capigruppo consiliari chiamati a stabilire la data della seduta consiliare e i punti all’ordine del giorno.
Una calma apparente se si tiene conto di come sono andate le cose nelle due sedute consiliari, andate a vuoto la scorsa settimane e del fatto che le posizioni non sembrano essere cambiate.
Il pd del segretario e, per il momento anche capogruppo, Giuseppe Coco, dopo le dimissioni dall’incarico di Simone Di Paola, continua a ricordare le decisioni assunte nel corso della ormai famosa riunione che aveva preceduto la seduta consiliare: non si va in deroga a quello che prevede il piano regolatore generale. Tradotto significa: non si approvano le varianti.
Posizione non condivisa dalla componente Cusumano, i democratici e liberi, possibilisti invece sui progetti Penny Market e Bono gomme. Il risultato era stata la loro assenza in aula e gli ulteriori strascichi polemici con le dimissioni da capogruppo di Di Paola.
Il segretario Coco ha convocato per sabato mattina un’altra riunione di partito. A cosa porterà non è chiaro, ma sulle vicende urbanistiche la linea ufficiale non dovrebbe cambiare, sostenuta anche dai colleghi di futuro e libertà, mentre l’mpa ha ufficialmente dichiarato tramite l’assessore Ferrara la disponibilità ad approvare le varianti, ritenendo l’atto perfettamente legittimo.
La maggioranza quindi continua ad essere quantomeno confusa soprattutto alla luce del fatto che anche su altre questioni non ha dato esempi di compattezza e più di qualche esponente continua a ribadire che dovrebbe essere proprio il sindaco a tenere tutti in riga. Invece lascia correre, lascia fare.
Sta di fatto che sono saltate due sedute consiliari, che le varianti sono all’ordine del giorno ormai da diversi mesi senza che se ne venga a capo col rischio di bloccare l’intera macchina amministrativa del consiglio comunale. L’opposizione si era presentata in aula nelle ultime due tornate nelle quali poi era venuto a mancare il numero legale.
All'interno del pdl pare ci sia un gruppetto di 5 consiglieri disponibili ad approvare le varianti, mentre gli altri non sono d’accordo. Poi c’è da capire a quale gruppo eventualmente si accoderanno i battitori liberi: Sandullo, Gulotta, Settecasi, Turco e Michele Patti. Una cosa è certa: si deve prendere una decisione, positiva o negativa che sia, perché Sciacca non può più aspettare.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
giovedì 7 aprile 2011
Siome Di Paola si dimette da capogruppo del Pd
Se non si parlasse di calcio, potremmo cominciare questo articolo con l’esclamazione. “Clamoroso al Cibali” ma siccome si parla di politica e, in particolar modo di maggioranza consiliare, le dimissioni di Simone Di Paola da capogruppo del partito democratico all’interno del consiglio comunale assumono tutt’altro significato. Sono il sentore di una crisi diffusa all’interno della coalizione che sorregge il sindaco Vito Bono, rappresentano la spia, l’allarme rosso, di qualcosa che non va, che non torna. Simone Di Paola, all’interno del centrosinistra saccense, non è un consigliere qualunque e, per giungere a questo passo, di certo non basta ricordare la non approvazione delle varianti urbanistiche, vera spada di damocle per tutti i microcommercianti del centro storico locale.
A tutto questo va ad aggiungersi il fatto che i due consiglieri dell’Mpa Campo e Maglienti nei giorni scorsi hanno firmato un documento, una mozione proposta dall’opposizione per abbassare l’ICI sui capannoni. Due indizi fanno una prova. Anzi gli indizi oramai sono parecchi e datati nel tempo. Simone Di Paola contro il segretario Giuseppe Coco, Paolo Mandracchia contro Di Paola e contro Coco, Fiorino e Ambrogio battitori liberi: dire che il pd locale è una polveriera sembra addirittura non rendere l’idea. Problemi che partono da lontano e che si sono acuiti a dismisura una volta che Vito Bono ha scelto e nominato gli assessori prima l’epurazione di Marinello, presentato come assessore designato, poi Ignazio Piazza, tecnico della pesca, eliminato dopo pochi mesi nonostante tutti abbiano sottolineato il suo buon operato, infine l’approdo di Leonte e Fazio sebbene Mandracchia, Marinello e Fiorino avessero avanzato precise richieste e perplessità. In tutto questo va ad aggiungersi anche l’associazione di Cusumano Democratici e Liberi di cui spesso si parla possa aggregarsi al terzo polo avvicinandosi all’Udc o alla nuova formazione politica di Lombardo, erede dell’Mpa. Che confusione. Vito Bono si è sempre detto indipendente dai partiti ma sta finendo per esserne inghiottito suo malgrado. Un po’ di decisionismo ed autonomia in più, dato l’elezione al primo turno, probabilmente non avrebbe guastato.
Intanto consiglieri comunali di Democratici e liberi sembrano pronti a restare distinti dall’attuale dirigenza del partito, con la conseguenza di ricostituire in indipendente gruppo consiliare. Le dimissioni di Di Paola “sono la naturale conseguenza – afferma il consigliere Giuseppe Ambrogio - di un andazzo politico approssimativo e molto disarticolato del PD, con una dirigenza che procede senza un’idea di governo. In una nota stampa diffusa nella mattinata, Ambrogio sostiene che il Pd avrebbe scelto invece di procedere a estemporanee convocazioni di organi di partito e di andare avanti al di fuori del quadro politico che sostiene la giunta Bono. “Tutto ciò – dice ancora Ambrogio - ha generato e continua a generare sbandamento e turbamento, anche in ragione di una scelta che emerge sotto traccia e che è finalizzata, in sintonia con posizioni chiare ed evidenti, di una precisa componente provinciale del partito, al deperimento del partito e del suo progetto locale”. Proseguono nel frattempo i lavori del consiglio comunale che sul tema delle varianti urbanistiche rischia il commissariamento se non si giunge presto ad un accordo tra tutte le componenti.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
giovedì 10 marzo 2011
Uno contro tutti...
Seduta del consiglio comunale animata dalle intemperanze del consigliere Pippo Turco che ha attaccato l’amministrazione e tutti i consiglieri comunali. Il Presidente Bellanca è stato costretto ad interrompere i lavori in attesa che si calmassero le acque. Approvate due mozioni. Intanto lo Iacp dirotta i fondi previsti per Sciacca a Porto Empedocle
La richiesta di un intervento urgente da parte dell’Istituto autonomo case popolari in favore del patrimonio edilizio di sua competenza e la riqualificazione della piazza Belvedere, nella zona dove c’erano il casotto successivamente demolito della Tamoil. Sono queste le due mozioni approvate durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Sciacca al termine di un dibattito a dir poco acceso e che ha registrato le numerose intemperanze da parte del consigliere indipendente Pippo Turco. Intemperanze che alla lunga hanno acceso lo scontro tra lo stesso consigliere e il presidente del consiglio comunale di Sciacca Filippo Bellanca. L’ex sindaco si è lamentato con tutti i consiglieri, indistintamente di maggioranza o di opposizione, rei, a suo dire, di escludere sistematicamente e preventivamente la trattazione delle mozioni da lui presentate. Ovvio che, tira che ti tira, siano volate parole grosse, spesso fuori le righe. Insomma non un bello spettacolo per coloro che hanno deciso di guardare in tv i lavori del civico consesso. Hanno respinto le accuse di Turco diversi consiglieri: Mimmo Sandullo, Paolo Mandracchia, Simone Di Paola, Agostino Friscia, l’assessore Fabio Leonte e Nicola Assenzo. Ad un certo punto Pippo Turco ha polemizzato
personalmente con Paolo Mandracchia, Fabio Leonte e Ignazio Bivona. Per il presidente Bellanca non è rimasto altro da fare che interrompere la seduta in attesa che i toni si stemperassero e si ritornasse a parlare in modo pacato e civile.
La mozione su piazza Belvedere, presentata dal Pdl, risale addirittura al maggio del 2010. A
nome del Pd il consigliere Enzo Sabella ha detto sì alla mozione del Pdl, ricordando però che
c’è già un’idea progettuale su quella piazza inserita nel piano triennale delle opere pubbliche
per riqualificare e rendere quella zona un’isola pedonale anche nella parte dove c’è l’attuale mercato del pesce. “Noi non chiediamo grossi investimenti, al momento chiediamo solo delle
piante e delle panchine per abbellire la zona, ci vogliono appena 50 mila euro”, hanno replicato dal centrodestra, anche se Ignazio Bivona ha fatto notare che al momento il comune dispone soltanto di uno studio di fattibilità e non di un progetto.
D’accordo con lui Simone Di Paola, che però ha fatto notare come l’opposizione abbia sempre da ridire, perfino quando la maggioranza accoglie le sue proposte.
A nome dell’amministrazione Fabio Leonte ha ribadito la volontà della Giunta a voler fare propria la mozione evidenziando al tempo stesso però che sarà seguita la strada del progetto di riqualificazione, perché l’abbellimento della piazza richiesto in sostanza dal centrodestra rischia di far spendere inutilmente soldi senza risolvere i problemi. Durante questa parte di dibattito c’è stata anche una polemica tra il consigliere di maggioranza Sandullo e l’assessore Leonte. I Leali per Sciacca hanno chiesto che siano maggiormente coinvolti all’interno delle iniziative della maggioranza. La mozione comunque è passata quasi all’unanimità, ad astenersi ovviamente è stato il solo consigliere Turco.
Si è poi passati poi alla trattazione della mozione riguardante la necessità che lo Iacp faccia qualcosa in favore del patrimonio edilizio di sua competenza di Sciacca. E riparte lo show di Turco che ancora una volta ne ha avuto per tutti. Turco ha attaccato l’amministrazione, accusandola di incapacità per non aver fatto pressioni sullo Iacp in favore della riconferma, poi svanita, dei 2 milioni di euro individuati negli anni scorsi ma di fatto mai erogati dall’Istituto delle Case Popolari, malgrado l’avvenuta localizzazione delle aree dove realizzare 20 alloggi popolari. Pare addirittura che i soldi destinati a Sciacca siano finiti a Porto Empedocle. Prima dunque lo Iacp aveva confermato fondi e finanziamento, poi invece si è rimangiato la parola dirottando i soldi altrove e non indicando nuove somme da destinare alla città termale. “Il disinteresse dello Iacp ha fatto diventare le case popolari di Sciacca delle strutture da terzo mondo” ha attaccato il capogruppo del Pd Simone Di Paola. Sono diverse le situazioni di emergenza circa le case popolari, basti pensare a quelle site in viale Siena, via Acerra, Villaggio Pescatori, perfino quelle recenti site al Ferraro mostrano scarsa sicurezza e copiose infiltrazioni d’acqua, impianti elettrici non funzionanti e ascensori bloccati. “Le casse dell’istituto sono vuote – ha detto l’assessore Leonte - e l’amministrazione Bono non ha alcuna colpa, così come non l’aveva l’amministrazione precedente”. Lo Iacp al momento conosce l’emergenza nelle vie Tasso e Ariosto, è riuscita ad intervenire in via Machiavelli. Ma non basta. E’ troppo poco per i reali fabbisogni delle centinaia di famiglie saccensi costrette a vivere al limite della sopportazione.
Sul Piano regolatore generale, invece, per fugare tutti i dubbi di presunti interessi personali venuti fuori ancora una volta da Pippo Turco, l’assessore al ramo Fabio Leonte ha annunciato che l’amministrazione recapiterà il Prg alle forze dell’ordine e alla procura della repubblica che dunque potranno controllarlo e vagliarlo a dovere.
Il consiglio dovrà essere riconvocato, probabilmente ormai alla conclusione dell’edizione 111 del carnevale di Sciacca.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
lunedì 7 marzo 2011
Ecco Carnevale, edizione 2011
Il carnevale di Sciacca arriva a Palermo al Palazzo d’Orleans. Bella vetrina per una festa che sta facendo di tutto per divincolarsi dalla piaga dell’alcool attraverso apposite campagna di promozione e sensibilizzazione. Basterà? Un appello anche al senso civico di tutti e alle famiglie da parte dell’amministrazione comunale
Carnevale e commercio. Carnevale e alcool. Carnevale e Regione Sicilia. Tanti aspetti di una festa unica. Negozi aperti a Sciacca la domenica di carnevale. L’accordo è stato sancito nel corso di una riunione tra il vicesindaco Carmelo Brunetto e i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio e le associazioni Centro Storico e NoiCom.
Domenica 6 marzo, dunque, i titolari dei negozi del settore alimentare e non alimentare potranno rimanere aperti.
Diramato inoltre anche l’ordine di sfilata e di esibizione sul palco delle 8 associazioni culturali che hanno realizzato quest'anno i carri allegorici, tutti di categoria A.
Sabato è prevista la recita dei copioni dei carri allegorici Conto alla Rovescia della Nuova Isola, E tu credi ancora nelle favole dell'associazione Pirandello e Alla ricerca dell'oro nero dell'associazione Argentina.
Domenica reciteranno le associazioni Smaniosa con il carro Sicilia isola d'amore e l'associazione Archimede con il carro In bilico.
Lunedì sarà la volta dell’associazione Saranno famosi con 1861 Brandelli d’Italia, Sos spettacoli con Mancu a Broadway e Nuova arte 96 con Non ce n’è per Nettuno.
Diverse infine le iniziative legate quest’anno all’intensa campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di sostanze alcoliche tra i giovani. Sensibilizzazione ma anche ordinanze precise e dettagliate per mettere una pezza, per quanto possibile, alle sbronze dei giovani e meno giovani.
Quest’anno non c’è solo il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni cui si dovranno attenere i titolari dei locali pubblici.
La novità dell’ordinanza emanata dal sindaco di Sciacca Vito Bono sta nel divieto per tutti i minori di 16 anni di detenere ogni genere di bevanda alcolica, anche di bassa gradazione, oltre ai superalcolici, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Basta insomma con i ragazzini che girano tranquillamente con bicchieri di vino, se non addirittura con bottiglie contenenti alcolici. L’ordinanza prevede una sanzione amministrativa che va da 100 a 500 euro, di cui risponderanno i genitori o coloro che detengono la patria potestà del minore.
Ed è a loro, che il sindaco Bono e il vice sindaco Brunetto, si rivolgono anche, invitandoli a vigilare con grande attenzione affinchè i figli minorenni non vadano in giro ad ubriacarsi durante i giorni della festa.
Il messaggio insomma è chiaro: dare un immagine diversa della festa rispetto al recente passato, fare di tutto per evitare sbronze e risse tra i ragazzi e file interminabili al Pronto Soccorso e presso le unità sanitarie mobili. Naturalmente occorre tenere sempre conto che sembra essere quantomeno utopistico fino ad oggi eliminare integralmente la “cultura del bere a carnevale” in voga tra tanti giovani ma le campagne di sensibilizzazione sono state diverse, mirate e costanti, anche da parte degli organi di stampa e non solo da parte degli organizzatori della festa.
Il segnale è stato dato anche attraverso il Peppe Nappa che, dopo decenni, non distribuirà il classico bicchiere di vino agli ospiti del carnevale. L’iniziativa deve essere presa per quello che è: un segnale, appunto. Nessuno si illude che era quel mezzo bicchiere a determinare le sbronze di tutti ma è un modo per dare il classico “buon esempio”. Si discuterà dopo, a bocce ferme, se l’idea ha avuto successo e se l’alternativa del succo d’arancia è stata lecita o meno.
Per la prima volta nella storia della manifestazione, è stato presentato anche a Palermo il programma del carnevale di Sciacca edizione numero 111. All’interno di Palazzo d'Orleans, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della festa, alla presenza delle massime autorità regionali, le stesse che anche quest’anno hanno finanziato la manifestazione saccense, inserita nel calendario degli eventi siciliani sostenuti dalla Regione che, dopo il comune di Sciacca, è il principale ente finanziatore della sei giorni in maschera. Un pizzico di rammarico, tra gli organizzatori, per il fatto che la maschera simbolo del carnevale di Sciacca, ossia Peppe Nappa, e due ragazze che indossavano un costume degli anni passati, non sono stati ammessi alla conferenza stampa in quanto la loro presenza non sarebbe stata decorosa per il luogo, questa almeno la giustificazione. Tutto si è comunque svolto in un clima di festa, con gli esponenti del governo della regione che hanno avuto parole di elogio per la manifestazione e per tutto ciò che ruota attorno al carnevale, e cioè economia, turismo, ma anche artigianato e ceramica. E a proposito di ceramica, sono state portate a Palermo, e consegnate al presidente Raffaele Lombardo e all’assessore regionale Daniele Tranchida, le statuette in maiolica raffiguranti il Peppe Nappa, realizzate dai maestri ceramisti saccensi, anch’essi presenti alla conferenza stampa palermitana.
Sperando di vedere e di vivere un bel carnevale, degno delle migliori edizioni e degli anni d’oro, a tutti un augurio sincero di un sano e colorato divertimento.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
venerdì 4 marzo 2011
Volemose bene...
Settimana di verifica politica per le componenti che sorreggono la maggioranza guidata dal sindaco Vito Bono. Le riunioni si sono chiuse sostanzialmente con un “non facciamoci del male”. Durerà questa pace forzata? Più probabile un nuovo rimpasto di uomini e deleghe
Lunedì scorso doppia riunione per verificare la tenuta della maggioranza che in consiglio comunale garantisce l’amministrazione e il sindaco Vito Bono.
Prima, nel pomeriggio, è stata la volta del partito democratico che, naturalmente e c’erano pochi dubbi in merito, ha deciso di mantenere la propria fedeltà al primo cittadino. A seguire, in serata, l’incontro insieme a tutti quei consiglieri che fanno parte di partiti politici. Dunque mancavano gli indecisi, ossia coloro che votano di volta in volta, senza schierarsi in modo definitivo, pro o contro l’amministrazione.
Nei prossimi giorni le riunioni continueranno anche con loro, con Michele Patti, i Leali per Sciacca, Gioacchino Settecasi. Tra gli assenti di lunedì scorso Giuseppe Ambrogio, tante volte assai critico col sindaco sulla questione Perriera ma a quanto pare, nessuna rottura, sarebbe stata un’assenza giustificata.
Una riunione, come dicevamo, all’insegna della cordialità, del volemose bene. “Nessuno ha mai voluto mettere in difficoltà Vito Bono”, “nessuno vuole le dimissioni del sindaco”, “nessuno intendeva creare una crisi politica”. Ma tutti hanno chiesto e ribadito che vogliono maggiore concertazione nelle decisioni di maggioranza: insomma i consiglieri vogliono essere sentiti e ritenuti parte attiva delle scelte più importanti e non trovarsi dinanzi al fatto compiuto, con la sola possibilità di votare ed approvare durante i consigli comunali. Una pace armata dunque, una pace con alcuni “se” ed alcuni “ma”. Il clima di tranquillità è stato sottolineato anche con una bella mangiata di pizza finale: a Sciacca non c’è miglior modo di chiarirsi e di spiegarsi se non dinanzi a del cibo e magari sorseggiando qualcosa di fresco.
Qualcuno che ha preso parte alla riunione ha sussurrato a denti stretti che in pratica non è emerso nulla di nuovo e che non si sa fino a quando durerà tutto ciò. Il punto saliente rimane il rapporto, un po’ altalenante, tra il Pd e il Fli, entrambi partiti di maggioranza, mentre l’Mpa fa quasi da spettatore ed attende l’evolversi degli eventi, mantenendo fede all’impegno preso in campagna elettorale.
Di certo il Fli non gode di buona salute a livello nazionale a causa della diaspora di senatori ed onorevoli, un’emorragia continua che rischia di far saltare il progetto ideato da Fini. Il leader però non si arrende e auspica di portare avanti “una nuova idea di centrodestra”, non perdendo mai occasione di attaccare Berlusconi e la sua “idea” di giustizia e legalità. Tutto questo si riversa anche a livello provinciale e locale. Per giorni si è parlato anche della possibilità che l’onorevole Scalia lasciasse il gruppo di Futuro e Libertà. E Scalia è il punto di riferimento politico dell’assessore Fli Alberto Sabella. Una situazione quindi in itinere, non ancora ben stabilita. Questo rende un po’ più debole le parole di Fli mentre il Pd in questo gioco di forze potrebbe anche acquisire nuovi adepti come Paolo Gulotta e/o Mimmo Sandullo. Michele Patti, anche se non è ancora ufficiale, è passato con Forza del Sud, insieme a Silvio Caracappa. Da stabilire ancora i movimenti di Gioacchino Settecasi, indipendente, ma ultimamente assai critico nei riguardi dell’attuazione del programma elettorale del sindaco Vito Bono.
Dopo l’ultimo consiglio comunale, quello dove si è rischiata la rottura su tutti i fronti, si è pensato anche alle dimissioni del primo cittadino o ad un azzeramento della giunta. Non è successo né l’uno né l’altro. Anche se non sarebbe strano ipotizzare ulteriori movimenti di uomini o deleghe.
In molti comuni ma anche alla Regione e alla Provincia, ultimamente vanno di moda “gli assessori tecnici indicati dalla politica”. Se la situazione dovesse precipitare potrebbe essere anche una soluzione, sebbene a termine.
Tutto è nelle mani del sindaco Vito Bono che spesso “si diverte”, nel senso buono del termine, a sorprendere tutti ed a ribaltare decisioni che sembrerebbero scontate.
Il futuro di questa amministrazione si giocherà anche sulla capacità di aggredire i grandi temi: PRG, Carnevale, Estate Saccense, promozione e sviluppo turistico, piano parcheggi, piano del traffico e grandi opere (piscine, casa albergo per anziani, teatro Samonà, chiesa della Perriera).
Siamo quasi al giro di boa del mandato elettorale e c’è ancora tanto da fare e da realizzare.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
lunedì 21 febbraio 2011
Clima politico bollente in Comune. Tutti contro tutti a Sciacca
Clima da caccia alle streghe durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Sciacca. Assenzo contro Simone Di Paola, molti contro il segretario del Pd Coco, Ambrogio e Mariella Campo all’attacco, e l’opposizione che non crede ai propri occhi. Vito Bono: “verifica di maggioranza indispensabile”
La relazione annuale del sindaco è chiaramente passata in secondo piano durante l’ultimo consiglio comunale.
Eppure doveva essere il vero motivo di discussione. Ma tant’è. Le uscite più o meno a sorpresa dei vari consiglieri di maggioranza hanno spostato il dibattito sul piano squisitamente politico, spiazzando non poco gli stessi esponenti dell'opposizione che si erano preparati a controbattere al sindaco Vito Bono sulla relazione del primo anno di amministrazione, relazione tra l’altro presentata abbondantemente in ritardo.
Alla carica un po’ tutti, a partire da Pippo Turco il quale ha parlato di “libro dei sogni” in merito alla relazione.
La relazione è corposa e densa di attività intraprese da quando il sindaco è in carica. E’ chiaro che, come ha sottolineato qualche consigliere di maggioranza come Vincenzo Patti e Paolo Gulotta, il programma elettorale di 5 anni non poteva venire svolto in un anno e mezzo.
La critica principale mossa dall’opposizione al sindaco è stata quella di avere fatto spesso ricorso al vittimismo, invece di adoperarsi per risolvere i problemi e per reperire fondi utili alle casse comunali. I soliti attacchi all’amministrazione precedente sulle spese di rappresentanza e sui debiti lasciati per nascondere i mancati risultati ottenuti dalla sua giunta, ha evidenziato il consigliere Fabrizio Di Paola. Ci siamo tagliati le indennità, eliminato l’auto blu e ridotto tutto il riducibile ha ribattuto Vito Bono durante la sua replica.
Gianluca Guardino ha attaccato il sindaco sui temi della sanità sostenendo che non ha saputo alzare adeguatamente i toni nei confronti della nuova dirigenza dell’ospedale come faceva in passato da consigliere. Da Marano ad Olivieri però la situazione non è cambiata. Sprechi prima e sprechi dopo. La mobilitazione per l’acqua pubblica poi ha aggiunto Bivona è rimasta in sospeso, non poteva ripubblicizzare il servizio da solo come prometteva in campagna elettorale. Staremo a vedere cosa accadrà col referendum e come reagirà la politica locale allo stesso.
La scala mobile è rimasta nei sogni così come l’idea di una città normale e vivibile ha detto Guardino. Caracappa ha attaccato poi sul tema dell’agricoltura e Calogero Bono su quello della pesca.
La maggioranza non si è prodigata più di tanto nella difesa del sindaco, sintomo che la situazione non è proprio tutta rose e fiori come qualcuno vorrebbe fare apparire. Quasi tutti hanno puntato sulle difficoltà economiche in cui si è trovata ad operare l’amministrazione. A difendere incondizionatamente il sindaco i consiglieri di maggioranza Elvira Frigerio, Paolo Gulotta, Enzo Sabella e Vincenzo Patti. Loro hanno sottolineato l’importanza del parco progetti redatto e portato a finanziamento nelle ultime settimane: 10 milioni di euro di finanziamenti già ottenuti, 40 progetti di cui soltanto 5 della precedente amministrazione presentati, l’intervento che ha permesso di salvare le terme dal fallimento e la questione del prg presentato dai progettisti e che dovrebbe arrivare in aula entro questi 5 anni di consiliatura.
Poi il dibattito è stato essenzialmente politico, in un clima da tutti contro tutti, soprattutto all’interno della maggioranza ed in particolare all’interno del partito democratico, numericamente il maggiore partito al governo della città.
Dire che la situazione politica per Vito Bono si è complicata è poco. La maggioranza non si è sfaldata, almeno non per il momento, ma sicuramente vige parecchia confusione che andrà trattata presto e bene durante delle opportune riunioni a porte chiuse. Poiché dovrebbe essere risaputo che i panni sporchi si lavano in casa. Il clima è quello del “tutti contro tutti”: Pd o parte di esso contro Futuro e Libertà, Mpa contro parte del Pd, liste civiche critiche, assessori contro consiglieri e consiglieri pronti a sbarcare in qualsiasi momento verso i banchi dell’opposizione. Insomma il rischio è quello di chiudere la stalla quando i buoi sono già tutti scappati via. Vito Bono ha preso atto della polveriera ed ha aperto la possibilità a qualsiasi scenario: rimpasto, azzeramento, affidarsi ad un governo di tecnici indicati dalla politica, dimettersi o andare avanti anche senza maggioranza per come aveva già fatto il predecessore Mario Turturici. Insomma ce n’è per tutti i gusti.
L’opposizione senza far niente si ritrova nella favorevole condizioni di attendere, tanto prima o poi la sensazione è che “quelli” si diano la zappa sui piedi da soli. Meglio di così? Minimo sforzo, massimo risultato.
Difficile capire cosa succederà. Molto dipenderà da come il sindaco saprà gestire le prossime riunioni di maggioranza. Certo che in questo difficile contesto economico e sociale, tornare alle urne non sarebbe proprio un toccasana per la città. Si perderebbero importanti finanziamenti, anche europei, e diversi cantieri rimarrebbero in sospeso. Di contro è chiaro che così non si può andare avanti: o la maggioranza fa quadrato o le strade da percorrere diventano poche ed irte di ostacoli per Sciacca. Occorre il famoso e tante volte citato “senso di responsabilità”. Parola abusata e di cui molti evidentemente non conoscono nemmeno il significato. Tutto sempre per “il bene della città.”
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
sabato 19 febbraio 2011
Scacco Matto: 15 condanne e 5 assoluzioni
Si chiude il processo “Scacco Matto”: 170 anni di carcere complessivamente per gli imputati. Assolto il consigliere comunale Mimmo Sandullo: “ho sempre avuto fiducia nella giustizia e nella legge” le sue parole dopo la sentenza.
E’ stata emessa dopo 14 giorni di camera di consiglio la sentenza del processo “Scacco Matto” che si è celebrato con il rito ordinario presso il Tribunale di Sciacca.
Cinque le assoluzioni e 15 le condanne e sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio nei confronti degli imputati, anche se, rispetto alle richieste dell’accusa, le condanne sono state più lievi. Assolti: il consigliere comunale di Sciacca Domenico Sandullo del gruppo dei Leali per Sciacca, Biagio Smeraglia, Nicolò Di Martino, Antonino Maggio e Rosario Cascio.
Condannati invece: Vito Bucceri a 12 anni, Vitino Cascio a 12 anni e 6 mesi, Giovanni Campo a 13 anni e 4 mesi, Filippo Campo a 12 anni, Pasquale Ciaccio a 14 anni e 8 mesi, Giuseppe Clemente a 4 anni, Mario Davilla a 11 anni, Giovanni Derelitto a 15 anni, il saccense Michele Di Leo a 9 anni e 3 mesi, l'ex superboss Giuseppe Falsone a 10 anni e 6 mesi (che vanno ad assommarsi a tutte le condanne già inflittegli), Francesco Fontana a 12 anni e 6 mesi, Giuseppe La Rocca a 14 anni, Tommaso Militello a 6 anni, Giuseppe Monreale a 11 anni e Antonio Perricone a 12 anni e 6 mesi.
I pubblici ministeri della DDA di Palermo erano Rita Fulantelli e Emanuele Ravaglioli. Sono state emesse dunque un totale di 170 anni e 3 mesi di carcere al cospetto dei 384 anni chiesti dalla pubblica accusa.
L'operazione antimafia "Scacco Matto" era stata condotta dai carabinieri nello scorso luglio 2008.
Il primo troncone dell’inchiesta si era chiuso proprio un anno fa quando alcuni imputati avevano scelto di venire giudicati con il rito abbreviato. Dal febbraio 2010, dunque, al febbraio 2011.
Nel febbraio del 2010 erano state emessi infatti un totale di 120 anni di carcere per gli imputati del processo che avevano optato per il rito abbreviato.
La pena più alta era stata inflitta a Gino Guzzo, di Montevago, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa del Belice, condannato a 21 anni di reclusione; 13 anni e 8 mesi a Paolo Capizzi, 70 anni, di Ribera; mentre suo nipote Franco Capizzi era stato condannato a 12 anni. Undici anni e 4 mesi la pena per Accursio Dimino, di Sciacca, e Salvatore Imbornone, di Ribera. Gli altri condannati sono Raffaele Sala, 9 anni e 8 mesi; 8 anni e 8 mesi per Girolamo Sala; 10 anni per Antonio Pumilia e Antonino Gulotta; un anno e 7 mesi per Antonino Montalbano. Calogero Rizzuto, anche lui coinvolto nell’indagine ma poi diventato collaboratore di giustizia, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi.
Erano stati assolti invece Giuseppe e Michele Barreca, Giuseppe Orlando, Leonardo Taormina, Gaspare Schirò, Giacomo Corso, Michele Giambrone, i fratelli Paolo e Giuseppe Capizzi, Pietro Derelitto e Gaspare Schirò, morto di recente.
L’operazione antimafia “Scacco matto” portò all’emissione in totale di 33 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati alle cosche mafiose perché accusati di aver pilotato appalti pubblici. L'operazione permise di individuare decine di episodi estorsivi ai danni di imprenditori della provincia di Agrigento e verificare l'attribuzione di alcuni appalti. Gli inquirenti hanno nel tempo acceso i riflettori soprattutto sui lavori che hanno condotto alla costruzione ed alla realizzazione del Verdura Golf Resort, della diga “Favara” di Burgio e degli svincoli presso la strada statale 115, recentemente inaugurati alla presenza di due ministri della Repubblica.
Il collegio giudicante ha letto la sentenza di buon’ora, erano passate da poco le 10 del mattino. La camera di consiglio era cominciata lo scorso 28 gennaio e quindi è durata quasi due settimane. A seguire, nel dettaglio, quelle che erano le richieste della pubblica accusa per i 20 imputati: Vito Bucceri 20 anni; Rosario Cascio 27 anni; Vitino Cascio 21 anni; Giovanni Campo 18 anni; Filippo Campo 18 anni; Pasquale Ciaccio 24 anni; Giuseppe Clemente 12 anni; Mario Davilla 21 anni; Giovanni Derelitto 27 anni; Michele Di Leo 21 anni; Nicolò Di Martino 10 anni; Giuseppe Falsone 21 anni; Francesco Fontana 21 anni; Giuseppe La Rocca 20 anni; Antonino Maggio 21 anni; Tommaso Militello 18 anni; Giuseppe Monreale 21 anni; Antonio Perricone 24 anni; Domenico Sandullo 4 anni; Biagio Smeraglia 18 anni.
Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa non solo dal mondo della magistratura, il processo si è concluso in tempi record (in attesa di eventuali appelli una volta conosciute le motivazioni della sentenza) ma anche dal mondo politico.
Giuseppe Marinello, componente della commissione parlamentare antimafia “rende merito all’ottimo lavoro svolto dalle forze dell'ordine e dai magistrati inquirenti. Siamo convinti che la puntuale risposta dello Stato in tema di lotta alla criminalità organizzata rappresenti sempre più la precondizione per lo sviluppo di un meridione lontano dal contesto europeo e che oggi, sempre più condiziona negativamente la tenuta economica del nostro paese. E’ evidente che ci saranno altri gradi di giudizio, ma già quella di oggi rappresenta una giornata importante per la storia del nostro territorio.”
Il lavoro delle forze dell’ordine continua in quanto non è possibile mai abbassare la guardia. I recenti arresti dei vari superboss non hanno fatto altro che confermare l’elevato grado di connivenza che si presenta tra malavita e mondo delle istituzioni, con una mafia sempre più rivolta verso il business, verso i grandi lavori ed appalti pubblici, verso dei confini per i quali non sempre è facile e non sempre è chiaro distinguere tra bene e male.
Finanziare e non tagliare, né economicamente né legislativamente, il lavoro degli inquirenti, dei tribunali e di tutte le forze dell’ordine rappresenta il vero passo da gigante nella lotta alla criminalità organizzata. Gli arresti e le operazioni antimafia verranno poi di conseguenza. E nel nostro territorio agrigentino, purtroppo, ce n’è bisogno ancora tanto.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
venerdì 11 febbraio 2011
Presentazione del mio libro "Respirami l'anima" domani a Sciacca

La locandina e l'invito ufficiale dell'evento. Non Mancate.
Presentazione del mio libro "Respirami l'anima", Aracne Editore.
Sabato 12 febbraio ore 18,30 presso la sala Blasco del comune di Sciacca (atrio superiore, ingresso dalla via Roma)
lunedì 7 febbraio 2011
Politica, lavoro e relazione annuale a Sciacca
Si farà il referendum per il passaggio di denominazione da Sciacca a Sciacca Terme. Ma la settimana è stata bollente a cause delle polemiche tra l’assessore Sabella, Simone Di Paola e Franco Zammuto circa le tematiche del lavoro. E intanto a giorni verrà firmato l’ennesimo protocollo d’intesa. Servirà a qualcosa?
Il dibattito politico a Sciacca sta per registrare una delle sue fasi più cruciali. Infatti è ormai alle porte la discussione in consiglio comunale della relazione annuale del sindaco Vito Bono per fare il punto su cosa si è fatto e cosa rimane da fare, e per verificare la messa in pratica del programma elettorale che lo ha condotto alla sonora vittoria al primo turno.
Dai banchi dell’opposizione ( e da qualche dissidente interno al Pd) sicuramente non mancheranno le tiratine d’orecchie, più o meno violente. Le questioni sul tavolo sono comunque sempre le stesse: le problematiche dell’agricoltura, le condizioni delle strade rurali e periferiche della città, i disservizi della Girgenti Acque, alcuni ritardi nei lavori pubblici (basti pensare al cantiere perennemente aperto in via Licata e al lunghissimo iter che condurrà, entro questo secolo, all’attivazione del depuratore), la chiusura e l’abbandono del mercato ittico, i molti progetti finanziati e annunciati nei mesi scorsi ma sui quali ancora non si vede nessuna posa della “prima pietra”, la vetustà delle condotte fognarie e infine, ma non per ultimo, il disinteresse pressoché totale verso il mondo dello sport di ogni genere e grado, abbandonato al proprio destino (a proposito, non si parla più nemmeno della realizzazione del palazzotto dello sport).
E’ chiaro che nessuno ha la bacchetta magica e che in tempi di federalismo, le risorse non solo continuano a scarseggiare ma rischiano di ridursi sempre di più. Quindi, a maggior ragione per questo motivo, andrebbero limitati gli sprechi di denaro pubblico…
Dai banchi dell’opposizione è quasi sempre il consigliere comunale autonomo ed indipendente Pippo Turco ad alzare i toni della discussione mentre il neo assessore Fabio Leonte sembra essere diventato il vero punto di riferimento della squadra assessoriale voluta da Vito Bono.
Durerà? Può darsi anche se è lecito attendersi nuove richieste e movimenti. Le sedie dell’aula consiliare Falcone – Borsellino continuano ad essere parecchio mobili: chi si sposta in maggioranza, chi se ne va all’opposizione, chi è indipendente e un po’ sta con gli uni e un po’ con gli altri. Insomma come si suol dire la questione è in itinere.
La settimana scorsa lo scontro politico si è fatto particolarmente aspro a causa del duello mediatico tra l’assessore al personale Alberto Sabella (Fli) e il capogruppo del Partito Democratico Simone Di Paola. Tra i due litiganti si è inserito anche il segretario cittadino della CGIL Franco Zammuto, anche lui adirato con Sabella. Motivo del contendere le dinamiche del lavoro a Sciacca. Da un lato si è chiesto, nel limite del possibile, di far lavorare e favorire i cittadini saccensi dall’altro si è sottolineato che non si può aggirare la legge e dall’altro ancora si è invocato la stipula di un protocollo d’intesa tra le parti sociali. Giorni di frementi dichiarazioni e poi tutto torna nel silenzio, disoccupati compresi. I protocolli d’intesa sono sicuramente un ottimo veicolo per promuovere la sinergia d’intenti tra più persone ed enti. Ancora più importante è che questi protocolli funzionino e vengano messi in atto.
La questione lavoro a Sciacca è ormai drammatica. La disoccupazione è in aumento, la sicurezza sul lavoro in diminuzione così come i salari, e anche i lavoratori in nero non mancano nonostante i controlli e gli inviti al rispetto delle leggi e dei diritti.
Politica ma non solo. Mentre il gruppo Fli si fa più solido con Carlino, Assenzo e Fruscia, si avvia alla scomparsa il gruppo consiliare dei Leali per Sciacca, un progetto evidentemente al quale nemmeno gli stessi promotori hanno creduto fino in fondo se è vero, com’è vero, che Michele Patti ha, ufficiosamente, aderito a Forza del Sud e che Paolo Gulotta dovrebbe andare al Pd. Resta in bilico Sandullo, in attesa della sentenza del processo Scacco Matto. Anche lui potrebbe aderire a Forza del Sud anche se, la sua storia consiliare di questi mesi, lo aveva descritto abbastanza sodale all’attuale maggioranza. Sembrerebbe strano adesso un suo salto verso i banchi dell’opposizione. Ma del resto in politica così come nella vita tutto è possibile.
Pd, Fli e Mpa alla guida della città di Sciacca. Un progetto che ha in pratica anticipato quello che poi sarebbe successo alla guida della regione siciliana e della provincia di Agrigento. Fli ed Mpa, con l’aggiunta dell’Api di Rutelli, costituiscono inoltre il cosiddetto Terzo Polo che, in Sicilia, potrebbe allargarsi anche all’Idv di Di Pietro ed a Sel di Nichi Vendola. Le dinamiche comunque sono piuttosto variabili ed ogni giorno sembrano registrarsi movimenti o scossoni pronti a scompaginare le carte in tavola.
Sabella, Leonte, Vecchio, Fazio, Ferrara e Brunetto: rimarranno questi fino alla fine gli assessori in carica della giunta capitanata dal sindaco Vito Bono? Si apriranno nuove fasi tecniche? Il sindaco saprà rispondere alle accuse che lo vogliono poco indipendente dai meccanismi della politica?
Intanto durante l’ultimo consiglio comunale si è avuto il via libera dal consiglio di Sciacca alla proposta di delibera riguardante il cambiamento del nome alla città da “Sciacca” a “Sciacca Terme”. Ventiquattro i consiglieri presenti, ventitre i favorevoli, uno astenuto, il consigliere Michele Patti. Quest’ultimo, nel corso di un articolato dibattito, ha posto l’accento ai costi a cui si va incontro con il referendum, che ci sono anche in caso di accorpamento con i referendum nazionali. Patti ha parlato ancora una volta delle difficoltà finanziarie del Comune, della necessità di ridurre le spese e di tantissime situazioni di disagio sociale che si vivono in città, come confermato dai dati diffusi dalla Caritas. Il dibattito è stato quindi incentrato sulla valorizzazione delle Terme, che deve andare al di là del cambiamento del nome alla città. Pur con tutta una serie di distinguo di carattere politico, il punto è passato e adesso la delibera verrà trasmessa alla Regione che deve dare il suo parere e possibilmente fare svolgere il referendum in concomitanza con quelli nazionali, allo scopo non solo di ridurre i costi, ma anche di evitare di non raggiungere il quorum.
Un importante pietra dunque è stata posta lungo l’iter che dovrebbe portare al cambio di denominazione della città, un primo passo, non l’unico, affinché Sciacca torni a promuovere le terme e tutte le risorse che tantissimi altri centri ci invidiano.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
giovedì 3 febbraio 2011
Iter biblici e pathos politici a Sciacca
Prima seduta del 2011 per il consiglio comunale di Sciacca alle prese con iter lunghi e farraginosi come quello dell’approvazione di una nuova struttura commerciale e quello della nascita di una chiesa evangelica pentecostale. Intanto continuano i movimenti politici all’interno dei vari partiti
Slitta ancora l’approvazione della variante di destinazione d’uso dell’ex sala Bingo di Sciacca, dove la catena Penny Market, dovrebbe e vorrebbe aprire una nuova struttura commerciale. Il consiglio comunale di Sciacca, durante l’ultima seduta, ha approvato invece il progetto della nuova chiesa Evangelica Pentecostale ed un piano di lottizzazione. Questi i punti essenziali del primo appuntamento del nuovo anno col consiglio comunale in carica.
Una sospensiva, della durata di 30 giorni, finalizzata ad ottenere ulteriori chiarimenti dall’assessorato regionale al commercio. E’ quanto ha chiesto ed ottenuto il gruppo consiliare del partito democratico in ordine al progetto per la realizzazione, nell’ex sala Bingo di via Pompei, di una nuova struttura commerciale, della catena Penny Market, gruppo tedesco presente in Europa con 2980 punti vendita.
Il punto era nuovamente all’esame del consiglio comunale di Sciacca, supportato dei necessari pareri e autorizzazioni di rito.
Arrivati a questo punto dell’iter, oramai dovrebbero esserci tutti i presupposti per l’approvazione del progetto, ha detto l’assessore all’urbanistica Fabio Leonte, ricostruendo tutto il percorso dell’istanza. Come si ricorderà l’istanza era stata rigettata nell’agosto del 2009, ma era stata riproposta dal gruppo attraverso lo sportello unico che consente di snellire e accelerare le procedure per ottenere l’autorizzazione.
“Mi rendo conto che una nuova struttura complica la situazione relativa al commercio e alla crisi del comparto che si registra anche a Sciacca, ha concluso l’assessore Leonte, ma non possiamo andare contro legge. Lascio al consiglio la patata bollente, ha concluso Leonte, anche di fronte alla presenza in aula di una nutrita delegazione di commercianti saccensi che non hanno interferito sui lavori consiliari, limitandosi a consegnare il documento con il quale, sostanzialmente, si chiede il blocco delle licenze.
La crisi del comparto infatti è sostanziale e concreta, il diffondersi di grandi strutture commerciali, da un lato permette nuove assunzioni, all’altro mette in crisi le piccole attività e i lavoratori delle stesse. Insomma un bel vicolo cieco.
Anche l’ufficio tecnico, attraverso il dirigente, l’architetto Bivona, ha evidenziato la regolarità del progetto per la nuova struttura commerciale nell’ex sala Bingo. Ma il partito democratico, con i consiglieri Fiorino e Sabella, ha fatto leva sulla necessità di ottenere per iscritto dall’assessorato regionale al commercio l’indisponibilità di aree commerciali nel piano ASI, nonostante l’ufficio tecnico l’avesse già appurata seppure informalmente, proponendo dunque una sospensiva del punto che è passata con 11 voti favorevoli. Hanno votato contro i consiglieri di opposizione ritenendo non più rinviabile la trattazione del punto e addirittura dannosa. Il rischio hanno sottolineato Ignazio Bivona, Fabrizio Di Paola, Gianluca Guardino e Gioacchino Settecasi, è che, di fronte ad un atteggiamento dilatorio, arrivi alla fine un commissario ad approvare il progetto, spogliando il consiglio di tale prerogativa.
Se ne saprà di più dunque tra 30 giorni.
Via libera invece al progetto per la realizzazione della nuova chiesa evangelica pentecostale in contrada Ferraro, altro iter pendente da tempo. Si tratta di un’istanza che risale all’ormai lontano 2004, quando il comune mise a disposizione l’area. E’ l’esempio lampante di una burocrazia lunga e farraginosa, ha evidenziato l’assessore Leonte, non si può far altro che approvare all’unanimità il punto. In realtà si sono astenuti 4 consiglieri: Ambrogio, Fiorino, Gulotta e Michele Patti, segnale che non tutti sono stati d’accordo con le parole dell’assessore.
Per la realizzazione della nuova chiesa evengelica pentecostale al Ferraro, pare manchi un ultimo via libera dalla regione. Si tratta di un’opera che verrà realizzata con le donazioni dei fedeli e che si conta di avviare al più presto.
Approvato anche un piano di lottizzazione in contrada San Marco che porterà alla realizzazione di 13 villette. E come spesso è successo in passato, si sono riaperte le polemiche sui piani di lottizzazione a San Marco. Una zona eccessivamente cementificata, alle prese con gravi problemi di strade e fognature, ha evidenziato ad esempio il consigliere Vincenzo Patti. I soliti discorsi, hanno replicato i colleghi Bivona, Friscia e Bono. La miccia era stata accesa, tra l’altro dal consigliere Pippo Turco che ha attaccato, per l’ennesima volta, pesantemente l’amministrazione sui piani di lottizzazione e sul piano regolatore, provocando l’accesa reazione dell’assessore Leonte.
Il consiglio è stato aggiornato a giovedì 4 febbraio. Si discuterà la relazione annuale del sindaco Vito Bono. Primi appuntamenti anche con i question time, entrati in vigore dopo l’approvazione del nuovo regolamento comunale.
Intanto Sciacca risente dei movimenti e degli spostamenti politici che avvengono a livello provinciale, regionale e nazionale. Si rafforza la compagine di FLI che, dopo gli ingressi dei consiglieri Carlino e Assenzo, si arricchisce della presenza del veterano Agostino Fruscia, ex manniniano dell’Udc. Ma non solo. Si potrebbe presto sfaldare il gruppo consiliare dei Leali per Sciacca poiché i 3 consiglieri che ne facevano parte stanno, o starebbero, per approdare verso nuovi lidi. Michele Patti ha aderito alla Forza del Sud, il nuovo partito voluto dagli onorevoli Miccichè e Cimino e che in consiglio può già contare sull’esperienza di Silvio Caracappa. Lo stesso percorso dovrebbe intraprendere anche Mimmo Sandullo. Anche per lui si parla insistentemente di un approdo a Forza del Sud. Rimane Paolo Gulotta il quale invece molto probabilmente andrà ad ingrossare le fila del partito democratico. Quindi Friscia passa alla maggioranza dove rimarrebbe anche Gulotta mentre Michele Patti e Sandullo passerebbero all’opposizione. Di conseguenza cadrebbe l’ipotesi di assegnare entro marzo un assessorato al gruppo dei Leali per Sciacca i quali lo avevano richiesto prima di Natale mentre potrebbe chiedere una poltrona in più il leader di Fli a Sciacca, ossia Alberto Sabella, assessore al personale che, da questo tourbillon di spostamenti, ne esce rafforzato. E’ presto per parlarne ma appare complicato pensare che Pd o Mpa lascino di buon grado un posto di assessore per dare spazio ad un nuovo ingresso targato Fli. Nuovi problemi in vista dunque per il sindaco Vito Bono? Forse si o forse no. Del resto l’alleanza tra Pd, Fli e Mpa appare solida tanto a Sciacca quanto alla regione siciliana, ed anche il provincia D’Orsi sta per varare una nuova giunta costituita proprio da queste compagini, quelle che, in poche parole, formano il cosiddetto Terzo Polo.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
martedì 1 febbraio 2011
L'ombra della mafia sulla realizzazione dei lavori sulla SS115
Anche sulla realizzazione dei lavori sulla strada statale 115 si allunga l’ombra della mafia. Lo ha rivelato da tempo il pentito Calogero Rizzuto le cui deposizioni hanno riempito i verbali del processo Scacco Matto ormai giunto alle battute finali
Da lavoratore socialmente utile era diventato il boss di Sambuca di Sicilia e teneva rapporti con il capo assoluto di cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone.
Il suo “carisma” da mafioso dedito a controllare appalti e a pianificare estorsioni lo aveva portato a diventare il numero due del mandamento del Belice capeggiato dall’agronomo Gino Guzzo, che comprende anche grossi centri come Sciacca, oltre a Sambuca di Sicilia, Menfi, Montevago e Santa Margherita di Belice. Poi l’inchiesta “Scacco matto” della DDA di Palermo e dei carabinieri del comando di Agrigento sfociata nel luglio del 2008 in una trentina di arresti, gli ha sbarrato la strada. Adesso, da diversi mesi a dire il vero, il pentimento. Stanno sulla graticola i boss della cosa nostra belicina, e non solo.
Calogero Rizzuto, 49 anni, è il decimo pentito in provincia di Agrigento. Gli altri nove sono Giuseppe Sardino, Maurizio e Beniamino Di Gati, Pasquale Salemi, Alfonso Falzone, Giulio Albanese, Luigi Putrone, Ignazio Gagliardo e Giuseppe Vaccaro. Nell’inchiesta “Scacco matto” Rizzuto è tra i principali protagonisti.
Secondo le accuse, oltre ad essere al vertice della cosca sambucese, svolgeva anche funzioni di vice capo dell’intero mandamento coordinando le attività degli altri associati, organizzando e coordinando l’attività di estorsione e “messa a posto” delle attività produttive, intrattenendo rapporti anche con l’ex capo provinciale Giuseppe Falsone e con soggetti operanti al di fuori della provincia di Agrigento. Le indagini “Scacco matto” hanno permesso poi di svelare l’organigramma mafioso delle famiglie di Sambuca, Santa Margherita di Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia (oltre che quelle di Sciacca e Burgio) e la commistione di interessi mafiosi ed imprenditoriali di alcuni soggetti operanti in questo territorio.
A definire agli inquirenti il ruolo di Rizzuto sono le intercettazioni telefoniche e ambientali che trovano riscontro nelle dichiarazioni del pentito di Naro Giuseppe Sardino, ex braccio destro di Falsone. Vari i reati che gli vengono contestati, per lo più come mandante di estorsioni e intimidazioni. Sardino parla anche di una riunione in cui Rizzuto ebbe il ruolo decisivo di dirimere una controversia sorta con il mandamento di Ribera (che comprende Burgio, Villafranca e Lucca Sicula) capeggiato dai Capizzi a proposito delle estorsioni sulla realizzazione della condotta idrica denominata Favara di Burgio. Pare che i Capizzi si fossero impossessati di una somma che non gli spettava e che avrebbero dovuto restituire al mandamento belicino. Di questo e altro ancora sta parlando ai magistrati il nuovo pentito che promette un “terremoto” per le cosche agrigentine e che, evidentemente, viene considerato affidabile dagli inquirenti.
Un troncone del processo “Scacco Matto”, la cui sentenza è prevista entro fine mese e che si sta celebrando al tribunale di Sciacca, riguarda anche le tangenti che sarebbero state pagate dalle ditte appaltatrici per eseguire dei lavori sui nuovi anelli stradali della SS115, inaugurata non più tardi di una settimana fa alla presenza dei ministri Altero Matteoli e Angelino Alfano.
Rizzuto parla anche di questo nelle sue dettagliate deposizioni. Della statale 115 e di come non si muova foglia, o colata di cemento fate voi, che la mafia non voglia.
Tenendo ben presente che le fasi processuali non si sono ancora concluse, che tutti gli imputati devono godere della presunzione di innocenza fin quando non scatta la condanna e che si attendono le decisioni dei giudici ai quali i pm hanno chiesto l’ammontare di 384 anni di carcere per i 20 imputati, le cose non stanno per come le aveva dipinte il ministro Alfano che aveva parlato di “appalto pulito e lavori realizzati a regola d’arte senza l’ombra di una tangente.”
Ed è strano che nessuno tra i tanti avvocati presenti quel giorno all’inaugurazione abbia avuto la voglia, o la possibilità, di avvertire il ministro dell’abbaglio che aveva appena preso.
Giusto un anno fa, l’imprenditore saccense Salvatore Fauci e il responsabile del cantiere della Sigenco Salvatore Paternò venivano iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento aggravato all’associazione mafiosa. Avrebbero pagato il pizzo senza denunciare i fatti alle autorità giudiziarie. Sono le risultanze delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Calogero Rizzuto rese nel corso dell’udienza nel processo “Camaleonte”.
“La ditta Fauci - ha rivelato - per le sue lavorazioni si avvaleva di un’impresa di movimento terra. Falsone impose a Fauci la ditta di Stefano Morreale. In effetti questi, per qualche mese, lavorò nei tre stabilimenti. Fauci, nonostante qualche rimostranza fu costretto ad accettare l’imposizione di Falsone”. Per la Sigenco, Rizzuto, fa riferimento ai lavori sulla SS 115 per la realizzazioni di svincoli e sottopassaggi.
Lo scorso 15 settembre, la Dda comunica la collaborazione di Calogero Rizzuto, ritenuto vice capo mandamento. Il salto del fosso del sambucese costituisce una novità di grosso rilievo in questa parte della provincia. Infatti è la prima volta che si registra la collaborazione da parte di un personaggio
della mafia. All’impianto accusatorio della Dda, ricco di particolari grazie ad una massiccia azione investigativa dei carabinieri, si aggiungono conferme e particolari nuovi proprio in conseguenza delle confessioni di Rizzuto.
Un racconto lungo e che riempie diverse centinaia di pagine nelle quali vengono descritte le estorsioni, spiegati alcuni omicidi, rivelati le tangenti chieste su lavori pubblici. Dalla condotta idrica Favara di Burgio, ai lavori sulla strada statale 115 inerenti la messa in sicurezza e aggiudicati dalla Si.gen.co. La descrizione della spartizione del territorio, le forniture del calcestruzzo. Ma anche litigi all’interno delle famiglie come il contrasto tra lo stesso Calogero Rizzuto e i Capizzi.
Un contrasto che, secondo quanto racconta Rizzuto, si acuisce al punto tale da indurre quest’ultimo a collaborare con la giustizia, anche perché teme di essere ucciso dai Capizzi. Ma il fiume in piena di Calogero Rizzuto va oltre e sono previsti nuovi sviluppi. Infatti, moltissime pagine delle confessioni contengono omissis che hanno generato nuove investigazioni in corso.
Spartizione del territorio, cemento, movimento terra, distribuzione dei mezzi, pizzo, personale da assumere “obbligatoriamente”: questo è il quadro disegnato dai collaboratori e sui quali stanno lavorando le forze dell’ordine.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in buona fede, probabilmente si è lasciato andare in un eccesso di ottimismo. Forse non sa o nessuno ha ritenuto doveroso informarlo. Il ministro ha detto, tra le altre cose, “non credo, né ho sentito parlare, di tangenti e mazzette e tutto si è svolto a regola d’arte sotto ogni punto di vista”, facendo riferimento ai lavori di messa in sicurezza della SS 115 sul territorio di Sciacca.
Il processo “Scacco Matto”, che si sta concludendo a Sciacca e che si celebra con rito ordinario (quello con il rito abbreviato si è concluso a Palermo lo scorso febbraio 2009 con condanne pesanti e qualche assoluzione), evidenzia aspetti diversi. Ci sono fiumi di verbali dell'ex reggente del mandamento di Sambuca di Sicilia, Calogero Rizzuto, poi diventato collaboratore di giustizia (settembre 2009) che parlano di pizzo e imposizione di forniture di cemento, mezzi e manodopera, alla Sigenco, da parte della presunta cosca mafiosa. Sarebbe bastato dare un’occhiata al verbale di interrogatorio del 25 settembre 2009, redatto alle ore 15,45 circa e reso dal collaboratore di giustizia Calogero Rizzuto al sostituto procuratore della Dda di Palermo Rita Fulantelli per sgombrare ogni dubbio. Ci sono intercettazioni del 5 maggio 2006 e del 3 novembre 2006. Proprio quelle intercettazioni per le quali da tempo si auspicano limitazioni su limitazioni, cosa che rappresenterebbe una mannaia per le indagini e le fonti investigative. Tra la carte troviamo anche un rinvio a giudizio del capocantiere per favoreggiamento perchè avrebbe omesso di denunciare le estorsioni. I processi devono concludersi e ci sembra giusto attenderne l’esito.
Nel mentre ci chiediamo anche: ma se con la conclusione di questi lavori la statale 115 è più sicura, perché i ministri sono arrivati con l’elicottero?
Sicuramente i cittadini saccensi e di tutto il circondario ringraziano i ministri della Repubblica Italiana per essere venuti ad inaugurare questo pezzo di strada (o di sottopassaggio, che fa più chic). Adesso tutti possiamo essere soddisfatti: sul territorio abbiamo l’autostrada e le ferrovie, per andare a Catania impieghiamo solo 4 ore, per andare a Messina altre 4, per andare a Palermo o con la ditta Gallo o a piedi, mancavano solamente questi svincoli ma ora abbiamo tutto.
Quando solo si inizierà a parlare di queste cose, chi verrà? Sicuramente non basterenno tutte le più alte cariche istituzionali del nostro Stato. Ci dovremo fare prestare qualche presidente di un’altra Repubblica.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

