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lunedì 9 maggio 2011

ATO AG1: Sogeir quasi salva?

A breve la creazione della decima Srr rivolta ai territori virtuosi potrebbe sancire il salvataggio della Sogeir per la soddisfazione dei 17 sindaci dell’ATO AG1. Intanto proseguono le campagne di sensibilizzazione: il nuovo obiettivo di Sogeir è riciclare i contenitori di Tetra Pak

Anche se ancora manca la conferma ufficiale, molto probabilmente la Sogeir entrerà a far parte di una delle nuove Srr che nasceranno con la riforma sui rifiuti. Il futuro dei rifiuti in Sicilia infatti ha una nuova sigla: Srr. Che significa Società per la Regolamentazione del servizio di gestione dei Rifiuti. Le Srr nasceranno dalle ceneri degli Ato, un esperimento evidentemente fallito anche se non dappertutto e che ha costretto la Regione a fare un passo indietro.
I territori e le società virtuose che hanno raggiunto buoni risultati nell’ambito della raccolta differenziata e della sensibilizzazione in merito alla problematica dei rifiuti saranno salvate, e la Sogeir è tra queste. Questo è quanto prevederebbe il piano regionale dei rifiuti.
Tra le pieghe del maxiemendamento del governo alla finanziaria spunta una norma che rischia di moltiplicare il numero degli Ato rifiuti. Il comma 4 dell’articolo 7, infatti, abroga parte della legge sui rifiuti che aveva fissato in dieci il numero massimo degli Ambiti territoriali ottimali in Sicilia. “Attraverso il maxiemendamento alla finanziaria, il governo intende abolire il tetto inserito lo scorso anno al numero degli Ato-rifiuti, che avevamo ridotto da 27 a 10 – denuncia Giacomo Di Benedetto, parlamentare del Pd -. Insomma, il governo vuole le mani libere per aumentare il numero degli Ato. E’ una norma scandalosa che deve essere immediatamente eliminata, perché percorrendo la strada che vorrebbe premiare i soggetti ‘virtuosi’, si corre il rischio di tornare al modello di gestione dei rifiuti voluto da Cuffaro”. Non la pensano in questo modo i diversi sindaci e cittadini gestiti da chi è riuscito a portare avanti un lavoro concreto, senza trovare mai spazzatura lungo le strade (come invece è spesso successo ad Agrigento, Palermo ed in Campania) e senza mai un solo giorno di sciopero.
Le Srr dovevano essere 9 più 1 che si doveva occupare della gestione dei rifiuti nelle isole minori siciliane. Con un apposito disegno di legge invece la decima Srr sarebbe designata a gestire i territori virtuosi. Fra questi i 17 comuni che fanno parto dell’ATO Ag1, quello gestito in questi anni dalla Sogeir. Si tratterebbe insomma di una specie di “premio” per i risultati raggiunti dalla società pubblica gidata da Vincenzo Marinello, attualmente commissario liquidatore di Sogeir. Dalla parte di Marinello anche i sindaci dei 17 comuni dell’ATO AG1 che nel tempo hanno visto dotarsi di numerosi servizi, primo fra tutti quello della raccolta porta a porta che ha permesso a comuni come Villafranca Sicula e Burgio di divenire comuni capofila in ambito nazionale per quanto concerne la raccolta differenziata, ritirando premi su premi. In poche parole i 17 comuni gestiti da Sogeir non vogliono entrare a far parte della Srr provinciale ma attendono fiduciosi che la Regione Sicilia approvi questa nuova Srr, dedicata ai territori ed alle società virtuose. Non solo, ma anche altri sindaci di altri comuni sarebbero pronti a chiedere di entrare a far parte della società gestita da Vincenzo Marinello. Del resto prima di queste novità, erano stati gli stessi sindaci dell’ATO a recarsi più volte a Palermo per chiedere all’ente Regione di salvare la Sogeir in virtù degli ottimi risultati raggiunti che ne hanno fatto, secondo i dati statistici di Legambiente, il miglior ATO siciliano.
Intanto continuano le campagne di sensibilizzazione della Sogeir ATO Ag1 in merito alla raccolta differenziata. La società ha aderito all’iniziativa “Tutti riciclabili, riciclabili da tutti”, una campagna di comunicazione sulla raccolta dei contenitori Tetra Pak insieme a carta e cartone.
Questa iniziativa è stata promossa proprio dalla Tetra Pak e dalle Cantine Settesoli per il riciclo dei contenitori per bevande ed alimenti. La campagna è rivolta ai comuni gestiti da Sogeir che effettuano la raccolta differenziata dei contenitori per latte, vino, succhi di frutta, sughi ed altri alimenti, conferendoli insieme a carta e cartone. L’iniziativa sarà condotta ad Alessandria Della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Ribera, Santa Margherita Belice, Santo Stefano di Quisquina, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Sciacca e Villafranca Sicula. La campagna di comunicazione non riguarda soltanto le affissioni stradali ma anche un pieghevole che sarà inviato a tutti gli utenti attraverso il quale verranno fornite tutte le indicazioni per svolgere correttamente la raccolta differenziata dei cartoni per bevande ed alimenti.
I dettagli di questa iniziativa sono stati presentati durante una conferenza stampa che si è tenuta a Sciacca presso la sala Blasco del Comune ed alla quale hanno partecipato Vincenzo Marinello, i sindaci dei comuni facenti parte dell’ATO AG1 e il direttore generale del dipartimento regionale rifiuti e acque Emanuele Vincenzo. Per il corretto riciclo dei contenitori Tetra Pak i cittadini dei comuni interessati dovranno conferirli, una volta svuotati e schiacciati, nei cassonetti stradali o nei bidoni carrellati destinati alla raccolta di carta, cartone e contenitori per bevande. I contenitori Tetra Pak saranno quindi inviati alle cartiere dove la cellulosa, principale componente dei contenitori, verrà separata dal polietilene e dall’alluminio attraverso il normale processo di produzione cartaria senza aggiunta di prodotti chimici, per poi essere utilizzata nella produzione di nuovi materiali a base cellulosica (carta per imballaggio, per cancelleria, ecc.).
Soddisfatta dell’iniziativa di comunicazione anche la stessa Tetra Pak. “Tetra Pak da sempre è impegnata nello sviluppo sostenibile e nella valorizzazione delle risorse e, grazie al protocollo d’intesa siglato con Comieco nel luglio 2003, nella promozione della raccolta differenziata e del riciclo dei proprio contenitori su tutto il territorio nazionale” ha dichiarato Michele Mastrobuono, direttore ambiente e relazioni esterne di Tetra Pak Italia. “Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: nel 2010 sono state riciclate in Italia un miliardo di confezioni postconsumo, pari ad oltre 19900 tonnellate”.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

domenica 24 aprile 2011

Musei: la capacità di fare "sistema"

La Valle del Belice organizza “la rete dei musei” per attrarre i turisti. A Sciacca invece non si riesce a fare sistema e spesso i musei rimangono chiusi anche durante le festività così come l’ufficio turistico. Come andrà a Pasquetta?

Per raccontare e far conoscere l’identità della Valle del Belice, nasce, dopo un anno dai primi incontri, promossi da Legambiente Sicilia, la rete dei musei della Valle del Belice.
Ne fanno parte tutti i comuni della Valle: Castelvetrano, Gibellina, Salemi, Salaparuta, Poggioreale, Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Giuliana, Roccamena, Santa Ninfa, Vita, Partanna che hanno deliberato, con atto amministrativo, l’adesione al progetto.
Insieme a questi aderiscono la Provincia Regionale di Trapani , l’Azienda Foreste Demaniali di Trapani, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, La Rotta dei Fenici, il CRESM, le Riserve Naturali: della Foce del fiume Belìce e Dune Limitrofe della Grotta di Santa Ninfa, e della Grotta di Entella, con la partecipazione del dirigente e dei funzionari del Servizio Polo museale della Val di Mazara dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e identità siciliana e della Direzione del Parco di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa”. Tutti insieme per fare sistema.
La presentazione della Rete Museale Belicina, nei locali del Baglio Florio all’interno del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, si è svolta lo scorso venerdì 15 Aprile, alla presenza delle autorità regionali dell’Assessorato ai Beni Culturali. Sabato 16 aprile invece si era tenuta la seconda edizione del “Viaggio nella Memoria”, un viaggio in quei luoghi della Sicilia che sono stati nel 1968 il tragico teatro del terremoto nella Valle del Belìce. Santa Margherita di Belice aderisce alla rete dei musei della Valle del Belice con il Museo della Memoria, legato alla ricerca dell’identità collettiva del Belìce e collocato nell’ ex chiesa madre ristrutturata; e il Museo del Gattopardo che custodisce il manoscritto ed il dattiloscritto de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed altri oggetti appartenenti allo scrittore.
Dopo la visita al Museo della Memoria il viaggio proseguirà con la visita a Poggioreale Vecchia e la passeggiata nell’antico centro abbandonato dopo il sisma; ai Ruderi di Salaparuta ed all’Archivio della ricostruzione; al Cretto di Burri ed ai Ruderi di Gibellina; al Castello di Rampinzeried alla Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa a cui seguirà una degustazione e promozione di prodotti tipici della Valle del Belìce e la visita della mostra fotografica la Primavera del Belice. Il Viaggio nella Memoria terminerà nel pomeriggio a Gibellina con l’incontro alla Fondazione Orestiadi e la visita guidata al Museo delle Trame Mediterranee e un giro del paese per conoscere alcune delle architetture moderne presenti tra cui il nuovo Museo “Belice/Epicentro della Memoria Viva”.
E Sciacca? Da anni la città termale non riesce ad esprimere le proprie potenzialità culturali e mussali, basti ricordare che il Museo Scaglione è chiuso da tempo, oggetto di alcuni lavori di ristrutturazione mai terminati, e che il Museo del Mare di località Muciare attende ancora di essere aperto ed inaugurato. La struttura è pronta ma mancano ancora alcuni allacci, la riqualificazione dell’area, dell’accesso stradale oltre al Melqart, la statuetta fenicia, conservata a Palermo e che Sciacca da tempo rivorrebbe.
Ma non solo. Il Museo Antiquarium di località San Calogero è stato recentemente riaperto dopo quasi 6 anni di silenzio ma sicuramente non viene pubblicizzato molto a livello provinciale e regionale cosicché le visite si limitano soltanto a chi si reca in Basilica o a chi sa della presenza del museo dedicato ai reperti recuperati dalle viscere del monte Kronio.
Una vecchia battaglia riguarda invece il Museo dell’Antimafia che vorrebbe realizzare da tempo Nico Miraglia, figlio di Accursio, sindacalista ucciso dalla mafia, ma ancora nulla di concreto è stato stabilito nonostante la volontà dei Miraglia e i tanti documenti storici in loro possesso che potrebbero essere usufruiti da tutta la cittadinanza.
Insomma ancora una volta quello che a Sciacca manca è la capacità di fare “sistema”, di organizzarsi in Polo. Manca poi anche la pubblicizzazione dell’enorme patrimonio artistico culturale della città. Siamo nella Settimana Santa che conduce alla festività di Pasqua e Pasquetta e come sempre si ci chiede se i nostri musei saranno aperti ai turisti. Sciacca infatti è risultata essere una delle mete siciliane privilegiate dal turismo nazionale dopo Taormina. Sarebbe opportuno accogliere i visitatori degnamente, presentando i musei e l’ufficio turistico aperti. Battaglia di ogni anno. Vedremo nel 2011 come andrà a finire: si attendono scommesse.

Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"

venerdì 15 aprile 2011

Bando III Edizione del Premio Letterario "Vincenzo Licata - Città di Sciacca"

www.vincenzolicata.it
SEZIONI DEL PREMIO:

* Sezione A - Poesia a tema libero e senza limiti di lunghezza in lingua italiana.
* Sezione B - Poesia a tema libero dialettale e senza limiti di lunghezza corredata da una traduzione chiara e leggibile in lingua italiana.
* Sezione C - Poesia in lingua italiana senza limiti di lunghezza avente come tema “La Libertà”.
* Sezione D - Racconto a tema libero di lunghezza non superiore alle 9000 battute.

TESTI - I testi possono essere editi o inediti. Non sono ammessi testi che siano già stati premiati ai primi tre posti in altri concorsi o premi letterari.

NUMERO COPIE E DOCUMENTAZIONE - I concorrenti devono inviare, a mezzo posta prioritaria o a mezzo raccomandata, la documentazione seguente:

* scheda di partecipazione al Premio debitamente compilata, scaricabile dal sito www.vincenzolicata.it, la quale contiene la dichiarazione che “l’opera è frutto del proprio ingegno” e “l’autorizzazione al trattamento dei dati personali”;
* n. 2 copie cartacee degli elaborati di cui una sola con nome e cognome, indirizzo, numero di telefono ed e-mail;
* facoltativamente n. 1 copia degli elaborati in formato elettronico su supporto ottico (CD) che, in alternativa, può essere spedita alla casella di posta elettronica premio@vincenzolicata.it.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE – La quota di partecipazione è di 10,00€ (dieci euro) per ogni sezione nella quale si intende concorrere. Allegare agli elaborati la quota di partecipazione a mezzo contanti.

SPEDIZIONE – Spedire gli elaborati a:

PREMIO NAZIONALE “VINCENZO LICATA – CITTA’ DI SCIACCA”

ASSOCIAZIONE L’ALTRASCIACCA

CASELLA POSTALE 7 – 92019 SCIACCA (AG)

La spedizione deve avvenire entro il 3 Luglio 2011, farà fede il timbro postale.

PREMI

Per ogni sezione saranno assegnati i seguenti premi:

Al 1° classificato ->

* Piatto di ceramica realizzato da un maestro ceramista di Sciacca.
* Attestato di merito.
* Pubblicazione dell’opera sul sito del Premio www.vincenzolicata.it.

Al 2° classificato ->

* Targa personalizzata.
* Attestato di merito.
* Pubblicazione dell’opera sul sito del Premio www.vincenzolicata.it.

Al 3° classificato ->

* Medaglia.
* Attestato di merito.
* Pubblicazione dell’opera sul sito del Premio www.vincenzolicata.it.

A tutti gli iscritti al Premio ->

* Attestato di partecipazione.
* Pubblicazione dell’opera sul sito del Premio www.vincenzolicata.it, solo qualora questa sia pervenuta alla Segreteria del Premio in formato elettronico su supporto ottico o via e-mail alla casella di posta elettronica premio@vincenzolicata.it

Premio speciale “Vincenzo Licata”

E’ un premio speciale riservato dalla Segreteria del Premio ad un autore, scrittore, giornalista o artista di chiara fama che si sia distinto per produzioni letterarie o artistiche di particolare pregio e successo che interpretano al meglio lo spirito delle opere del poeta Vincenzo Licata mettendo in rilievo la genuinità dei propri sentimenti, l’immenso amore per la propria gente e la propria città, la venerazione nutrita per i luoghi in cui vive e una profonda coscienza civica. Il premio consiste in una preziosa lavorazione artigianale in corallo sotto campana di vetro realizzato e gentilmente offerto da NOCITO GIOIELLI in Sciacca.

GIURIA – La Giuria, il cui giudizio è insindacabile e i cui nominativi saranno resi noti in seguito, è composta da esponenti del mondo culturale, artistico e letterario.

DIRITTI D’AUTORE – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al Premio, cedono il diritto di pubblicazione all’interno del sito Internet dell’Associazione e/o su eventuale Antologia del Premio senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.

IMPORTANTE – I concorrenti devono allegare agli elaborati la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali. A tale scopo è sufficiente compilare in ogni sua parte la scheda di partecipazione stampabile che si trova nella sezione Download del sito del Premio www.vincenzolicata.it.

PREMIAZIONE - La premiazione avverrà a Sciacca (AG) il 13 agosto 2011. Le modalità della premiazione saranno rese note al termine della scadenza del bando sul sito del Premio www.vincenzolicata.it. Tutti i partecipanti ed i finalisti sono invitati a prendervi parte sin d’ora. Chi non potrà intervenire riceverà i premi e/o gli attestati tramite spedizione postale.

INFORMAZIONI – Rivolgersi a Calogero Parlapiano, segretario del Premio; tel. 3400881756; e-mail: premio@vincenzolicata.it; siti web: www.vincenzolicata.it; www.laltrasciacca.it.

RISULTATI – Tutti i partecipanti riceveranno tramite e-mail una copia dei risultati del Premio. I risultati verranno anche pubblicati sul sito Web: www.vincenzolicata.it.

NOTE

* Il materiale inviato non verrà restituito.
* E’ possibile partecipare a più sezioni del Premio purché si corrisponda, per ogni sezione cui si partecipa, il versamento di 10,00€ (dieci euro).
* Non è consentita la partecipazione con più opere in una stessa sezione del Premio.
* Le opere saranno consegnate alla Giuria dalla Segreteria del Premio in forma rigorosamente anonima al fine di garantire l’imparzialità del giudizio.
* Saranno pubblicate nel sito www.vincenzolicata.it le opere che si sono classificate ai primi 3 posti in ogni sezione e tutti quegli elaborati che giungeranno alla Segreteria del Premio in formato elettronico (via cd o e-mail all’indirizzopremio@vincenzolicata.it).
* Il Premio non ha scopi di lucro. Le quote di iscrizione saranno utilizzate per coprire i costi complessivi dell’organizzazione dell’evento, quali ad esempio le spese di segreteria, le spese postali, l’acquisto dei premi, la cerimonia di premiazione, e quant’altro risulterà necessario.

INFORMATIVA – In relazione agli artt. 13 e 23 del D.Lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, Vi informiamo che i Vs. dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio dell’Associazione L’AltraSciacca ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti gli scopi istituzionali del Premio cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al «Responsabile del trattamento dei dati personali de L’Associazione L’AltraSciacca, Calogero Parlapiano – Casella Postale 7 – 92019 Sciacca (AG)».

La Segreteria del Premio

giovedì 17 marzo 2011

Nessuno provi a toccarli... Una provincia "intimidita"

Salvatore Vella, Michele Botta, Eugenio D’Orsi, Michele Buscarnera: sono solo gli ultimi ad aver subito intimidazioni e minacce. Perché? Cosa sta accadendo in provincia di Agrigento? Come mai è stato complicato risalire agli autori di gesti tanto vili? Simboli e segnali di una mafia che sta cambiando


Intimidazioni. Sembra essere diventata questa la parola d’ordine in provincia di Agrigento. Ormai è lunga, lunghissima la lista di coloro che, coinvolti a vario titolo, nella vita pubblica, subiscono minacce di ogni genere e grado. L’ultimo a subirne in ordine di tempo è stato il magistrato Salvatore Vella, Pm della Procura della Repubblica di Sciacca e delegato della direzione investigativa antimafia. Ha rinvenuto un bigliettino all’interno della propria agenda dal significato inequivocabile: recava la scritta “Bum” con chiaro riferimento all’automobile. Ciò che sconcerta, oltre al vile atto, è la facilità con cui l’intimidatore si è potuto avvicinare e lasciare il “pizzino”. Vella infatti si trovava a Bivona per prendere parte nella qualità di relatore ad un convegno sulla legalità. Dopo una sua momentanea assenza dal tavolo dei relatori, ha ritrovato quanto descritto. Un atto dunque compiuto dinanzi ad altre persone, senza alcuna preoccupazione. Salvatore Vella negli ultimi mesi sta partecipando a tantissimi convegni circa la sensibilizzazione antimafia, la lotta alla criminalità organizzata e il coraggio della denuncia antiracket. Ultimamente si era recato anche a Londra per una conferenza del genere riscuotendo notevole successo. Naturalmente Vella è anche un magistrato in prima linea nella lotta antimafia attraverso numerose inchieste e processi. Tra i tanti, gli ultimi in ordine di tempo quello “Scacco Matto” e quello “Face Off”. Proprio quest’ultimo in particolare ha coinvolto la mafia di Bivona e della Bassa Quisquina determinando condanne su condanne ottenuto anche grazie al contributo della testimonianza di Ignazio Cutrò, imprenditore antiracket originario del piccolo centro montano. Potrebbe non trattarsi di un caso l’intimidazione subita proprio a Bivona ma è chiaro che le indagini sono in corso. Dopo le dovute denunce ai carabinieri, le forze dell’ordine stanno cercando di risalire ai responsabili del gesto.
Intanto al Pm è arrivata la solidarietà un po’ di tutti: politici di ogni partito, associazioni culturali e sportive, mondo dell’imprenditoria e sindacale ma anche da parte di tanta gente comune che si è mobilitata su internet e su facebook. Si è espresso in merito pure il ministro della giustizia Angelino Alfano mentre intanto la scorta del magistrato è stata potenziata: da uno a due carabinieri, in pianta stabile. Vella dicevamo è soltanto l’ultimo caso però.
Il sindaco di Menfi Michele Botta è giunto nel giro di poche settimane alla terza lettera anonima contenente sempre precise minacce per sé e per i propri familiari. Botta ha più volte avuto modo di dichiarare: “Il mio modo di amministrare è limpido. Non capisco perché queste minacce. Se qualcuno ha dei problemi può venirmi a trovare e parlarne direttamente. L’uomo Botta è turbato e preoccupato, il sindaco no. Non posso lasciarmi intimorire.” Anche in questo caso finora dalle forze dell’ordine nessun riscontro. Le indagini vanno avanti ma nulla ancora è dato sapere circa la provenienza di queste intimidazioni.
Di pochi giorni fa era stato invece il turpe gesto perpetrato ai danni dell’ingegnere Michele Buscarnera: una testa di capretto rinvenuto dinanzi il portone del suo studio sito in via Lido durante l’orario di lavoro. Il professionista ha detto: “Non capisco. Non sono un imprenditore ma solo un tecnico.” Di Buscarnera si era parlato insistentemente nell’ultimo periodo a seguito del progetto della Sun & Soil circa la realizzazione di un impianto fotovoltaico a Sciacca del valore di 29 milioni di euro.
E che dire del Presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi? Anche per lui minacce su minacce, di vario tipo e perpetrate nel tempo tanto da richiederne il rafforzamento della scorta.
Una volta si diceva che la provincia di Agrigento fosse una provincia “babba”. Adesso no, non lo si può più dire. E’ una provincia “spetta”, fin troppo. Un territorio dove spesso si è costretti a vivere ed a convivere con l’ansia e la tensione, dove ogni “sgarro” si paga e dove il rispetto delle regole e della legalità è visto come una debolezza, una cosa per persone deboli.
Si fa troppo presto a parlare di mafia come se fosse un’entità astratta. Oggi è bene parlare di mafie.
Le mafie dei colletti bianchi, dell’imprenditoria, della finanza, quella che gestisce gli appalti pubblici e se le divide, e decide a chi devono andare e per quanto tempo. Perché tutte queste intimidazioni? Perché tutte queste minacce? Cosa vogliono? Che pretendono? Chi si nasconde dietro un pizzino, o una testa di capretto o una lettera anonima? Chi non ha il coraggio di mostrare il proprio volto alla luce del sole? Cosa ne pensa l’opinione pubblica di tutto ciò? Chi si volta dall’altra parte? Tutte domande che esigono risposte. Risposte precise, circostanziate, magari non immediate. Ma si dice che il tempo è galantuomo e prima o poi tutti i nodi tornano al pettine.
Non bisogna più pensare alla mafia come a quella che ci raccontano nei film di un tempo o nelle fiction romanzate dei nostri giorni, la mafia si è evoluta, non spara ma minaccia, fa terrorismo psicologico prima che fisico. La mafia non è più quella che fa affari con lo Stato ma è quella che ha preso piede nelle pubbliche amministrazioni e nelle migliori società. I figli dei mafiosi di oggi non vanno in giro con la coppola e la lupara ma studiano, si laureano, scalano i vertici del mondo civile e prendono il loro posto portando avanti gli affari di famiglia e delle famigghie. E chi si interpone a tutto questo è un pericolo da eliminare e da aggirare. O quantomeno da piegare. E come? Con la minaccia, con l’intimidazione. Come solo i vigliacchi senza onore sanno fare.
Alle forze dell’ordine il compito di vigilare, di indagare, di colpire chi non vuole che questa terra sia libera e pulita. A noi tutti invece il compito di non lasciare da soli coloro che, come il magistrato Salvatore Vella, spende e si spende totalmente affinché qualcosa possa cambiare. Cambiare in meglio.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

lunedì 7 marzo 2011

Ecco Carnevale, edizione 2011

Il carnevale di Sciacca arriva a Palermo al Palazzo d’Orleans. Bella vetrina per una festa che sta facendo di tutto per divincolarsi dalla piaga dell’alcool attraverso apposite campagna di promozione e sensibilizzazione. Basterà? Un appello anche al senso civico di tutti e alle famiglie da parte dell’amministrazione comunale

Carnevale e commercio. Carnevale e alcool. Carnevale e Regione Sicilia. Tanti aspetti di una festa unica. Negozi aperti a Sciacca la domenica di carnevale. L’accordo è stato sancito nel corso di una riunione tra il vicesindaco Carmelo Brunetto e i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio e le associazioni Centro Storico e NoiCom.
Domenica 6 marzo, dunque, i titolari dei negozi del settore alimentare e non alimentare potranno rimanere aperti.
Diramato inoltre anche l’ordine di sfilata e di esibizione sul palco delle 8 associazioni culturali che hanno realizzato quest'anno i carri allegorici, tutti di categoria A.
Sabato è prevista la recita dei copioni dei carri allegorici Conto alla Rovescia della Nuova Isola, E tu credi ancora nelle favole dell'associazione Pirandello e Alla ricerca dell'oro nero dell'associazione Argentina.
Domenica reciteranno le associazioni Smaniosa con il carro Sicilia isola d'amore e l'associazione Archimede con il carro In bilico.
Lunedì sarà la volta dell’associazione Saranno famosi con 1861 Brandelli d’Italia, Sos spettacoli con Mancu a Broadway e Nuova arte 96 con Non ce n’è per Nettuno.
Diverse infine le iniziative legate quest’anno all’intensa campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di sostanze alcoliche tra i giovani. Sensibilizzazione ma anche ordinanze precise e dettagliate per mettere una pezza, per quanto possibile, alle sbronze dei giovani e meno giovani.
Quest’anno non c’è solo il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni cui si dovranno attenere i titolari dei locali pubblici.
La novità dell’ordinanza emanata dal sindaco di Sciacca Vito Bono sta nel divieto per tutti i minori di 16 anni di detenere ogni genere di bevanda alcolica, anche di bassa gradazione, oltre ai superalcolici, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Basta insomma con i ragazzini che girano tranquillamente con bicchieri di vino, se non addirittura con bottiglie contenenti alcolici. L’ordinanza prevede una sanzione amministrativa che va da 100 a 500 euro, di cui risponderanno i genitori o coloro che detengono la patria potestà del minore.
Ed è a loro, che il sindaco Bono e il vice sindaco Brunetto, si rivolgono anche, invitandoli a vigilare con grande attenzione affinchè i figli minorenni non vadano in giro ad ubriacarsi durante i giorni della festa.
Il messaggio insomma è chiaro: dare un immagine diversa della festa rispetto al recente passato, fare di tutto per evitare sbronze e risse tra i ragazzi e file interminabili al Pronto Soccorso e presso le unità sanitarie mobili. Naturalmente occorre tenere sempre conto che sembra essere quantomeno utopistico fino ad oggi eliminare integralmente la “cultura del bere a carnevale” in voga tra tanti giovani ma le campagne di sensibilizzazione sono state diverse, mirate e costanti, anche da parte degli organi di stampa e non solo da parte degli organizzatori della festa.
Il segnale è stato dato anche attraverso il Peppe Nappa che, dopo decenni, non distribuirà il classico bicchiere di vino agli ospiti del carnevale. L’iniziativa deve essere presa per quello che è: un segnale, appunto. Nessuno si illude che era quel mezzo bicchiere a determinare le sbronze di tutti ma è un modo per dare il classico “buon esempio”. Si discuterà dopo, a bocce ferme, se l’idea ha avuto successo e se l’alternativa del succo d’arancia è stata lecita o meno.
Per la prima volta nella storia della manifestazione, è stato presentato anche a Palermo il programma del carnevale di Sciacca edizione numero 111. All’interno di Palazzo d'Orleans, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della festa, alla presenza delle massime autorità regionali, le stesse che anche quest’anno hanno finanziato la manifestazione saccense, inserita nel calendario degli eventi siciliani sostenuti dalla Regione che, dopo il comune di Sciacca, è il principale ente finanziatore della sei giorni in maschera. Un pizzico di rammarico, tra gli organizzatori, per il fatto che la maschera simbolo del carnevale di Sciacca, ossia Peppe Nappa, e due ragazze che indossavano un costume degli anni passati, non sono stati ammessi alla conferenza stampa in quanto la loro presenza non sarebbe stata decorosa per il luogo, questa almeno la giustificazione. Tutto si è comunque svolto in un clima di festa, con gli esponenti del governo della regione che hanno avuto parole di elogio per la manifestazione e per tutto ciò che ruota attorno al carnevale, e cioè economia, turismo, ma anche artigianato e ceramica. E a proposito di ceramica, sono state portate a Palermo, e consegnate al presidente Raffaele Lombardo e all’assessore regionale Daniele Tranchida, le statuette in maiolica raffiguranti il Peppe Nappa, realizzate dai maestri ceramisti saccensi, anch’essi presenti alla conferenza stampa palermitana.
Sperando di vedere e di vivere un bel carnevale, degno delle migliori edizioni e degli anni d’oro, a tutti un augurio sincero di un sano e colorato divertimento.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

venerdì 11 febbraio 2011

Presentazione del mio libro "Respirami l'anima" domani a Sciacca


La locandina e l'invito ufficiale dell'evento. Non Mancate.
Presentazione del mio libro "Respirami l'anima", Aracne Editore.
Sabato 12 febbraio ore 18,30 presso la sala Blasco del comune di Sciacca (atrio superiore, ingresso dalla via Roma)

lunedì 20 dicembre 2010

"Musica per l'Africa": concerto a Sciacca

Concerto di beneficenza dell'Orchestra da Camera "RUGGERO II" diretta dal maestro Antonio Giovanni Bono per sostenere i progetti dell'associazione T.U. Onlus in Burundi.
Mercoledì 22 Dicembre ore 21.00 Auditorium ex San Francesco di Sciacca.
Biglietti disponibili presso l'agenzia ASTAP VIAGGI di Sciacca.

Lo speciale - documentario sull'iniziativa benefica. Non mancate e diffondete. Grazie

sabato 27 novembre 2010

Elenco dei desideri impossibili (tratto da "Vieni via con me")

1. che la televisione si occupi di politica senza che la politica si occupi della televisione
2. che non si sia costretti a chiedere la ricevuta fiscale perché te l'hanno già data
3. che chi paga le tasse non sia considerato un fesso
4. che chi non le paga sia considerato un ladro
5. che i finanziamenti pubblici vadano alla scuola pubblica
6. che quando al ristorante chiedo la frutta non ti rispondano “abbiamo l'ananas”
7. che gli importatori di ananas non si offendano e adesso chiedano il diritto di replica
8. che una bottiglietta di acqua potabile non costi un euro e mezzo, perché è una mostruosità
9. che non si applauda ai funerali
10. che Balotelli possa giocare a pallone senza che cento nazisti gli rompano le palle
11. che si possa aprire un giornale senza sapere già cosa c'è scritto
12. che l'unità d'Italia sia una tale ovvietà che non se ne debba più discutere
13. che non si dica mai più “scendere in campo”, ma “servire il paese”
14. che salire nei sondaggi sia meno importante che dire una cosa giusta
15. che si dica una cosa giusta anche se non fa salire nei sondaggi
16. e che nessun giornale faccia mai più una raccolta di firme contro Roberto Saviano, che non è un partito politico, ma è molto di più, è una persona

lunedì 22 novembre 2010

"Frantoi in festa" in Sicilia grazie alla SOAT

Degustazioni, visite ai frantoi, percorsi alimentari, promozione: questi gli obbiettivi della manifestazione voluta dalla SOAT e che ha inteso festeggiare l’olio extravergine d’oliva, prodotto siciliano di qualità spesso, a torto, sottovalutato. Il futuro del comparto passa soprattutto dalla promozione delle nostre migliori risorse agroalimentari

Siamo in pieno periodo di raccolta di olive e mai come in questo momento c’è bisogno di promuovere un prodotto di qualità e d’eccellenza come l’olio extravergine d’oliva siciliano.
Lo ha fatto l’assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari attraverso la manifestazione “Frantoi in festa” lo scorso 12, 13 e 14 novembre. In giro tra gli extravergini siciliani sono andati tantissimi studenti siciliani che hanno avuto la possibilità non solo di degustare l’ottimo olio siciliano e agrigentino in particolare ma anche di osservare tutte le fase di produzione attraverso la visita a quei frantoi che hanno aderito all’iniziativa.
In simultanea, nelle città di Menfi, Montevago, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Alcamo, San Cipirello, Chiusa Sclafani, San Cataldo, Sant’Agata Militello, Leonforte, S.Teresa di Riva, Adrano, Mascalcia, S.Maria di Licodia, Sortino, Cassaro, Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide, Pietraperzia, Naro, Serradifalco e Bisacquino oleifici, cooperative e frantoi hanno aperto le porte ai ragazzi con lo scopo precipuo di diffondere la cultura dell’olio e in generale dei prodotti locali.
Molte volte i giovani non conoscono i preziosi sapori siciliani e, nei supermercati, nei bar, nelle serata con gli amici, preferiscono i cibi confezionati oppure puntano sui fast food tralasciando tutti i gusti e prodotti di cui la nostra terra è ricca. Con l’olio e con “frantoi in festa” è stata fatta appunto questa operazione: degustazioni, approcci all’olio, mostre, proiezioni di materiali audiovisivo ad hoc, insomma tutto quello che può servire a bambini e ragazzi per capire e conoscere l’importanza dell’olio. Del resto non più di due settimane fa si era tenuta a Lucca Sicula “la festa dell’olio 2010”, voluta anche dalla SOAT, che ha sempre gli stessi obbiettivi di promozione e diffusione del prodotto locale.
Il futuro dei prodotti agricoli e delle stesse aziende del territorio passa appunto dalla promozione. In tempi di globalizzazione e di crisi economica non solo per il comparto agricoltura ma per l’intera nazione, senza dubbio si deve puntare sulla qualità e sull’eccellenza, caratteristiche che non mancano ai prodotti siciliani basti pensare anche agli agrumi, ai formaggi o ai carciofi, tanto per fare qualche esempio.
Soddisfatti dell’ottima riuscita dell’iniziativa i dirigenti della SOAT.
Immagini, tradizioni e colture che vanno tutelate dalle aggressioni straniere e dalle importazioni proprio attraverso la trasmissione alle nuove generazioni dell’immenso patrimonio storico e culturale che lega l’uomo alla millenaria attività di agricoltore e alla propria alimentazione.
L’olio siciliano che è un vanto per l’intero comparto e che andrebbe promosso soprattutto all’estero affinché si incentivino le nostre esportazioni consapevoli di non deludere il consumatore, sia esso italiano o straniero. Quando si parla di olio inoltre occorrerebbe parlare di “oli” poiché in cucina e in determinati piatti sarebbe opportuno utilizzare diverse tipologie di olio, ognuna adatta ad un sapore, ad una pietanza. Inoltre è opportuno sempre controllare l’etichetta per accertarsi la provenienza del prodotto non facendosi ingannare possibilmente dal prezzo poiché risparmio non sempre fa rima con qualità e con eccellenza. La bottiglia di olio che costa poca il più delle volte non rappresenta il massimo della bontà.
Con “frantoi in festa” dunque si celebra l’olio extravergine di oliva, alimento protagonista dell’alimentazione mediterranea. Un evento che ha aperto le porte alle nuove generazioni e a quanti hanno voluto conoscere meglio questo splendido prodotto siciliano.
Per sostenere la crescita dell’impresa olivicola e olearia siciliana, l’amministrazione regionale dell’agricoltura ha puntato dunque su questa iniziativa nella consapevolezza del fatto che altre edizioni seguiranno sicuramente a questa. Eventi promozionali che naturalmente non coinvolgeranno soltanto l’olio ma anche gli altri prodotti di qualità della nostra terra agrigentina e siciliana. Aprire i frantoi alle famiglie, alle scuole e al consumatore, in generale, per proporre “I percorsi dell’olio, dall’oliva alla tavola” con degustazioni guidate comparative, illustrazione delle fasi di lavorazione, distribuzione di materiale informativo e gadget, proposte gastronomiche in cui l’extra vergine di oliva siciliano è stato intanto un’ottima intuizione e sicuramente ha avuto un benevole impatto su gran parte dei consumatori.
L’obiettivo di “Frantoi in Festa” è infatti anche quello di incrementare il consumo di olio extra vergine di oliva, accrescere il reddito delle imprese olivicole e olearie, stimolare il miglior uso dello spazio rurale, puntando sul ruolo multifunzionale dell’olivo e dell’olivicoltura, diffondere la conoscenza dell’olio extra vergine di oliva, promuovendone il valore nutrizionale, al fine di stimolare o soddisfare la domanda di salubrità e di sicurezza alimentare, orientare la gastronomia all’uso di olio extra vergine di oliva per promuovere la cucina tradizionale secondo i principi della dieta mediterranea, rivalutare le tradizioni legate all’olivo e ai suoi prodotti, scoprire il valore culturale dell’olivo e dell’olio nella civiltà mediterranea, educare le nuove generazioni al consumo di alimenti tradizionali dell’agricoltura siciliana, secondo metodi ecocompatibili e a basso consumo energetico. Le prime due giornate, 12 e 1 3novembre, sono state dedicate alle scuole. La terza giornata, invece, è stata dedicata all’attività di comunicazione e degustazione indirizzata ai cultori della buona alimentazione e della gastronomia siciliana con eventi di approfondimento sulle tecniche di riconoscimento dei prodotti di qualità, sull’etichettatura, sui marchi d’origine e sul prodotto biologico, sul patrimonio olivicolo regionale.
L’agricoltura insomma apre le porte al consumatore. Adesso spetta al consumatore aprire le porte ai prodotti agricoli autoctoni e di qualità.

Calogero Parlapiano

giovedì 18 novembre 2010

Mafia, le mani sugli appalti pubblici

Continuano le indagini sulla rete di fiancheggiatori vicini all’ex latitante Gerlandino Messina. Si analizzano i pizzini rinvenuti nel covo che sembrerebbero confermare le rivelazioni del pentito Maurizio Di Gati: “La mafia punta sugli appalti pubblici”. Stessi ribassi, ditte compiacenti e “amici” nei Comuni: così Cosa Nostra domina la provincia

Un presunto esattore di tangenti, vicino al boss di Agrigento Gerlandino Messina, è stato fermato per estorsione. Maurizio Romeo, già condannato nel 2001 a 4 anni per associazione mafiosa, avrebbe chiesto 40 mila euro a un imprenditore che sta realizzando un residence alla periferia di Porto Empedocle. Le minacce si sarebbero intensificate in seguito all'arresto di Gerlandino Messina. L'imprenditore ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri che hanno fermato Romeo.
Continua dunque il lavoro degli inquirenti i quali stanno cercando di assicurare alla giustizia la grande mole di fiancheggiatori, picciotti, bravi e estorsori sui quali poteva contare l’ex boss latitante, numero uno di Cosa Nostra in provincia di Agrigento dopo l’arresto di Giuseppe Falsone avvenuto lo scorso 25 giugno a Marsiglia, in terra francese.
Adesso i riflettori della cronaca e delle tv si concentrano su quello che è considerato l’ultimo padrino: Matteo Messina Denaro per il quale, secondo il ministro dell’interno Roberto Maroni, il cerchio si starebbe stringendo e i suoi giorni di libertà potrebbero essere contati dopo decenni di latitanza.
“Il numero due di Cosa Nostra, Gerlandino Messina, è stato catturato. Ora manca solo il numero uno, ma il cerchio si sta stringendo attorno a lui”, ha detto il titolare del Viminale ribadendo gli straordinari risultati ottenuti dal governo sul fronte della lotta alla mafia: “una media di 8 mafiosi catturati ogni giorno compresi Natale e Capodanno, per 18 miliardi euro di patrimonio sottratto alla criminalità”.
Maroni si è anche soffermato sui 13 arresti effettuati in Brianza nell'ambito dell'operazione “Infinito” contro la 'ndrangheta in Lombardia: “E' la conferma della gravità del rischio della presenza e della capacità di infiltrazione della criminalità organizzata nei circuiti economici sani”.
Infine Maroni ha ribadito la sua priorità numero uno: “possiamo pensare in poco tempo di sconfiggere completamente la mafia, di degradarla al livello di mafia rurale e di farla regredire dai circuiri produttivi”. Sarà possibile?
Un obiettivo ambizioso ma reso possibile dal nuovo clima che si è instaurato in questi anni: “non stiamo facendo cose straordinarie - ha puntualizzato ancora Maroni - ma è cambiato il clima, e le forze dell'ordine lo percepiscono, ora c’è collaborazione straordinaria”.
Numerosi intanto gli oggetti trovati dai carabinieri nel nascondiglio favarese dove è stato catturato il latitante agrigentino. Il materiale sarà analizzato dal Ris di Messina in queste settimane.
Un vero e proprio arsenale e un’infinità di oggetti con decine di immagini sacre, lettere scritte dal figlio, chiavi, pen drive e sim card. E’ vasto il campionario del materiale trovato nell’ultimo covo del boss Gerlandino Messina, arrestato due settimane fa a Favara dai carabinieri. In un calendario il capomafia agrigentino avrebbe segnato addirittura il suo promemoria a partire dal 16 settembre con note per i giorni successivi fino al 28 ottobre. Fra i tanti oggetti rinvenuti nel covo più o meno rilevanti ce n’è uno che i carabinieri stanno cercando di analizzare e decifrare con maggiore interesse. Un mazzo, con relativo ciondolo di una nota agenzia favarese, contenente undici chiavi. Gli inquirenti vogliono scoprire cosa aprivano. Stanze segrete? Altri covi d’emergenza? Casseforti con documenti scottanti ed armi? Difficilmente il boss svelerà questi misteri. La strada del “pentimento” sarebbe ancora lunga e di difficile percorrenza.
Già a partire dall’udienza di convalida del suo arresto infatti il boss empedoclino si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il capomafia ha negato di essere stato capo e vicecapo di Cosa Nostra ed è convinto che qualcuno l’abbia tradito. In siciliano stretto avrebbe confidato ai magistrati che lo interrogavano: “quaccunu si passau u piaceri”. Ma chi? E perché? A chi dava fastidio il boss rimasto solo alla guida del mandamento di Agrigento importante per il ruolo strategico che riveste nella geografia mafiosa?
E se Messina è stato davvero venduto, probabilmente è già pronto anche il nuovo capo?
A questa conclusione sarebbe giunto il Pm del tribunale di Palermo Antonio Ingroia: “la mafia agrigentina si sta riorganizzando attorno a nuove figure, a nuovi capi, mettendo ordine tra i diversi mandamenti e dunque non è stata ancora debellata seppur colpita duramente dallo Stato”. Questa in sintesi l’opinione del magistrato. Queste e altre domande, per il momento, sono destinate a rimanere senza risposta anche se i pizzini trovati nel covo di Favara potrebbero dare un grosso impulso alle indagini. I quattro i biglietti sono stati scritti con una macchina da scrivere, due erano destinati ai familiari, un altro invece conteneva l’indicazione di ditte teoricamente interessate a lavori da iniziare nell’agrigentino, anche se Messina ha negato che il destinatario fosse il capomafia trapanese Matteo Messina Denaro. Il quarto pizzo, quello trovato nella tasca dei jeans del boss, sarebbe il più compromettente perché indirizzato ad un imprenditore con tanto di nome e cognome e sarebbe quello che preoccupa maggiormente il padrino di Porto Empedocle.
Imprese da spremere col pizzo, altre da favorire con gli appalti pubblici: obbiettivo i megaprogetti da realizzare in provincia. Obbiettivo i piccioli insomma, come sempre.
Del resto le ultime dichiarazioni sulla spartizione degli appalti in provincia di Agrigento fatte dal pentito di mafia Maurizio Di Gati ai giudici sembrano inequivocabili: “Per la spartizione degli appalti” ha dichiarato l'ex killer di cosa nostra “si portavano molte buste con lo stesso ribasso per predeterminare i ribassi; c’era comunque sempre bisogno di un appoggio in Comune per l’eventualità che, nonostante il meccanismo di cui sopra, un’impresa non appartenente al giro nostro vincesse per caso la gara: in questa eventualità c’era sempre qualcuno in Comune che sospendeva la gara con una scusa oppure toglieva un documento dalla domanda di partecipazione all’appalto ed escludeva l’impresa dalla gara”. Ed ancora Di Gati parla di vicende che riguardano molti comuni, amministratori e funzionari in tutta la provincia. Le vicende narrate riguardano i comuni di Comitini, Grotte, Racalmuto, Palma di Montechiaro, Ioppolo Giancaxio, la Provincia regionale di Agrigento ed altri enti ancora. Adesso spetterà ai Pm della distrettuale antimafia fare luce su ogni aspetto narrato. Le indagini sono tuttora in corso.
E mentre le indagini proseguono a ritmo serrato, l’ex latitante è stato trasferito dal carcere Petrusa di Agrigento a quello di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine. Il capomafia, condannato all'ergastolo per l’omicidio del maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli, nella casa circondariale friulana potrà scontare la pena, in regime di 41 bis. Massimo lo schieramento di uomini e mezzi della polizia penitenziaria di Agrigento che hanno eseguito il trasferimento: una lunga colonna di automezzi dei carabinieri e della Polizia penitenziaria in assetto operativo, ha attraversato la Strada statale 640, la Porto Empedocle-Caltanissetta in direzione delle autostrade che portano a Palermo e Catania. Dentro un mezzo blindato e guardato a vista, si trovava Gerlandino Messina, il quale terminate le incombenze giudiziarie agrigentine e sottoposto al 41 bis, è stato rinchiuso in un carcere più adeguato. Messina, porta con se un pesantissimo fardello di accuse, condanne e provvedimenti di cattura mai notificati. L’ultimo dei quali, in ordine di tempo, esaurite, gli è stato notificato in carcere personalmente dal maggiore dei carabinieri Salvo Leotta. Si tratta dell’inchiesta “Domino”. La casa circondariale di Tolmezzo, attualmente ospita 140 stranieri, e 40 detenuti in Alta Sicurezza, 18 col 41 bis.
Nella sua cella e in regime di carcere duro avrà tutto il tempo per riflettere su decenni di morti, pizzo e minacce in attesa, un giorno magari, di aprire il vaso di Pandora e aiutare gli inquirenti, non solo a risolvere numerosi casi ancora oggi avvolti nel mistero, ma a fare luce sulle contaminazioni tra politica e mafia, oggi più che mai vera chiave di volta di tutte le indagini antimafia.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

mercoledì 20 ottobre 2010

Sicilia segreta: i sentieri dei pellegrini medievali



Un magico itinerario attraverso le antiche vie percorse dai pellegrini medievali alla scoperta di luoghi suggestivi che riportano indietro, al tempo dei cavalieri templari.

martedì 19 ottobre 2010

"Un Meraviglioso Continente, La Sicilia"

"Un' Isola un Continente".La straordinaria e bellissima varietà del territorio siciliano.


lunedì 18 ottobre 2010

Tutto in "Family". Operazione antimafia a Castrofilippo. Mafia-politica, una contiguità infinita?


L’operazione Family che ha portato all’arresto del sindaco di Castrofilippo e l’ex vicepresidente della Regione Michele Cimino ad essere indagato continua a riservare colpi di scena. I collaboratori di giustizia stanno tessendo la tela degli affari criminali di buona parte del territorio agrigentino. Occhi puntati su appalti, tangenti e compravendita di voti


“Un mafioso prima ancora che un politico. Un uomo scelto perché interno a Cosa Nostra”. Con queste parole il procuratore aggiunto alla Dda di Palermo Vittorio Teresi ha definito Salvatore Ippolito, il sindaco di Castrofilippo, finito in manette con l’accusa di associazione mafiosa inerente all’operazione denominata “Family”. Secondo gli inquirenti e le ricostruzioni dei pentiti, il primo cittadino, eletto nelle liste del Pdl nel 2006 si è incontrato in un’occasione, forse due, con il boss di Campobello di Licata, Giuseppe Falsone, poi arrestato a Marsiglia, e ha partecipato attivamente a diversi summit di mafia della cosca mafiosa di Castrofilippo.
A capo della famigghia locale c’era il vecchio patriarca Antonino Bartolotta, finito in manette insieme ad Angelo Alaimo, del ‘47, Angelo Alaimo, del ‘57, e Giuseppe Arnone, sempre del ‘57.
Secondo la procura di Palermo il sindaco era una figura chiave nell’assegnazione degli appalti che venivano affidati attraverso il sistema della trattativa privata o del cottimo fiduciario, ad imprese amiche vicine alla stessa organizzazione.
Tra le opere pubbliche finite nel mirino di Cosa Nostra c’erano soprattutto il Centro Commerciale “Le Vigne” di Castrofilippo per il quale Ippolito aveva offerto tutto il suo appoggio ed i capannoni del mercato ortofrutticolo di Castrofilippo. A seguito degli arresti, i consiglieri comunali di minoranza del comune di Castrofilippo, Cettina Asaro, Aldo Ciccarelli, Antonino Lo Brutto, Salvatore Piraneo e Calogero Sferruzza si sono dimessi. Il comune rischia lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
Durante la perquisizione in casa del sindaco gli investigatori avrebbero scoperto ''un vero e proprio ufficio comunale parallelo'' in cui veniva decisa la spartizione degli appalti. Fari puntati dunque come sempre sulla spartizione dei principali affari. Dei soldi. Per quanto riguarda la realizzazione dell’ipermercato “Le Vigne”, il progetto commerciale ha attirato gli appetiti di diversi esponenti di Cosa Nostra come Di Gati, Sardino e Falsone. I pezzi grossi della cupola agrigentina, oggi tutti arrestati.
Nell’affaire, secondo quanto ha dichiarato il pentito Maurizio Di Gati, erano stati coinvolti anche diversi politici per ottenere le concessioni edilizie che avrebbero permesso di dare il via ai lavori. Uno di questi è l’allora deputato dell’Udc Vincenzo Lo Giudice grazie al quale la mafia aveva ottenuto anche finanziamenti regionali. Sempre nel 2008 lo stesso Di Gati aveva tirato in ballo anche Salvatore Ippolito. Anche lui inserito perfettamente nel sistema.
Non solo dichiarazioni di pentiti ma anche intercettazioni ambientali e analisi di pile di documenti rivelatisi sporchi. Tra i politici tirati in ballo anche l'ex vicepresidente della Regione siciliana, Michele Cimino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Di Gati lo cita per quanto riguarda soprattutto la costruzione del mercato ortofrutticolo parlando di tangenti, mazzette, favori e compravendita di voti. A Cimino nei giorni scorsi infatti e' stato notificato un avviso di garanzia nell'ambito di questa inchiesta. Il leader politico del Pdl ha espresso le proprie sensazioni attraverso alcuni comunicati. "Sono molto dispiaciuto e amareggiato - ha detto Cimino al termine dell'interrogatorio - per questa disavventura giudiziaria. Sono certo che tutto potra' risolversi al piu' presto. Credo nella giustizia e sono pronto e disponibile per qualsiasi altro chiarimento". I magistrati contestano a Cimino di aver comprato, con denaro e assegnazioni di appalti pubblici, i voti di cosa nostra, in particolare delle cosche di Porto Empedocle e siciliana e l’interrogatorio si è protratto per più di tre ore. Naturalmente nelle ultime settimane si sono sprecati gli attestati di solidarietà politica ed umana da parte della classe dirigente regionale, provinciale e locale. “Conosciamo Michele Cimino e siamo certi della sua onesta'. Ha sempre dimostrato con i fatti di saper svolgere nel migliore dei modi, con competenza, rettitudine e responsabilita', i ruoli istituzionali che ha ricoperto. Non possiamo che attendere fiduciosi le decisioni della magistratura''. Hanno affermato i senatori del Pdl Mario Ferrara, Roberto Centaro, Salvo Fleres e Bruno Alicata. Da Sciacca solidarietà e vicinanza è stata espressa dal consigliere comunale Silvio Caracappa. L’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa è scaturita dalle testimonianze dell’ex capomafia agrigentino Maurizio Di Gati oggi pentito, insieme ad altri collaboratori di giustizia.
Cimino, in passato anche vice presidente della regione Sicilia e uomo vicino al sottosegretario al Governo nazionale Gianfranco Miccichè con il quale ha lasciato il Pdl per incongruenze con i vertici regionali di partito, dunque secondo l’accusa avrebbe favorito l’assegnazione di appalti pubblici ad alcune imprese collegate alla mafia di Agrigento. In cambio avrebbe ricevuto mazzette. E voti. Al momento non si sa nulla di più. Le indagini sono in itinere e, come sempre si dice in questi casi, la giustizia farà il proprio corso. Intanto l’8 ottobre sono cominciate le udienze al Tribunale del Riesame di Palermo nel corso delle quali sono stati trattati i ricorsi presentati dai legali di fiducia delle cinque persone arrestate nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Family” tra cui il sindaco del paese Salvatore Ippolito.Le udienze si concluderanno il 12 di questo mese mentre l’istanza di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata presentata dai legali delle persone arrestate. La mafia dunque è entrata ed entra a piene mani nella spartizione della torta degli appalti. Tutti gli affari danarosi sono buoni: edilizia, supermercati e rifiuti. Il tutto contornato da una fitta rete di “soldati” sparsi nel territorio. “Soldati” che, secondo la DDA, spesso sono nascosti nei posti più impensabili.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

venerdì 1 ottobre 2010

Spot T.U.Onlus: conferenza di presentazione del 02-10-2010

Spot T.U.Onlus: conferenza di presentazione del 02-10-2010.
L'associazione TU Onlus si presenta e presenta a tutti il progetto "Avrai una casa", destinato alla gente del Burundi.
Interverranno le autorità cittadine, docenti universitari e i responsabili dell'associazione.
Vi aspettiamo sabato 2 ottobre alle ore 17,30 presso l'ex chiesa Santa Margherita. Non mancate, l'ingresso è gratuito.
Dopo la conferenza, rinfresco offerto dall'Istituto Alberghiero di Sciacca.
Montaggio e realizzazione dello spot a cura di Antonella Termine.

venerdì 6 agosto 2010

PREMIO VINCENZO LICATA II EDIZIONE, domani la cerimonia di premiazione

PREMIO VINCENZO LICATA II EDIZIONE
Sabato 7 agosto alle 20,30 presso l’atrio inferiore la cerimonia di premiazione. Quest’anno, per l’occasione, presenti a Sciacca anche 3 ospiti d’onore: il tenore Pietro Ballo, lo scrittore Stefano Malatesta e il regista e puparo Mimmo Cuticchio.

L’Associazione di promozione sociale L’altra Sciacca si fa promotrice di una nuova iniziativa culturale che mira ancora una volta a coinvolgere tutti i saccensi e, in generale, tutti coloro che amano la letteratura e la poesia.
L’altraSciacca ha indetto infatti l’Edizione 2010 del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata - Città di Sciacca” II Edizione.
La cerimonia di premiazione quest’anno si terrà sabato 7 agosto alle ore 20,30 presso l’atrio inferiore del Comune di Sciacca. La serata verrà condotta dal giornalista Raimondo Moncada e dall’attrice palermitana Stefania Blandeburgo.
L’esigenza di organizzare e portare avanti questo evento culturale di natura letteraria nasce dal voler intercettare a Sciacca, in Sicilia ed in tutta Italia le tantissime persone che hanno la capacità di esprimersi con opere di elevato pregio artistico al fine di presentarle al numeroso pubblico della Rete e dare al pensiero che le ha concepite la possibilita’ di essere largamente diffuso, condiviso, ammirato.
Tutti i dettagli che riguardano la manifestazione letteraria, quali il bando e la scheda di partecipazione, possono essere trovati sul sito internet www.vincenzolicata.it.
E’ stato infatti un dovere e, contemporaneamente, motivo di orgoglio intitolare questo Premio ad una delle massime figure della cultura saccense, il poeta Vincenzo Licata, di cui quest’anno ricorre il quattordicesimo anniversario della scomparsa. Il suo amore per la città di Sciacca, per il mare e la marineria tutta, ci hanno arricchito di opere in versi e di pagine davvero memorabili che non possono non essere prese in considerazione da chi ha intenzione di dare spazio ai nuovi artisti della parola.
L’utilizzo del nome di Vincenzo Licata per il sito e per la dicitura del Premio hanno avuto il consenso ed il beneplacito degli eredi del poeta. In aggiunta il sito viene arricchito continuamente di spunti grazie anche al contributo di Antonello Licata, figlio di Vincenzo, che ha concesso, e di cio’ gli siamo molto riconoscenti, il carattere di esclusività del materiale che introdurremo sul sito al fine di divulgare ulteriormente la figura del padre.
All’interno del sito troverete, in una pagina dedicata, la biografia, le foto, le poesie del nostro grande poeta al fine di veicolarne il nome e le splendide opere poetiche e teatrali presso tutti gli amanti del genere. Contestualmente troverete il bando del Premio e la scheda di partecipazione relativa. Il bando, che risulta essere molto semplice ed agevole per consentire una numerosa adesione, prevede quattro diverse sezioni: poesia a tema libero in italiano, poesia a tema libero in dialetto, poesia in italiano avente per tema “Il Padre” e la sezione dedicata ai racconti. Chiunque può partecipare. Il Premio è aperto a tutti indistintamente, davvero ce n’è per tutti i gusti e per tutte le penne.
La manifestazione è stata inserita nel cartellone di “Sciacca Estate 2010”, viene realizzata col patrocinio del Comune di Sciacca e dell’ARS, e con la gentile collaborazione di diversi sponsor privati: Slow Food condotta di Sciacca, ASA, Sogeir, Ceramiche Montalbano, Ceramiche Sabella, Circolo Nautico Il Corallo e Nocito Gioielli che fornisce uno splendido gioiello che diventa il premio speciale “Vincenzo Licata” destinato alla migliore opera pervenuta.
A tal riguardo la II Edizione è stata costellata di circa 180 partecipanti provenienti da tutta Italia e da tutte le province della Sicilia. Statisticamente occorre sottolineare la presenza di numerosi partecipanti giovani, fatto che sta a significare la notevole incidenza che la poesia e in generale la letteratura riesce ancora ad avere tra le generazioni più giovani. La sezione più partecipata è stata quella a tema libero in italiano mentre la presenza di partecipanti non siciliani supera quella dei regionali.
Ma non solo. La II Edizione si differenzia dalla I per l’aggiunta di una nuova sezione: “La Magnifica Identità Siciliana”. Si tratta di un premio speciale riservato a quegli artisti che riescono ad esportare, attraverso la loro arte, la sicilianità in Italia e nel mondo. Gli ospiti d’onore che quest’anno saranno a Sciacca a ricevere questo riconoscimento sono: il tenore palermitano Pietro Ballo che, accompagnato da un pianista, si esibirà anche nell’esecuzione di alcune arie della migliori tradizione lirica italiana; lo scrittore Stefano Malatesta, autore di numerosi libri e giornalista de La Repubblica; il regista e maestro dell’arte dei pupi Mimmo Cuticchio.
Si tratta di 3 grandi nomi provenienti dal mondo della musica, della letteratura e della migliore tradizione siciliana. Personalità che renderanno ancora più importante la cerimonia di premiazione. Gli ospiti saranno intervistati e doneranno, a quanti saranno presenti, le loro performance per un Premio che, di anno in anno, vuole aumentare il proprio prestigio e la propria importanza sul territorio nazionale.
Naturalmente durante la serata verranno premiati tutti i poeti che si sono aggiudicati le 4 sezioni a concorso ed il premio speciale “Vincenzo Licata” rivolto alla migliore opera pervenuta. Quest’anno la giuria è stata composta da Tanino Bonifacio, critico d’arte, Francesco Cassar, storico, Licia Cardillo, poeta e scrittrice, Filippo Brancato, preside del Liceo Classico Tommaso Fazello di Sciacca.
La cerimonia sarà arricchita dalla presenza dell’attore Pippo Graffeo che eseguirà un recital di poesie di Vincenzo Licata mentre la serata sarà chiusa da un rinfresco a base di frutta di stagione.
La cerimonia di premiazione è stata presentata durante una conferenza stampa tenutasi presso la sala Blasco del Comune di Sciacca.
Un evento insomma impedibile per una città che vuole nascere e rinascere anche attraverso l’arte, la cultura e la parola poetica.

Calogero Parlapiano

giovedì 22 luglio 2010

La promozione del pescato siciliano

La Sicilia del mare all’improvviso si scopre virtuosa nella gestione dei fondi europei. Il buon esempio arriva dal mondo della pesca siciliana, che proprio in questi mesi sta affrontando una delle crisi piu' difficili di sempre.
Per contrastare il possibile declino di una tradizione che lega uomo e mare, la Sicilia ha a disposizione le risorse del Fep, il fondo europeo per la Pesca. Il Fep si articola in una serie di assi prioritari e misure attuative dei singoli interventi. Il piano finanziario e' stato definito per l'intero periodo di programmazione, che comprende le annualita' che vanno dal 2007 fino al 2013.
"La congiuntura internazionale incide sui consumi, anche su quelli alimentari - spiega Titti Bufardeci, assessore alle Risorse agricole della Sicilia - ma il contesto del settore e' aggravato dalle nuove regole europee, in termini di tutela ambientale e sicurezza, che hanno creato gravi restrizioni ai nostri pescatori".
Lo stanziamento assegnato alla Regione siciliana e' di poco piu' di 151 milioni di euro, meta' a carico dell'Unione europea, mentre la rimanente quota e' coperta tra risorse nazionali (40 per cento del totale) e regionali (10 per cento del totale). "In pratica - aggiunge Bufardeci - l'asticella degli investimenti e' gia' oltre il 58 per cento della spesa realizzabile. Ma questo dato verra' migliorato significativamente entro fine anno. Contiamo di arrivare a oltre l'80 per cento delle risorse disponibili". Lo split degli impegni finanziari inizia con 7,93 milioni di euro destinati, per il periodo 2007/2008, ad investimenti a bordo dei pescherecci e selettivita'. Sempre sullo stesso tema sono gia' stati messi a bando altri 3,9 milioni per il periodo 2010/11. Oltre 30,4 milioni di euro saranno spesi per investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione. In dettaglio: 13,25 milioni per il triennio precedente e altri 17,04 milioni per le annualita' che vanno da ora sino al 2012. Diciassette milioni di euro vanno al settore dell'acquacoltura, 5 milioni per i piani di gestione locali e piu' di 18 milioni di euro per i porti e i luoghi di riparo per il settore della pesca. Per lo sviluppo di nuovi mercati e per le campagne di comunicazione e informazione il Fep Sicilia mette a disposizione del settore 3,4 milioni di euro. Stessa cifra che verra' utilizzata per servizi di assistenza tecnica.
"Con queste risorse dobbiamo compiere un salto di qualita' - afferma Bufardeci - affinche' le nostre flotte siano competitive a livello internazionale. A tre anni dalla chiusura del ciclo di programmazione, e' il momento di tracciare un primo bilancio: i dati del dipartimento regionale della Pesca, diretto dal dirigente generale Gianmaria Sparma, indicano in 88 milioni di euro le risorse gia' messe a bando".
Intanto, sempre a proposito di pesca, con una nota del ministero delle Politiche agricole e forestali, in risposta alle richieste formulate dal dipartimento della Pesca della Regione siciliana, e' stato stabilito che l'uso delle reti da traino e' consentito negli specchi di mare antistanti la Sicilia nella fascia compresa tra 0,7 e 1,5 miglia dalla linea di costa, a condizione che i fondali marini non siano inferiori all'isobata di 50 metri. La deroga non si applica alle zone di tutela biologica, alle aree e alle riserve marine e a tutte quelle zone dove sussiste, in base alla normativa vigente, il divieto di pesca.
Allo stesso tempo, con le risorse del Fondo europeo per la pesca, la Regione siciliana sta lanciando una campagna di comunicazione integrata per valorizzare, promuovere e sviluppare nuovi mercati per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura siciliane. Il servizio sara' affidato con una gara; la documentazione integrale e' disponibile sul sito ufficiale del dipartimento degli Interventi per la Pesca. Per realizzare la campagna di comunicazione, i cui contenuti sono stati presentati alla Cabina di regia per le attivita' di comunicazione insediata nella sede della Presidenza della Regione siciliana, il dipartimento regionale per la Pesca mettera' a disposizione 2,4 milioni di euro del Fep (Fondo europeo per la Pesca, misura 3.4), che dovranno essere utilizzati per iniziative, di risonanza regionale e nazionale/internazionale, da svolgere a stretto contatto con la realta' del mondo della pesca, con le organizzazioni di produttori e con le organizzazioni professionali riconosciute, con l'obiettivo di promuovere le tradizioni marinare locali e la stagionalita' del nostro prodotto. La gara prevede la realizzazione di due linee di intervento: la prima riguarda l'organizzazione di un road show promozionale e informativo itinerante, mentre la seconda concerne l'ideazione e la realizzazione di campagne promo-pubblicitarie e informative sui media. Secondo quanto previsto dal capitolato, il road show promozionale dovra' essere realizzato con l'ausilio di un mezzo polifunzionale di grande impatto visivo (almeno 13 m di lunghezza). Il calendario del road show dovra' contemplare lo svolgimento di almeno quattro tappe in Italia (Milano, Torino, Parma e Verona) e altrettante all'estero (Parigi, Vienna, Francoforte e Mosca). Durante le tappe del road show si dovranno realizzare attivita' di promozione e di educazione alimentare rivolte ai consumatori, con il coinvolgimento di nutrizionisti ed operatori del settore quali pescatori, grossisti, ristoratori, dettaglianti, imprenditori dell'industria ittica e conserviera, prevedendo sia momenti educativi finalizzati ad una maggior conoscenza del prodotto ittico, delle sue varieta', proprieta' e stagionalita' che degustazioni. Inoltre, dovranno essere organizzati seminari e workshop per la creazione di nuovi contatti di tipo istituzionale e commerciale e per la realizzazione di scamb i tra operatori del settore ittico finalizzati a confrontare esperienze e conoscenze riguardanti tradizioni marinare, tecniche di pesca, gastronomia e folklore. La seconda linea di intervento prevede la realizzazione di campagne promo-pubblicitarie e informative sui media per migliorare l'immagine dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura e del settore della pesca regionale. La campagna, di carattere istituzionale, dovra' supportare lo svolgimento delle tappe del road show con apposite iniziative promo pubblicitarie. Lo sviluppo della pesca siciliana insomma passa anche, se non soprattutto, dalla promozione, dalla pubblicità, dai circuiti promozionali nazionali ed internazionali: le qualità del nostro pescato sono riconosciute in tutto il mondo. In Sicilia, e in Italia invece, queste sono quasi snobbate. Ed è un peccato.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

venerdì 9 luglio 2010

Salvatore Borsellino: "Ecco com'è cambiata la mia vita dopo il 19 luglio 1992"

di Martina Miliani -

Parla tutto d’un fiato Salvatore Borsellino. E soprattutto ringrazia, per la possibilità che gli abbiamo dato...
...di raccontare questa storia: “Sa non sono molto bene accetto da certa stampa, mi hanno dato del sovversivo”.
Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, parla di stragi di Stato, di
equilibri politici e di agende rosse che scompaiono improvvisamente.
Parla di illusioni, ma anche della voglia di continuare a lottare per
ottenere la verità, su quella strage fa gli ha portato via il
fratello. Parla anche di speranza, Salvatore Borsellino: spera che la
morte di Paolo non sia stata vana.

Cos’è cambiato nella sua vita da quel 19 luglio?

“E’ cambiata molto la mia vita. Ma ho attraversato diverse fasi da
allora. Fino al ‘97, vedendo la reazione della società civile e
delloStato alla strage, nutrivo la fortissima speranza che la morte di
miofratello fosse almeno servita a cambiare le cose. Poi ho capito
cheera tutta un’illusione: spenta, la reazione della società civile,
fasulla, quella dello Stato. Ma dal 2004 ho ricominciato a
parlare:avevo la certezza che la strage di via d’Amelio non fosse una
strage di mafia ma una strage di Stato”.

Quindi cosa ha pensato quando sono arrivate le dichiarazioni di Spatuzza e Ciancimino?

“Ho nutrito una profonda gratitudine verso le procure di Caltanissetta,
Firenze e Palermo. E’ nata in me una profonda speranza nei
collaboratori di giustizia, ma soprattutto in quei magistrati che li
stanno ascoltando, che stanno procedendo senza paura nonostante le
intimidazioni del capo dell’esecutivo”.

Cosa si sa davvero di via D’Amelio?

“Ho letto molti libri di giornalisti che parlano della trattativa tra
mafia e Stato, che si è svolta durante il periodo delle stragi. Io sono
convinto che mio fratello sapesse della trattativa, e conoscendo Paolo
sicuramente si sarà messo di traverso. Inoltre sono sicuro che il primo
luglio del 1992 quell’incontro con Mancino c’è stato, nonostante lui
continui a negarlo. C’è scritto nell’agenda grigia di Paolo. Lo Stato
doveva eliminare l’ostacolo alla trattativa intavolata nel momento in
cui si stava attuando in Italia l’ennesimo processo, dirompente per
l’opinione pubblica, di cambiamento degli equilibri politici. E in
questi casi, a scatenarsi sono le stragi di Stato”.

Cos’è il popolo delle agende rosse?

“E’ un movimento spontaneo, del quale fanno parte anche Sonia Alfano,
la figlia di Beppe Alfano morto ammazzato dalla mafia, e Benny
Calasanzio, nipote di due imprenditori anche loro uccisi nell’arco di
sei mesi dalla criminaità organizzata, proprio nel periodo delle
stragi. Abbiamo iniziato a muoverci nelle scuole e tra la gente, per
sensibilizzare l’opinione pubblica alla piaga della criminalità
organizzata. Alcuni giovani che abbiamo incontrato, hanno deciso di
unirsi a noi. Sono giovani non politicizzati, un gruppo trasversale,
che ha deciso di lottare con noi per ottenere giustizia e verità. Il
nostro più grande sostegno va ai magistrati che si adoperano per
questo, nonostante le minacce da parte del governo. La prossima
manifestazione sarà il 17, 18 e 19 luglio. Cercheremo di impedire la
profanazione di via d’Amelio da parte di quei politici che con
ipocrisia vengono a deporre corone di fiori”.

Il 17 febbraio del 2009 la Corte di Cassazione si è pronunciata
sull’agenda rossa: non ci sono prove che Paolo Borsellino l’avesse con
sè quel giorno, e con molta probabilità è andata distrutta
nell’esplosione.

“L’agenda rossa è il simbolo di questo movimento, il simbolo di
giustizia e di verità. L’arrivo di questa sentenza è una pietra tombale
sulla giustizia.Non si è mai arrivati ad una fase dibattimentale di
questo processo. Delle foto provano che il colonnello Arcangioli aveva
con sè la borsa mio fratello, nei momenti successivi alla strage.
Agnese, la moglie di Paolo, ha testimoniato lei stessa di aver visto
mio fratello quel giorno prendere l’agenda rossa, dalla quale non si
separava mai. Ho chiesto che Agnese, e tutti i familiari di Paolo
venissero incriminati per aver mentito, o per aver fatto sparire
l’agenda, perchè noi saremmo stati gli unici a poterla avere. Ho
chiesto che venissimo processati, ma non è successo nulla”.

Giorgio Napolitano si è rammaricato delle ombre che, nonostante i
processi arrivati a sentenza, continuano a permanere sulla strage di
Ustica. Perchè secondo lei è così difficile arrivare alla verità in
Italia?

“Dietro queste stragi ci sono sempre pezzi deviati dello Stato che
occultano notizie, depistano. Ustica, il caso Moro, Piazza Fontana,
Piazza delle Logge. Non si arriva alla verità a causa di apparati di
disinformazione, che continuano a nasconderla”.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/29241/48/

martedì 1 giugno 2010