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lunedì 16 maggio 2011

Spot Premio Letterario "Vincenzo Licata" 2011



III Edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia "Vincenzo Licata - Città di Sciacca" 2011.
Lo spot dell'evento.
Per informazioni www.vincenzolicata.it
www.laltrasciacca.it

Il bando scade il 3 luglio, la cerimonia di premiazione si terrà a Sciacca il 13 agosto.

domenica 15 maggio 2011

Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca

Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca per quella di Marsala richiesto dal “maestro” Bernardo Petralia. Diverse le operazioni antimafia portate avanti dal pm che adesso proseguirà il proprio lavoro a pochi chilometri da casa. Legittimi ma inutili gli appelli di Vito Bono e Filippo Bellanca che chiedevano la permanenza a Sciacca di Vella

Ormai è ufficiale. Il magistrato Salvatore Vella lascia la Procura di Sciacca. La motivazione comunicata dalla commissione del consiglio superiore della magistratura è quella che ancora non ha completato i 3 anni di servizio presso la procura della Repubblica di Palermo.
Caduti nel vuoto, come era immaginabile, gli appelli che nei giorni scorsi il sindaco Vito Bono, il presidente del consiglio comunale Filippo Bellanca e numerose associazioni locali avevano rivolto al ministro della giustizia Alfano affinchè Vella non lasciasse Sciacca.
Salvatore Vella aveva preso servizio a Palermo dopo una lunga attività giudiziaria a Sciacca. Nella città termale era tornato poi come applicato ma adesso l'applicazione è scaduta e il magistrato dovrà rientrare per poi prendere servizio presso la procura di Marsala accanto al suo maestro il procuratore Bernardo Petralia.
Pare addirittura che sia stato lo stesso procuratore capo della repubblica di Marsala Bernardo Petralia a formalizzare la richiesta alla procura generale di Palermo.
Da parte sua il dottore Salvatore Vella, nel corso di un incontro con i giovani di SOS Democrazia di Ribera che gli hanno consegnato la tessera di socio onorario, ha dichiarato che il suo trasferimento a Marsala è quasi certo.
“Il mio ex procuratore, ha detto Vella, riferendosi a Petralia, con il quale ha lavorato per diversi anni alla procura di Sciacca, mi vuole.”
Da una parte sicuramente c’è il rammarico di lasciare la città di Sciacca alla quale Salvatore Vella ha dimostrato nel tempo il suo attaccamento, dall’altra parte c’è sicuramente il prestigio di proseguire la propria carriera in una delle Procure più ambite della Sicilia.
Sciacca attraverso i suoi massimi rappresentanti, il sindaco e il presidente del consiglio comunale, ha fortemente auspicato che il magistrato potesse continuare ad operare presso la locale procura, sottolineando l'importante lavoro svolto in questi anni in diverse operazioni, su tutte quelle “Scacco Matto” e “Face Off”.
L’auspicio di permanenza di Vella a Sciacca da parte del sindaco e di tante associazioni locali pare però difficilmente realizzabile visti gli avvenimenti degli ultimi giorni.
“Lasciate che il sostituto procuratore Salvatore Vella rimanga a lavorare alla procura di Sciacca, il presidio giudiziario del nostro territorio non può perdere un valente magistrato.” Questo, in sintesi, il comunicato avanzato dalle alte cariche cittadine. Dal 16 maggio quindi Vella tornerà a disposizione della procura di Palermo. Il sindaco Vito Bono e il presidente del Consiglio comunale Filippo Bellanca erano intervenuti con una lettera a doppia firma indirizzata al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti e, per conoscenza, anche ai procuratori della Repubblica di Palermo e Sciacca, Francesco Messineo e Vincenzo Pantaleo. “Col dovuto rispetto per le scelte organizzative della magistratura, a cui è superfluo sottolineare si riconosce la massima autonomia – scrivono Bono e Bellanca - manifestiamo comunque stupore per tale possibile sviluppo, ritenendo che fosse ormai scontata la permanenza nel presidio giudiziario di Sciacca del Dott. Vella con una naturale conferma del suo distacco”.
Sindaco e presidente del consiglio parlano poi di “straordinaria competenza del Dott. Vella, di indiscussa conoscenza del territorio e delle sue criticità criminali, che hanno più volte prodotto risultati importantissimi nella lotta alla droga, alla violenza, alla mafia e ai reati finanziari. Le Istituzioni devono sforzarsi a superare gli ostacoli, soprattutto se questi sono burocratici. Manifestiamo pertanto l'auspicio che la professionalità del Dott. Vella possa restare a disposizione della sicurezza del nostro territorio, nell'ambito di un'azione complessiva della Procura della Repubblica magistralmente diretta dal Dott. Vincenzo Pantaleo e con la recente immissione in servizio di tre nuovi sostituti di prima nomina”. Il sindaco Vito Bono e il presidente del Consiglio comunale Filippo Bellanca chiudono la missiva auspicando “una ulteriore e attenta valutazione che non penalizzi il presidio giudiziario saccense”.
Gocchi su un Vella che possa essere svincolato da Sciacca li ha già messi il dottor Bernardo Petralia, ex procuratore di Sciacca, già consigliere del CSM, oggi in servizio come sostituto alla procura di Marsala. Petralia è colui che Vella più volte ha definito il suo maestro. Presto dunque i due si ricongiungeranno in un altro avamposto antimafia sicuramente di primo piano, e a pochi km dalla sua città natale, Mazara del Vallo, anche se è Sciacca la città in cui il magistrato risiede.
Sulla questione anche il presidente della Camera Penale di Sciacca Paolo Imbornone si è augurato che presto per Vella Sciacca diventi la sede di assegnazione definitiva.
Il pm Vella comunque nel tempo ha dimostrato molto attaccamento per Sciacca, città nel quale ha vissuto per tanto tempo e non è escluso che un giorno possa tornare per coprire il quarto posto di sostituto in procura che al momento è rimasto vacante.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

venerdì 13 maggio 2011

Sciacca, approvata la variante Penny Market

Sospiro di sollievo per la Penny Market, ancora in sospeso Eurospin che chiede il commissariamento e la Bono Gomme. Frizioni all’interno di entrambe le coalizioni con Vito Bono e Fabio Leonte vigili nel rintuzzare gli attacchi che giungono da entrambi i poli. E intanto si attende ancora il PRG…


Martedì sera finalmente è stata la volta del consiglio comunale dopo numerosi rinvii a causa della mancanza del numero legale. All’ordine del giorno ancora le ormai famose varianti urbanistiche. E’ stata approvata la variante che consentirà l’apertura del punto vendita della catena Penny Market nell’ex sala Bingo. Nulla da fare invece, almeno in questa fase, per Eurospin. Infatti nel momento delle dichiarazioni di voto è venuto meno il numero legale a testimonianza delle frizioni ancora presenti nella maggioranza ma anche nell’opposizione dove il fronte sembra cominciare a disunirsi sull’argomento varianti.
La novità principale è stata rappresentata dall’intervento del sindaco Vito Bono che in apertura di seduta ha letto un documento con il quale l’amministrazione ha sostanzialmente detto di condividere esclusivamente le varianti compatibili con il piano regolatore generale e di tenere conto dell’esigenza di riutilizzare e valorizzare gli edifici esistenti. Da quanto si dice il PRG potrebbe raggiungere l’aula Falcone Borsellino nei primi mesi del 2012.
Il documento sostanzialmente ha avallato la posizione della componente Coco - Capodicasa all’interno del partito democratico anche se i consiglieri Sabella, Fiorino e Coco si sono astenuti al momento del voto mentre il consigliere Mandracchia ha votato contro. La variante Penny Market è passata con 16 voti favorevoli. Si sono espressi a favore gli altri componenti del partito democratico, l’Mpa, il Fli e i Leali per Sciacca, oltre all’opposizione.
L’atto di indirizzo fornito dal sindaco non è stato rispettato dall’intera maggioranza mentre l’opposizione ha continuato ad attaccare il primo cittadino e l’assessore al ramo Fabio Leonte.
Ha fatto palesare alcune evidenti contraddizioni Gioacchino Settecasi, mentre Fabrizio Di Paola, Calogero Bono, David Emmi, Gianluca Guardino e Gaetano Cognata hanno accusato l’amministrazione di atteggiamento irresponsabile e di incapacità a programmare una pianificazione urbanistica della città.
Del resto le difficoltà sono state ammesse da Simone Di Paola. “Siamo una coalizione ed è normale che le posizioni possano essere diverse, ha detto, ma l’atto di indirizzo dell’amministrazione ha consentito di trovare il compromesso.” “Finalmente il sindaco ha fatto chiarezza”, ha aggiunto Fiorino, ad opinione del quale il precedente libera tutti di Vito Bono era inaccettabile.
Sull’argomento varianti duro il commento dell’assessore Leonte: “le posizioni divergenti ci sono anche nell’opposizione” riferendosi all’assenza dei consiglieri Fabrizio Di Paola e Ignazio Bivona e soprattutto ha detto: “sull’Eurospin ci sono gli interessi di uno dei coordinatori locali del Pdl”.
Per i consiglieri del Pdl andava esitato anche questo punto. “Non si possono fare disparità” secondo Calogero Bono, Gioacchino Settecasi e David Emmi, anche se si tratta della realizzazione di un nuovo immobile, in contrada Bellante, rispetto alla variante Penny Market che utilizzerà un edificio già esistente. I consiglieri del centrodestra hanno messo a confronto l’istanza dell’Eurospin con quella della Lidl approvata nel 2009. “Anche in quel caso, hanno detto, si è cambiata la destinazione dell’area e si è realizzato un nuovo edificio. Insomma anche su Eurospin posizioni diverse sia nella maggioranza che nell’opposizione, ma con la differenza di un andazzo che stava portando alla bocciatura dell’atto. A quel punto Gianluca Guardino ha posto il problema delle assenze tra la maggioranza e assieme agli altri colleghi del Pdl ha abbandonando l’aula, mentre si facevano le dichiarazioni di voto. In questo modo è venuto meno il numero legale e la pratica Eurospin potrebbe finire nelle mani di un commissario, così come sembra volere la ditta.
Anche il giorno precedente, lunedì, si era provato a convocare il consiglio comunale ma tutto si era chiuso con un nulla di fatto.
Erano quindici i consiglieri presenti nei banchi della maggioranza. Ne mancava solo uno, dunque, per poter andare avanti regolarmente con i lavori. Ma all’opposizione non è bastato, e ancora una volta aveva abbandonato l’aula. “Sulle varianti urbanistiche siete spaccati, se non siete autosufficenti nel garantire la maggioranza in aula non saremo certo noi a farvi da stampella”, aveva detto in apertura dei lavori il capogruppo del pdl Gianluca Guardino.
Non c’erano tra le fila della maggioranza i consiglieri Assenzo, Sandullo e Ambrogio. Giustificati i primi due (Assenzo per lavoro, Sandullo per motivi di salute). Ambrogio invece non c’era per protesta contro la maggioranza per la vicenda del nucleo di valutazione. La maggioranza era tornata ad attaccare l’opposizione, ricordando che questa ad inizio consiliatura si era impegnata a non abbandonare mai l’aula consiliare e a non agire in maniera ostruzionistica per far cadere il numero legale.
“Dinanzi alla organica presenza di tutte le forze di maggioranza, presenti e pronte ad assumersi le proprie responsabilità dinanzi alla cittadinanza – si leggeva nel comunicato stampa diramato – l’opposizione ha rivelato pubblicamente la sua vera natura: strumentale nei contenuti, irresponsabile ed incoerente nella condotta.”
Eurospin insomma è pronta a chiedere il commissariamento del consiglio comunale, non intende attendere ancora, ritenendo che la variante che trasformerà un’area di contrada Bellante da agricola a commerciale sia regolare e meritevole di essere varata. L'unica forza politica della maggioranza al momento pronta a votarla è l’Mpa, ma anche nell’opposizione ci sono consiglieri disponibili a dire sì. pd e futuro e libertà sono disponibili a votare punti che non siano in contrasto con l'approvando prg, evidenziando che il progetto Eurospin lo sia. L’altra variante ancora da approvare prevede modifiche di destinazione d’uso per un centro vendita di gomme (Bono Gomme) in un magazzino già esistente in località Tabasi.
Nei prossimi giorni si riuniranno i diversi capogruppo e sarà convocato un nuovo consiglio comunale per discutere e votare le altre due varianti ancora mancanti. Vedremo se la prossima volta i consiglieri comunali di ambo le parti “varieranno” atteggiamento.

Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"

lunedì 9 maggio 2011

ATO AG1: Sogeir quasi salva?

A breve la creazione della decima Srr rivolta ai territori virtuosi potrebbe sancire il salvataggio della Sogeir per la soddisfazione dei 17 sindaci dell’ATO AG1. Intanto proseguono le campagne di sensibilizzazione: il nuovo obiettivo di Sogeir è riciclare i contenitori di Tetra Pak

Anche se ancora manca la conferma ufficiale, molto probabilmente la Sogeir entrerà a far parte di una delle nuove Srr che nasceranno con la riforma sui rifiuti. Il futuro dei rifiuti in Sicilia infatti ha una nuova sigla: Srr. Che significa Società per la Regolamentazione del servizio di gestione dei Rifiuti. Le Srr nasceranno dalle ceneri degli Ato, un esperimento evidentemente fallito anche se non dappertutto e che ha costretto la Regione a fare un passo indietro.
I territori e le società virtuose che hanno raggiunto buoni risultati nell’ambito della raccolta differenziata e della sensibilizzazione in merito alla problematica dei rifiuti saranno salvate, e la Sogeir è tra queste. Questo è quanto prevederebbe il piano regionale dei rifiuti.
Tra le pieghe del maxiemendamento del governo alla finanziaria spunta una norma che rischia di moltiplicare il numero degli Ato rifiuti. Il comma 4 dell’articolo 7, infatti, abroga parte della legge sui rifiuti che aveva fissato in dieci il numero massimo degli Ambiti territoriali ottimali in Sicilia. “Attraverso il maxiemendamento alla finanziaria, il governo intende abolire il tetto inserito lo scorso anno al numero degli Ato-rifiuti, che avevamo ridotto da 27 a 10 – denuncia Giacomo Di Benedetto, parlamentare del Pd -. Insomma, il governo vuole le mani libere per aumentare il numero degli Ato. E’ una norma scandalosa che deve essere immediatamente eliminata, perché percorrendo la strada che vorrebbe premiare i soggetti ‘virtuosi’, si corre il rischio di tornare al modello di gestione dei rifiuti voluto da Cuffaro”. Non la pensano in questo modo i diversi sindaci e cittadini gestiti da chi è riuscito a portare avanti un lavoro concreto, senza trovare mai spazzatura lungo le strade (come invece è spesso successo ad Agrigento, Palermo ed in Campania) e senza mai un solo giorno di sciopero.
Le Srr dovevano essere 9 più 1 che si doveva occupare della gestione dei rifiuti nelle isole minori siciliane. Con un apposito disegno di legge invece la decima Srr sarebbe designata a gestire i territori virtuosi. Fra questi i 17 comuni che fanno parto dell’ATO Ag1, quello gestito in questi anni dalla Sogeir. Si tratterebbe insomma di una specie di “premio” per i risultati raggiunti dalla società pubblica gidata da Vincenzo Marinello, attualmente commissario liquidatore di Sogeir. Dalla parte di Marinello anche i sindaci dei 17 comuni dell’ATO AG1 che nel tempo hanno visto dotarsi di numerosi servizi, primo fra tutti quello della raccolta porta a porta che ha permesso a comuni come Villafranca Sicula e Burgio di divenire comuni capofila in ambito nazionale per quanto concerne la raccolta differenziata, ritirando premi su premi. In poche parole i 17 comuni gestiti da Sogeir non vogliono entrare a far parte della Srr provinciale ma attendono fiduciosi che la Regione Sicilia approvi questa nuova Srr, dedicata ai territori ed alle società virtuose. Non solo, ma anche altri sindaci di altri comuni sarebbero pronti a chiedere di entrare a far parte della società gestita da Vincenzo Marinello. Del resto prima di queste novità, erano stati gli stessi sindaci dell’ATO a recarsi più volte a Palermo per chiedere all’ente Regione di salvare la Sogeir in virtù degli ottimi risultati raggiunti che ne hanno fatto, secondo i dati statistici di Legambiente, il miglior ATO siciliano.
Intanto continuano le campagne di sensibilizzazione della Sogeir ATO Ag1 in merito alla raccolta differenziata. La società ha aderito all’iniziativa “Tutti riciclabili, riciclabili da tutti”, una campagna di comunicazione sulla raccolta dei contenitori Tetra Pak insieme a carta e cartone.
Questa iniziativa è stata promossa proprio dalla Tetra Pak e dalle Cantine Settesoli per il riciclo dei contenitori per bevande ed alimenti. La campagna è rivolta ai comuni gestiti da Sogeir che effettuano la raccolta differenziata dei contenitori per latte, vino, succhi di frutta, sughi ed altri alimenti, conferendoli insieme a carta e cartone. L’iniziativa sarà condotta ad Alessandria Della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Ribera, Santa Margherita Belice, Santo Stefano di Quisquina, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Sciacca e Villafranca Sicula. La campagna di comunicazione non riguarda soltanto le affissioni stradali ma anche un pieghevole che sarà inviato a tutti gli utenti attraverso il quale verranno fornite tutte le indicazioni per svolgere correttamente la raccolta differenziata dei cartoni per bevande ed alimenti.
I dettagli di questa iniziativa sono stati presentati durante una conferenza stampa che si è tenuta a Sciacca presso la sala Blasco del Comune ed alla quale hanno partecipato Vincenzo Marinello, i sindaci dei comuni facenti parte dell’ATO AG1 e il direttore generale del dipartimento regionale rifiuti e acque Emanuele Vincenzo. Per il corretto riciclo dei contenitori Tetra Pak i cittadini dei comuni interessati dovranno conferirli, una volta svuotati e schiacciati, nei cassonetti stradali o nei bidoni carrellati destinati alla raccolta di carta, cartone e contenitori per bevande. I contenitori Tetra Pak saranno quindi inviati alle cartiere dove la cellulosa, principale componente dei contenitori, verrà separata dal polietilene e dall’alluminio attraverso il normale processo di produzione cartaria senza aggiunta di prodotti chimici, per poi essere utilizzata nella produzione di nuovi materiali a base cellulosica (carta per imballaggio, per cancelleria, ecc.).
Soddisfatta dell’iniziativa di comunicazione anche la stessa Tetra Pak. “Tetra Pak da sempre è impegnata nello sviluppo sostenibile e nella valorizzazione delle risorse e, grazie al protocollo d’intesa siglato con Comieco nel luglio 2003, nella promozione della raccolta differenziata e del riciclo dei proprio contenitori su tutto il territorio nazionale” ha dichiarato Michele Mastrobuono, direttore ambiente e relazioni esterne di Tetra Pak Italia. “Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: nel 2010 sono state riciclate in Italia un miliardo di confezioni postconsumo, pari ad oltre 19900 tonnellate”.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

lunedì 2 maggio 2011

Processo "Uragano": ecco la sentenza

Assolto il consigliere comunale Lorenzo Maglienti, prescritto l’attuale assessore Michele Ferrara entrambi dell’Mpa. Ci sono state condanne solo per la turbativa d’asta riguardante i lavori di manutenzione alla scuola S.Agostino di Sciacca


Il processo “Uragano” per turbativa d’asta, truffa e inadempimenti contrattuali si è concluso lo scorso mercoledì pomeriggio con 5 condanne: per Marco Maglienti, imprenditore, un anno di reclusione e € 1.000 di multa; per Filippo Modicamore, Santo Modicamore e Marco Vinti, tutti e tre imprenditori, sei mesi di reclusione e € 600 di multa; per Vito Perrone, imprenditore, nove mesi di reclusione e € 900 di multa. La condanna è relativa alla turbativa d’asta in relazione ai lavori di manutenzione della scuola Sant’Agostino. I cinque sono stati interdetti per un anno a contrarre appalti con la pubblica amministrazione. La pena però è stata sospesa.
Per quanto riguarda l’accusa di voto di scambio per l’attuale assessore allo spettacolo del comune di Sciacca Michele Ferrara e gli imprenditori Marco e Lorenzo Maglienti (rispettivamente padre e figlio) il giudice monocratico Cinzia Alcamo ha disposto il non doversi procedere in quanto l’azione penale stata prescritta, ossia erano scaduti i termini entro cui esercitare l’azione penale.
Sono stati assolti invece dalle accuse di turbativa d’asta, truffa e inadempienze contrattuali che riguardano altri lavori pubblici l’imprenditore Marco Maglienti (si trattava dei lavori inerenti all’illuminazione pubblica di via Lido), Benedetto Benigno, Sebastiano Porretta, ex ingegnere capo del Comune di Sciacca (per lui si trattava dei lavori di messa in sicurezza nel lungomare Stazzone), Rosario Fara, imprenditore, Salvatore Vaiana, funzionario Iacp, Agostino Bono, geometra Iacp, Salvatore Porretta, ingegnere, Maurizio Matalone, Gaspare Tortorici, dipendente comunale Comune di Ribera, Antonino Manetta, geometra Ufficio tecnico del Comune di Ribera, Filippo e Santo Modicamore. Per gli imputati assoluzione perché il fatto non sussiste.
Non solo. Vi sono state ulteriori assoluzioni.
Infatti per quanto riguarda l’accusa di turbativa d’asta per i lavori di somma urgenza per le fognature sono stati assolti con formula piena il consigliere comunale Lorenzo Maglienti, Maurizio Matalone e Salvatore Guirreri. Si è stabilito il non doversi procedere per prescrizione per gli imprenditori Domenico e Calogero Indelicato, per Filippo e Santo Modicamore, per l’imprenditrice Maria Antonietta Guattaiano e per Maurizio Matalone. Le accuse riguardavano reati per turbativa d’asta e truffa per altri lavori pubblici.
Come si ricorderà l’operazione “Uragano” cominciò nell’ormai lontano 25 settembre del 2006. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, gli imputati avevano messo su un sistema per vincere facilmente gli appalti pubblici. Le fasi del “sistema” sarebbero state due: nella prima “la turbativa d’asta sarebbe stata consumata attraverso una cordata di imprese” che metteva in moto ribassi assai vicini tra di loro. Successivamente sarebbe scattata la seconda fase, quella della gestione illecita.
Date le assoluzioni e l’esiguità delle (poche) condanne, potremmo affermare che, nonostante la gravità delle accuse per le quali era partita l’operazione, “l’Uragano” si è progressivamente trasformato in una pioggerella estiva oppure che “la montagna ha partorito il topolino”.
Dal punto di vista politico il consiglio comunale e, in generale, l’amministrazione ne escono bene grazie all’assoluzione del consigliere Maglienti ed alla prescrizione per l’assessore Ferrara. Eventuali condanne avrebbero di certo creato un po’ di imbarazzo tra gli operatori politici interni alla maggioranza che sostiene la Giunta Bono.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

giovedì 28 aprile 2011

Arriva il Referendum del 12 e 13 giugno 2011

Il 12 e 13 giugno si vota per l’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. I cittadini stanno ricevendo tutte le informazioni del caso? Il vicesindaco di Parigi a Burgio per sostenere l’acqua pubblica. A Sciacca invece l’amministrazione non ha ancora avviato la campagna di sensibilizzazione nonostante le promesse elettorali

“Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota Si per dire No.
1 - Vota Si per dire No al nucleare.
2 - Vota 2 Si per dire No alla privatizzazione dell’acqua.
3 – Vota Si per dire No alla legge sul legittimo impedimento.
Ricordatevi che dovete pubblicizzarlo voi il referendum perché non faranno passare gli spot né in Rai né a Mediaset”.
Questo è il messaggio che da settimane circola sul web e che intende pubblicizzare il prossimo referendum dando un’indicazione di voto. Fondamentale sarà raggiungere il quorum e non sarà per nulla facile dato che, per scelta del governo, il referendum è stato posticipato alla seconda settimana di giugno, a scuole finite, quasi in estate e soprattutto non accorpandolo alle amministrative che avrebbero potuto portare più gente al voto referendario. Ovvie le proteste dei comitati pro referendum: “Si cerca di boicottarlo. Non vogliono che si raggiunga il quorum”. Si discute non solo sulla scelta d’opportunità ma anche sul fatto che tutto questo porterà un costo supplementare alle tasche dei cittadini italiani di quasi 400 milioni di euro, soldi pubblici che si sarebbero risparmiati se solo si fosse deciso per l’accorpamento delle date.
A giugno dunque, gli italiani saranno chiamati alle urne per decidere l’abrogazione delle leggi relative alla privatizzazione dell’acqua pubblica, all’installazione di centrali nucleari sul territorio italiano e alla legge sul legittimo impedimento.
La prima prevede la possibilità di abrogare il decreto 23-bis della Legge n. 133/2008, con il quale si stabilisce l’ingresso con una quota del 40% di capitali privati nelle società che gestiscono l’acqua pubblica, che diventano così società miste.
Il secondo quesito sempre in materia di acqua pubblica riguarda l’abrogazione dell’Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”. Esso prevede la possibilità di avere profitti sulla gestione dell’acqua pubblica in relazione con il capitale investito. Questo comporterà, fra l’altro, un aumento delle tassa idrica senza dare necessariamente un’effettiva garanzia di miglioramento qualitativo dell’offerta.
Il terzo quesito, quello più discusso in questi giorni, stabilisce l’abrogazione delle norme per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”. Seppure il governo abbia sospeso le norme relative alla costruzione di nuove centrali nucleari nella giornata del 19 aprile, bisognerà attendere il responso della Corte Costituzionale, che dovrà decidere se questo sia sufficiente ad annullare il quesito referendario.
Infine, i cittadini dovranno decidere se abrogare totalmente la legge relativa al legittimo impedimento. Tale legge è già stata parzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale che aveva eliminato la possibilità per il presidente del Consiglio dei ministri di non presentarsi alle eventuali udienze dei processi in cui sono coinvolti, senza che i giudici potessero avere la possibilità di verificare la validità delle giustificazioni presentate.
Quello che emerge in questi giorni è la scarsa conoscenza che i cittadini hanno di questo referendum. Colpa anche di coloro che, come detto nel post che gira sul web, faranno di tutto per non fare passare le dovute informazioni sui principali canali televisivi. Il dato che emerge in maniera predominante è che, anche laddove i cittadini sanno del referendum, spesso hanno una conoscenza solo parziale dei quesiti proposti. Un altro dato importante è che solo la metà degli intervistati ha dichiarato che si recherà alle urne nei giorni utili. Una piccola percentuale non sa se andrà a votare.
Probabilmente quello che manca è appunto un’adeguata “pubblicità”. Sembra necessaria, infatti, una campagna informativa trasmessa sui principali mass media, per permettere a tutti di conoscere l’esistenza del referendum e stimolare, chi volesse, ad approfondire meglio i temi in questione. Anche per comprendere che se ad esempio si è “contro” il nucleare bisognerà esprimersi con un SI e se invece si è “favorevoli” bisognerà farlo con un NO.
“L'acqua è un pezzo della politica e della cultura del futuro e per questo ci piace l'idea di lavorare ad un gemellaggio ideale con l'Acquedotto di Parigi, ad un percorso cioè di scambio, di conoscenza, di informazioni e di buone pratiche. Noi vorremmo che il tema dell’acqua incrociasse il tema dell’energia così come anche il tema dei rifiuti. L’acqua, i rifiuti e l’energia sono gli ingredienti fondamentali di quella cultura moderna che non può che essere cultura della sostenibilità e della democrazia”. Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola incontrando Anne Le Strat, vice sindaco di Parigi con delega ai servizi idrici, nell’ambito di una giornata di lavori, organizzata dall’Acquedotto pugliese, dedicata all’acqua e ad uno scambio di best practice. Proprio Anne Le Strat sarà a Burgio per sostenere la campagna referendaria siciliana e nazionale, e portare la propria esperienza politica in merito alla ripubblicizzazione delle reti. “Siamo felici di essere tornati al pubblico dopo 25 anni di gestione privata dell’acqua - ha detto Anne Le Strat sottolineando la - condivisione di pensiero” con il presidente Vendola sulla “gestione pubblica dell'acqua quale modo migliore per gestirla”.
Facendo riferimento al referendum del 12 giugno che ha, tra i tre quesiti, quello sul “rifiuto del decreto Ronchi che impone in maniera selvaggia processi di privatizzazione dell’acqua con argomenti truffaldini” e ricordando che sono state raccolte un milione e mezzo di firme, oltre tre volte il numero sufficiente per avere diritto al referendum, Vendola ha detto che “quel giorno mette paura alla grande lobby dei privatizzatori e anche al governo nazionale che insieme hanno deciso di provare a manipolare le norme e hanno deciso di impedire al popolo italiano di esprimersi sul referendum”.
In Sicilia è il comune di Menfi capeggiato dal sindaco Michele Botta (Pdl) ad avere avviato una robusta campagna di sensibilizzazione organizzando, insieme ai comitati, anche una marcia per l’acqua pubblica che da Menfi si è conclusa a Tappeto, in provincia di Palermo, sulla scia di Danilo Dolci. Queste invece l’opinione di Beppe Grillo in merito alle ultime dichiarazioni di Berlusconi sulla parte di referendum che riguarda le centrali nucleari.
Le parole pronunciate ieri da Berlusconi segnano il confine tra la fine della democrazia in Italia e la sua, pur fioca, sopravvivenza: “Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare è il futuro per tutto il mondo. La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l’opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare, l’accadimento giapponese a seguito anche di sondaggi che abitualmente facciamo ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini, se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire” ha detto il premier. Il governo “responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria per far sì che si chiarisca la situazione e che, magari, dopo un anno, forse due anni, si possa ritornare ad avere un’opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare, i molti contratti stipulati non vengono abrogati, stiamo continuando e decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione”.
In queste parole c’è il totale disprezzo del cittadino, della volontà popolare.
La Cassazione deve pronunciarsi sul referendum contro il nucleare. Il Governo ha ritirato la legge per la costruzione delle nuove centrali per riproporla tra un anno (parole pubbliche del capo del Governo) nella speranza che il disastro di Fukushima venga dimenticato. L’Ufficio centrale della Cassazione, presieduta da Capotosti, deve decidere se il referendum si terrà ugualmente. Se lo cancellerà sarà complice.
L'articolo 39 della legge 352/1970 prevede “se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l’atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l’Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso”.
Qui, come è chiaro, non si vuole abrogare nulla, solo far passare il tempo. La Cassazione è di fronte a un bivio.
Insomma l’obiettivo dichiarato è quello di non far svolgere il referendum sul nucleare per evitare che tutti votino contro le centrali e riproporre la loro costruzione quando le acque (di Fukushima) si saranno calmate.
A Sciacca intanto, fino al momento, poco si sta facendo per pubblicizzare il referendum. L’amministrazione comunale, dopo aver inserito la ripubblicizzazione dell’acqua nel programma elettorale e a parte qualche dichiarazione ufficiale, non se ne sta occupando granchè, a differenza di Menfi e Burgio. A Sciacca insomma continua la saga di una telenovelas che non passa mai di moda: “Parole, parole, parole”. Ma di fatti nemmeno l’ombra.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

domenica 24 aprile 2011

Musei: la capacità di fare "sistema"

La Valle del Belice organizza “la rete dei musei” per attrarre i turisti. A Sciacca invece non si riesce a fare sistema e spesso i musei rimangono chiusi anche durante le festività così come l’ufficio turistico. Come andrà a Pasquetta?

Per raccontare e far conoscere l’identità della Valle del Belice, nasce, dopo un anno dai primi incontri, promossi da Legambiente Sicilia, la rete dei musei della Valle del Belice.
Ne fanno parte tutti i comuni della Valle: Castelvetrano, Gibellina, Salemi, Salaparuta, Poggioreale, Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Giuliana, Roccamena, Santa Ninfa, Vita, Partanna che hanno deliberato, con atto amministrativo, l’adesione al progetto.
Insieme a questi aderiscono la Provincia Regionale di Trapani , l’Azienda Foreste Demaniali di Trapani, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, La Rotta dei Fenici, il CRESM, le Riserve Naturali: della Foce del fiume Belìce e Dune Limitrofe della Grotta di Santa Ninfa, e della Grotta di Entella, con la partecipazione del dirigente e dei funzionari del Servizio Polo museale della Val di Mazara dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e identità siciliana e della Direzione del Parco di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa”. Tutti insieme per fare sistema.
La presentazione della Rete Museale Belicina, nei locali del Baglio Florio all’interno del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, si è svolta lo scorso venerdì 15 Aprile, alla presenza delle autorità regionali dell’Assessorato ai Beni Culturali. Sabato 16 aprile invece si era tenuta la seconda edizione del “Viaggio nella Memoria”, un viaggio in quei luoghi della Sicilia che sono stati nel 1968 il tragico teatro del terremoto nella Valle del Belìce. Santa Margherita di Belice aderisce alla rete dei musei della Valle del Belice con il Museo della Memoria, legato alla ricerca dell’identità collettiva del Belìce e collocato nell’ ex chiesa madre ristrutturata; e il Museo del Gattopardo che custodisce il manoscritto ed il dattiloscritto de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed altri oggetti appartenenti allo scrittore.
Dopo la visita al Museo della Memoria il viaggio proseguirà con la visita a Poggioreale Vecchia e la passeggiata nell’antico centro abbandonato dopo il sisma; ai Ruderi di Salaparuta ed all’Archivio della ricostruzione; al Cretto di Burri ed ai Ruderi di Gibellina; al Castello di Rampinzeried alla Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa a cui seguirà una degustazione e promozione di prodotti tipici della Valle del Belìce e la visita della mostra fotografica la Primavera del Belice. Il Viaggio nella Memoria terminerà nel pomeriggio a Gibellina con l’incontro alla Fondazione Orestiadi e la visita guidata al Museo delle Trame Mediterranee e un giro del paese per conoscere alcune delle architetture moderne presenti tra cui il nuovo Museo “Belice/Epicentro della Memoria Viva”.
E Sciacca? Da anni la città termale non riesce ad esprimere le proprie potenzialità culturali e mussali, basti ricordare che il Museo Scaglione è chiuso da tempo, oggetto di alcuni lavori di ristrutturazione mai terminati, e che il Museo del Mare di località Muciare attende ancora di essere aperto ed inaugurato. La struttura è pronta ma mancano ancora alcuni allacci, la riqualificazione dell’area, dell’accesso stradale oltre al Melqart, la statuetta fenicia, conservata a Palermo e che Sciacca da tempo rivorrebbe.
Ma non solo. Il Museo Antiquarium di località San Calogero è stato recentemente riaperto dopo quasi 6 anni di silenzio ma sicuramente non viene pubblicizzato molto a livello provinciale e regionale cosicché le visite si limitano soltanto a chi si reca in Basilica o a chi sa della presenza del museo dedicato ai reperti recuperati dalle viscere del monte Kronio.
Una vecchia battaglia riguarda invece il Museo dell’Antimafia che vorrebbe realizzare da tempo Nico Miraglia, figlio di Accursio, sindacalista ucciso dalla mafia, ma ancora nulla di concreto è stato stabilito nonostante la volontà dei Miraglia e i tanti documenti storici in loro possesso che potrebbero essere usufruiti da tutta la cittadinanza.
Insomma ancora una volta quello che a Sciacca manca è la capacità di fare “sistema”, di organizzarsi in Polo. Manca poi anche la pubblicizzazione dell’enorme patrimonio artistico culturale della città. Siamo nella Settimana Santa che conduce alla festività di Pasqua e Pasquetta e come sempre si ci chiede se i nostri musei saranno aperti ai turisti. Sciacca infatti è risultata essere una delle mete siciliane privilegiate dal turismo nazionale dopo Taormina. Sarebbe opportuno accogliere i visitatori degnamente, presentando i musei e l’ufficio turistico aperti. Battaglia di ogni anno. Vedremo nel 2011 come andrà a finire: si attendono scommesse.

Calogero Parlapiano - tratto da "ControVoce"