Anche a Sciacca “la giornata mondiale del diabete” grazie al lavoro in piazza Scandaliato del medico Michele Russo. Un modo per fare il punto su quella che viene definita come “la malattia delle società ricche”. Dati in aumento dovunque, a rischio anche i bambini
Domenica 14 novembre si è tenuta la giornata mondiale del diabete, quella che viene definita la malattia delle società ricche ed opulente. Anche Sciacca ha aderito a questa iniziativa grazie al contributo dell’amministrazione comunale e al lavoro dell’equipe medico sanitaria guidata dal diabetologo Michele Russo. Il presidio, con medici, infermieri e altri operatori dell’azienda sanitaria locale, è stato collocato in piazza Angelo Scandagliato dove si sono effettuati degli screening gratuiti con diffusione di diverso materiale informativo. Quest’anno, poi, la novità dell’illuminazione di un monumento in tutte quelle città che hanno aderito all’evento: a Sciacca è stata la volta della chiesa della Madonna del Carmelo, illuminata di blu per non spegnere i riflettori su una malattia troppo spesso sottovalutata dagli stessi malati.
L’iniziativa come ogni anno è proposta anche grazie al patrocinio delle massime cariche ed autorità dello Stato italiano. Il motto è stato “corriamo più veloci del diabete”. Ma come? Sicuramente informando, puntando sulla prevenzione e su una corretta alimentazione.
Il diabete rappresenta una vera e propria epidemia globale. Lo certificano senza ombra di dubbio anche le cifre. Nel 1985 trenta milioni di persone soffrivano di diabete. Dopo 18 anni, nel 2003, il numero era salito a 194 milioni. Oggi siamo a 300 milioni, nel 2030 probabilmente, secondo i medici, saranno 435 milioni. E in Italia ben il 4,8 per cento della popolazione ha il diabete. Dati assolutamente allarmanti.
Grazie a questa giornata dedicata al diabete e al volontariato di medici, operatori sanitari, infermieri e associazioni di pazienti, tutti i cittadini hanno potuto ricevere gratuitamente materiale informativo, consulenza medica qualificata, ma soprattutto hanno potuto effettuare gratuitamente l’esame della glicemia. La Giornata Mondiale del Diabete è promossa da Diabete Italia, un’Associazione che vede riuniti allo stesso tavolo le società scientifiche di diabetologia dell’adulto, quelle scientifiche di diabetologia pediatrica, i rappresentanti delle associazioni delle persone con diabete in età adulta e in età pediatrica, i rappresentanti delle associazioni professionali degli infermieri e dei podologi in una sorta di alleanza comune per la gestione delle problematiche cliniche e sociali delle persone con diabete.
Quando si pensa al diabete, si associa sempre alla persona avanti con gli anni, alle prese con le punture di insuline e con sbalzi più o meno pericolosi di valori glicemici. Purtroppo non è solo così. In forte aumento infatti è il diabete diagnostico a bambini. Le cause? Il poco movimento, quindi una vita sedentaria, l’alimentazione veloce e non corretta, che non cura tutti i fabbisogni nutrizionali del corpo e lo stress. Molti scoprono di avere il diabete già da adulti. Il primo segnale di solito è quello dei troppi chili accumulati in breve tempo, in periodi relativamente brevi. I medici consigliano ai pazienti una vita regolare sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista degli sforzi fisici: i valori della glicemia non devono essere normali e tenuti sotto controllo soltanto quando si è prossimi alle analisi ma sempre, tutti i giorni e per tutto il giorno. I glucometri del resto sono molto semplici da usare e non fanno male.
Tra i tipi di diabete quello maggiormente in crescita nei paesi in via di sviluppo come l’Italia è il diabete mellito. Questo tipo di diabete si ha quando il corpo non riesce ad utilizzare lo zucchero che è presente nel sangue. Esistono due tipi di diabete mellito, uno colpisce bambini e ragazzi, l’altro le persone più adulte. Il diabete non si vede né si sente e provoca disturbi di solito soltanto quando la glicemia è molto alta. 1 italiano su 10 ha il diabete mellito oppure è a rischio di averlo e non sempre lo sa, è possibile avere il diabete per anni senza accorgersene mentre non curare il diabete mellito può avere traumatiche conseguenze come le amputazioni, infarti, ictus, cecità o dialisi anche se è bene precisare che, anche col diabete, si può condurre una vita pressoché normale. Notevole importanza ha lo sport per tenersi in forma e condurre una vita sana.
L'esercizio fisico, specie se aerobico, è parte integrante del piano di trattamento del Diabete Mellito.
La prima osservazione storica sull’argomento risale alla prima metà dell’800 ed è presente nel libro “Memoires d’un diabetique” in cui l’autore, medico e diabetico, riferiva che dopo un pasto abbondante era solito percorrere di corsa i boulevard esterni di Parigi e ne provava grande giovamento sul suo fisico.
La prima osservazione scientifica risale invece al 1926 (solo 5 anni dopo la scoperta dell'insulina), anno in cui Lawrence, medico inglese e diabetico, pubblicò sul British Medical Journal un articolo in cui dimostrava su se stesso che una iniezione di 10 unità di insulina pronta produceva un abbassamento glicemico molto maggiore e più rapido se era seguita da un esercizio fisico piuttosto che se si restava a riposo.
Negli anni ‘70 e ‘80 il miglioramento degli schemi terapeutici fece un pò dimenticare l’importanza terapeutica dell’esercizio. Nell'ultimo decennio, invece, l’attenzione del mondo diabetologico italiano si è focalizzata sulla qualità della vita e dunque anche su un aspetto non secondario di essa, quello dell'attività fisica e sportiva, ciò anche grazie all'impulso promozionale dato dall’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici.
La pratica dell’esercizio fisico sicuro, infine, richiede oltre alla motivazione ed all'attitudine, che il paziente venga addestrato all'autocontrollo e all’autogestione e quindi rappresenta un forte volano di educazione terapeutica.
La Giornata del Diabete si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Salute, del ministero del Lavoro e Politiche Sociali, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero delle Politiche Giovanile e Attività Sportive, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e della Croce Rossa Italiana.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
mercoledì 24 novembre 2010
La giornata mondiale del diabete anche a Sciacca
lunedì 22 novembre 2010
"Frantoi in festa" in Sicilia grazie alla SOAT
Degustazioni, visite ai frantoi, percorsi alimentari, promozione: questi gli obbiettivi della manifestazione voluta dalla SOAT e che ha inteso festeggiare l’olio extravergine d’oliva, prodotto siciliano di qualità spesso, a torto, sottovalutato. Il futuro del comparto passa soprattutto dalla promozione delle nostre migliori risorse agroalimentari
Siamo in pieno periodo di raccolta di olive e mai come in questo momento c’è bisogno di promuovere un prodotto di qualità e d’eccellenza come l’olio extravergine d’oliva siciliano.
Lo ha fatto l’assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari attraverso la manifestazione “Frantoi in festa” lo scorso 12, 13 e 14 novembre. In giro tra gli extravergini siciliani sono andati tantissimi studenti siciliani che hanno avuto la possibilità non solo di degustare l’ottimo olio siciliano e agrigentino in particolare ma anche di osservare tutte le fase di produzione attraverso la visita a quei frantoi che hanno aderito all’iniziativa.
In simultanea, nelle città di Menfi, Montevago, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Alcamo, San Cipirello, Chiusa Sclafani, San Cataldo, Sant’Agata Militello, Leonforte, S.Teresa di Riva, Adrano, Mascalcia, S.Maria di Licodia, Sortino, Cassaro, Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide, Pietraperzia, Naro, Serradifalco e Bisacquino oleifici, cooperative e frantoi hanno aperto le porte ai ragazzi con lo scopo precipuo di diffondere la cultura dell’olio e in generale dei prodotti locali.
Molte volte i giovani non conoscono i preziosi sapori siciliani e, nei supermercati, nei bar, nelle serata con gli amici, preferiscono i cibi confezionati oppure puntano sui fast food tralasciando tutti i gusti e prodotti di cui la nostra terra è ricca. Con l’olio e con “frantoi in festa” è stata fatta appunto questa operazione: degustazioni, approcci all’olio, mostre, proiezioni di materiali audiovisivo ad hoc, insomma tutto quello che può servire a bambini e ragazzi per capire e conoscere l’importanza dell’olio. Del resto non più di due settimane fa si era tenuta a Lucca Sicula “la festa dell’olio 2010”, voluta anche dalla SOAT, che ha sempre gli stessi obbiettivi di promozione e diffusione del prodotto locale.
Il futuro dei prodotti agricoli e delle stesse aziende del territorio passa appunto dalla promozione. In tempi di globalizzazione e di crisi economica non solo per il comparto agricoltura ma per l’intera nazione, senza dubbio si deve puntare sulla qualità e sull’eccellenza, caratteristiche che non mancano ai prodotti siciliani basti pensare anche agli agrumi, ai formaggi o ai carciofi, tanto per fare qualche esempio.
Soddisfatti dell’ottima riuscita dell’iniziativa i dirigenti della SOAT.
Immagini, tradizioni e colture che vanno tutelate dalle aggressioni straniere e dalle importazioni proprio attraverso la trasmissione alle nuove generazioni dell’immenso patrimonio storico e culturale che lega l’uomo alla millenaria attività di agricoltore e alla propria alimentazione.
L’olio siciliano che è un vanto per l’intero comparto e che andrebbe promosso soprattutto all’estero affinché si incentivino le nostre esportazioni consapevoli di non deludere il consumatore, sia esso italiano o straniero. Quando si parla di olio inoltre occorrerebbe parlare di “oli” poiché in cucina e in determinati piatti sarebbe opportuno utilizzare diverse tipologie di olio, ognuna adatta ad un sapore, ad una pietanza. Inoltre è opportuno sempre controllare l’etichetta per accertarsi la provenienza del prodotto non facendosi ingannare possibilmente dal prezzo poiché risparmio non sempre fa rima con qualità e con eccellenza. La bottiglia di olio che costa poca il più delle volte non rappresenta il massimo della bontà.
Con “frantoi in festa” dunque si celebra l’olio extravergine di oliva, alimento protagonista dell’alimentazione mediterranea. Un evento che ha aperto le porte alle nuove generazioni e a quanti hanno voluto conoscere meglio questo splendido prodotto siciliano.
Per sostenere la crescita dell’impresa olivicola e olearia siciliana, l’amministrazione regionale dell’agricoltura ha puntato dunque su questa iniziativa nella consapevolezza del fatto che altre edizioni seguiranno sicuramente a questa. Eventi promozionali che naturalmente non coinvolgeranno soltanto l’olio ma anche gli altri prodotti di qualità della nostra terra agrigentina e siciliana. Aprire i frantoi alle famiglie, alle scuole e al consumatore, in generale, per proporre “I percorsi dell’olio, dall’oliva alla tavola” con degustazioni guidate comparative, illustrazione delle fasi di lavorazione, distribuzione di materiale informativo e gadget, proposte gastronomiche in cui l’extra vergine di oliva siciliano è stato intanto un’ottima intuizione e sicuramente ha avuto un benevole impatto su gran parte dei consumatori.
L’obiettivo di “Frantoi in Festa” è infatti anche quello di incrementare il consumo di olio extra vergine di oliva, accrescere il reddito delle imprese olivicole e olearie, stimolare il miglior uso dello spazio rurale, puntando sul ruolo multifunzionale dell’olivo e dell’olivicoltura, diffondere la conoscenza dell’olio extra vergine di oliva, promuovendone il valore nutrizionale, al fine di stimolare o soddisfare la domanda di salubrità e di sicurezza alimentare, orientare la gastronomia all’uso di olio extra vergine di oliva per promuovere la cucina tradizionale secondo i principi della dieta mediterranea, rivalutare le tradizioni legate all’olivo e ai suoi prodotti, scoprire il valore culturale dell’olivo e dell’olio nella civiltà mediterranea, educare le nuove generazioni al consumo di alimenti tradizionali dell’agricoltura siciliana, secondo metodi ecocompatibili e a basso consumo energetico. Le prime due giornate, 12 e 1 3novembre, sono state dedicate alle scuole. La terza giornata, invece, è stata dedicata all’attività di comunicazione e degustazione indirizzata ai cultori della buona alimentazione e della gastronomia siciliana con eventi di approfondimento sulle tecniche di riconoscimento dei prodotti di qualità, sull’etichettatura, sui marchi d’origine e sul prodotto biologico, sul patrimonio olivicolo regionale.
L’agricoltura insomma apre le porte al consumatore. Adesso spetta al consumatore aprire le porte ai prodotti agricoli autoctoni e di qualità.
Calogero Parlapiano
venerdì 2 luglio 2010
Prevenire il diabete. Manifestazione a Sciacca e in altri comuni siciliani
I malati di diabete nel circondario agrigentino sono tantissimi e gli ultimi dati raccolti annunciano numeri in aumento. La prevenzione e i periodici controlli restano armi fondamentali per contrastare una delle malattie più note dell’ultimo secolo. Sensibilizzare la popolazione sui rischi legati al diabete, sull’importanza del controllo della patologia e sugli strumenti che ne consentono la prevenzione. Questi gli obiettivi dell’iniziativa promossa dall’assessorato della salute della regione siciliana e supportata dalla “Campagna BCD”. La manifestazione è approdata anche a Sciacca, in piazza Scandaliato, dove l’equipe guidata dal Dott. Russo ha eseguito numerosissime visite di controllo. Tanti coloro i quali si sono messi in fila, sin dalle prime ore del mattino, per “approfittare” del consulto specialistico gratuito. L’inziativa è stata promossa anche a Mazara del Vallo, Gela, Enna, Bagheria, Cefalù, Siracusa, Milazzo, Modica e Caltagirone.Si è puntato molto sul fatto di favorire la conoscenza della malattia, della glicemia, dell’emoglobina glicata e della pressione arteriosa. Inutile ribadire che una buona prevenzione parte anche a tavola attraverso una sensata e corretta alimentazione. Piazze dunque pacificamente invase da veri e propri ambulatori con medici diabetologi pronti a fornire tutta l’assistenza del caso attraverso anche opportuno materiale informativo e di comunicazione.
E’ stata effettuata nel dettaglio l’analisi della glicemia e il controllo dell’emoglobina glicata. La scelta dei due test non è stata casuale: l’insieme dei due valori infatti rappresenta oggi il mezzo più efficace per affermare che il diabete è controllato. Secondo i dati di uno studio realizzato da SIMG nel 2007, il 47% delle persone con diabete ha valori di emoglobina glicata entro la soglia considerata del 7%.
Buon Compenso del Diabete (BCD) significa anche limitare il rischio di infarti ed ictus e danni alle arterie dei reni, delle gambe e degli occhi. Il diabete purtroppo è una malattia sempre più diffusa in Italia ed in Sicilia, sintomo spesso dell’opulenza della nostra società. Le tappe siciliane del progetto vedono il coinvolgimento e la collaborazione della classe medico-scientifica, degli operatori della sanità, delle associazioni di volontariato e di tutti i mezzi di comunicazione che operano sul territorio.
Nel dettaglio questa iniziativa è stata promossa dall’International Diabetes Federation con l’Associazione Medici Diabetologi, con la Società Italiana di Diabetologia, con l’Associazione Italiana Diabetici e FAND e che ha ricevuto il patrocinio del ministero della salute. Hanno contribuito FEDERFARMA, OSDI, SIBIOC, SIMEL e SIMG oltre ad alcune associazioni diabetici locali.
Molta importanza ha dato l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo a questa iniziativa. “Stiamo investendo sulla prevenzione e questo sta portando buoni frutti. Con l’imminente realizzazione dei Punti Territoriali di Assistenza prevediamo per questo tipo di pazienti uno sportello dedicato che permetterà percorsi più facilitati.
Il diabete dunque è una malattia cronica che provoca un aumento della concentrazione di uno zucchero, il glucosio, nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto nella produzione di insulina, un ormone secreto dal pancreas, fondamentale per il metabolismo degli zuccheri.
Il diabete può essere di due tipi. Quello di tipo 1 colpisce bambini e adolescenti, è caratterizzato dal rapido calo della produzione di insulina fino alla completa assenza. Si può curare con una dieta controllata, regolare attività fisica e iniezione di insulina. Il diabete di tipo 2 invece si manifesta dopo i 40 anni d’età in soggetti con problemi spesso di obesità. Il pancreas produce insulina in modo anormale e il corpo non riesce ad utilizzarla in modo efficiente. Si può intervenire con dei farmaci da assumere per via orale e con la dieta. Qualora le terapie orali non siano più sufficienti, si procederà anche in questo caso alla somministrazione di insulina, programmata sempre in accordo col medico curante.
Infine c’è anche il diabete gestazionale che colpisce le mamme in attesa. La causa è sempre quella del non corretto funzionamento dell’insulina. Spesso questa forma di diabete scompare con la nascita del bebè, altre volte può ripresentarsi nello stesso soggetto, più in là nel tempo.
Come sempre è fondamentale una diagnosi precoce e la prevenzione. Per questo sono e continueranno ad essere importantissime queste giornate dedicate ai controlli e al diabete. La prevenzione è, per tante malattie, la miglior medicina.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
mercoledì 5 maggio 2010
Sicilia: strategie agricole
Per i siciliani il territorio è un valore. Il territorio è un valore da custodire. Forse è per questo motivo che tutti gli operatori del comparto agricolo non si vogliono arrendere ad una crisi che, da tempo, li sta mettendo in ginocchio. La Sicilia, una volta non a caso chiamata il granaio di Roma, col suo grano, i vigneti, gli uliveti, gli agrumeti potrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’agricoltura nazionale, se non addirittura europea. Oggi molti prodotti sono contraddistinti dal marchio che ne certifica la qualità ma, in tempi di recessione economica, qualcuno sembra puntare più sulla quantità: così l’olio, il vino, le arance, il grano, tutto proviene dalla Tunisia, dal Marocco, dalla Spagna e dalla Grecia. Meno qualità, più risparmio e aziende siciliane al collasso.
A Sciacca, fermo restando che la crisi non nasce ieri ma ha radici ben più radicate nel tempo, l’assessore Piazza prima e l’assessore Fazio adesso si sono ritrovati a fare i conti con una situazione allarmante. Ogni livello della politica, comunale, provinciale, regionale e nazionale, ha le proprie competenze in materia: sicuramente a livello locale si potrebbe fare molto di più per quanto concerne la viabilità rurale ridotta oramai ad un colabrodo.
I dati del comparto agricolo sono preoccupanti e sembrano giustificare le continue proteste pacifiche portate avanti dagli operatori del settore, l’ultima delle quali a Palermo “Il Sicilia Agricoltura Day”, manifestazione molto riuscita ed apprezzata dallo stesso assessore regionale al settore Giambattista Bufardeci. E degli incontri erano poi seguiti a quel movimento di protesta tra Bufardeci e Michele Cimino al quale ha presenziato anche il consigliere comunale del Pdl Silvio Caracappa.
E’ un dato di fatto che il numero di aziende agricole in Sicilia al 2005 ammonta a 246.992 e fa registrare una diminuzione del 15,5% rispetto al 2000. Sono in aumento le aziende a conduzione mista, familiare ed extrafamiliare, mentre risulta esiguo il numero di aziende guidate da giovani. Il numero degli occupati in agricoltura nel 2005 è pari a 113 mila unità, in netta diminuzione rispetto al 2000 (135 mila unità).
Al livello di formazione professionale in agricoltura, la maggior parte dei conduttori agricoli possiede la licenza di scuola elementare sebbene la percentuale di conduttori laureati sul totale sia superiore in Sicilia rispetto all’Italia intera, il 4,8% rispetto al 3,4%. Da alcuni anni si avverte da parte delle imprese che operano in ambito rurale una diffusa incertezza e precarietà nei confronti di un mercato che si va delineando verso una maggiore competitività e concorrenza. Di conseguenza o per autodifesa, si è avviato un processo di diversificazione delle attività agricole, basti pensare agli agriturismo o all’incentivazione di attività turistiche, aspetti che comunque in Sicilia non hanno ancora espresso le reali potenzialità.
Alcune risposte alle esigenze del comparto sono già giunte dall’Unione Europea che tra il 2003 e il 2004 ha compiuto la riforma della Politica Agricola Comune (PAC). Attraverso la PAC si intende valorizzare il modello europeo di agricoltura, promuovendo il mercato e la multifunzionalità nelle aree rurali. In pratica l’impresa agricola oggi è chiamata a muoversi seguendo le dinamiche dei mercati ed i contesti istituzionali, territoriali, organizzativi per le filiere che rendono necessario per l’imprenditore agricolo sviluppare capacità di analisi economica, cultura d’impresa e forte attitudine manageriale.
La Sicilia insomma è ad una svolta, deve modernizzare il settore. Gli ambiti principali su cui sembra necessario intervenire riguardano la semplificazione amministrativa per la partecipazione a bandi e assegnazioni, la riorganizzazione della valutazione e della selezione delle proposte, la gestione informatizzata e il sistema di monitoraggio. L’amministrazione regionale quindi punta al consolidamento e all’estensione del partenariato istituzionale, economico e sociale. Con quali mezzi? Con quali provvedimenti? Quelli previsti dalla Strategia di Asse.
L’Asse 1 riguarda il miglioramento della competitività dei settori agricolo e forestale, migliorando quindi le capacità imprenditoriali, quelle tecnico professionali degli addetti e puntando al ringiovanimento del tessuto imprenditoriale. Per conseguire ciò la Regione ha individuato due obiettivi specifici: favorire la diffusione delle informazioni, delle conoscenze e migliorare le capacità imprenditoriali e professionali del settore; e favorire altresì il ringiovanimento del tessuto imprenditoriale. La Regione a tal fine proseguirà l’attività di sostegno ai nuovi insediamenti di giovani che devono proporre un piano di miglioramento aziendale che rappresenti un insieme coerente di interventi finanziabili dalle misure del PSR. Il “pacchetto giovani” consentirà di accedere agli aiuti per far fronte all’adattamento strutturale dell’azienda, all’adeguamento alle norme comunitarie e all’accesso ai mercati.
L’asse 2 riguarda il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale sostenendo interventi volti a promuovere la tutela e la conservazione del paesaggio agroforestale, l’equilibrio territoriale e la diffusione di pratiche agricole e forestali sostenibili. Obiettivo salvaguardare i livelli di occupazione.
L’asse 3 parla di qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale al fine di creare e consolidare delle opportunità occupazionali. Si punta quindi sullo sviluppo dell’artigianato, sul turismo e sulla valorizzazione dei prodotti agroalimentari. Saranno previsti interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio storico e culturale dei borghi e dei centri rurali e si cercherà di potenziare contestualmente le infrastrutture, i servizi locali e le innovazioni. Al giorno d’oggi quello che ci si aspetta dal mestiere dell’agricoltore è che si trasformi via via in una professione di sintesi, all’incrocio tra la produzione, la protezione della natura e la gestione del territorio. La reinvenzione del mestiere si deve fondare sul ridefinire lo status professionale dell’agricoltore, riconsiderare i fondamenti della solidarietà professionale e rinnovare l’etica dell’attività agricola al fine di permettere l’affermarsi di un settore multifunzionale, un settore che sappia costruire e sfruttare nuovi mercati e servizi.
L’asse 4 infine riguarda l’attuazione dell’approccio Leader, ossia il rafforzamento delle capacità progettuali e gestionali locali, e la valorizzazione delle risorse endogene dei territori.
Insomma tanto si può fare in merito al rilancio dell’agricoltura, alcune cose sono state fatte, altri provvedimenti sono in cantiere, per tutto il resto si attenderà l’approvazione del bilancio e della finanziaria regionale che da settimane è in discussioni all’ARS. Le risorse territoriali non mancano anche se il comparto appare molto deluso e sfiduciato. Come sempre il rilancio passa essenzialmente dai giovani e dalla nuove generazioni. Vedremo gli effetti che la strategia di asse e il cosiddetto “pacchetto giovani” saranno in grado di produrre sul territorio.
Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"
sabato 1 maggio 2010
Concerto di solidarietà a Sciacca: "Musica per crescere insieme". NON MANCATE
Vi scrivo per informarVi che domenica 9 maggio alle ore 20,00 presso l’auditorium dell’ex convento di San Francesco di Sciacca terrò in qualità di direttore d’orchestra un concerto di beneficenza (in allegato la relativa locandina pubblicitaria) a favore dell’Associazione “Crescere insieme” che si occupa di bambini diversamente abili.
Suonerà un’orchestra costituita per l’occasione e formata da 50 musicisti (tra di essi alcuni professori d’orchestra dell’Orchestra Sinfonica Siciliana) provenienti da 4 province siciliane. L’orchestra, denominata simbolicamente Orchestra della solidarietà, sarà composta dalle sezioni che normalmente costituiscono le orchestre sinfoniche (legni, ottoni, percussioni e archi). Il programma proposto spazierà dalla musica cosiddetta classica alla musica per film.
Il concerto è stato organizzato dalle Associazioni “Crescere Insieme” e ARCI, sezione di Sciacca - Circolo "La zattera"; all’iniziativa hanno aderito diverse Associazioni (Primavera, Il Contrappunto, Café Orquidea, Rotary club di Sciacca, Cooperativa Arcobaleno). Sponsor ufficiale della manifestazione è la Banca popolare S.Angelo.
Il ricavato della serata sarà interamente devoluto all’Associazione “Crescere insieme” per la realizzazione di un progetto di psicomotricità in acqua per bambini diversamente abili.
I biglietti saranno in vendita presso l’agenzia viaggi Astap di Sciacca, sita in via Vittorio Emanuele, 90, accanto l’Ufficio turistico, di fronte la piazza Angelo Scandaliato.
La sala dell’auditorium sarà divisa in 3 settori; ognuno potrà acquistare in agenzia un biglietto attraverso l’elargizione di un contributo economico che varierà da euro 10,00 a euro 20,00, a seconda del settore prescelto.
Invito, dunque, tutti Voi a prendere parte al concerto e a inoltrare gentilmente questa e-mail a quanti potrebbero essere interessati perché ve ne sia una diffusione più ampia possibile. Vi ringrazio di cuore per la Vostra disponibilità, generosità e fattiva collaborazione!
Con stima e gratitudine
Antonio Giovanni Bono
Lo Speciale promozionale del Concerto: buona visione
sabato 6 febbraio 2010
Droga a Sciacca e nell'hinterland
Avevano consolidato un vero e proprio giro di spaccio di stupefacenti attorno al bar "Salvino" di Sciacca e al bar "Las Vegas" di Ribera, convinti che non sarebbero stati scoperti.
Pedinamenti e intercettazioni filmate hanno consentito agli investigatori di mettere a segno l'operazione antidroga malgrado gli indagati usassero un linguaggio criptato, quasi in codice. La droga aveva nomi diversi, come “pizza” o “birra”. E andare a rifornirsi corrispondeva alla frase “andiamo a funghi”.
Alla base dell'operazione messa a segno dagli agenti del commissariato di Sciacca, diretto da Elena Testoni un anno di indagini, intercettazioni, appostamenti , pedinamenti e registrazioni filmate avviate nel dicembre del 2008
Ma gli agenti del Commissariato saccense, coordinati dalla dirigente Maria Elena Testoni, hanno sgominato l'organizzazione, notificando ben 21 misure cautelari tra Sciacca, Ribera, Castelvetrano, Menfi e Caltabellotta: 13 custodie in carcere, 2 arresti domiciliari e 6 tra obblighi di dimora ed obbligo di firma.
In carcere sono finiti i saccensi Stefano Vinci, Alberto Bilella, Salvatore Montalbano, Giuseppe Arasi, Calogero Puleo, Diego Sabella e Giacomo Santannera 33 anni. Manette anche per i riberesi Calogero Sedita, Giuseppe Salvatore Failla, Mario Gallo, Leonardo Di Giorgi, Giuseppe Di Giorgi e Pierpaolo Abbruzzo, residente a Caltabellotta.
Agli arresti domiciliari, invece, Filippo Tardo di Sciacca e Gianvito Ferreri di Castelvetrano.
Nell’ambito dell'operazione antidroga sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza Ignazio Lucenti di Sciacca, Simona Gentile, nata in terra tedesca, ma residente a Sciacca e Vito Mirabile di Menfi. Per la riberese Adriana Sedita invece e' stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Altre due persone sono attualmente ricercate dalla polizia. 30 complessivamente sono le persone indagate.
L'operazione, denominata "Mata Hari", è scaturita dalle indagini partite lo scorso anno, dopo che i poliziotti hanno registrato alcuni decessi per overdose tra Sciacca e Ribera.
Alla vasta operazione, coordinata dal pm della Procura di Sciacca, Paolo Mazza, hanno partecipato anche uomini della Questura di Trapani, del Nucleo prevenzione crimine di Palermo e Catania, la squadra Mobile di Agrigento, elicotteri ed unità cinofile.
Soddisfazione è stata espressa della Uilps di Agrigento dopo gli arresti dell'operazione antidroga battezzata "Mata Hari". "Non passa giorno, si legge nella nota, senza aver la conferma che il fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti nel nostro territorio appare sempre più preoccupante. L’operazione conclusa brillantemente dai nostri colleghi della sezione Anticrimine del Commissariato di Sciacca, conferma che tale fenomeno non esclude alcuna parte del territorio della nostra Provincia e che quindi vere e proprie bande organizzate di criminali sviluppano un vero e proprio mercato di morte. Gente senza scrupoli che al fine di arricchirsi attraverso la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti sempre più spesso per aumentarne le quantità nell’elaborarla mischiano la droga con sostanze ulteriormente nocive che causano la morte degli ignari acquirenti travolti dall’esigenza dell’assunzione una volta caduti nel baratro della dipendenza. L’encomiabile attività svolta da parte dei nostri colleghi in tutta la Provincia - conclude la nota-, a nostro modesto giudizio, è da premiare doppiamente considerate le oramai preoccupanti carenze d’organico e l’assoluta inefficienza del parco autovetture in dotazione".
Intanto sono già iniziati al carcere di Sciacca i primi interrogatori da parte del gip del tribunale Salvatore Giannino.
I due bar, i due locali di Sciacca e Ribera erano frequentati giornalmente dagli assuntori di droga che lì andavano a rifornirsi.
Uno spaccio assiduo, quasi giornaliero anche se quasi sempre le quantità di hashish vendute non erano enormi.
Al di là dei fatti meramente giudiziari e dei nomi delle persone coinvolte nel traffico e nello spaccio di droga, siamo innanzi ad un fenomeno che non può non preoccupare ed allarmare la società pubblica, politica e civile saccense e dell’intero hinterland. I dati degli ultimi mesi, e non solo, sono drammatici. Sono in aumento tanto le morti per overdose quanto il consumo di sostanze stupefacenti. Quali contromisure si possono prendere? Quali circostanze possono portare una persona, spesso un giovane, a cominciare a far uso di droghe più o meno leggere? Le motivazioni possono essere tante e nessuna. Del resto si parla di queste vicende da tempo immemorabile.
Una cosa è certa: la criminalità organizzata, piccola o grande che essa sia, punta dritta sulla droga, sul commercio dei traffici illeciti, sulla vendita all’ingrosso ed al dettaglio. Tante volte, quando le forze dell’ordine sventano giri criminosi inerenti al traffico di sostanze stupefacenti, ci rendiamo conto dell’enorme giro di affari che è presente dietro alla morte di questi ragazzi, vittime di aguzzini senza scrupoli i quali sfruttano la solitudine e la paura di tanti giovani.
E’ fuor di dubbio che anche, se non soprattutto, la mafia tiene le redini dei traffici più sostanziosi. Sostanziosi non solo dal punto di vista quantitativo ma anche dal punto di vista economico. Vortici di denaro sporco. Sporco del sangue delle tante, troppe vittime della droga. Non bastano le misure restrittive, non bastano le indagini, sempre puntuali, delle forze dell’ordine, non bastano le campagne di sensibilizzazioni contro questo assurdo fenomeno, occorre una presa di coscienza forte e decisa, da parte di tutti. Spesso si tratta di un vero e proprio circolo vizioso attraverso il quale si fomentano i conti in banca dei capimafia e delle maggiori bande criminose del territorio.
Poche settimane fa sempre il dipartimento della polizia di Sciacca aveva rinvenuto un grosso quantitativo di hashish sulla spiaggia Lido Fiori di Menfi a testimonianza che la droga c’è, esiste e gira più di quanto noi possiamo immaginare. Da dove proveniva quella droga? Una nave in transito se ne era sbarazzata forse alla vista di qualche motovedetta? Era già sepolta sotto la sabbia ed è tornata alla luce grazie alle mareggiate di questi giorni? Doveva essere ritirata da qualcuno ma le forze dell’ordine sono arrivate prima? Al momento mistero e riserbo assoluto su questo caso.
I traffici di stupefacenti spesso partono dal Sudamerica, Colombia, Venezuela, Perù e giungono via mare e di porto in porto fino a noi per essere smistati non solo nella nostra provincia ed in Sicilia ma anche per raggiungere i locali, i night e le discoteche del nord Italia. Alle grosse organizzazioni criminali interessa soprattutto la vendita di grossi quantitativi, non tanto la vendita, per così dire, al dettaglio. Spesso anzi la vendita al dettaglio viene gestita in proprio da piccole cellule criminali messe su all’occorrenza e per l’occasione, alla ricerca di facili e lauti guadagni.
Intanto c’è chi muore per le strade, per gli angoli nascosti dei vicoli della nostra provincia, nelle notti d’inverno e d’estate. Muoiono nel silenzio. Mentre altri si arricchiscono alle spalle.
Nell’attesa che altri arresti ed altri sequestri stiano lì a sottolineare la presenza della criminalità in provincia di Agrigento, rilanciamo un vecchio slogan inerente ad una campagna di sensibilizzazione antidroga.
“Io non mi drogo. Sono già stupefacente di mio”.
Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"
martedì 19 gennaio 2010
"La situazione dei bambini ad Haiti è disperata"
Terremoto Haiti: Save the Children, la situazione dei bambini ad Haiti è disperata. Pianificata la distribuzione degli aiuti ai piccoli e alle loro famiglie.
Nonostante le continue scosse di assestamento e la ricerca di 23 membri dello staff che non si riescono ancora a contattare, gli operatori di Save the Children ad Haiti stanno lavorando per cercare di rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, dopo il devastante terremoto che martedì ha colpito Port-au-Prince.
Gli operatori hanno potuto muoversi solo a piedi o in moto poichè gran parte delle strade della capitale sono impraticabili, le macerie e gli edifici crollati ingombrano le strade e, in alcuni quartieri, metà delle case sono completamente distrutte.
“Ovunque c’è solo distruzione e in questo momento è difficile anche raggiungere molte delle persone ferite. Non si contano i bambini e le famiglie che hanno bisogno di un posto sicuro dove ripararsi così come di ogni bene di prima necessità”, ha dichiarato Ian Rodgers, esperto di emergenze di Save the Children, da Haiti. “Questo è un disastro di proporzioni tali da richiedere una risposta intensiva e di lungo termine”.
L’organizzazione sta lavorando alacremente per distribuire aiuti alle famiglie: kit igienici, che contengono spazzolini da denti, asciugamani e sapone, coperte, zanzariere e taniche per l’acqua. Non appena la gente potrà avere dei rifugi, Save the Children creerà delle aree sicure a misura di bambino, dove i bambini potranno giocare insieme, affrontare il trauma subito a causa del terremoto e sentirsi nuovamente al sicuro, grazie all’ausilio di personale specializzato, e nello stesso tempo essere protetti dal rischio di sfruttamento e abuso, che può essere maggiore in situazioni di emergenza.
Save the Children, impegnata a rispondere ai bisogni immediati e di lungo termine dei bambini e delle loro famiglie in seguito al sisma, lavora nel paese da dal 1985 e ha supportato i bambini haitiani e le loro famiglie anche in recenti catastrofi naturali, come uragani e inondazioni.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
tel. 06 48070071 – 23
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it
Save the Children aderisce ad AGIRE, il coordinamento di alcune tra le più importanti Ong italiane, che ha lanciato un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite. Dona 2 euro con un sms al 48541 dal cellulare personale TIM e VODAFONE o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA.
martedì 12 gennaio 2010
In Puglia il NO al Nucleare è Legge
“Nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà, ragionevolezza e leale collaborazione e in assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione, il territorio della Regione Puglia è precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi.” E’ questo il secondo comma dell’unico articolo di cui si compone la legge regionale 4 dicembre 2009, n. 30 “Disposizioni in materia di energia nucleare” che è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia il 7 dicembre u.s..
LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 30
“Disposizioni in materia di energia nucleare”.
IL CONSIGLIO REGIONALE
HA APPROVATO
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA
La seguente legge:
Art. 1
1. La Regione Puglia, tenuto conto degli indirizzi nella politica energetica regionale, nazionale e dell’Unione europea, disciplina gli atti di programmazione e gli interventi operativi della Regione e degli enti locali in materia dì energia, in conformità a quanto previsto dall’articolo 117, comma terzo, della Costituzione, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile del sistema energetico regionale garantendo che vi sia una corrispondenza tra energia prodotta, il suo uso razionale e la capacità di carico del territorio e dell’ambiente.
2. Nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà, ragionevolezza e leale collaborazione e in assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione, il territorio della Regione Puglia è precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi.
3. Nell’esercizio delle funzioni di rispettiva competenza, la Regione e gli enti locali operano nel rispetto delle condizioni di concorrenza sui mercati dell’energia in conformità alle norme comunitarie e nazionali e nell’assenza di vincoli e ostacoli alla libera circolazione dell’energia.
La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ai sensi e per gli effetti dell’art. 53, comma 1 della L.R. 12/05/2004, n° 7 “Statuto della Regione Puglia” ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia.
Data a Bari, addì 04 dicembre 2009
VENDOLA


