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sabato 3 ottobre 2009

Segnalato cedimento del muro di contenimento allo Stazzone

Con una nota trasmessa al sindaco di Sciacca Vito Bono, il consigliere comunale Francesco Fiorino segnala una situazione di potenziale pericolo allo Stazzone, località dove il degrado, purtroppo non manca.
Questo il comunicato ufficiale:

“Premesso che Lungo la via Stazzone nel tratto che va dalla piazzetta, ove nel passato era allocato il ristorante “Corsaro”, fino all’ex casello ferroviario - sul lato mare - a causa della vetustà del muro di contenimento esistente, è stata istallata ormai da molto tempo una rete metallica di protezione;
Considerato che l’azione dirompente del mare e degli agenti atmosferici continuano ininterrottamente ad aggravare le condizioni di stabilità del muro su citato, con gravi conseguenze sia dal punto di vista della sicurezza che del pregiudizio statico della strada pubblica e delle case antistanti;
tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere comunale ing. Francesco Fiorino ritiene che tale intervento provvisorio, meriti adesso una risoluzione definitiva che consenta l’eliminazione di tale rete ed il ripristino funzionale del muro di contenimento in esame. Risulta, pertanto, indispensabile che l’Amministrazione comunale si attivi nel porre in essere tutti i provvedimenti all’uopo necessari, anche facendosi carico di contattare gli enti statali e regionali competenti. "

giovedì 1 ottobre 2009

Per il decennale della morte, si richiede di intitolare una via ad A.Ritacco

Con una nota trasmessa al presidente del consiglio comunale Filippo Bellanca ed al sindaco di Sciacca Vito Bono, i consiglieri comunali Giuseppe Ambrogio e Francesco Fiorino hanno richiesto che una via o una piazza del quartiere Perriera venga intitolata alla memoria di Antonio Ritacco del quale quest'anno ricorre il decennale della morte.
Antonio Ritacco è stato illustre e stimato uomo della città di Sciacca e considerata la valenza morale e l’impegno politico e sociale che ha profuso per l'intera comunità, con mumerose iniziative ancora vive nei cuori di molti saccensi, si chiede che ne venga perpetrato il ricordo. Ritacco è stato per anni presidente del Comitato Perriera che oggi porta il suo nome.

giovedì 27 agosto 2009

Sogeir, "I responsabili vengano assicurati alla giustizia"


E’ di ieri la notizia di un comunicato stampa redatto ed inviato dall’onorevole dell’assemblea regionale siciliana nonché componente della commissione antimafia Enzo Marinello (PD) attraverso il quale coglie l’occasione per esprimere tutta la sua solidarietà e vicinanza alla società Sogeir Ato Ag1 che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in ben 17 comuni della provincia di Agrigento.
Come si ricorderà, la settimana scorsa la Sogeir è stata vittima di un atto intimidatorio ai danni di due suoi mezzi che erano parcheggiati nel deposito presente nel territorio di Montevago.
Le fiamme hanno avvolto i due auto compattatori ed il danno economico ammonta a circa 150mila euro.

Ecco il comunicato stampa inviato dall’onorevole Marinello:
“Esprimo tutta la mia solidarietà alla società d’ambito Sogeir Ato Ag1 ed al suo presidente Vincenzo Marinello, vittime di un altro vile e vergognoso attacco da parte della criminalità organizzata.
Dopo l’atto intimidatorio perpetrato ai danni della società due anni fa a Ribera, il malaffare torna oggi a bussare alle porte di chi garantisce la pulizia e l’ordine nelle nostre città, e lo fa con un altro incendio che ha interessato due mezzi della Sogeir a Montevago.
Lo Stato e tutte le istituzioni politiche non devono mai abbassare la guardia e devono proteggere allo stesso tempo tutti coloro che lavorano giornalmente al servizio dei cittadini e della comunità agrigentina garantendone la sicurezza.
Auspico che le forze dell’ordine possano adempiere celermente alle dovute indagini e che tutti i responsabili di questa assurda vicenda vengano assicurati alla giustizia cercando di fare, nel più breve tempo possibile, piena luce su quanto accaduto”.

mercoledì 26 agosto 2009

Sciacca, degrado nella contrada Raganella

Il Consigliere comunale Francesco Fiorino, primo eletto nella lista civica La Tua Sciacca, ha presentato oggi una mozione per segnalare la condizione di pericolo e di disagio che i residenti vivono in Contrada Raganella.
La mozione, portata all’attenzione del sindaco di Sciacca Vito Bono, del Presidente del consiglio comunale Filippo Bellanca e dell’assessore ai lavori pubblici Antonino Turturici, mette in evidenza tutte le lacune presenti nella zona sia per quanto riguarda la sicurezza stradale sia per quanto concerne la discarica abusiva collocata nell’area.

Questo è il relativo comunicato stampa:
“Ho provveduto a segnalare presso l’amministrazione comunale di Sciacca e le autorità competenti l’oggettiva condizione di degrado e pericolo in cui versa la Contrada Raganella.
La strada che collega lo stadio comunale con la vecchia statale per Menfi è in condizioni disastrose, diverse le buche, le frane, gli sbalzi presenti in tutto il circuito stradale.
Inoltre questa strada è sprovvista in più punti tanto della dovuta illuminazione quanto delle opportune barriere di protezione cose che aggravano la pericolosità per tutti gli utenti e per il traffico veicolare.
L’area infine presenta in diversi punti sterpaglie, sporcizia nonché una discarica abusiva a cielo aperto la quale fa aumentare i rischi di possibili carenze igienico sanitarie.
Mi auguro che nel più breve tempo possibile il problema possa essere concretamente attenzionato apportando una doverosa pulizia dell’area in oggetto ed una maggiore messa in sicurezza delle arterie stradali affinchè tutti i residenti e i cittadini di Sciacca possano usufruire della zona senza più pericolo alcuno”.

giovedì 6 agosto 2009

Chiesta la nomina di un Commissario Straordinario per l'isola di Lampedusa

Gli onorevoli del Partito Democratico Vincenzo Marinello e Giovanni Panepinto hanno presentato una interrogazione all’assemblea regionale siciliana per chiedere che il comune di Lampedusa venga affidato al più presto ad un Commissario straordinario.
L’interrogazione è stata rivolta all’attenzione dell’Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali, e le Autonomie Locali Caterina Chinnici.
Come si ricorderà il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, era stato arrestato lo scorso 21 luglio con l’accusa di concussione e al momento l’isola è guidata dal punto di vista amministrativo dall’assessore più anziano in quanto il comune non ha un vicesindaco.

Questo è il relativo comunicato stampa:

“Considerato che il sindaco di Lampedusa De Rubeis è stato sospeso dalla sua carica per le note vicende giudiziarie che lo riguardano e che altre persone risultano indagate, tra le quali Vincenzo D’Ancona, presidente del consiglio comunale, abbiamo chiesto all’assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali, e le Autonomie Locali Caterina Chinnici un intervento deciso e concreto al fine di nominare presso il Comune di Lampedusa un Commissario Straordinario per garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa.
A prescindere dall'indagine in corso, nel recente passato diversi servizi giornalistici hanno fatto emergere un quadro di singolare gestione del Comune di Lampedusa come l’assunzione di 17 unità di personale presso l’ufficio di gabinetto del sindaco, le gravissime deficienze amministrative riguardanti la mancata ricognizione dei debiti fuori bilancio o i numerosi atti ispettivi presentati dal gruppo consiliare di opposizione circa la gestione della cosa pubblica rimasti sempre senza risposta, motivazioni più che sufficienti per chiedere che vengano presi provvedimenti importanti ed avviate adeguate indagini amministrative al fine di ripristinare presto sull’isola le ordinarie funzioni del Comune”

mercoledì 5 agosto 2009

Vincenzo Marinello (PD) chiede la restituzione del Melqart alla città di Sciacca

Una interrogazione per la restituzione del Melqart alla città di Sciacca è stata presentata oggi dall’onorevole Vincenzo Marinello (PD) all’assemblea regionale siciliana.
Il documento è rivolto all’attenzione del presidente della regione, Raffaele Lombardo e all’assessore dei beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione Nicola Leanza.
Il Melqart è una preziosa statuetta di 38 cm, di epoca fenicia, raffigurante il dio del mare e ripescata dai fondali di Sciacca nel lontano 1955 dalle reti del motopesca “Angelica Madre”.
L’importante reperto archeologico è conservato ed esposto attualmente all’interno del museo “Salinas” di Palermo e da tempo Sciacca ne chiede la restituzione come dimostrano gli appelli e le iniziative in merito lanciate dalla Lega Navale saccense e dall’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca.

Questo è il comunicato stampa diffuso dall’onorevole Vincenzo Marinello:

“Il Melqart appartiene alla città di Sciacca, la storia lo ha consegnato ai nostri mari e sono stati dei marinai saccensi a recuperare questo manufatto dal valore inestimabile. Sono ormai più di quarant’anni che la statuetta bronzea è conservata a Palermo, al termine di una battaglia legale e burocratica contorta e complicata condita spesso anche di baratti e di ignoranza.
Ritengo fondamentale e legittima la sua restituzione alla città di Sciacca così come è accaduto nel tempo con il Satiro Danzante, restituito a Mazara del Vallo, e con l’Efebo, restituito a Castelvetrano.
Un reperto conosciuto da buona parte degli archeologici ma non solo come il “Melqart di Sciacca” non dovrebbe stare da nessun’altra parte se non nella città termale.
Al tempo stesso mi auguro che presto possa essere ultimato e reso fruibile il Museo del Mare, la sede più adatta ad accogliere il Melqart e che l’intera area di Contrada Muciare venga presto bonificata e sistemata affinchè, attraverso il Melqart, Sciacca e tutti i cittadini possano riappropriarsi di una importante parte della propria storia intercettando al contempo nuovi e sempre più virtuosi circuiti turistici.”

giovedì 30 luglio 2009

Sciacca, tutto pronto per il Premio Nazionale di Letteratura "Vincenzo Licata"

Ormai è tutto pronto per l’atto finale della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”. La giuria presieduta dal prof Giuseppe Corallino e composta inoltre dal prof Enzo Puleo, dall’editore Gianmarco Aulino, dal giornalista Raimondo Moncada e dal critico d’arte Tanino Bonifacio, dopo lunghi ed esaustivi approfondimenti, ha scelto le opere e gli autori migliori i quali porteranno a casa i premi messi in palio dall’organizzazione dell’evento. La serata conclusiva del Premio è prevista per sabato 1 agosto a partire dalle ore 19,30 presso l’ex chiesa S.Margherita sita in piazza Carmine. Tutti coloro che hanno partecipato, a prescindere che abbiano vinto o meno, tutti gli amanti della cultura, della letteratura, della poesia e del poeta Licata sono invitati sin da adesso a prendere parte della manifestazione. La serata conclusiva sarà presentata dai giornalisti Raimondo Moncada e Giusy Di Giovanna. Protagonisti saranno, oltre ai vincitori e ai partecipanti del Premio, tutti i membri della giuria. Il convegno sulla figura del poeta Vincenzo Licata e l’atto della premiazione saranno intermezzate dalla presenza di un prestigioso duo musicale, il Duo Entr’Acte, formato da Ester Prestia al flauto traverso e da Maurizio La Rocca alla chitarra classica che si esibiranno con alcuni pezzi tratti dal repertorio classico mentre gli attori Pippo Graffeo e Paola Caracappa si alterneranno nel recitare le opere risultate vincitrici dell’evento. Il Premio è stato organizzato e portato avanti dall’Associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che, per la prima edizione e per la serata conclusiva, ha ottenuto il patrocinio del comune di Sciacca e dell’assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione della Regione Sicilia, ed inoltre si è avvalsa della preziosa e fattiva collaborazione della banca di Credito Cooperativo Sambuca di Sicilia, della Cooperativa fra i Pescatori di Sciacca presieduta dal dott. Nino Randazzo, del Circolo Nautico Il Corallo “Mimmo Marchica” nelle persone soprattutto del presidente Giovanni Palagonia e del direttore sportivo Angelo Roscigno e della gioielleria Nocito dei fratelli Di Giovanna che ha fornito il superpremio finale costituito da un ramo di corallo inserito all’interno di una campana di vetro e che sarà attribuito all’opera migliore in assoluto pervenuto a questa prima edizione del Premio. La direzione del Premio inoltre ci tiene a ringraziare in particolar modo Giuseppe Piazza curatore del sito www.vincenzolicata.it , il prof Enzo Porrello per l’attenzione dimostrata verso questa importante iniziativa culturale e tutta la redazione di ControVoce così vicina ed attenta ad un evento che ha avuto respiro nazionale. Sono state tantissime le opere infatti pervenute dal centro e dal nord Italia, oltre che dalla Sicilia, significato che, seppure alla prima edizione, il premio è stato particolarmente seguito ed apprezzato da tutti gli amanti della parola poetica. Alla serata sono state invitate naturalmente tutte le autorità cittadine e gli eredi del poeta Vincenzo Licata che hanno dato all’associazione L’AltraSciacca l’autorizzazione e l’esclusiva in merito all’organizzazione di questo premio. All’evento prenderà parte anche il dott.Francesco Verderame, presidente della Lilt, il quale accettando l’invito degli organizzatori, interverrà per un saluto e per promuovere una raccolta fondi a sostegno della Lilt da portare avanti tra i presenti alla serata. Un momento importante per veicolare la solidarietà e la generosità della gente verso una tematica tanto delicata e complessa, un motivo in più per partecipare in tanti e non mancare.
Il poeta Vincenzo Licata ha lasciato una traccia indelebile attraverso i suoi innumerevoli scritti, una traccia che non si finisce mai di apprezzare ed ammirare. Oltre al premio a lui dedicato, L’AltraSciacca si è fatto promotrice di altre due iniziative correlate e che speriamo ben presto possano andare in porto e venire finalmente alla luce, ossia la collocazione della statua del poeta realizzata dal maestro Filippo Prestia e l’intitolazione di una via a perenne memoria del nostro illustre concittadino. Inoltre, in un futuro non troppo lontano, non sarebbe male rispolverare, riportare a nuova luce e ripubblicare la preziosissima Opera Omnia la quale raccoglie tutte le poesie del poeta e che era stata già pubblicata in prima edizione una diecina di anni fa andando letteralmente a ruba. Sarebbe tutti questi ottimi segnali di una città che non perde la memoria di quello che è stato e di quello che è: un borgo marinaro tra i più belli della Sicilia, un borgo magistralmente racconto per anni dalla penna ora romantica ora sarcastica del nostro amato poeta Vincenzo Licata.

Calogero Parlapiano

giovedì 25 giugno 2009

Le novità sul Premio Letterario dedicato a Vincenzo Licata


Sono ancora aperte le iscrizioni per partecipare alla prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”.
Sono gli ultimi giorni a disposizione per quanti coloro intendessero prendere parte a questa importante manifestazione culturale, il bando infatti scadrà il prossimo 30 giugno.
Per prendere visione del bando, conoscere tutti i dettagli dell’iniziativa e scaricare la modulistica che occorre presentare alla commissione basta visitare il sito http://www.vincenzolicata.it/
Intanto sono stati resi noti i componenti della Giuria del Premio: si tratta del Prof Giuseppe Corallino, del Prof Enzo Puleo, del giornalista e scrittore Raimondo Moncada, del giornalista Gianmarco Aulino e del critico d’arte Tanino Bonifacio.
A loro l’onere e l’onore di stabilire, una volta presa lettura delle opere partecipanti, la graduatoria finale delle 4 sezioni che costituiscono il Premio le quali sono, lo ricordiamo: poesia a tema libero in italiano; poesia a tema libero in dialetto, poesia in italiano con tema “Il Mare” e la sezione dedicata ai Racconti.
L’atto conclusivo della manifestazione, con la premiazione delle opere più meritorie e col convegno dedicato al Poeta Vincenzo Licata, si terrà il prossimo 1 agosto a partire dalle 19,30 presso l’ex Chiesa S.Margherita, sita in Piazza Carmine, a Sciacca.

mercoledì 20 maggio 2009

Il Premio dedicato a Vincenzo Licata

L’edizione 2009 del Premio Nazionale di letteratura e poesia “Vincenzo Licata – Città di Sciacca” ha aperto oramai da qualche mese i battenti. Il Premio vuole essere un momento di crescita culturale e sociale attraverso la bellezza dei versi poetici e tramite la figura del poeta Vincenzo Licata, una delle migliori penne dialettali che la Sicilia abbia mai potuto annoverare.

Sono tanti gli estimatori del poeta Licata e la sua arte poetica continua a tutt’oggi a richiamare migliaia di affezionati. Sul sito http://www.vincenzolicata.it/ potete prendere visione del bando per poter partecipare al premio e della scheda di partecipazione che deve essere compilata e spedita contestualmente ai vostri lavori. Sullo stesso sito, che ricordiamo, al pari del Premio, è stato autorizzato e datoci in esclusiva dagli eredi del Poeta, potrete trovare anche una ricca finestra dedicata a Vincenzo Licata con tanti approfondimenti, foto, poesie e curiosità.

Anche su face book, il social network più famoso del momento, potrete trovare il gruppo relativo al Premio (clicca qui) con tutti i dettagli per poter partecipare: iscrivetevi al gruppo e invitate all’iscrizione tutti i vostri amici virtuali e non.

Insieme alla promozione sociale dell’arte poetica, del Premio, della figura di Vincenzo Licata e della città di Sciacca, vogliamo in quanto Associazione, unirci a quanti negli anni hanno chiesto e chiedono ancora oggi che venga dedicata al nostro Poeta una via della città e finalmente collocata la statua che raffigura il Poeta, statua realizzata ormai da diversi anni dal Maestro Filippo Prestia. A quanto pare, è stata già individuata la zona nella quale collocare la statua, ossia nei pressi della Capitaneria di Porto, allo Stazzone ma i continui lavori in corso nell’area e il fatto che ancora debba essere realizzata una base sulla quale poggiare la statua ne hanno frenato e bloccato l’iniziativa.

Ci auguriamo che quanto detto possa essere finalmente realizzato per poter dare lustro ad una figura così carismatica per Sciacca e farne patrimonio per tutti i saccensi. Non ci resta che continuare ad invitarvi a prendere parte al Premio, a partecipare e diffondere questa importante iniziativa culturale. C’è tempo ancora fino al 30 giugno.

Vi aspettiamo numerosi.

lunedì 6 aprile 2009

Si scava ancora. Si scaverà ancora per molti anni

Si scava tra il silenzio e i pianti. Migliaia gli sfollati. Migliaia i feriti. Morti. Tanti morti. Gente comune sommersa dai detriti nel cuore della notte. E il buio e le tenebre si fondano al dolore, allo sgomento, alla sorpresa. Ragazzi, donne, bambini erano andati serenamente a letto pensando a quello che avrebbero dovuto fare domani. Alcuni sarebbero dovuti andare a scuola, altri a lavoro, altri ancora a lezione all’università, uno di loro invece sarebbe dovuto partire per tornare a casa, dalla propria famiglia, magari dalla propria ragazza. E adesso cosa rimane? Quanto rimane e perché? Ho sentito il mio cuore vibrare come se anch’io avessi vissuto quel terremoto, le immagini mi hanno tormentato tutto il giorno la mente, le urla di disperazione sono giunte fino alle mie orecchie. E’ proprio vero: non sappiamo né come né quando. Tutto può dissolversi all’improvviso e l’alba può assumere colori tragici come in questo disperato 6 marzo. La terra ha tremato e trema ancora. Chissà ancora per quanti decenni continuerà a tremare nelle menti di chi è sopravvissuto, di chi si chiederà per tutta la vita cosa sarebbe successo se non fosse stato lì in quel momento, in quella notte scura come la pece. Chissà cosa penseranno per sempre i familiari delle vittime, quale flagello le accompagnerà per il resto dei loro giorni, cosa ancora avranno da chiedere a Dio, alla vita, a quel destino che li ha partoriti e forse abbandonato lungo la strada della vita.
Mentre tutti scappavano per strada, mentre i primi volontari, a mani nude, scavavano fuori e dentro di sé alla ricerca di una speranza, di sopravvissuti, una nuova vita veniva alla luce: una bambina emetteva il proprio sibilo di gioia e di felicità in mezzo a quel torrente di detriti. Una nuova rinascita, una nuova speranza, la voglia di ricominciare, di provarci ancora e sempre.
Intanto piccoli paesi abbarbicati sulle colline abruzzesi erano stati spazzati via dalla forza della natura e tutti a chiedersi cosa si sarebbe potuto fare, se questa tragedia così immane poteva essere preventivata e aggirata. Domande senza risposta o forse con così tante risposte da dover spegnare il cervello per evitare di perdere il senno di ogni cosa.
I soccorritori sentono ancora gente gridare con voce sempre più attaccata alla vita da sotto le macerie e scavano con ogni forza, con ogni mezzo, con tutta la buona volontà per cercare di salvare il maggior numero di persone possibili: eroi involontari ai quali la vita chiede un sacrificio, il coraggio, la determinazione di non avere paura mentre la paura ti assale e pensi ai propri figli, alla propria famiglia. Spaccati di vita, spaccati di Italia.
“Chissà come sarebbe stato se non mi fossi trovato là quella sera? Dove mi avrebbe portato la vita? Chissà se avrei vissuto qui o da un’altra parte? Chissà come sarebbe andata a finire con quella ragazza con la quale tutti i giorni ci ripromettavamo di viverci intensamente, chissà cosa farà adesso, chissà cosa farò io adesso.”
E mentre il futuro si fa sempre più incerto, sono sicuro che ognuna di quelle persone pensa ai propri giorni, quelli trascorsi e quelli ancora da vivere consapevole del fatto che almeno loro potranno ritrovarsi un giorno a rammentarlo ed a porsi tali domande, altri non ce l’hanno fatta, altri non ci saranno se non nei ricordi, negli annali della tragedia e nella memoria dei propri cari che, ogniqualvolta torneranno a quella notte del 6 marzo 2009, si sentiranno morire ancora una volta. Ancora una volta.

mercoledì 4 marzo 2009

Alla ricerca del Progetto "per Sciacca"

Giorno 6 e giorno 7 giugno Sciacca conoscerà il destino dei suoi prossimi cinque anni.
Al momento però non ci è dato sapere ufficialmente chi saranno i contendenti della sfida elettorale.
Quello che al momento notiamo con maggiore interesse ed allo stesso tempo con malcelata curiosità è il silenzio assordante della sinistra locale. Non si muove foglia. Sembra che, quantomeno all’apparenza, la competizione elettorale non sia al primo posto tra i pensieri dei numerosi leader del PD. Il problema, forse, è proprio questo. Le correnti sono diverse e non sempre sono ben amalgamate le une con le altre. Il coordinatore locale Coco avrà il suo bel da fare a mettere ordine tra i seguaci di Cusumano, quelli di Marinello, i nostalgici dell’ex sindaco Cucchiara, Marciante e Leonte. Senza contare il fatto che anche esponenti teoricamente lontani da Sciacca potrebbero dire la loro ed avere peso specifico, pensiamo a Capodicasa, a Panepinto, a Manzullo.
Allo stato attuale delle cose, il PD locale sembra navigare a vista, sembra vivere alla giornata ed è un atteggiamento cronologicamente precedente alla crisi che il partito sta vivendo a livello nazionale dopo le dimissioni del segretario e leader Walter Veltroni, conseguenza finale della debacle elettorale vissuta in Sardegna.
Il Partito Democratico è sicuramente alla ricerca non solo di alleanze certe e spendibili in materia di accordi ma anche, se non soprattutto, di un candidato a sindaco che rifletta tutte le anime e le correnti in seno al partito, di un candidato che risulti gradito alla piazza elettorale, il cui nome possa essere veicolato senza problemi, un nome nuovo, un nome che possa accendere le fantasie di rinnovamento da parte della maggioranza dei saccensi aventi diritto al voto. Non è ricerca facile, non sarà semplice accontentare tutte questi bisogni ma, al contempo, è giunta l’ora di muoversi in maniera decisa e soprattutto compatta, sacrificando le esigenze personali e personalistiche in nome del progetto unitario, in nome di Sciacca e del suo futuro.
Si avverte la pretesa, ma ciò vale e deve valere per qualsiasi lista si presenti alle prossime comunali, di avere una rosa di nomi che accendano i sogni dei cittadini, nomi lontani dalle solite manovre politiche, quasi sempre gestite dalle segreterie dei partiti e, di conseguenza, quasi sempre lontane dalle reali esigenze della città e dei suoi abitanti.
Per cogliere le principali dinamiche e sfaccettature di Sciacca occorre essere presenti nel territorio, occorre conoscere tutti gli aspetti principali della nostra città. Le stanze dei bottoni e le segreterie invece spesso giocano con le poltrone, con le alleanze più o meno tacite e si contendono la spartizione plenaria del potere. Si dovrebbe avere il coraggio quindi di aggiornare gli spot elettorali, non “per Sciacca” ma “su Sciacca”, sopra quegli interessi che la maggior parte dei cittadini non riesce a cogliere, sopra quel generale disamore della politica che molti provano e dal quale nessuno ha intenzione di salvarci.
Se tutte le voci fossero confermate, se tutti i partiti dovessero mettere in pratica quello che velatamente fanno capire, allora si ci dovrebbe preparare ad una tornata elettorale con cinque o sei candidati a sindaco: Mario Turturici, il quale se il PdL dovesse ancora spaccarsi sul suo nome potrebbe anche decidere di mettere in piedi una lista civica da costruire attorno alla sua candidatura e con gli alleati più fidati; Vito Bono, con un proprio progetto o a sorpresa col PD; Pippo Turco, se l’MpA non si accorda, come recentemente paventato, con l’attuale nostro primo cittadino; Fabrizio Di Paola, attorno al quale potrebbero coagularsi pezzi di UDC e, perché no, di PD, soprattutto dopo l’accordo intercorso tra Cusumano e Simone Di Paola; un Mister X proveniente dal centrosinistra locale se non dovessero andare a buon fine le ipotesi di accordo con Vito Bono o con Fabrizio Di Paola, con la possibilità inoltre che il possibile mister si trasformi in una Lady se dovesse scendere in campo Tiziana Russo; un Nome proveniente dal mondo delle associazioni locali, una lista che raccolga tutte le migliori intelligenze della società civile ed associazionistica con in prima fila probabilmente “Sciaccarte”.
In attesa poi di capire meglio cosa vorranno fare di preciso Michele Cimino con la propria componente in seno al PdL ed Ignazio Messina con il proprio importante bacino di voti.
Avere con ogni probabilità tutte queste anime politiche in corsa per le prossime comunali aumenterà il rischio che ogni cosa poi si determini al ballottaggio, come accaduto cinque anni or sono con l’elezione di Turturici, e sarà di conseguenza molto interessante capire come saranno giostrate le varie possibili alleanze in un contesto tanto complicato di accordi e sottoaccordi, in un contesto che mira, a quanto pare, più alla trasversalità delle idee che all’ideologia politica.
Tra due mesi tutto per forza di cose dovrà essere più chiaro in seno alle vicende politiche locali mentre dopo le tanto attese elezioni vorremmo ritrovarci a commentare non solo il successo di uno dei candidati a sindaco ma anche la presa di coscienza di una città che chiede e vuole prendere il posto che gli spetta, che ha voglia di innamorarsi di un progetto e non solamente di una X da apporre sulla scheda elettorale.

Calogero Parlapiano

martedì 3 marzo 2009

Costituzione del Forum Regionale per l'Acqua Pubblica

Sito internet: http://www.acquainsicilia.org/
email: forum.acquasicilia@gmail.com

Domenica, 1 Marzo 2009, nei locali della Parrocchia Maria SS. Della Catena di Leonforte è stato formalmente costituito il Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di:
- Associazione Antimafie “Rita Adria” di Milazzo (Me)
- Associazione Culturale Zanni di Enna
- Associazione di promozione sociale L’ALTRA SCIACCA di Sciacca (Ag)
- Cittadini invisibili? No grazie! di Palermo
- Cobas di Caltanissetta
- Comitato Acqua di Leonforte (En)
- Comitato Cittadino di Troina (En)
- Comitato Civico No Acqua Salata di Siracusa
- Comitato No Priv di Castelnuovo (Pa)
- Confederazione Cobas Sicilia
- FP CGIL Sicilia
- Legambiente di Messina
- Libera Palermo
- Libera Ragusa
- Movimento per la sinistra di Messina
- Partito dei Comunisti Italiani di Troina (En)
- Partito Rifondazione Comunista di Caltanissetta
- Rete Lilliput – Nodo di Messina
L’assemblea, alla quale ha preso parte anche l’On.le Domenico Scilipoti, relatore della Legge d’iniziativa popolare , in discussione presso l’VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati, ha recepito positivamente il messaggio di Padre Alex Zanotelli, intervenuto telefonicamente alla discussione odierna, col quale invitava le forze regionali verso l’unità nel perseguire lo stesso obiettivo di civiltà.
Il Consiglio dei Movimenti, a fine seduta, ha infatti definitivamente posto le basi del Forum Regionale, sottoscrivendo congiuntamente e all’unanimità, una dichiarazione di intenti contro la privatizzazione e la mercificazione dell´acqua con la quale, tutti i soggetti intervenuti si sono espressi:
1. Condividendo totalmente i contenuti della proposta di legge d´iniziativa popolare e i documenti approvati dal Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua;
2. Proponendo di contrastare in tutte le forme possibili la mercificazione dell´acqua ;
3. In ciascun territorio di riferimento, in considerazione delle diverse realtà e situazioni esistenti, adoperandosi per contrastare qualsiasi forma di privatizzazione: sia in atto (Catania, Siracusa,Palermo, Caltanissetta, Enna, Agrigento) sia in fieri (Messina, Ragusa, Trapani) e a rilanciare i Forum Provinciali
4. Impegnandosi a dimostrare , con testimonianze concrete, che nessuna privatizzazione ha portato in alcun territorio efficienza ed efficacia, ma piuttosto solo aumenti sulle bollette a carico dei cittadini e uno scadimento della qualità del servizio;
5. Condividendo che il Servizio Idrico Integrato sia gestito da Enti di Diritto Pubblico; (Gestione pubblica senza essere Sp.A)
6. Lavorandoo con spirito di collaborazione, per il Forum Regionale che deve essere caratterizzato dall´assoluto rispetto reciproco, senza alcun personalismo, utilizzando il confronto dialettico costruttivo per una vera e reale democrazia partecipativa di tutti i soggetti e realtà presenti.
7. Attribuendo ad ogni soggetto che fa parte del Forum Regionale gode di pari dignità ed autorevolezza;
8. Volendo essere, nel rispetto dell´assoluta autonomia di ciascuna realtà presente, un Soggetto unico e dinamico, disponibile ad andare in appoggio alle diverse realtà presenti, laddove richiesto;
9. Usufriendo, per la comunicazione regionale del sito http://www.acquainsicilia.org/, impegnandosi a tenerlo sempre aggiornato al fine di fare conoscere quanto accade nei diversi contesti di riferimento sia al Popolo dell´acqua della Sicilia che a livello nazionale ; http://www.acquabenecomune.org/
10. Impegnandosi a lavorare affinché le Amministrazioni locali diano adesione e sostegno alla legge d´iniziativa popolare, inseriscano all´interno del proprio Statuto che " l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale e che a tal fine il servizio idrico integrato deve essere considerato privo di rilevanza economica" e diano l´adesione al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dell´acqua:
11. Impegnandosi affinché nei territori si promuova una cultura dell'acqua pubblica e si valorizzi l'acqua del rubinetto, richiedendone un'adeguata qualità.
12. Promuovendo un ragionamento politico sulla ridefinizione degli ATO e sul ruolo svolto dal sovrambito Siciliacque SpA.
13. Impegnandosi ad incontrarsi trimestralmente (assemblea ordinaria) in zona centrale della Sicilia facilmente raggiungibile da tutti i Comitati , in giorno ed orario non lavorativo, e almeno una volta al mese per via telematica (videoconferenza)
14. Essendo sempre in contatto con il Forum Nazionale ed essendo presenti con delegati alle riunioni di Coordinamento nazionale. A turno, uno o più delegati andranno in rappresentanza del Forum Regionale portando di volta in volta sintesi ed aggiornamenti delle diverse province.
I sottoscrittori del presente documento fanno parte del Forum Regionale dei Movimenti per l´acqua -Sicilia-
Leonforte 1 Marzo 2009
Sebastiano Pruiti, Angelo Barbieri, Barbara Grimaudo, Antonella Leto, Crispino Maggio, Pietro Mistretta, Daniele Ialacqua, Giuseppe Bello, Lorenzo Petix, Salvatore Ariosto, Michele Dimino, Antonino Zito, Nadia Furnaci, Giovanna Antonia Allone, Clara De Luca, Matteo Mangiacavallo, Giulio Guagliardo, Domenico Scilipoti, Rosy Cicero, Rosa Gentile, Renato Franzitta, Gioacchino Cannizzaro, Giuseppe Bruno, Alfredo Battiato, Alberto Scavuzzo, Venere Anzaldi, Fabrizio Ardita, Agata Salvia, Resi Iurato, Fabrizio Consalvi

venerdì 27 febbraio 2009

Le novità sui canoni di depurazione

Brutte notizie giungono per i cittadini dal Parlamento sul tema dei rimborsi relativi ai canoni di depurazione non più dovuti per effetto della sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale.
Il 12 Febbraio 2009, infatti, è stato licenziato al Senato il testo del disegno di legge n.1306 “Conversione in legge, con modificazioni, del DL 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente” che, adesso andrà alla Camera dei Deputati per un ulteriore esame.
Il relatore D’Alì (PdL) ha trovato il modo di venire incontro alle esigenze dei gestori limitando al massimo i “danni economici” (circa 350 mln annui di mancati incassi tramite la quota della depurazione) derivanti dalla sentenza della Corte Costituzionale 335/08. A tal fine è stato riformulato “il concetto di servizio di depurazione che ricomprende anche i costi dell’apprestamento delle infrastrutture necessarie a rendere il servizio, quindi la progettualità e gli investimenti relativi agli impianti di depurazione“. Ed entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministero dell’Ambiente preciserà “con decreto quali sono le voci che incidono su questo punto“.
In altri termini, sono riusciti a sovvertire in un batter d’occhio quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, cosa ancor più grave con il tacito consenso dell’opposizione che, come dichiarato da vari rappresentanti, si è astenuta ma condividendo i principi di fondo di tale provvedimento ovvero “la salvaguardia delle rendite” dei gestori. Ancora una volta, a pagarne le spese sono i cittadini e una sentenza che agiva in favore dei contribuenti è stata aggirata senza patema alcuno, segnale che, in nome degli interessi economici, la totalità dei nostri rappresentanti politici trova sempre un accordo.
L'articolo approvato dal senato, l'8 bis "Disposizioni in materia di servizio idrico integrato" esplica che quanto pagato in fattura in questi anni, indicato come tariffa di depurazione, non si riferiva al solo servizio di depurazione ma era da intendere come la somma delle voci relative alla progettazione, realizzazione e completamento degli impianti di depurazione oltre al servizio, vero e proprio, di depurazione delle acque. Quest’ultimo era ovviamente non dovuto dai saccensi poiché Sciacca non dispone ancora del suo depuratore.
Il testo dell’articolo afferma più nel dettaglio che “gli oneri relativi alle attività di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonché quelli relativi ai connessi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d’ambito, costituiscono una componente vincolata della tariffa del servizio idrico integrato che concorre alla determinazione del corrispettivo dovuto dall’utente. Detta componente è pertanto dovuta al gestore dall’utenza, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall’avvio dell’inizio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione purché alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1º ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione. Nei casi di cui al secondo periodo del comma 1, dall’importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L’importo da restituire è individuato, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettive Autorità d’ambito.”
Le Autorità d’Ambito quindi avranno 120 giorni dall’entrata in vigore di questa legge, per farci sapere quanto, delle somme versate negli ultimi dieci anni come tariffa del servizio di depurazione, era da attribuire alla progettazione dell’impianto, quanto abbiamo pagato per la sua realizzazione e il suo completamento e quanto, ingiustamente, abbiamo versato per il servizio di depurazione. La quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione, ci dovrebbe essere restituita, anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1º ottobre 2009. Si dovrebbe procedere ad una congrua quantificazione di quanto non dovuto ma, ancora una volta, i cittadini sono rimasti, nuovamente, vittime di un sistema che privilegia palesemente gli interessi di poche importanti major a discapito della collettività. Di questo probabilmente saranno soddisfatti tutti coloro che, fin da subito, hanno cercato di tutelare e favorire questi interessi, richiamando l’attenzione del Governo affinchè agisse in tal senso.
Da adesso in poi basterà farsi fare un qualsiasi progetto di depuratore per renderlo finanziariamente a carico della collettività, quindi dei cittadini, e poco importa se da ben 14 anni non siano stati, non solo, in grado di realizzarlo, ma neanche di farsi restituire i soldi trattenuti dai gestori della rete idrica, com’è successo nel caso di Sciacca.
E’ come se qualcuno ci facesse vedere il solo progetto di un appartamento e poi ci chiedesse di pagarglielo per intero con rischi e oneri tutti rigorosamente a carico del cittadino.
Il diritto a chiedere il rimborso dei canoni di depurazione pagati in assenza del servizio era ed è sacrosanto ma aver votato in Senato una norma che di fatto lo impedisce non è a degno di un paese che suole definirsi civile.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

giovedì 26 febbraio 2009

PARTECIPATE AL PREMIO NAZIONALE LETTERARIO "VINCENZO LICATA - CITTA' DI SCIACCA"


Le adesioni per il primo Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata - Città di Sciacca” Edizione 2009 sono aperte e sono già cominciate.
Il Premio, nato da un’idea dell’Associazione di Promozione Sociale L’AltraSciacca, con tutti i dettagli per partecipare, con la scheda di partecipazione da scaricare e compilare e tutte le curiosità e le notizie sul nostro amato Poeta Vincenzo Licata sono visionabili nel relativo sito a lui dedicato: http://www.vincenzolicata.it/
Su Facebook è presente invece il gruppo relativo al Premio nato per diffondere ancora di più le notizie riguardanti questo importante evento culturale. Chiunque volesse quindi può iscriversi al gruppo ed invitare alla stessa iscrizione tutti i propri amici di Facebook.
A seguire troverete i link del bando in formato pdf da scaricare e della scheda di partecipazione, nonchè il videospot della manifestazione letteraria.
Partecipate Numerosi!
Bando
Scheda di Partecipazione
Videospot
Spot realizzato per il primo Premio Nazionale di Letteratura e Poesia "Vincenzo Licata - Città di Sciacca", organizzato dall'associazione di promozione sociale L'AltraSciacca.Per visionare il bando e scaricare la scheda di partecipazione, visita il sito http://www.vincenzolicata.it/


venerdì 20 febbraio 2009

Sciacca su Rai2, alla "Storia siamo noi"

Nella puntata de “La Storia siamo noi” andata in onda ieri sera (giorno 18,ndr) in seconda serata su Rai2 e condotta dal giornalista Minoli è stata più volte citata la città di Sciacca.
Purtroppo non per aspetti positivi. La trasmissione infatti era dedicata alle numerose costruzioni incompiute presenti nell’Italia Meridionale.
Partendo dall’esempio macroscopico dell’autostrada che non c’è, la tristemente famosa “Salerno-Reggio Calabria”, si è giunti a parlare dei dissesti economici di molti Comuni, in primis quelli di Taranto e Catania, per arrivare infine ad analizzare i casi presenti in Sicilia.
Sciacca, al pari della città di Giarre, è stata più volte indicata come la città sovrana in materia di opere incompiute e finanziate con fondi pubblici.
E’ intervenuto il giornalista Alberto Montalbano e l’attenzione si è concentrata sulle piscine comunali, sull’ormai famoso Teatro Samonà, sulla Casa di Riposo per Anziani sita alla Perriera, sulla Chiesa collocata nello stesso quartiere, sullo Stadio “Gurrera” progettato per ospitare fino a ventimila persone (per una città che ha quarantamila abitanti) e mai entrato completamente in funzione, tutte opere in attesa di realizzazione da circa trent’anni.
Il fenomeno delle incompiute è stato ripetutamente presentato come “il simbolo dell’ingerenza della criminalità e della delinquenza presente nel territorio” e come “il simbolo dell’incapacità e della connivenza della politica”.
Sicuramente dei temi sui quali riflettere. Approfonditamente.

Comunicato Stampa dell'MPA di Sciacca


Ricevo e pubblico il presente Comunicato Stampa redatto dalla sezione cittadina dell'MPA (Movimento per l'Autonomia)


COMUNICATO STAMPA

Il Movimento per l’autonomia di Sciacca, in considerazione delle elezioni amministrative, per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco, e Politiche per il rinnovamento del Parlamento Europeo, ha esaminato il percorso politico da seguire affinchè la città di Sciacca abbia una amministrazione capace di rilanciarla ed un sindaco che sia espressione del sentire comune dei saccensi.
Lo stesso Sindaco, dovrà raccogliere i consensi di coerenza politica di appartenenza ad uno schieramento.
L’anomalia politica dell’ultimo quinquennio ha visto assieme il Centro Destra di Sciacca governare la città con gli assessori di IDV in contraddizione con la linea politica Berlusconiana e con la linea politica di Di Pietro.
Alla fine di questa esperienza amministrativa il Movimento per L’Autonomia di Lombardo che in Provincia è guidato dall’On.le Ass.re Roberto Di Mauro, ritiene di non voler partecipare a questa contraddizione politica.
Sentita inoltre l’intervista rilasciata dal Segretario Provinciale del Partito di Di Pietro e Messina, che fa seguito ad altre dichiarazione del Sindaco Turturici rilasciata alla stampa recentemente, dalla quale si evince di voler continuare questa anomala alleanza con il partito di Di Pietro (anche se mascherata dall’emblema della Lista Civica), il Movimento Per L’autonomia, ritiene che queste interviste costituiscono una lacerazione che ostacola ogni trattativa di compattamento per le prossime elezioni amministrative.
Il Movimento Per L’Autonomia, prende atto di quanto sopra, delle arroganti interviste e dichiara di voler intraprendere un percorso “AUTONOMO”, rispetto alle coalizioni in campo con un proprio candidato ed una propria coalizione, aprendo a tutte le forze produttive, sociali e democratiche, ponendo alla base la risoluzione di alcune problematiche che attanagliano la nostra città, come la mancanza di parcheggi, la riapertura delle Terme e la restituzione delle stesse alla città, la gestione comunale del servizio idrico per l’abbattimento dei costi, la definizione del PRG che è ancora bloccato da 5 anni, ecc.

Il segretario Avv. Carmelo Brunetto

mercoledì 18 febbraio 2009

VIA LA MASCHERA

A distanza di quattro mesi dalle prossime elezioni comunali, lo scenario politico locale non riesce ancora a ben delinearsi né a far cogliere ai futuri elettori le linee guide dei vari programmi da dedicare alla crescita ed allo sviluppo di Sciacca.
Se l’attuale primo cittadino, Mario Turturici, ha già più volte affermato di essere in campagna elettorale e di ricandidarsi a prescindere dalle scelte del proprio partito, la stessa cosa non si può dire per le altre compagini politiche saccensi.
Al di là delle voci e dei sentito dire, poco si muove di concreto e soprattutto di ufficiale.
La notizia principale riguarda il partito dell’MPA che ha recentemente deciso di non appoggiare Mario Turturici se questi non scioglierà la sua alleanza con la Lista Messina e di conseguenza con l’onorevole, inserito nel partito dell’Italia dei Valori. Questa diatriba politica sembra essere davvero insormontabile: “non appoggeremo mai un’alleanza che preveda la presenza di un partito che a livello regionale e nazionale si trova all’opposizione e si mostra lontano dalle esigenze dell’MPA”. Queste, nel sunto, le dichiarazioni dei leader autonomisti Di Mauro e Brunetto.
Dal proprio canto, la compagine alla quale fa capo l’ex sindaco Ignazio Messina non ha sciolto tutte le riserve: qualcuno è sicuro che l’alleanza con l’attuale sindaco proseguirà, altri che si cercheranno scappatoie per rinunciarvi, con grosso sollievo politico da una parte e dall’altra.
Si sta un po’ delineando, per quanto riguarda questo scontro tra MPA e Lista Messina, quello che avevamo scritto dalle pagine del nostro giornale qualche numero fa: sono gli indecisi, sono questi partiti che potrebbero far oscillare in maniera decisa e decisiva la bilancia delle prossime elezioni verso l’uno o l’altro candidato.
Al momento, nel gioco delle alleanze, si è dimostrato che un partito esclude l’altro: dovrebbe essere Mario Turturici a prendere la decisione definitiva e scegliere con quale dei due partiti andare avanti.
L’MPA non ha vissuto dall’interno l’esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni ma sicuramente rappresenta un grosso bacino di voti come si è potuto verificare alle ultime tornate regionali e provinciali. La Lista Messina invece ha fatto parte dell’attuale maggioranza e si è dimostrata alleato sicuro ed affidabile ma il conflitto ideologico e politico sembra essere sempre più marcato a livello nazionale ed al di là dei rapporti interpersonali potrebbe risultare decisivo. Inoltre su temi fondamentali e che saranno oggetto di campagna elettorale quali la pubblicizzazione dell’acqua, le terme, il rischio di accorpamento della nostra azienda ospedaliera per quanto concerne la sanità locale, la gestione della quotidiana amministrazione, i due vecchi alleati sembrano pensarla, stando alle loro stesse dichiarazioni, in maniera diametralmente opposta.
Insomma, entrambi i partiti presentano dei pro e dei contro che nel programma elettorale del sindaco uscente dovranno certamente essere tenuti in conto.
A tutto questo potremmo aggiungere che Sciacca è in attesa di conoscere l’alternativa, di comprendere cosa vuole il PD locale e quando e come intende realizzarlo. I nomi anche in questo caso sono tanti ma non vogliamo dar seguito alle chiacchiere da bar, almeno fin quando non conoscere qualcosa di ufficiale al riguardo.
In tutto questo scenario politico, continuamente in itinere, si muovono anche le associazioni e quello che esse possono venire a rappresentare. Negli ultimi mesi e, in generale negli ultimi anni, l’associazionismo ha mostrato la parte attiva della cittadinanza, quella parte che, lontana dai giochetti delle segreterie politiche, preferisce muoversi, subito e nel concreto. Siamo curiosi di vedere e di stare a vedere quello che accadrà con queste compagini, se e da quali partiti saranno avvicinate, se e in che modo saranno affascinate dalla visibilità politica, quando e come intenderanno supportare un progetto che, lo ricordiamo, dovrà assolutamente scontrarsi con la nuova legge elettorale ed il famoso sbarramento del 5%.
Tale legge darà il colpo di grazia ai tentativi meno organizzati e tanta gente, nonché validi elementi di crescita politica, potrebbero venirsi a bruciare inutilmente: sta alla competenza ed all’intelligenza dei singoli capire quanto e come muoversi nella consapevolezza che sarà battaglia dura e senza esclusioni di colpi e ciò diverrà sempre più visibile non appena ci avvicineremo spediti alla data del 6 e 7 giugno, giorni delle votazioni previsti tanto per le nostre elezioni comunali quanto per il rinnovo del parlamento europeo.
Da qui alle prossime settimane, e soprattutto dopo la conclusione dell’edizione 2009 del carnevale nostrano, il dovere di tutti gli operatori politici sarà quello di gettare la maschera poiché tutta la cittadinanza saccense ha il sacrosanto diritto di venire informata prima e per bene di ogni singolo progetto politico e di valutare con lungimiranza e criticità ogni singola candidatura a sindaco.
Solo così Sciacca ed i saccensi potranno crescere, solo così potremo tutti far parte di una grande città, centro di dibattito e di sviluppo comune.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

martedì 17 febbraio 2009

Intervista a Fabrizio Di Paola: "Tutto da verificare."

Tutte le volte che ci si appresta ad una tornata elettorale, sia che si tratti di elezioni regionali, provinciali o locali, il suo nome torna sempre prepotentemente alla ribalta. Cosa c’è di vero nelle voci che la vogliono essere tra i possibili candidati a sindaco della città di Sciacca?
Allo stato attuale sinceramente non c’è nulla. Il tema non può essere affrontato personificando la questione ma spostandola sul piano politico. Urge la necessità di aprire un tavolo di discussione per verificare le alleanze e sceglierne i termini. Solo successivamente si potrà decidere.
Il consigliere comunale Alfredo Ambrosetti, esponente del suo stesso partito, ha affermato recentemente che “l’UDC a Sciacca è Mannino e Mannino non appoggerà la ricandidatura di Turturici”. Qual è la sua posizione in merito a questa questione?
L’UDC ha nel suo seno un rappresentante nazionale come l’onorevole Mannino ma il partito non è solo lui, comprende altre ed importanti componenti. La decisione della componente manniana del partito di andare all’opposizione è stata unilaterale e personalmente non mi ha trovato d’accordo poiché, a mio parere, l’esperienza all’interno di questa maggioranza andava conclusa anche nel rispetto del mandato sancito dagli elettori nel 2004. Sul futuro invece nulla è escluso, si può decidere di appoggiare l’attuale sindaco così come può accadere quello che ha dichiarato il consigliere Ambrosetti.
Da osservatore esterno, come giudica il conflitto politico che si sta venendo a creare a livello locale tra l’MPA e la Lista Messina? L’una esclude l’altra in merito alle future alleanze?
L’MPA ha posto e pone sicuramente un problema politica legittimo, è difficile fare coincidere certe alleanze quando invece a livello provinciale, regionale e nazionale si sta da tutt’altra parte, si è una forza di opposizione. E’ un problema politica che toccherà al sindaco risolvere.
Quali sono le direttive principali, a suo avviso, per poter salvare e rilanciare l’intero nostro patrimonio termale?
Sulle Terme bisogna intervenire urgentemente e dare corso, se si ritiene di dover proseguire sulla strada della privatizzazione, al disegno di legge che acceleri le procedure per trovare presto un partner privato e gli consenta di entrare presto nelle quote della S.p.A. Occorre fare in fretta anche perché, allo stato attuale delle cose, tutto si trova nel limbo: il CDA sta per decadere dal suo mandato, la maggior parte dei dipendenti delle terme sono già state trasferiti presso gli uffici regionali, non c’è e non si ravvede un programma chiaro sul futuro delle Terme.
Cosa pensa al riguardo dell’attuale gestione del nostro servizio idrico?
Purtroppo noi siamo tra quelli che hanno subito il processo di privatizzazione dell’acqua che non garantisce una gestione efficace delle nostre risorse o quantomeno non è in linea con le nostre aspettative. L’Acqua è per antonomasia un bene comune pubblico e temo che l’attuale stato di cose possa gravare sui cittadini sotto forma di aumento dei costi della gestione del servizio idrico. Tengo però a sottolineare che il nostro Consiglio Comunale in merito ha tenuto un ruolo di responsabilità ed ha espresso con chiarezza la volontà di una riforma della Legge Galli la quale al momento, certamente, non può soddisfarmi.
Qual è il bilancio che si sente di tracciare della sua esperienza alla guida della Presidenza del consiglio comunale di Sciacca?
Ho avuto spesso modo di dire che si è trattata sicuramente di una esperienza positiva. Il consiglio comunale è stato per lunghi periodi troppo ingessato a causa delle contrapposizioni politiche ed il dibattito ne ha risentito e si è spesso incancrenito. Abbiamo raggiunto tuttavia degli ottimi risultati, basti pensare al nuovo Statuto comunale o a quanto fatto per la regolamentazione dell’edilizia, per la consulta sullo sport, abbiamo migliorato la funzionalità dell’organismo in quanto istituzione. E’ fuor di dubbio poi che si poteva anche fare di più.
Come giudica la situazione della sanità locale ed i rischi spesso paventati di accorpamento delle aziende ospedaliere?
Mi sento di tracciare più una valutazione generale sulla sanità siciliana. Ritengo che sia un dovere provare a contenere o meglio a razionalizzare la spesa sanitaria. Per quanto riguarda invece l’accorpamento, esso da un lato non mi preoccupa ma dall’altro si creerebbero degli organismi troppo mastonditici per i quali non sempre i manager avrebbero la competenza o potrebbero essere attrezzati ad intervenire. La nostra USL territoriale per esempio contiene in sé un territorio già vastissimo e l’amministrazione attuale dello stesso non mi pare propriamente efficace.
Alla luce delle ultime tragedie successe sulle nostre strade ma non fermandosi solamente ad esse, non ritiene che siano urgenti degli interventi mirati per migliorarne la sicurezza?
Assolutamente sì. Occorre fare uno sforzo complessivo che riguardi la sicurezza delle nostre strade ma anche gli interventi statali devono essere concreti e decisi. La messa in sicurezza delle nostre arterie stradali è una questione antica, basti pensare che nella nostra provincia di Agrigento mancano le autostrade e le strade esistenti sono tra le meno sicure. La richiesta di interventi statali si scontra in maniera chiara con questo tipo di federalismo fiscale: la crescita del sud viene pregiudicata, la nostra stessa autonomia è in pericolo. La Regione Sicilia dovrebbe esaminare attentamente questo decreto legge e poi valutare come comportarsi di conseguenza.
Quanto lei è innamorato di Sciacca?
Si tratta, mi creda, di un amore non quantificabile così come lo è per ogni cittadino saccense che vive e lavora in questa città. Questo amore mi ha sostenuto nei miei venti anni di attività politica, dove ho sempre cercato di portare avanti gli interessi del territorio e della gente. Ed è sempre con lo stesso amore che, pur nelle alterne vicende, sono stato sempre ripagato dal consenso dei cittadini.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

mercoledì 11 febbraio 2009

Le nostre strade sono una frana

Uno dei problemi della nostra città è sicuramente quello dello stato a dir poco approssimativo delle nostre strade, piene in ogni dove di buche, smottamenti o perennemente soggette a sistemazione da parte degli operai comunali. Non passa giorno, specialmente quando piove e c’è brutto tempo, in cui non si verifichi una frana o salti un tombino. Cosa succede? Ci risulta impossibile garantire un circuito stradale degno di questo nome? O c’è qualcos’altro sotto?
Negli ultimi mesi sono stati tantissimi gli esposti e le vertenze legali che privati cittadini hanno intentato al nostro comune dopo che hanno subito danni o incidenti a causa del pessimo stato del mando stradale. La trafila burocratica per ottenere quanto di spettanza è lunga e complessa ma quasi sempre il comune è stato costretto a pagare, anche parzialmente l’ammontare dei danni provocato dalle strade. Succede poi che tutti gli anni, su per giù nello stesso periodo, si verifichino rituali che davvero poco hanno a che fare con le semplici coincidenze. La famosa frana in contrada San Marco è una di queste: nello stesso punto, nello stesso periodo, con le stesse modalità, quella curva torna prima o poi a franare. E giù di lì poi a cercarne le cause fino a quando non si pratica la vecchia ed inefficace tecnica dell’”arripizzamento alla sciacchitana”. Una tecnica di elevato spessore ingegneristico che consente di spegnere le proteste più accese, di garantire la percorribilità della strada per qualche mese fino alla prossima certissima frana. Contrada San Marco non è l’unico caso. Se percorriamo per intero la via Lido avremo presente uno scenario poco differente, fatto di smottamenti ma anche di perdite idriche, copiose e incessanti nel tempo. E che dire dello Stazzone, ormai diventato un cantiere aperto. Tra lavori perennemente in corso e cedimenti stradali causati dall’impeto delle onde marine quella zona sembra ancora ad oggi non trovare una degna risoluzione dei suoi mali. A tutto ciò del resto, si potrebbe aggiungere la questione, anche questa spesso dibattuta, dell’erosione delle nostre coste. Ma coinvolgere i luminari del settore e salvare il nostro lungomare richiederebbe molto di più in tempo ed in denaro di un semplice salvataggio alla meno peggio. Sono soggette a questo problema anche la zona di Cammordino, soprattutto lo scenario naturale di Coda della Volpe e la zona di San Giorgio. Se qualcuno ancora non l’avesse capito o cerca di fare orecchie da mercanti, Sciacca rischia di perdere parte dei propri beni naturali e paesaggistici, scorci che hanno fatto storia, storia che è diventata arte. Certo, nessuno può fermare l’impeto della natura o l’incedere del tempo ma al giorno d’oggi ci sono tecniche ben più solide ed importanti dell’arripizzamento alla sciacchitana. Fino a pochi anni fa del resto si parlava di un progetto che avrebbe dovuto salvare Coda della Volpa ma ad oggi non se ne è saputo più nulla, nessuno si è ancora preso la briga di rispolverarlo, nessuno a nulla da dire sull’argomento. Ci sono delle priorità, è vero, ma cosa se ne fa Sciacca del certificato di città a dimensione turistica se non ha strade degne, servizi per i turisti e coste solide e splendide come quelle ritratte sulle nostre cartoline? Abbiamo un sogno, un sogno comune alla maggior parte della gente che vive nel nostro territorio: vedere un giorno una città che finalmente possa sfruttare, nel senso migliore del termine, tutte le enormi potenzialità e bellezze che la natura le ha così gentilmente offerto, tutti gli angoli, anche i più reconditi, attraverso i quali sentirci parte di un grande progetto, parte di una Sciacca valorizzata e promossa in tutta la Sicilia ed in tutta Italia.
Non è semplice ma è doveroso provarci ed auspicare che ciò possa accadere presto.
Al momento la situazione invece è quella che palesemente abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi, dove le buche si moltiplicano, l’acqua manca un giorno sì e l’altro pure e dove l’improvvisazione è la regola e non l’eccezione.
I fondi economici sono quelli che sono ma non si può assicurare qualche rattoppo alle strade solo in prossimità delle feste o quando si ci trova vicini alla campagna elettorale, non si possono continuare a spendere soldi pubblici per dei lavori che, a distanza di pochi giorni dal loro divenire, si rivelano insufficienti e non fatti proprio a regola d’arte.
Il problema delle nostre strade non è solo l’asfalto, non possono essere soltanto le piogge in inverno e l’arsura in estate: anche nelle altre città piove o brucia il sole eppure non si conoscono situazioni tanto gravi e disastrate. Le nostre arterie stradali risultano essere spesso vuote sotto il manto d’asfalto e le frane e gli smottamenti saranno di conseguenza sempre all’ordine del giorno. Se a tutto questo sommiamo una rete idrica assolutamente fatiscente che, oltre a far perdere il nostro prezioso liquido, si va ad aggiungere alle piogge, allora capiamo bene che è una situazione allarmante e che non può essere affrontata a cuor leggero. A meno che, dietro a tutto questo, non ci sia una precisa volontà di non fare utilizzare al saccense le proprie automobili: risparmio di benzina, di denaro, abbattimento del problema parcheggi, aria più pulita e città meno caotica.
Si, deve essere proprio questo il piano. Non ci resta che camminare ma attenzione a dove mettiamo i piedi: non sarebbe complicato fare un capitombolo con tutte queste buche!

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

martedì 10 febbraio 2009

Un Carnevale da Ri...dire

Il carnevale di Sciacca è alle porte. Mancano ormai pochi giorni all’inaugurazione del corteo mascherato, fatto di carri e divertimento, confusione ed allegria. Un momento atteso da tutta la comunità saccense. A dire il vero quest’anno l’organizzazione della festa sta andando un po’ a rilento ed il tempo stringe. Gli enti organizzatori non hanno ancora cominciato a muoversi per la pubblicità e per veicolare l’evento in tutte le sedi appropriate mentre i ragazzi delle associazioni sono invece alacremente al lavoro per poter ultimare in tempo utile le loro opere di cartapesta.
Solo da pochi giorni si è appreso che, oltre ai fondi comunali, anche la provincia di Agrigento e la regione Sicilia daranno il loro contributo economico nell’ordine rispettivamente dei diciottomila e dei centosessantamila euro. In tempo di vacche magre ogni aiuto rischia di diventare un’ autentica manna dal cielo.
Il carnevale saccense che, può vantare ben 109 edizioni, è di certo una delle feste più tradizionali non solo della Sicilia ma dell’intero panorama italico e risulta complicato di conseguenza accettare una così lenta e poco risoluta macchina organizzativa. Tutti i carnevali più famosi non smettono mai, in qualsiasi momento dell’anno, la promozione, le iniziative legate alla festa, il lavoro certosino e dettagliato di ogni minuzia. A Sciacca invece, così come in tanti altri momenti della vita cittadina, si naviga a vista, si scruta l’orizzonte nella speranza di poter condurre in porto tranquillamente ogni cosa, senza pretese, senza eccellere.
Oggi la nostra festa è un’alcova per giovani volenterosi a cui dovrebbe andare incessante il nostro ringraziamento poiché è solo grazie al loro lavoro ed alla loro passione che la baracca viene tenuta in piedi. Le vecchie maestranze, colme di esperienza e consapevoli del disinteresse comune della classe dirigente, hanno rinunciato da tempo a prendere parte alla manifestazione: quando anche i giovani si porranno certe domande cosa resterà del nostro carnevale?
Le associazioni attualmente all’opera si muovono in un contesto difficile, in strutture fatiscenti, prive di qualsiasi confort e senza avere la certezza che gli sforzi posti in essere abbiano la gratificazione tanto materiale quanto metereologica dato che, per tradizione, a carnevale di rado mancano gli acquazzoni.
Altro dettaglio poco incoraggiante riguarda la gestione dei fondi. Che siano pochi e che ci sia dietro una lunga trafila burocratica per ottenerli è fuor di dubbio, a maggior ragione quindi ciò dovrebbe stimolare gli enti organizzatori a ben distribuirli, investendo magari più sui passaggi televisivi e meno su fantomatici ospiti che poco hanno a che fare con la nostra festa ma che anzi, il più delle volte, fanno scena quasi muta sul palco limitandosi a qualche complimento ed altrettanti autografi.
Proprio nell’anno della riscossa dell’evento, proprio nell’anno del tanto desiderato ritorno della festa nella location del centro storico saccense, tutto pare avvicinarsi all’ora X del 19 febbraio senza grossi sussulti come se il vecchio interesse ed entusiasmo sia a poco a poco scemato nel tempo.
L’analisi delle cause porta spesso a chiedersi se sia ancora accettabile portare avanti tale manifestazione pur in assenza di regolari capannoni ed al contempo spendere quasi cinquantamila euro per la realizzazione del palco dove i gruppi si esibiscono, se sia giusto lasciare gli operatori del carnevale al loro destino salvo far partire i lavori di realizzazione dei carri in evidente ritardo, se il tutto debba risolversi in una mega festa paesana dove difficilmente il comune recupera quanto, con enormi sacrifici, finanzia, se sia corretto finalizzare ogni cosa al vino ed al panino con salsiccia e cipolla, se questo evento possa continuare a sopravvivere così com’è, nell’approssimazione generale.
Non c’è futuro senza una massiccia opera di ristrutturazione della festa e della macchina organizzativa, i tempi cambiano per tutti ma è ancora possibile veicolare le passate tradizioni nei moderni contesti. Se Bivona riesce a far pubblicizzare sulle reti Rai e Mediaset la sua “Pesca”, com’è possibile che Sciacca non ci riesca col suo carnevale? Quali contatti ci mancano? A quali virtuosi collegamenti promozionali e politici non riusciamo a dar sfogo? A questo il nostro carnevale doveva giungere? E perché?
Nessuno negli anni del maggiore boom carnascialesco lo avrebbe potuto immaginare.
Il carnevale quest’anno si svolgerà dal 19 al 24 febbraio: che siano giorni felici, attimi di spensieratezza, ore attraverso le quali tutta Sciacca possa per un istante fermarsi e sognare, scordare i problemi e la crisi, volare con la fantasia pur vivendo la realtà.
Poi si ci fermi a riflettere. Con onestà intellettuale e politica, con coscienza critica e consapevolezza dei propri limiti, si riuniscano seriamente tutti gli attori protagonisti del mondo carnascialesco locale e si prendano delle decisioni, serie, equilibrate, condivise, risolute.
Perché così, signori, non si va da nessuna parte.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"