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lunedì 16 maggio 2011

Spot Premio Letterario "Vincenzo Licata" 2011



III Edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia "Vincenzo Licata - Città di Sciacca" 2011.
Lo spot dell'evento.
Per informazioni www.vincenzolicata.it
www.laltrasciacca.it

Il bando scade il 3 luglio, la cerimonia di premiazione si terrà a Sciacca il 13 agosto.

mercoledì 2 marzo 2011

Morti "bianche": tragedia infinita

I Dati dell’osservatorio per la sicurezza sul lavoro sono eclatanti: troppi morti, poca sicurezza e lavoro nero. Gli appelli di sindacati e società civile rimangano inascoltati e si continua a morire per lavorare quando si dovrebbe lavorare per vivere


E’ tragico il bilancio delle morti bianche in questo primo scorcio di 2011. L’anno inizia con 50 croci sul lavoro in Italia. Quasi due morti al giorno. E sono il doppio di quelle rilevate nello stesso mese dello scorso anno. Insomma si parla tanto di sicurezza sul lavoro, di sensibilizzazione tanto per gli operai quanto per i “padroni” ma niente sembra cambiare. Il sud, come sempre, è in cima alla graduatoria per numero di vittime con Sicilia e Campania, seguito da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Ma è la Valle d’Aosta a guidare la classifica delle incidenze delle vittime calcolate sulla popolazione lavorativa. Le province più colpite sono Catania e Napoli seguite da Bologna e Milano. La caduta dall’alto lascia il primo posto delle cause di morte allo schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. Ancora all’agricoltura il primato delle morti, il settore più colpito. In crescita anche la piaga del lavoro nero che contribuisce ad elevare rischi e mortalità per i lavoratori.
A gennaio, come detto, sono state 50 le morti bianche in Italia. In tutto il primo semestre del 2010 non si era mai arrivati ad un dato così elevato.
Questa è la prima e tragica istantanea scattata dagli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre che si occupa di monitorare quotidianamente il dramma, a livello nazionale. Un risultato d’esordio sconfortante ed allarmante in cui ad indossare la maglia nera non sono più le regioni del Nord, ma bensì quelle del Sud. Sicilia e Campania in testa con 7 vittime, seguite dalla Lombardia (6), dall’Emilia Romagna (5) e dal Veneto (4). Accanto ai numeri assoluti, però, appare altrettanto significativo l’indice di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. E i valori più elevati arrivano dalla Valle D’Aosta (35,5 contro una media nazionale di 4,4) insieme alla Basilicata (15,7) e alla Calabria (5,1).
Friuli, Molise Marche Toscana e Umbria sono le uniche regioni a non essere state coinvolte nel mese di gennaio. Le cosiddette isole felici.
Mentre nella classifica provinciale ci sono Catania e Napoli con 4 morti bianche, seguite da Bologna e Milano (3), Matera, Aosta, Savona, Messina, Caserta, Lecce, Verona e Torino (2). Aosta, Matera e Savona, comunque guidano la classifica provinciale per incidenze rispetto alla popolazione lavorativa. Ancora una volta l’agricoltura è il luogo maggiormente votato alla tragedia con il 32 per cento delle vittime. Il doppio di quelle rilevate nel settore delle costruzioni (16 per cento). Altrettanto preoccupante il 12 per cento degli eventi mortali registrati nel commercio e attività artigianali e il 10 per cento dei trasporti, magazzinaggi e costruzioni.
Entrano in classifica i giornalisti, spesso vittima di aggressioni ed intimidazioni corporali e morali.
Un nuovo dato, invece, emerge nell’indagine delle cause che hanno portato alla morte i lavoratori; e la caduta dall’alto non è più in cima alla graduatoria. Nel 24 per cento dei casi, infatti, si è trattato di un decesso per schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. Nel 20 per cento dei casi si è trattato di una caduta dall’alto e per il 16 per cento delle vittime la causa è stata un incidente dovuto al ribaltamento/investimento di un mezzo in movimento. Seguono nella classifica: il contatto con organi lavoratori in movimento (12 per cento), investimento da mezzo semovente (10 per cento) e incendio (6 per cento).
Non solo uomini, ma anche le donne rientrano nella casistica degli incidenti tragici e degli infortuni più o meno gravi. Altrettanto sconvolgente il dato sulla mortalità femminile: sono già due le vittime. A fine 2010 se ne contavano 17. Un dato, quindi, decisamente superiore alla media. Gli stranieri sono 4 pari all’8 per cento del totale (era il 10 per cento nel 2010). La fascia d’età più colpita è sempre quella in cui l’esperienza dovrebbe insegnare a non esporsi al rischio (tra i 40 e i 49 anni, ovvero il 36 per cento delle vittime). Il 20 per cento tra i 30 e i 39 e il 18 per cento tra i 60 e i 69 anni. Dai 70 anni in su si rileva l’8 per cento delle vittime. L’esperienza spesso fa rima con il sentirsi troppo sicuri, abbassare l’attenzione e la concentrazione e dunque ad elevare il rischio di incidenti.
Ultimo ma non meno importante grafico elaborato dagli esperti dell’Osservatorio di Vega Engineering che da oltre due decenni si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro è quello relativo ai giorni della settimana in cui gli episodi mortali sono stati più frequenti. Si scopre così un’altra novità perché con il nuovo anno i giorni neri cambiano: sono martedì e giovedì. Lo scorso anno il mercoledì e il venerdì. Nel Nordest, invece, sul podio al secondo posto c’è la domenica.
A tutta la casistica vanno ad aggiungersi i casi, anch’essi in aumento, quando il lavoratore muore o subisce infortuni non sul lavoro ma mentre sta recandosi sul posto di lavoro. Anche in questo caso il sud la fa da padrone e i recenti incidenti mortali accaduti sulla Palermo – Sciacca stanno lì a testimoniare la problematica. Non bastano i controlli, le eventuali sanzioni, occorre una presa di coscienza collettiva, che investa lavoratore e datore di lavoro, classe politica e mondo dell’imprenditoria. Lavorare per vivere e non morire per lavorare.

Calogero Parlapiano

martedì 26 ottobre 2010

Realtà a confronto: Valencia e Sciacca. Qual è il vero polo turistico?

Valencia e Sciacca: due città che si affacciano sul Mediterraneo, stesso clima, stessa cucina, stesso amore per la fiesta e la siesta. Eppure quante differenze: pulizia, ordine, servizi organizzati in ogni minimo dettaglio, aree verdi, nessun impatto edilizio e centro storico chiuso al traffico. Qual è il vero polo turistico?

Quando un saccense parla della propria città le opinioni sono sempre ondivaghe: è bellissima, si potrebbe fare di più, non c’è posto più bello, me ne andrei subito, insomma si dice tutto e il contrario di tutto. Forse, come in ogni campo della vita, quando non si è avuta mai la possibilità di guardare altro, si ritiene, a torto, che nulla possa cambiare e che niente possa migliorare. La pulizia per esempio. Come si fa a tenere pulita Sciacca? Le sue strade, i suoi vicoli? Come si fa a non ingolfare tutte le arterie di traffico? Ad evitare che le periferie siano infestate di discariche a cielo aperto di ogni genere e grado? Come si può tenere l’area portuale sistemata ed accogliente?
L’invito a visitare posti nuovi e diversi naturalmente non può essere rivolto soltanto ai cittadini ma anche, se non soprattutto agli amministratori e uomini politici locali e della provincia di Agrigento.
Qualche settimana fa ho fatto capolinea a Valencia, in Spagna. Si tratta della terza città per quantità di abitanti dopo Madrid e Barcellona. E’ una ridente città che si affaccia sul Mediterraneo, ad un’ora e mezzo di volo dalla Sicilia. Ha il porto, il mare, le spiagge e un centro storico, ciudad vella lo chiamano loro, che contiene ogni sorta di monumento e bene architettonico. Insomma un centro da visitare, aperto ai turisti di ogni età e provenienza.
La cosa che a primo impatto però fa più effetto è quella che Valencia non è una città Anche turistica ma che è costruita e realizzata su misura per il turismo, in ogni dettaglio. Aree verdi sterminate, giardini dove è possibile fare footing, pic nic, attrezzi comunali collocati lì per fare palestra all’aperto, 4 kilometri di spiaggia pulita anche ad ottobre, un lungomare pulito e sistemato in ogni aspetto, illuminato, con panchine, ogni sorta di ristorazione e gelateria, edifici, anche quelli privati, costruiti seguendo lo stile moderno e postmoderno dell’intera città, il porto turistico splendido con le barche a vela dell’America’s cup (Alinghi, Luna Rossa, New Zealand…), stand, fiere, l’edificio del circomare splendido, piscine, campi sportivi, fontanelle apposite per lavarsi i piedi dopo che si termina la giornata in spiaggia, piste ciclabili in perfetta sicurezza, impatto delle auto sulla città pari a zero e parcheggi per la maggior parte sotterranei. Verrebbe da chiedersi: ma dove sono andato a finire? Basti pensare al nostro Stazzone, abbandonato e franato in più punti oppure a contrada Muciare che potrebbe essere un punto di forza ed un fiore all’occhiello mentre è una distesa di pietre, erbacce, con una trazzera d’accesso che conduce ad un museo, quello del Mare, terminato ma chiuso. Che rabbia accorgersi di avere pure noi bellezze naturali, paesaggistiche e monumentali e non saperle sfruttare, non realizzandoci intorno servizi congrui ed adatti al turista.
Il porto di Valencia poi è organizzato in ogni punto, pulitissimo, così pulito che, soprattutto in estate, aprono diverse mega discoteche, centri di ritrovo per moltissimi giovani. Un’area curata e dove nulla viene lasciato al caso. Lo stupore, per noi che veniamo da Sciacca, aumenta addentrandosi nel cuore della città, il centro storico. Innanzitutto esso, nelle vie principali e centrali, è interdetto al traffico veicolare perennemente mentre in altri punti esistono delle fasce orarie entro le quali le auto possono o non possono circolare. Evidentemente a Valencia non esisteranno quei commercianti pronto a litigare, protestare per tutto e il contrario di tutto.
Pochissime, per non dire nessuna, le auto parcheggiate poiché esistono i parcheggi sotterranei oppure zone periferiche dove è possibile lasciare il proprio veicolo a motore senza il rischio, tra l’altro, di faticare nel camminare a piedi in quanto il loro servizio autobus è efficientissimo e conduce in ogni dove. Bus nuovissimi, con televisione, conducenti rilassati, posti a sedere a sufficienza, confort anche per i portatori d’handicap. Negli orari dove si prevede maggior affluenza di passeggeri, giungono al capolinea più autobus che conducono allo stesso posto senza alcun problema o lamentela da parte di nessuno.
Una città piena di indicazioni. Ogni via, incrocio, vicolo ha dei segnali ad hoc per il turista dove si indica come raggiungere facilmente la cattedrale, la chiesa, la torre, la determinata piazza, il mercato centrale, il pub, il quartiere. E’ pressoché impossibile perdersi.
I segnali a Sciacca si riducono ad indicare come raggiungere il commissariato di polizia o la caserma dei carabinieri. Occorrerebbe ripensare la nostra città anche in questo modo, rifacendo la cartellonistica stradale, indicando come raggiungere e da dove, chiese, basiliche, musei, castelli e le aree più disparate poiché il turista spesso vaga spaesata fidandosi soltanto del proprio intuito e sperando nell’incredibile fortuna di trovare l’ufficio turistico aperto.
E la pulizia? Valencia è una città splendente sotto ogni punto di vista. Tutte le vie del centro storico vengono lavate ogni notte, le strade e i marciapiedi brillano, le piazze sembrano essere state costruite da poco, nessun gomma da masticare ad imbrattare il marmo.
Gli operatori ecologici lavorano 7 giorni su 7, 24 ore su 24, sempre pronti a eliminare ogni minima imperfezione e sporcizia. Ogni netturbino ha il proprio territorio assegnato e se ne prende cura con fare maniacale. Niente di tutto questo a Sciacca, sporca e non solo nei weekend.
Differente anche la mentalità e la concezione culturale poiché a Valencia, né i residenti né i turisti, si sognano di buttare la benché minima cartaccia a terra, non è nemmeno concepito, l’idea non sfiora minimamente nessuno.
Addirittura gli operatori ecologici hanno delle piccole spazzatrici, che hanno appena il posto per un conducente, attraverso le quali si incuneano perfino nei vicoli del centro e lavano e spazzano tutto, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questa è la pulizia ordinaria. Ma esiste anche la pulizia straordinaria: dopo ogni evento, manifestazione, sfilata, gioco pirotecnico, la città si rimette immediatamente in modo per ripulire tutto. Non si tratta di eccezioni ma della normalità lavorativa e mentale del luogo.
Anni luce di differenza rispetto alla nostra città dove, purtroppo, per i primi i saccensi dovrebbero imparare a considerare casa propria anche il luogo pubblico e non solo l’interno delle mura della propria abitazione.
Queste differenze risaltano ancora più all’occhio perché non si tratta di due posti emisfericamente distanti e dalle culture totalmente opposte. Valencia è a due passi da noi, sul Mediterraneo, stessa cucina, stessa ospitalità, stessa voglia di divertirsi e di far baldoria. Bacino identico, servizi completamente differenti. Eppure a Sciacca non manca nulla dal punto di vista artistico, naturalistico e monumentale. Basterebbe organizzarsi e rubare, nel senso buono del termine, i trucchi di chi davvero riesce a fare e vivere di turismo. Perché oggi considerare Sciacca polo turistico è un’eresia, soprattutto se paragonata ai veri centri funzionali e costruiti ad hoc per il turista.
Consigliamo dunque ai nostri politici locali, a tutti i livelli, una visita nella vicina Valencia per capire meglio come si fa turismo e visitare un vero polo turistico. Al ritorno, così per come siamo organizzati adesso, avranno ancora il coraggio di parlare di turismo a Sciacca?
Buon viaggio dunque. Per andare a Valencia in fondo basta spendere pochi spiccioli grazie ai collegamenti da Trapani che garantisce la Ryanair.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

martedì 1 giugno 2010

sabato 1 maggio 2010

Concerto di solidarietà a Sciacca: "Musica per crescere insieme". NON MANCATE

Gentili amiche ed amici,


Vi scrivo per informarVi che domenica 9 maggio alle ore 20,00 presso l’auditorium dell’ex convento di San Francesco di Sciacca terrò in qualità di direttore d’orchestra un concerto di beneficenza (in allegato la relativa locandina pubblicitaria) a favore dell’Associazione “Crescere insieme” che si occupa di bambini diversamente abili.
Suonerà un’orchestra costituita per l’occasione e formata da 50 musicisti (tra di essi alcuni professori d’orchestra dell’Orchestra Sinfonica Siciliana) provenienti da 4 province siciliane. L’orchestra, denominata simbolicamente Orchestra della solidarietà, sarà composta dalle sezioni che normalmente costituiscono le orchestre sinfoniche (legni, ottoni, percussioni e archi). Il programma proposto spazierà dalla musica cosiddetta classica alla musica per film.
Il concerto è stato organizzato dalle Associazioni “Crescere Insieme” e ARCI, sezione di Sciacca - Circolo "La zattera"; all’iniziativa hanno aderito diverse Associazioni (Primavera, Il Contrappunto, Café Orquidea, Rotary club di Sciacca, Cooperativa Arcobaleno). Sponsor ufficiale della manifestazione è la Banca popolare S.Angelo.
Il ricavato della serata sarà interamente devoluto all’Associazione “Crescere insieme” per la realizzazione di un progetto di psicomotricità in acqua per bambini diversamente abili.
I biglietti saranno in vendita presso l’agenzia viaggi Astap di Sciacca, sita in via Vittorio Emanuele, 90, accanto l’Ufficio turistico, di fronte la piazza Angelo Scandaliato.
La sala dell’auditorium sarà divisa in 3 settori; ognuno potrà acquistare in agenzia un biglietto attraverso l’elargizione di un contributo economico che varierà da euro 10,00 a euro 20,00, a seconda del settore prescelto.
Invito, dunque, tutti Voi a prendere parte al concerto e a inoltrare gentilmente questa e-mail a quanti potrebbero essere interessati perché ve ne sia una diffusione più ampia possibile. Vi ringrazio di cuore per la Vostra disponibilità, generosità e fattiva collaborazione!

Con stima e gratitudine
Antonio Giovanni Bono

Lo Speciale promozionale del Concerto: buona visione

giovedì 4 marzo 2010

LIBERI, LIBERI...

Buon ascolto...
Vasco Rossi - Liberi Liberi

(... però liberi da che cosa??? chissà cos'è???)



cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che non c'è più!!!

cosa diventò, cosa diventò
che cos'è che ora non c'è più!!!

cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che avevi in più!!!!

cosa diventò, cosa diventò
e come mai non ricordi più...

domenica 27 dicembre 2009

"Non trattenerti mai"

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è importante non cambiare; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

sabato 26 dicembre 2009

Dove si vola

Fammi respirare ancora
e portami dove si vola
dove non si cade mai
lasciami lo spazio e il tempo
e cerca di capirmi dentro
dimmi ogni momento
che ci sei
che ci sei

Cosa Mi aspetto da te
cosa ti aspetti da me

domenica 20 dicembre 2009

domenica 13 dicembre 2009

Ad Ogni Costo

Guarda che lo so...che gli occhi che hai...

Buon ascolto e buona domenica a tutti... sempre Ad Ogni Costo

mercoledì 9 dicembre 2009

Ho la mia personale convinzione che niente nella vita accada per caso.


Le persone che conosciamo capitano nella nostra vita per una ragione. A volte per regalarci un sorriso, per donarci del dolore, a volte semplicemente per farci sentire l'amore. Le persone speciali si fermano il tempo necessario per regalarci un sogno e un sorriso e poi se ne vanno altrove, pronti a regalare un nuovo sogno e un altro sorriso.

domenica 6 dicembre 2009

Niente Più

Buon ascolto e buona domenica a tutti

mercoledì 18 novembre 2009

Coraggio e Salvataggio in Mare a largo di Lampedusa

Per Sciacca, ridente cittadina affacciata sul mare, parlare di porto, pesca, paranze, marinai sembra quasi normale, oserei dire naturale. Accade però qualche volta che il mare non sempre sia benevolo ma che, sospinto dai soffi di Eolo e dai moti della burrasca, metta in difficoltà tutti coloro che per vivere si imbarcano e sfidano le onde.
E’ quello che è successo ad alcuni marinai nella notte tra il 28 ed il 29 ottobre. Tutto avviene in poche ore, interminabili, nel canale di Sicilia e precisamente a 40 miglia a sud di Lampedusa.
Salvatore Bono, nostromo del peschereccio di Mazara del Vallo, Kleos ha rischiato di perdere la vita poiché è caduto in acqua sballottato dalla furia delle onde.
Il mare infatti era in tempesta, le condizioni erano avverse. Mare forza cinque si è stimato più tardi. Il capitano del Kleos, Angelo Randazzo, ha raccontato di attimi di autentico terrore e sconforto. Salvatore era ormai privo di forze, in acqua, e nessuno riusciva più a scorgerlo in quanto di notte la visibilità era molto approssimativa e certamente peggiorata dalla burrasca. “Lui gridava, chiedeva aiuto – racconta Randazzo - ma alla fine era ormai esausto e temevamo il peggio”.
Salvatore è caduto in mare perché si è sporto troppo e la forza di un’onda lo ha travolto. E’ stato recuperato grazie al coraggio di un suo compagno di lavoro, tunisino, che si è imbracato con una corda e si è gettato in mare sottraendolo a morte sicura. Nel frattempo naturalmente sono giunti sul posto anche gli uomini della Capitaneria di Porto di Lampedusa guidati dal tenente di vascello Antonio Morana, comandante della Guardia Costiera il quale ha coordinato in prima persona tutte le operazioni di soccorso, eseguite dalla motovedetta Cp 878 Sar.
Oltre agli uomini della Guardia Costiera, che erano tre, la motovedetta trasportava anche un medico ed un’infermiera.
A Salvatore Bono, una volta sottratto dalle onde, sono state praticate le prime operazioni di intervento medico dagli stessi compagni di lavoro ma il vero aiuto naturalmente è giunto con l’arrivo degli uomini della Capitaneria.
E’ stata una notte lunga ed agitata, basti pensare che la motovedetta per arrivare nel punto dell’incidente ha impiegato ben due ore tanto le condizioni erano avverse. Il malcapitato marinaio presentava seri problemi respiratori aggravati dal fatto che aveva bevuto tanta acqua riversatasi nei polmoni. A bordo le prime cure, i primi interventi di pronto soccorso e l’applicazione di ossigeno per aiutarne la respirazione.
Un altro momento molto difficile è stato quando gli uomini della motovedetta non riuscivano ad avvicinarsi al peschereccio in quanto la violenza delle onde non glielo permetteva. Questa circostanza poteva risultare molto pericolosa poiché il Bono aveva bisogno di cure urgenti ed i medici del Cisom non erano in grado di sbarcare a bordo del peschereccio se la motovedetta non si avvicinava abbastanza. Sono state fasi lunghe e concitate dove la paura, il terrore, la forza della natura hanno fatto il resto. Dopo momenti interminabili i ragazzi della Guardia Costiera, approfittando di un’onda favorevole, sono riusciti ad avvicinarsi quel tanto che è bastato per far scendere il medico e l’infermiera che si sono subito precipitati dal Bono.
Tutto questo è accaduto nei nostri mari, una notte che per molti di noi è trascorsa come tutte le altre, ma non per loro, non per i marinai, non per il Bono, non per i valorosi uomini della motovedetta Cp 878 Sar.
In fretta e furia Salvatore Bono è stato messo in sicurezza e trasportato d’urgenza presso il Poliambulatorio di Lampedusa, isola che è sprovvista di un vero e proprio ospedale.
Da lì con altrettanta celerità Bono è partito alla volta dell’ospedale di Palermo con un elicottero.
E’ stato tenuto sotto osservazione per un paio di giorni mentre adesso è a casa, a riposo e può raccontare a tutti i suoi amici e parenti le fasi drammatiche e spettacolari al contempo del suo salvataggio.
Questi sono gli scherzi, si fa per dire, che è in grado di mettere in scena il mare e la natura in generale. Purtroppo vicende di questo tipo sono accadute in passato e continueranno ad accadere. Tutti ci auguriamo però che abbiano sempre lo stesso lieto fine, quel lieto fine che ci permette a noi oggi di poterne parlare con più sollievo e di poter ringraziare sentitamente tutti coloro che si sono mossi affinchè Salvatore venisse salvato, dai suoi compagni di viaggio, agli uomini della Guardia Costiera di Lampedusa, dai medici del Cisom agli uomini dell’elicottero che ha trasferito d’urgenza il Bono a Palermo.
Nell’attesa e nella consapevolezza che presto il fortunato marinaio tornerà a lavoro, tornerà a sfidare quel mare che tutto gli dà ma che tutto rischiava di togliergli. Saprà sempre di aver potuto contare e di poter contare in futuro su dei ragazzi pronti a tutto per salvare una vita umana.

Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"

mercoledì 28 ottobre 2009

Per Riflettere...


Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso; io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.

Don Milani, lettera ai cappellani militari


"E' sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili."

Marcello Marchesi

domenica 27 settembre 2009

La Canzone dell'amore perduto

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.


Buona Domenica a Tutti!

giovedì 17 settembre 2009

L'intervento di apertura durante la Serata del Premio "Vincenzo Licata" 2009

Premio Vincenzo Licata - Città di Sciacca Edizione 2009

Il mio intervento di apertura durante la serata di premiazione svoltasi a Sciacca giorno 1 agosto 2009 presso l'ex Chiesa Santa Margherita.

Buona visione


martedì 15 settembre 2009

11 Settembre 2001-2009: per non dimenticare

Sono già passati 8 anni. Sembra ieri. L’11 settembre del 2001 il mondo si risvegliò diverso e da quel giorno non è stato più lo stesso. Da quel giorno l’America si scoprì vulnerabile e con essa tutti i paesi civili e democratici. Da quel giorno sono cambiate tantissime cose e la politica estera di molti paesi è stata plasmata proprio alla luce di quegli avvenimenti terribili.
Quattro attentati di inimmaginabile portata sconvolsero la terra di Cristoforo Colombo che fine a quel momento si riteneva inespugnabile, invulnerabile.
Quattro attacchi suicidi realizzati attraverso il dirottamento di quattro aerei di linea che vennero catapultati verso altrettanti obiettivi sensibili, per fare ancora più male.
Le Torri Gemelle, ossia il famoso World Trade Center di New York, il Pentagono, la base logistica e militare degli Stati Uniti d’America, la Casa Bianca, residenza presidenziale, unico obiettivo dichiarato ma mai raggiunto in quanto l’aereo diretto all’abitazione di Bush si schiantò lungo il percorso, in un territorio disabitato vicino Shanksville, grazie alla ribellione interna dei membri dell’equipaggio e degli stessi passeggeri.
Oltre ai 19 dirottatori, morirono circa 3000 persone di 90 nazionalità diverse, alcuni corpi sono stati trovati e riconosciuti, altri sono evaporati nel nulla. Tutto il mondo democratico quel giorno si sentì colpito, nessuno era stato in grado di fermare quell’attacco, nessuno era stato in grado di prevederlo, neppure l’America che è la prima nazione nel mondo in quanto a soldi spesi per la protezione del proprio territorio, per servizi segreti, per spionaggio.
Si seppe in seguito che i dirottatori, tutti arabi, erano membri attivi e facenti parte del gruppo terroristico di Al Qaeda, guidato dal pluriricercato Osama Bin Laden.
Uno dei momenti più tragici di quegli istanti terribili è stato il crollo delle due torri gemelle implose a causa delle elevate temperature causate dagli incendi: le due strutture si sono accartocciate su sé stesse e corrono alla mente tutti i fotogrammi di quegli attimi, della gente che preferiva gettarsi dalle finestre per non morire soffocata, dei vigili del fuoco che sono andati incontro alla morte continuando a salire piano dopo piano sebbene i grattacieli cominciassero a scricchiolare, la mente corre a quelle telefonate ascoltate nei giorni seguenti di gente che chiamava i propri cari consapevole che non gli avrebbe più rivisti. Quanta distruzione.
Oltre alle Torri Gemelle, altre strutture dell’area furono gravemente danneggiate ed alcune di esse sono attualmente in demolizione per essere ricostruite, ci si augura, più belle di prima.
New York in quei giorni è stata raffigurata come l’anima dell’America, un’anima violentata dalla crudeltà dell’uomo.
Purtroppo, di solito, le violenze non vengono mai da sole e la crudeltà genera altra crudeltà.
Gli attacchi furono immediatamente seguiti da quella che è stata chiamata “Guerra al Terrorismo”.
Bush junior, allora presidente degli Sati Uniti, approvò la guerra in Afghanistan ed in Iraq, la prima contro i talebani, la seconda contro il regime totalitario e sanguinario del dittatore Saddam Hussein.
Entrambe le guerre hanno visto il coinvolgimento mondiale in quanto in pratica i soldati di tutte le nazioni hanno preso parte a queste “missioni di pace”. I talebani afghani sono stati facilmente sconfitti ed oggi nel paese il neo presidente Karzai cerca di mantenere, a stento, l’ordine. Anche in Iraq Saddam Hussein è riuscito ad opporre scarsa resistenza, è stato catturato e giustiziato per impiccagione. Tra l’altro anni dopo l’America ammise che la storia delle armi di distruzioni di massa possedute dall’Iraq per giustificare la guerra era per l’appunto soltanto una storia.
Morti si sono aggiunti ad altri morti, altri civili continuano a morire ancora oggi, altri soldati vengono mandati in missione presso questi territori martoriati, territori che erano martoriati anche prima dell’11 settembre. Ma di Osama Bin Laden nessuna traccia.
Su questa tragica data e sulle conseguenze che ha generato si è scritto e detto tanto e di tutto. Sono state diverse le teorie complottiste, i misteri, le indagini, le dispute e le controversie.
Tuttavia il nostro obiettivo oggi non è quello di fare luce su una delle più grande sciagure della storia ma quello di ricordare. Perché otto anni sono passati e qualcuno già comincia a presentare i primi segni di stanchezza, comincia a rimuovere quello che è stato e quello che è ancora oggi.
L’11 settembre non è ancora finito, la sua eco, come un rimbombo lontano, prosegue sino a noi e determina le nostre vite, gli scenari mondiali e le politiche interne ed estere delle nazioni.
Una data che purtroppo fa già parte della storia moderna, una data che non va dimenticata perché tremila morti ancora chiedono giustizia e migliaia di famiglie nel mondo, ripensando a quei momenti, sono lì, nel silenzio, a chiedersi “perché?, perché è accaduto tutto questo, cosa si poteva fare e cosa non abbiamo fatto”.
La memoria di quel giorno la dobbiamo a loro. La dobbiamo a noi stessi.

Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"

domenica 2 agosto 2009

Prima edizione Premio Nazionale "Vincenzo Licata", le conclusioni


Ieri sera è stato un grande onore per la nostra Associazione poter concludere con uno splendido l’atto finale della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata – città di Sciacca”.
Il Premio è nato dall’esigenza di richiamare l’attenzione dei saccensi e non sul mondo dell’arte, della letteratura e della poesia in particolare.
Con grande soddisfazione per noi organizzatori Il Premio ha assunto respiro nazionale dimostrando ancora una volta che l’amore per l’arte della parola non ha confini di regione, di stato, né di appartenenza politica o religiosa. Sono stati tantissimi coloro che attraverso questo Premio hanno avuto l’occasione di tirare fuori dal cassetto le proprie emozioni, le proprie idee, i propri scritti, poiché qualsiasi forma e mezzo espressivo merita il giusto apprezzamento. Spesso basta semplicemente avere una emozione, un foglio di carta ed una penna, tutto il resto viene dal cuore.
Il Premio è intitolato e dedicato alla figura di Vincenzo Licata, uno dei poeti più importanti che la nostra città di Sciacca abbia mai visto nascere. Il suo amore per i versi, per la scrittura, per il mare e per la città di Sciacca sono tuttora trasmessi con spontanea continuità e rinnovata forza dalle vecchie alle nuove generazioni e non possono non essere prese in considerazione da chi, come noi, si sono fatti promotori di una manifestazione poetica, manifestazione attraverso la quale il nome del Poeta è stato veicolato ancora di più, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale.
La serata è stata possibile grazie al patrocinio del comune di Sciacca che ci ha concesso la location della chiesa S.Margherita, e dell’assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione della Regione Sicilia.
Inoltre questo evento si è avvalso della preziosa e fattiva collaborazione della banca di Credito Cooperativo Sambuca di Sicilia, della Cooperativa fra i Pescatori di Sciacca presieduta dal dott. Nino Randazzo, del Circolo Nautico Il Corallo “Mimmo Marchica” nelle persone soprattutto del presidente Giovanni Palagonia e del direttore sportivo Angelo Roscigno, dell’associazione AICS e della gioielleria Nocito dei fratelli Di Giovanna che ha fornito il superpremio finale costituito da un ramo di corallo inserito all’interno di una campana di vetro attribuito all’opera migliore in assoluto pervenuta a questa prima edizione del Premio.
La direzione del Premio ci tiene a ringraziare in particolar modo Giuseppe Piazza curatore del sito www.vincenzolicata.it , il prof Enzo Porrello per l’attenzione dimostrata verso questa importante iniziativa culturale, la redazione del settimanale locale ControVoce, tutti coloro che si sono interessati nel tempo a questo evento, gli eredi del poeta, in particolar modo il figlio Antonello Licata che ci ha concesso in esclusiva l’occasione di portare avanti questo evento di enorme portata, tutti presenti, tutte le autorità politiche intervenute durante la premiazione e RMK che ha ripreso integralmente l'evento.
A questa serata è stato presente anche il dott. Francesco Verderame, presidente della Lilt, che ringraziamo, il quale accettando l’invito degli organizzatori, è intervenuto per un saluto e per promuovere una raccolta fondi a sostegno della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che è stata portata avanti tra tutti i presenti.
Non possiamo non rivolgere un caloroso ringraziamento verso coloro che sono stati protagonisti della serata: i componenti della Giuria, Raimondo Moncada, Tanino Bonifacio, Gianmarco Aulino, Giuseppe Corallino e Enzo Puleo, i presentatori della serata, Giusy Di Giovanna e Raimondo Moncada,gli attori Pippo Graffeo, Paola Caracappa, i musicisti Ester Prestia, Maurizio La Rocca, tutti i partecipanti al premio letterario e i vincitori.
Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.
Dare nuovo lustro alla figura di Vincenzo Licata era e rimane il nostro obiettivo. E’ stato un uomo ed un’artista che, in ogni sua singola parola poetica, ha racchiuso un po’ di Sciacca.
Un po’ di tutti noi. Sono sicuro, siamo sicuri che Vincenzo Licata sarebbe stato felice di questa serata e di questo premio.
Se siamo stati così tanti presenti ieri è proprio perché uomini come lui lasciano, a volte in maniera inconsapevole, una traccia profonda nei nostri percorsi di vita. Vincenzo Licata non è morto. Non morirà mai. Alla prossima edizione.

Calogero Parlapiano

giovedì 30 luglio 2009

Sciacca, tutto pronto per il Premio Nazionale di Letteratura "Vincenzo Licata"

Ormai è tutto pronto per l’atto finale della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”. La giuria presieduta dal prof Giuseppe Corallino e composta inoltre dal prof Enzo Puleo, dall’editore Gianmarco Aulino, dal giornalista Raimondo Moncada e dal critico d’arte Tanino Bonifacio, dopo lunghi ed esaustivi approfondimenti, ha scelto le opere e gli autori migliori i quali porteranno a casa i premi messi in palio dall’organizzazione dell’evento. La serata conclusiva del Premio è prevista per sabato 1 agosto a partire dalle ore 19,30 presso l’ex chiesa S.Margherita sita in piazza Carmine. Tutti coloro che hanno partecipato, a prescindere che abbiano vinto o meno, tutti gli amanti della cultura, della letteratura, della poesia e del poeta Licata sono invitati sin da adesso a prendere parte della manifestazione. La serata conclusiva sarà presentata dai giornalisti Raimondo Moncada e Giusy Di Giovanna. Protagonisti saranno, oltre ai vincitori e ai partecipanti del Premio, tutti i membri della giuria. Il convegno sulla figura del poeta Vincenzo Licata e l’atto della premiazione saranno intermezzate dalla presenza di un prestigioso duo musicale, il Duo Entr’Acte, formato da Ester Prestia al flauto traverso e da Maurizio La Rocca alla chitarra classica che si esibiranno con alcuni pezzi tratti dal repertorio classico mentre gli attori Pippo Graffeo e Paola Caracappa si alterneranno nel recitare le opere risultate vincitrici dell’evento. Il Premio è stato organizzato e portato avanti dall’Associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che, per la prima edizione e per la serata conclusiva, ha ottenuto il patrocinio del comune di Sciacca e dell’assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione della Regione Sicilia, ed inoltre si è avvalsa della preziosa e fattiva collaborazione della banca di Credito Cooperativo Sambuca di Sicilia, della Cooperativa fra i Pescatori di Sciacca presieduta dal dott. Nino Randazzo, del Circolo Nautico Il Corallo “Mimmo Marchica” nelle persone soprattutto del presidente Giovanni Palagonia e del direttore sportivo Angelo Roscigno e della gioielleria Nocito dei fratelli Di Giovanna che ha fornito il superpremio finale costituito da un ramo di corallo inserito all’interno di una campana di vetro e che sarà attribuito all’opera migliore in assoluto pervenuto a questa prima edizione del Premio. La direzione del Premio inoltre ci tiene a ringraziare in particolar modo Giuseppe Piazza curatore del sito www.vincenzolicata.it , il prof Enzo Porrello per l’attenzione dimostrata verso questa importante iniziativa culturale e tutta la redazione di ControVoce così vicina ed attenta ad un evento che ha avuto respiro nazionale. Sono state tantissime le opere infatti pervenute dal centro e dal nord Italia, oltre che dalla Sicilia, significato che, seppure alla prima edizione, il premio è stato particolarmente seguito ed apprezzato da tutti gli amanti della parola poetica. Alla serata sono state invitate naturalmente tutte le autorità cittadine e gli eredi del poeta Vincenzo Licata che hanno dato all’associazione L’AltraSciacca l’autorizzazione e l’esclusiva in merito all’organizzazione di questo premio. All’evento prenderà parte anche il dott.Francesco Verderame, presidente della Lilt, il quale accettando l’invito degli organizzatori, interverrà per un saluto e per promuovere una raccolta fondi a sostegno della Lilt da portare avanti tra i presenti alla serata. Un momento importante per veicolare la solidarietà e la generosità della gente verso una tematica tanto delicata e complessa, un motivo in più per partecipare in tanti e non mancare.
Il poeta Vincenzo Licata ha lasciato una traccia indelebile attraverso i suoi innumerevoli scritti, una traccia che non si finisce mai di apprezzare ed ammirare. Oltre al premio a lui dedicato, L’AltraSciacca si è fatto promotrice di altre due iniziative correlate e che speriamo ben presto possano andare in porto e venire finalmente alla luce, ossia la collocazione della statua del poeta realizzata dal maestro Filippo Prestia e l’intitolazione di una via a perenne memoria del nostro illustre concittadino. Inoltre, in un futuro non troppo lontano, non sarebbe male rispolverare, riportare a nuova luce e ripubblicare la preziosissima Opera Omnia la quale raccoglie tutte le poesie del poeta e che era stata già pubblicata in prima edizione una diecina di anni fa andando letteralmente a ruba. Sarebbe tutti questi ottimi segnali di una città che non perde la memoria di quello che è stato e di quello che è: un borgo marinaro tra i più belli della Sicilia, un borgo magistralmente racconto per anni dalla penna ora romantica ora sarcastica del nostro amato poeta Vincenzo Licata.

Calogero Parlapiano

giovedì 9 luglio 2009

La figura del Poeta Vincenzo Licata - Il Premio

Si sono chiuse lo scorso 30 giugno le iscrizioni per partecipare alla prima edizione del Premio Nazionale di letteratura e poesia “Vincenzo Licata – città di Sciacca”. Le iscrizioni sono giunte da tutta Italia e sono state parecchio numerose, andando oltre ogni più rosea previsione o aspettativa.
Intanto sono stati resi noti dalla segreteria dell’evento e sono già a lavoro i componenti della Giuria del Premio: si tratta del Prof Giuseppe Corallino, del Prof Enzo Puleo, del giornalista e scrittore Raimondo Moncada, del giornalista ed editore Gianmarco Aulino e del critico d’arte Tanino Bonifacio.
A loro l’onere e l’onore di stabilire, una volta presa lettura delle opere partecipanti, la graduatoria finale delle 4 sezioni che costituiscono il Premio le quali sono, lo ricordiamo: poesia a tema libero in italiano; poesia a tema libero in dialetto, poesia in italiano con tema “Il Mare” e la sezione dedicata ai Racconti.
L’atto conclusivo della manifestazione, con la premiazione delle opere più meritorie e col convegno dedicato al Poeta Vincenzo Licata, si terrà il prossimo 1 agosto a partire dalle 19,30 presso l’ex Chiesa S.Margherita, sita in Piazza Carmine.
Per tutti quelli che fossero interessati ad avere ulteriori informazioni possono mandare le loro domande all’indirizzo email: premio@vincenzolicata.it o scegliere tra i contatti elencati e presenti nel sito del premio che è http://www.vincenzolicata.it/
L’idea e l’istituzione di un premio nazionale di letteratura e poesia da dedicare a Vincenzo Licata e contestualmente alla città di Sciacca si deve all’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che ha avuto il beneplacito, il consenso e l’esclusiva da parte degli eredi del famoso poeta saccense, in particolare da parte del figlio, Antonello Licata. Lo stesso Antonello Licata ha fornito del materiale inedito sul padre, alcune foto d’epoca, una dettagliata e puntuale biografia e diverse chicche, tutte presenti nel sito dedicato al premio.
Il premio ha avuto e sta avendo un ottimo impatto tra gli appassionati e i cultori del genere ma anche tra tutti coloro che hanno voluto cimentarsi liberamente, per il gusto di partecipare, per il gusto di mettere su carta emozioni, sentimenti e stati d’animo nella consapevolezza che la poesia non è di chi la scrive ma è di chi la legge, di chi si ravvede in quelle parole, di chi si immedesima in istanti che accomunano, prima o poi, un po’ tutti gli essere umani. Le partecipazioni sono giunte, non solo da Sciacca, dai paesi dell’hinterland o dalla Sicilia ma un po’ da tutta Italia toccando, in un ipotetico giro nazionale, quasi tutte le principali città italiane: Roma, Milano, Genova, Ancona, Perugia, Viterbo, Trento, Trieste, Padova. Il Premio quindi risulta essere un veicolo importante e capillare di diffusione e di pubblicità del nome del poeta e del nome della nostra città di Sciacca.
Vincenzo Licata infatti non è solo una delle principali penne poetiche di Sciacca ma i suoi versi sono stati apprezzati negli anni da tutta la nostra regione, tanto che molti lo considerano il migliore poeta dialettale degli ultimi decenni. Le sue poesie ma anche le sue opere teatrali sono conosciute e amate dalla gente per la freschezza, la spontaneità, l’ironia che, tante volte, sfocia in amaro sarcasmo, la limpidezza di un animo che ha amato Sciacca, il suo mare e in particolar modo il quartiere della marina. La marina al quale il poeta è stato visceralmente legato per tutta la vita come se avesse mantenuto per sempre un cordone ombelicale speciale che lo ha legato a quel posto e al mare di Sciacca anche quando, per qualche tempo, le cose della vita lo portarono a vivere fuori dalla città natia. Riecheggiano ancora oggi i suoi versi migliori, basti pensare al lunghissimo e memorabile “Schiticchiu”, a “Vulissi turnari nicuzzu”, poesia musicata dal maestro saccense Antonio Giovanni Bono che, partendo dai versi di Licata, ha composto una superba versione strumentale per tenore, coro e orchestra, basti pensare a “C’è pirmissu”, “La vampata, “Sciacca”, “Me patri”, “Ninna nanna marinara” e a tante altre ancora.
L’artista e l’uomo Vincenzo Licata sono stati oggetto nel tempo di numerosi apprendimenti da parte di studiosi di letteratura, di cultori delle tradizioni dialettali e da amanti di ogni genere di critica poetica e anche adesso, che sono passati 13 anni dalla sua morte, la sua figura è apprezzata e amata sempre di più.
Infine l’associazione L’AltraSciacca, appoggiando quanti già se ne sono interessati negli ultimi tempi ed in particolar modo il prof Enzo Porrello, si fa promotrice di due ulteriori iniziative collegate alla figura del poeta. La prima riguarda il fatto di poter finalmente intitolare e dedicare una Via a Vincenzo Licata e, con un po’ di buona volontà politica, potrebbe essere una cosa facilmente ottenibile. La seconda è quella di poter collocare la statua di Vincenzo Licata realizzata dal Maestro Filippo Prestia e, fino ad ora, conservata in un magazzino, senza che i cittadini ne possano gustare l’elevato pregio artistico. La stessa dovrebbe essere collocata, salvo ulteriori novità, nei pressi della Capitaneria di Porto, in località Stazzone. Occorre realizzare, è chiaro, il basamento sul quale collocare la statua.
La collocazione della statua e la intitolazione della strada, insieme al Premio che è già in itinere, sarebbero un’ottima vetrina per dare nuovo lustro alla figura di Vincenzo Licata, un uomo ed un’artista che, in ogni sua singola parola poetica, ha racchiuso un po’ di Sciacca.
Un po’ di noi.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"