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giovedì 4 dicembre 2008

Morti bianche anche a Sciacca


Noi de L’AltraSciacca apprendiamo questa tragica e dolorosa notizia:

Ennesima morte bianca in provincia di Agrigento. Un operaio di 35 anni Accursio La Bella è morto questa mattina in un cantiere nel quartiere Stazzone di Sciacca. Il giovane operaio stava effettuando i lavori, da circa 10 giorni, per la sistemazione della rete fognaria della città. Al momento della tragedia si trovava all'interno di una buca della profondità di 3 metri, quando gli è franata addosso un ingente quantitativo di terra.I suoi colleghi si sono immediatamente prodigati e dopo alcuni minuti sono riusciti a tirarlo fuori dalla buca, ma per il giovane operaio non c'è stato nulla da fare. Era già senza vita. (da agrigentonotizie.it)

In questo momento di dolore vogliamo essere vicini alla famiglia ed a tutti i cari del giovane che ha perso la vita sul posto di lavoro, vogliamo esprimere i nostri sentimenti di cordoglio e di indignazione al contempo. Oggi, 3 dicembre 2008, siamo costretti ancora a piangere i nostri morti, a dover ascoltare notizie di questo genere e ci rendiamo conto ancora una volta di quanto sia incerta la nostra vita.
Una vita spezzata sul luogo di lavoro, un giorno luttuoso per tutta la città, un episodio che ancora una volta impone a tutti gli enti pubblici, a qualsiasi livello, di prendere provvedimenti seri ed opportuni in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.
Noi de L’AltraSciacca chiediamo a gran voce che giorni come questi non debbano mai più verificarsi, che le autorità preposte indaghino e facciano chiarezza sul tragico accaduto e puniscano eventuali responsabilità affinchè il sacrificio di Accursio non sia stato vano.

Ciao Accursio.

mercoledì 3 dicembre 2008

Conflitto di Interessi ed il Sole Rubato

Roma, 29 nov. (Apcom) - Non è andata proprio giù all'amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, la decisione presa ieri dal governo di aumentare l'Iva sulla pay-tv, che passa dal 10% al 20%. Il decreto anticrisi, contenente le misure per affrontare l'emergenza economica, ha infatti soppresso il regime di Iva agevolata e l'imposta è tornata così al valore normale. E l'oppposizione, dopo le critiche giunte dalla tv di Murdoch, è insorta tornando a parlare di "conflitto di interessi" per il premier Silvio Berlusconi che avrebbe così voluto "fare un favore a Mediaset".
Nel pomeriggio, in una nota ufficiale, Tom Mockridge ha lanciato l'allarme: "Questo provvedimento - ha detto - è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 milioni di famiglie italiane", sottolineando come "le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro". Di fatto, per Sky Italia, si tratta "di una crescita evidentemente in contrasto con l'affermazione del Governo che questo pacchetto 'sostiene lo sviluppo delle imprese'".
E sulla decisione è stato duro il commento di Pierluigi Bersani, ministro ombra Pd dell'Economia, che osserva: "In quel decreto c'è una tassa sulla pay-tv che pagheranno milioni di famiglie e che pesa uno per le aziende del Presidente del consiglio e cento per un suo concorrente. Ci si siamo ormai abituati a tutto, ma voglio credere che una simile stortura del mercato non passi inosservata". Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione Pd, ha parlato di "blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset" e annuncia ricorso alle autorità di garanzia per "verificare se la norma anti Sky non è un caso classico di quel 'sostegno privilegiato' all'azienda di proprieta'". Anche per il capogrupo Idv alla Camera, Massimo Donadi, la "tassa-Sky è l'ennesimo caso che dimostra ancora una volta la necessità e l'urgenza di risolvere il conflitto d'interessi nel nostro Paese". E sulla stessa linea è l'Udc: "Il governo ha il tempo per riparare l'errore commesso ed ha il dovere di farlo - avverte Roberto Rao - perchè altrimenti riaprirebbe polemiche e sospetti di cui non si avverte il bisogno".
Il governo, dal canto suo, ha respinto al mittente le accuse con il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero: "A nessuno sfugge - ha sottolineato Casero - che l'incertezza del momento si porta dietro la possibilità di richiedere sacrifici anche a tutto il comparto televisivo. Non c'è dunque alcuna persecuzione o calcolo politico Il governo va avanti nella consapevolezza che di fronte alla crisi globale dell'economia sia doveroso aiutare le famiglie e le imprese" e favorire i consumatori.
E proprio i consumatori, con il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, hanno richiamato l'attenzione sul fatto che Sky operi sul mercato "in regime di monopolio" e pratichi "prezzi troppo alti rispetto ai servizi offerti". Rienzi ha detto "no all'aumento dell'Iva sulla pay-tv perché di fatto "la pagano i consumatori" ma sia l'Agcom sia l'Antitrust dovrebbero intervenire per "favorire maggiore concorrenza" aprendo anche ad operatori stranieri. "E questo - ha osservato - in Italia non c'è". E ad Agcom e Antirust, insieme alla Commissione Ue, ha annunciato ricorso Articolo 21, l'associazione a tutela della libertà di informazione di Beppe Giulietti: "Con questa norma -ha ironizzato - Berlusconi ha risolto definitivamente il conflitto di interessi, nel senso che ha eliminato il conflitto salvaguardando il solo interesse".


I vertici di Sky sono in fibrillazione contro la decisione del governo di inserire nel decreto anticrisi la cancellazione delle agevolazioni in materia per le televisioni a pagamento e promettono una campagna tv per protestare contro il provvedimento. Ma ancor prima che parta il fuoco di fila degli spot, uno dei volti più noti della regina delle pay tv scende in campo per l'azienda. «Il Parlamento ci ripensi - ha esortato Ilaria D'Amico, conduttrice di Sky Calcio Show -. Si tratta del raddoppio di una tassa per 4 milioni e 600 mila famiglie italiane che hanno liberamente deciso di abbonarsi a Sky. Un provvedimento che va in controtendenza con la filosofia dei provvedimenti, che nelle intenzioni del Governo dovrebbero incentivare le aziende e sgravare le famiglie. Altrove, in Gran Bretagna ad esempio, il Governo ha appena ridotto l'Iva. Qui invece viene raddoppiata» ha concluso battagliera la D'Amico, conduttrice anche di Exit su La7. L'affondo decisivo della conduttrice è stato a sostegno, oltre che degli abbonati, anche dei lavoratori di Sky e delle loro famiglie: «Sky - ha concluso la D'Amico - in questi anni difficili ha investito, creato opportunità di lavoro, triplicando il numero di addetti alle pay tv rispetto ai tempi di Stream e Telepiù. Oggi sono novemila. Auspichiamo che il Parlamento nei prossimi giorni ripensi questa parte del provvedimento anticrisi, che colpisce 4 milioni 600 mila famiglia e una azienda che rappresenta una risorsa per il Paese». Discorsi che abbiamo già sentito pronunciare da Berlusconi a difesa delle reti Mediaset, peraltro. Concorrenza sleale come denuncia Mockridge, ad di Sky Italia? (Libero News)

Tutti i più grandi ricercatori, tutti i più grandi economisti, tutti i più grandi filosofi, tutte le persone che possiedono un briciolo di ratio, sanno che da questa crisi si può uscire solo CAVALCANDO IL FUTURO.Ovvero puntando sulle Energie Alternative. Sull'Innovazione. Sul Vento. Sull'Idrogeno. Sul Sole.Ma Berlusconi è una Mannaia al Futuro, una Diga alla Crescita, rappresenta la Decomposizione della Democrazia.L'Italia 20 anni fa ha detto No al Nucleare. L'Italia in questi anni avrebbe avuto tutto il tempo necessario per investire Testa e Cuore nella Ricerca, e diventare un Esempio Mondiale di Paese "Sostenibile". Ma invece No. Tra le Democrazie più avanzate siamo il patetico fanalino di coda nello sfruttamento di Sole e Vento, noi, che ne disponiamo in Abbondanza.Ieri leggevo un articolo di Jeremy Rifkin: "L'Ecologia ci salverà". Sottotitolo: "La recessione ha una sola via d'uscita: l'hi-tech verde e i combustibili puliti. Per dare il via alla Terza Rivoluzione, dopo quelle del carbone e del petrolio".Oggi vengo a Sapere che grazie al Decreto "Pro-Crisi" installare impianti ad energia solare sarà "poco o per nulla economico", "non converrà più". La procedura per ottenere gli sgravi sarà "difficile, complicata", più di prima. In moltissimi RINUNCERANNO.Detrazione del 55%: una bella botta fino a ieri (eravamo comunque "indietro"). Ma ora montare il Fotovoltaico, cambiare gli Infissi o comunque operare rivolti al Risparmio Energetico, sarà Ostacolato dallo Stato. Retroattivamente. (Fonte: Corriere.it)
Si è preso pure il Sole. Questo Governose ne deve Andare. (da Wil Non leggerlo blog)

Riesce proprio a far arrabbiare tutti... adesso anche le pay-tv e coloro che si battono per le energie pulite e rinnovabili come quella della luce solare... per farla breve... tassazione IVA aumentata per Sky ed i suoi utenti che magari decideranno per questo motivo e nel prossimo futuro di passare al quindi più economico Mediaset Premium... è proprio vero: quanto conta avere un santo in paradiso, o quanto conta avere un premier con interessi privati sfacciati...
Il fatto bello (si fa per dire) è che il PD latita e che IDV viene bandita da destra e manca solo perchè si fa sentire: la verità sta sempre nel mezzo dicevano una volta.. troppo silenzio e troppe urla.. ma anche troppa apatia. Risparmio Energetico, energie rinnovabili, fonti energetiche alternative... sarà impossibile non solo affidarsi ad esse ma anche il solo fatto di pensarlo...a quanto costeranno!

Perchè negli ultimi mesi del governo Prodi, l'attuale governo andava in piazza urlando che non si arrivava alla quarta settimana e che tutti morivamo di fame, mentre adesso impone l'Ottimismo e non fa nulla per risolvere la grave crisi e recessione economica? (tranne che salvare le banche del premier e donarci per farci star zitti 40 euro al mese, che solo per ottenerle c'è tanta di quella burocrazia dietro che quasi tutti gli anziani ed affini aventi diritto ci riununceranno - come dire: io mi faccio bello, mi applaudite, vi faccio vedere che sono accanto a voi - anzi dietro di voi.. -tanto quei soldi li uscirete sempre voi con gli aumenti ed anzi in molti non sapranno neanche mandarmi la richiesta...)

Scontri di potere: I conflitti interni al Pdl

Notizia di questi giorni. Forza Italia è confluito totalmente all’interno del Pdl sposandone appieno programmi, idee, intenzioni e riconoscendo la leadership dell’attuale premier Silvio Berlusconi.
Nei fatti però può anche accadere che vivaci scontri possano sorgere su diverse tematiche tra coloro che hanno visto nascere nel 1994 e sviluppare la compagine forzista, la cosiddetta Casa delle Libertà e coloro che invece hanno vissuto più da vicino il sorgere del Pdl, il Partito delle Libertà, schieramento assai più recente. Pur trovandoci quindi nei meandri del centrodestra, non è difficile trovare accese discussioni poiché a livello regionale e locale siamo ancora in una fase di assestamento e scegliere i propri soggetti politici di riferimento è un attività complessa e delicata. A Sciacca il Pdl, come qualsiasi altro partito sulla scena politica, si sta preparando a puntino per farsi trovare pronto alla prossima tornata elettorale. E’ risaputo che l’attuale sindaco Mario Turturici abbia tutte le intenzioni di ricandidarsi. Quello che ancora non si conosceva fino a pochi giorni fa era il fatto che, cogliendo il senso delle ultime dichiarazioni dell’onorevole Giuseppe Marinello, “chi, all’interno del Pdl, sta lavorando a progetti alternativi a quello del sindaco uscente Mario Turturici si pone fuori dal partito”. Dichiarazioni forti e decise, cha hanno fatto e faranno discutere. Sono la dimostrazione concreta, se ancora ce ne fosse bisogno, che, non tutti all’interno del Pdl, vedono di buon occhio la ricandidatura dell’attuale sindaco, vuoi perché pensano a personalità alternative sulle quali puntare, vuoi perché anche all’interno del centrodestra qualcuno preferisce cambiare e voltare pagina, vuoi perché qualche altro non è, tacitamente, convinto e contento di quanto questa amministrazione ha fatto per lo sviluppo della città. Sicuramente in una compagine politica che ripete fino all’ossessione il termine “libertà” e se ne fa costantemente garante, fa un po’ specie ascoltare questo diktat secondo il quale in pratica non si può aprire un proficuo confronto di idee in seno al partito ma si può solamente scegliere di appoggiare senza sé e senza ma la ricandidatura dell’attuale primo cittadino, pena l’esclusione dal gruppo.
In realtà in questa diatriba, i veri duellanti sono Giuseppe Marinello da un lato e Michele Cimino dall’altro, a loro volta supportati, Marinello dal ministro agrigentino Angelino Alfano e Cimino dal sottosegretario Gianfranco Miccichè, esponenti quindi di grosso calibro del Pdl.
Questo contrasto in seno al partito non è né nuovo né recente ma sicuramente contribuirà in maniera decisiva per indirizzare il futuro destino politico di Mario Turturici. Oggi sappiamo bene da che parte stanno le diverse componenti del Pdl locale e regionale. Sono le segreterie politiche regionali e nazionali che hanno in mano in pratica la possibilità di dipanare questa matassa e di appoggiare di conseguenza l’una o l’altra proposta elettorale. Una cosa è fuor di dubbio: i ciminiani stanno lavorando concretamente ed in modo sempre meno nascosto per trovare ipotesi alternative a quelle proposte da Marinello e per farlo sembrano avvicinarsi al mondo dell’associazionismo e delle possibili liste civiche. L’impressione è che questo conflitto interno potrebbe rientrare senza colpo ferire sulla base di accordi e vicendevoli scambi di poltrone oppure esplodere in maniera fragorosa con la possibilità concreta di avere alle prossime elezioni saccensi due candidati provenienti dal centrodestra: Mario Turturici, espressione netta del Pdl ed un altro nome ancora da scegliere che invece sia l’alfiere dei ciminiani, della parte più moderata del partito e di tutti coloro che vorranno appoggiare in sede di alleanze trasversali questa ipotesi politica.
Del resto altri importanti uomini del Pdl locale sembrano remare verso questa direzione basti pensare all’attuale consigliere comunale Giuseppe Bono che, frequentemente ormai, esprime con chiarezza il proprio malcontento sulla piega che sta prendendo il partito, o Sergio Indelicato, attuale assessore nella giunta provinciale presieduta da Eugenio D’Orsi e fino a poco tempo fa anche lui consigliere comunale, che si è avvicinato molto alle posizioni di Cimino. Miccichè aveva provato fino a poco tempo fa a reclutare dalla sua parte, dopo i tanti consiglieri, anche l’attuale sindaco di Sciacca ma era obiettivamente impossibile che Mario Turturici voltasse le spalle all’onorevole Marinello a cui deve sostanzialmente la sua elezione a sindaco avvenuta quasi cinque anni fa.
Tutto poteva immaginare Mario Turturici se non che la vera opposizione alla sua amministrazione ed alla sua ricandidatura dovesse giungere non dal Pd o in generale dal centrosinistra locale ma dai suoi stessi compagni di partito, i ciminiani, che lo rimproverano tra l’altro anche di non averli presi mai in considerazione sulle scelte più importanti per la città, di non aver assunto decisioni concertate tra tutte le correnti di partito e di essere stato lacunoso circa l’amministrazione ordinaria di Sciacca puntando soltanto sulle cosiddette “grandi opere”.
Una emorragia di esponenti del Pdl hanno tralasciato nel tempo la corrente marinelliana per accodarsi a quella ciminiana. Perché? Cosa c’è in ballo? Cosa succederà al Pdl locale? Tutto si taciterà in nome di un maxi rimpasto di partito o il Pdl si presenterà frantumato in due pezzi alle prossime elezioni? Ed in quest’ultimo caso, come dichiarato da Marinello, ci saranno esponenti di rilievo che saranno costretti ad uscire dal partito delle libertà?
Tra poco sapremo.

Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

martedì 2 dicembre 2008

Guardrail ghigliottina anche a Sciacca: quanto vale la vita di un motociclista?







Essere accanto ai cittadini anche in tema di sicurezza stradale è sicuramente una delle cose che ci sta più a cuore. In particolare vogliamo affrontare l’argomento dei guardrail che tante volte possono essere assai pericolosi, soprattutto per i motociclisti e soprattutto per i più giovani, i maggiori utenti dei mezzi a due ruote. Non sono rari purtroppo i casi in cui scivolando sul suolo in seguito ad una caduta ed urtando contro i guardrail si possa rimanere menomati o uccisi. Ci riferiamo più precisamente ai cosiddetti “guardrail ghigliottina”, quei guardrail che sono supportati da un paletto di sostegno il quale in quanto fisso e sottile rischia di diventare una ghigliottina per qualsiasi motociclista che dovesse scivolare sull’asfalto. Questo tipo di guardrail è stato dichiarato pericoloso e fuori norma, ha causato in Italia ed un po’ in tutto il mondo, non solo gravi incidenti, ma anche ondate di protesta decisa e ferma, raccolte firme, campagne di sensibilizzazione, petizioni online, tutto al fine di ottenere una migliore protezione per i motociclisti lungo le strade. I Guardrail dovrebbe essere sinonimo quindi di “barriere di protezione” ma il più delle volte non è così, anzi come detto, si possono trasformare in armi affilate. In Sicilia però il 90% delle strade provinciali e comunali ed il 70% delle strade regionali sono provviste di guardrail fuori norma. Basta prendere una delle provinciali che portano fuori città: 9 volte su dieci i guardrail non sono in regola. Non hanno la resistenza fissata dalla legge: contenere un' auto che viaggia a 90 chilometri orari, oppure un camion che va a 60. L' obbligo c’è ma pochissimi provvedono a mettere a norma le vecchie extraurbane. Il motivo è semplice: non ci sono sanzioni per chi non lo fa. E la maggior parte dei guardrail è fuorilegge. Un altro esempio? Per i guardrail non c' è alcun obbligo di sostituzione dopo un certo numero di anni. Una volta collocati, possono restare sul ciglio della strada per sempre, nel pieno rispetto della legge. Eppure, anche quelli omologati, hanno una vita media di 15 anni, poi la loro capacità di resistenza si deteriora. Misteri. “Le cose sono peggiorate inoltre dal 2001, quando si sono cominciati a vedere gli effetti della cosiddetta devolution stradale: l' Anas ha ceduto buona parte della gestione della sua rete alle Regioni che a loro volte l' hanno girata alle Province. Il passaggio delle competenze e la scarsità di fondi trasferiti agli enti locali hanno bloccato tutto. E quando i soldi non bastano, da qualche parte si deve pur tagliare. C' è anche un altro problema. Quando si costruisce una strada, tutti i soldi stanziati vengono utilizzati per le opere di stretta pertinenza: il tracciato, i ponti, i trafori, l' asfalto. Nella maggior parte dei casi la segnaletica e le barriere di protezione vengono date in subappalto. A svolgere i lavori, cioè, non è l' azienda che ha vinto la gara ma un' altra impresa. Un guardrail a norma costa: comprendendo anche il montaggio, il prezzo va dai 90 euro di una semplice barriera laterale ai 150 di uno spartitraffico fino ai 180 di quelli per i ponti. Prezzi al metro, si intende.” (Fonte Corriere della Sera)
Il problema non è di poco conto se pensiamo che molte norme e decreti ministeriali sono stati redatti sull’argomento: nel 1987 un decreto ministeriale stabilisce che i guardrail devono superare prove di sicurezza delle case produttrici, nel 1992 vengono messe a punto norme europee che stabiliscono le modalità tecniche per effettuare i crash test, nel 2002 è stabilito che i crash test devono essere effettuati da organismi certificati dal ministero delle infrastrutture. Nel 2004 altre normative vengono stilate dal “ministero delle infrastrutture e dei trasporti” in materia di “aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza e le prescrizioni tecniche per le prove delle barriere di sicurezza stradale” (clicca qui). http://associazioni.monet.modena.it/incstrad/quaderni_tecnici/decreto%20barriere.htm )
Analizzando alcuni dati (fonte ETSC), si scopre che nel 40% dei casi i morti da incidenti stradali arrivano dalle due ruote ma che il parco specifico di moto e ciclomotori corrisponde a solo il 19% del parco totale dei mezzi. In Italia la situazione è ovviamente peggiore. Ma qualcosa si muove: dallo scorso anno l’Aisico (Associazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione) ha iniziato a testare presso il proprio Centro Ricerche sulla Sicurezza Stradale alcune tipologie di barriere più sicure per i motociclisti. Aisico ha chiesto al governo italiano di stabilire i criteri di esecuzione dei crash test per le barriere per motociclisti e ritiene che sia necessario un atto amministrativo per obbligare gli enti che gestiscono le strade (Società Autostrade, Anas, enti locali) ad adottare, almeno nei punti più pericolosi, barriere omologate che abbiano superato le prove di impatto con gli specifici manichini da motociclista. Infatti i guardrail che oggi si installano sono ancora più pericolosi di quelli del 1950 e quelli cosiddetti ghigliottina causano circa 1.000 morti all’anno e 3.000 invalidi permanenti. Perché le istituzioni (comuni, province, regioni, enti statali, osservatori) così solerti nel riconoscere le cause di incidenti non riconoscono le cause di lesioni infrastrutturali? (guard-rail, muri, pali, segnali). Perché si continua, nonostante i drammatici incidenti, a disporre “cause di lesioni” ai lati delle strade? (guard-rail ghigliottina, lampioni, segnali, alberi, muri). In Germania, in Spagna, nei Paesi del Nord Europa, nei comuni dell’Italia settentrionale come a Parma, a Pavia e Bolzano si stanno cercando soluzioni alternative con ottimi risultati in materia di sicurezza. L’omologazione europea dei guardrail è indicata con la sigla UNI EN 1317 e al momento i collaudi sono fatti con tutti i tipi di mezzi, tranne che con le moto. L’autovettura, l’autocarro, l’autobus e l’autoarticolato sì, e le moto no? Ora le cose sembra che cambieranno, perché è stato aggiunto un 8° capitolo alla norma di omologazione, che prevede uno standard europeo mirato a ridurre le conseguenze d’impatto per i motociclisti, tenendo in considerazione le differenti norme nazionali e le tecnologie attualmente a disposizione. Il tutto dovrebbe essere compiuto tra esattamente due anni: Ottobre 2010. Il CEN (Comitato Europeo per la Normalizzazione) ha approvato nel giugno 2008 un documento infatti attraverso il quale si impone a tutti i Paesi che vi aderiscono (tra cui l’Italia e di conseguenza anche la Sicilia e Sciacca) di aggiornare gli standard di sicurezza per i guardrail e dire basta ai guardrail ghigliottina entro il 2010. (clicca qui)( http://www.euromoto.eu/news/Attualit%C3%A0/1010/Basta-guardrail-%E2%80%9Cghigliottina%E2%80%9D-entro-il-2010.aspx )
In sostanza, una nuova parte (8ª) è stata aggiunta all’attuale norma EN1317. Essa contiene disposizioni per la valutazione delle prestazioni delle barriere di sicurezza in caso di impatto di un motociclista che scivola sul fondo stradale.
Eccola: RISOLUZIONE 319 - Sistemi di contenimento stradale – Parte 8: sistemi di contenimento stradale che riducono la gravità dell’impatto a seguito di collisione di un motociclista contro la barriera “Scopo di questa nuova parte è lo sviluppo di uno Standard Europeo che riduca la gravità dell’impatto nelle collisioni di motociclisti contro le barriere di sicurezza, considerando gli standard nazionali esistenti e le possibilità dell’attuale tecnologia.
• Questa parte contiene prescrizioni per la valutazione delle prestazioni della barriere di sicurezza in caso di impatto con un motociclista che stia scivolando sul suolo. Al momento copre esclusivamente i guardrail e non gli altri sistemi di ritenzione.
• Inizialmente, verrà presa in considerazione l’ipotesi di un motociclista che, scivolando sul fondo stradale, urta la barriera (perché al momento questa casistica è quella sulla quale si hanno maggiori conoscenze). Altri tipi di impatto e di barriere verranno considerati in una fase successiva.
• La procedura di test risultante dovrà essere letta ed usata insieme con le parti già esistenti della EN1317.
• Essa prescrive procedure di test e criteri di accettabilità aggiuntivi, a fianco ai requisiti obbligatori della EN1317-2, per dimostrare la prestazione del prodotto nell’impatto con il corpo di un motociclista”.
Aline Delhaye, Segretaria Generale della FEMA (Federation of European Motorcyclists’ Associations) ha così commentato:”Con la sicurezza stradale al primo posto nell’agenda delle istituzioni, la decisione del CEN rappresenta una chiara indicazione del fatto che le esigenze e le peculiarità dei motociclisti debbono essere prese in considerazione per incrementare la loro sicurezza. Con questa nuova “Parte 8” nella norma EN1317, le autorità responsabili delle strade in tutta Europa non avranno più scuse per non installare dispositivi di protezione, ovunque sia necessario per evitare che i motociclisti possano rimanere menomati o uccisi in seguito all’impatto con le barriere di sicurezza. Questo è un grande riconoscimento per la FEMA nel momento in cui celebra 20 anni di rappresentanza dei motociclisti europei. La FEMA vigilerà perché queste scadenze siano rispettate al massimo“.
Questo resoconto ci è servito per capire che i guardrail ghigliottina sono pericolosi, fuori norma e che entro il 2010 si dovranno cercare soluzioni, forse più costose, ma sicuramente più vicine alla sicurezza di tutti, anche dei motociclisti.
Queste sono invece le foto dei nuovi guardrail collocati a Sciacca lungo la via Mazzini e presso la strada, di prossima apertura, del Cansalamone che collegherà la zona portuale con la statale 115.
Oltre ai guardrail ghigliottina ormai vecchi collocati lungo le nostre strade, se ne collocano, quindi, di altri, nuovi di zecca ma pur sempre fuori norma.
- Ha senso spendere importanti fondi per collocare barriere di protezione da tempo dichiarate non idonee?
- Ha senso metterle adesso lungo le nostre strade dato che tra poco meno di due anni magari dovranno essere sostituite con quelle legali e sicure?
- Ha senso non cominciare sin da ora a mettersi in regola?
- Ha senso non decidere di sostituire da subito i guardrail vecchi e fuori norma?
All’Anas ed agli enti locali, provinciali e regionali la risposta.
Con la consapevolezza che non è mai troppo tardi comunque per dire di sì alle regole, alla sicurezza stradale ed alla salute pubblica di tutti i cittadini ed in particolare in questo caso degli utenti dei mezzi a motore. (http://www.laltrasciacca.it/)

La Convenzione tra l'ATO e Girgenti Acque

Tante volte ci siamo chiesti quali fossero di preciso le condizioni pattuite al momento della stipula del contratto tra l’ATO di Agrigento e Girgenti Acque, la società che gestisce da qualche mese i nostri servizi idrici. Al fine di dipanare le principali curiosità in merito e di dare ulteriore trasparenza e visibilità a questi importanti atti amministrativi, riportiamo i passaggi principali della Convenzione di Gestione che regola i rapporti tra il Consorzio di Ambito Territoriale di Agrigento e il Gestore del Servizio Idrico Integrato.
In tema di definizione di affidamento: “il concedente, nell'affidare al gestore la gestione dei propri servizi idrici, si impegna a mettere a disposizione tutti i beni e le opere pubbliche afferenti ai servizi stessi, realizzate o in corso di realizzazione, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, ivi compresi i beni e le opere pubbliche afferenti i servizi idrici gestiti da organismi controllati e/o espressione di tutti o parte degli Enti Locali riuniti in Consorzio di Ambito Territoriale Ottimale
di Agrigento” mentre “il gestore espleterà i servizi conformemente alla presente convenzione. La gestione è a rischio e pericolo del Gestore che è autorizzato a percepire dagli utenti come corrispettivo di tutti gli oneri ed obblighi posti a suo carico le tariffe ed i corrispettivi indicati.”
In tema di contratto: ”la durata della presente convenzione è fissata , nel rispetto della normativa vigente, in trenta anni, decorrenti dalla data di sottoscrizione della medesima.”
Il Gestore ha precise responsabilità: “il gestore è responsabile del buon funzionamento dei servizi dalla data di presa in consegna di opere ed impianti a ciò afferenti.” “Il gestore nei contratti posti in essere dovrà espressamente prevedere che i diritti di terzi nascenti da tali contratti decadranno con la risoluzione o la decadenza della presente convenzione e che successivamente tali diritti potranno essere rinegoziati dal Concedente o dal soggetto cui sarà successivamente affidata la gestione.”
Nell’oggetto della Convenzione apprendiamo che: “il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il S.I.I. del Consorzio di Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento costituito, ai sensi dell’Art. 4 lett. f) della L. 36/1994, dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.” “Il Gestore è tenuto a curare le pratiche necessarie alla regolarizzazione delle Concessioni di acque per uso potabile, sia quelle in itinere che quelle eventualmente riguardanti nuove fonti di approvvigionamento assumendo tutti gli oneri per ricerche, captazioni, adduzioni, pareri, tasse, canoni, oneri vari ivi incluso il rispetto delle prescrizioni imposte dagli organi.”
All’articolo 9 comma 2 e comma 4 invece si legge: “Il Gestore si impegna ad acquistare dalle gestioni preesistenti, che ne facciano richiesta entro e non oltre 365 (trecentosessantacinque) giorni dalla data di efficacia della convenzione, le provviste e i materiali vari di magazzino, ritenuti idonei e ancora destinabili al funzionamento del servizio, inclusi i contatori nuovi non ancora posti in essere.” “Il Gestore si impegna ad adeguare le opere, gli impianti e le canalizzazioni alle vigenti normative in materia sia di tecnica sia di sicurezza, considerando gli oneri relativi a tali adeguamenti compresi nelle previsioni finanziarie del Piano di Ambito.”
Girgenti Acque ha l’esclusività del servizio: “Per tutta la durata della convenzione è conferito al Gestore il diritto esclusivo di esercitare il servizio affidato all'interno del perimetro amministrativo dei seguenti comuni: Agrigento, Alessandria Della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello Di Licata, Canicatti', Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa E Linosa, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma Di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca Di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Santa Margherita Di Belice, Sant'angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana, Villafranca Sicula.”
I livelli di qualità del prodotto e del servizio sono garantiti dall’art. 15 dove ai comma 1 e 2 si legge: “I livelli minimi di qualità del prodotto e del servizio garantiti dal Gestore sono definiti nel Disciplinare Tecnico e denominati “standard organizzativi” (intendendosi come tali i livelli di servizio non connessi ad interventi infrastrutturali). Essi sono definiti attraverso le “variabili organizzative o fattori di qualità del servizio” che devono essere conseguiti e/o mantenuti nei termini stabiliti dal Disciplinare Tecnico allegato alla presente convenzione.” “A tali livelli è commisurata la tariffa applicata per cui un aumento dei livelli stessi comporta la preventiva approvazione da parte dell’Autorità di Ambito, ove tale aumento possa comportare aumento dei costi incidenti sulla tariffa.”
La tariffa del servizio può subire delle revisioni: “Il Gestore è tenuto a migliorare costantemente l'efficienza del servizio in relazione agli investimenti previsti nel PIANO/POT. Tale miglioramento si deve tradurre in una progressiva riduzione dei "costi operativi" effettivi, già considerata nella determinazione tariffaria.”
Girgenti Acque deve versare un canone di concessione come apprendiamo dall’articolo 19: “Ai sensi dell’art. 20 dell’allegato A) del D.P. Reg. 7 agosto 2001, il Gestore è tenuto a versare annualmente agli enti locali un canone di concessione, sotto pena dell’immediata risoluzione della convenzione ai sensi dell’Art. 38 della stessa.” “L’importo del canone di concessione è, per il primo anno, di 702.000 Euro. Detto importo è aggiornato annualmente in base alle previsioni del PIANO rivalutate in accordo al tasso annuo di inflazione programmata.”
L’ATO ha il dovere di controllare che tutto sia espletato correttamente: “Il Consorzio di Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento svolge attività di vigilanza e controllo sulla gestione del S.I.I.. L’attività di controllo è svolta, in particolare, al fine di: a) assicurare la corretta applicazione della tariffa del S.I.I.; b) verificare il raggiungimento degli obiettivi strutturali e gli obiettivi di servizio previsti dal PIANO/POT e dal Disciplinare Tecnico; c) valutare l’andamento economico-finanziario della gestione; d) definire nel complesso tutte le attività necessarie a verificare la corretta e puntuale attuazione del PIANO/POT.”
I diritti degli utenti sono salvaguardati dalla Carta del Servizio: “La tutela degli utenti è perseguita attraverso lo strumento della Carta del Servizio, che il Gestore deve adottare in conformità ai principi contenuti nelle direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994 e 29 aprile 1999 e nella quale sono indicati i principali fattori di qualità del servizio e gli standard minimi di continuità e regolarità.” “Nella Carta del Servizio sono illustrati in forma chiara le modalità, i criteri e i livelli di qualità dei servizi erogati che il Gestore si impegna a garantire, i rimborsi dovuti all’utente per le inosservanze di tali previsioni, i tempi di risposta scritta ai reclami, nonché orari e modalità di relazione con il pubblico.”
Il Regolamento deve essere nuovo ed aggiornato: “Il Gestore, entro 3 mesi dalla sottoscrizione del presente atto, deve predisporre il Regolamento del S.I.I. e sottoporlo all’approvazione del Concedente il quale potrà apportare modifiche o integrazioni nel rispetto del suddetto schema. Entro i 3 mesi successivi all’approvazione il Gestore provvede ad applicare il suddetto Regolamento. In caso di mancata predisposizione del Regolamento nel termine di 3 mesi e
nel caso di mancata applicazione del medesimo entro il termine di 3 mesi dalla approvazione
si applicano le penalizzazioni previste dall’Art. 37 della convenzione, salvo quanto previsto dall’Art 38 della medesima.”
In caso di disservizi il Comune: “potrà prendere tutte le misure necessarie per la tutela dell'interesse pubblico con oneri a carico del Gestore, compresa la provvisoria sostituzione del Gestore medesimo.” “Se il Gestore non rispetta gli standard e i tempi minimi previsti per
gli interventi di manutenzione, il Concedente ha facoltà di fare eseguire d’ufficio i lavori
necessari dopo 48 ore dalla formale messa in mora rimasta senza riscontro, addebitandone
i costi al Gestore.”
Sulla risoluzione del contratto l’art 38 dice che: “Il Concedente potrà invitare il Gestore, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1454 c.c., a porre rimedio alle inadempienze entro un congruo termine, comunque non inferiore a 15 giorni, nei seguenti casi: ripetute gravi deficienze nella gestione del servizio; ripetute gravi inadempienze ai disposti del presente atto; inottemperanze agli obblighi previsti agli artt. 8, 19, 23, 24, 25 e 26 della presente Convenzione; Decorso inutilmente il termine, il contratto è risolto di diritto, fermo restando l’obbligo del Gestore di proseguire la gestione fino all’aggiudicazione del servizio al nuovo Gestore, a seguito dell’espletamento di una nuova gara.”


Calogero Parlapiano - tratto da "Controvoce"

lunedì 1 dicembre 2008

Festa in Italia: Arriva la Social Card - La Social...che? La Carity Card

Quaranta euro al mese. Un anno di validità. Lo prevede, secondo quanto apprende Radiocor, lo schema di decreto interdipartimentale Tesoro-Welfare che disciplina la social card. Sarà ricaricabile ogni due mesi con 80 euro e operativa da inizio dicembre. A novembre, infatti, i beneficiari, circa 800mila disagiati, riceveranno le lettere di avviso dall'Inps e potranno ritirare la card presso le Poste. La carta, sulla quale oggi il Garante della privacy ha reso noto il suo via libera, potrà essere utilizzata per pagare le bollette di luce e gas; il Tesoro sta completando gli accordi con le catene della grande distribuzione che aderiranno per la vendita di alimentari. Dopo sei mesi dall'avvio, infatti, è prevista una verifica sull'attuazione della carta; quindi, entro la fine del 2009, ne sarà deciso l'eventuale rinnovo. La carta sarà destinata - secondo quanto prevedono i criteri molto stringenti del decreto - ai cittadini residenti con oltre 65 anni e reddito inferiore ai 6 mila euro e alle famiglie, con lo stesso reddito, in cui ci sia un bambino sotto i tre anni. Queste categorie dovranno provare, tramite modello Isee (Indicatore di stato economico equivalente o riccometro), le proprie condizioni reddituali, di possedere una sola automobile e una sola casa, di avere intestata una sola utenza di elettricità e gas, di non avere a proprio nome oltre il 25% di un secondo immobile e un patrimonio mobiliare non superiore a 15 mila euro. Il decreto, che era previsto entro fine settembre, è pronto, manca soltanto l'elenco allegato delle convenzioni con le catene che aderiscono all'iniziativa. La social card, simile in tutto a una carta di credito, potrà essere ricaricata di 80 euro ogni bimestre presso le Poste, per un ammontare complessivo, in un anno, di 480 euro. (da http://www.ilsole24ore.com/ )

Richiedi anche tu la poverty card !
Con la poverty card la crisi ti sorride !
Avrai un’infinità di sconti al banco dei pegni e potrai allungare la scadenza dei tuoi debiti con gli strozzini !
E non finisce qui ! Se inserisci la tessera nel tuo decoder digitale terrestre potrai accedere ad esclusivi programmi mediaset che infondono ottimismo !
E Allora che stai aspettando ! Richiedi anche tu la Poverty Card !
E se raggiungi 100 punti fedeltà entro Natale avrai diritto ad un premio a scelta fra :
- Un anno di iscrizione alla P2
- Un soggiorno per due persone a casa Dell’Utri
- Una prescrizione !
Affrettati ! Le offerte stanno per terminare ! (da youblob.org)
Poverty Card !


Una parentesi sulla paura che il politico ha della Rete e dei Blogs
Siamo Noi il Seme di questa Regressione Culturale. Non la gente come il suo Editore, tale Silvio Berlusconi, che finanzia quotidiani come "Il Giornale" , e riesce in soli 15 anni ad imporre la cultura della Velina, del Calciatore e del Grande Fratello. Tutto, purché non si parli dei suoi Processi, del suo Uso Indegno delle Istituzioni, dell'Abuso della propria Funzione a favore di Interessi Specifici, di pochi eletti. Ma ci regala la Social Card, ma ci regala articoli come i Suoi.Lo sappiamo benissimo che Premier e Classe Dirigente sono spaventati dalla Rete, è infatti l'unico media che ancora non riescono a controllare. Dove gente libera, geni, intellettuali, insegnanti, operai, imprenditori, caproni, ragazzini, anziani, filosofi, avvocati, giudici, ricercatori, si confrontano ogni giorno sulle più svariate tematiche.Qui c'è libertà, ma non quella intesa dal Pdl. Quella Vera.Quella che consente a chiunque di esprimersi, e magari di sbagliare."Screditare il Web" è la vostra parola d'ordine.La nostra è "Mandarvi tutti a Casa". (da Wil Non leggerlo blog)

E' Arrivata.
Tutti la stavano aspettando. "Carit - Card"40 euro al mese in sconti. 1,33 € al Giorno. 5% qui - 1 € lì - 3 punti fedeltà là. Ne usufruiranno 1.300.000 persone. 2 ogni 100. Siamo 60 milioni. Gli Over 65. Gli Under 3. Non è nominale, la potrete rubare a vostra Nonna. Io la scipperò alla mia di nascosto, anche se perfortuna non ne avrà diritto (reddito ISEE > 6.000), e mi cuccherò uno sconticino alla facciazza sua. Tremonti si è ispirato alla "Carta Sociale" di Kennedy.Dove c'è Tremonti c'è Fregatura.Ci ha fregati con i Mancati Controlli sul Cambio Lira/Euro.Ci ha fregati con Condoni di ogni tipo, che oltre a lanciare un messaggio etico disastroso, non hanno nemmeno ingrassato le casse!Ci ha fregati con il Via Libera per le Pa all'uso di Derivati.Ci ha fregati con il "+ Tasse per Tutti", "+ Debito Pubblico per Tutti".Ci ha fregati con il finto abbassamento della rata del Mutuo. Sottotitolo: "Vi va di legarvi a vita alla vostra banca?".Ci ha fregati con i suoi Pseudo-Libri "Anticapitalismo", per poi dedicare anima, cuore e Portafoglio alle Banche.Tremonti: Non è che tra qualche anno questa Social - Carit - Card la dovranno rimborsare gli eredi?
(da Wil Non leggerlo blog)

La Carity Card è una delle ultime genialate della premiata ditta "Tremonsconi".. un'ottima rispolverata di immagine, per far capire a tanta povera gente, agli anziani, ai bisognosi, che lui c'è, c'è stato e ci sarà... questo è quello che preoccupa infatti.. tolto un Berlusconi ne verranno altri: ha una fornata di figli... Tornando alla Carity Card stamani sono andato alle Poste per saperne di più... gli impiegati non ne sapevano nulla... troppo presto ancora... il Direttore non ne conosceva gli estremi, nè aveva i moduli, nè ne conosceva le modalità... w l'Informazione!
Tutti i poveri potranno beneficiare di 40 euro mensili per sopperire alla fame ed al freddo causato dalla mancanza di lavoro... Un Paese come l'Italia che non investe sui giovani, sulla cultura, sulla ricerca, sul futuro, sul diritto del Lavoro è un paese spacciato, altro che Carity Card... Per poter recuperare questa ingente somma ci sono una lunga sfilza di documenti da presentare, moduli da compilare e codici PIN da ricordare a memoria per poterla utilizzare: mia nonna è molto anziana... altro che codice PIN! Mia nonna non riesce a camminare e quindi ad uscire e non potrà utilizzarla visto che gli eredi non lo possono fare... e come me la maggior parte dei papabili destinatari della mirabile idea... Una volta l'Italia si fondava sul lavoro (ricordate la Costituzione?), poi si è passati all'essere fondata sulla "ricerca del lavoro" ed adesso sulla "Carità"... complimenti. Mantenere la gente sulla soglia del bisogno è molto utile per spulciare voti, farle credere di essere generosi è altrettanto indispensabile per creare il consenso elettorale.. pensare alle persone non come essere umani ma come votanti è lo sport preferito ai nostri giorni...
Essere accanto alla gente, stimolare i loro diritti sacrosanti, far crescere la coscienza critica e civica, stare dalla parte di chi ha bisogno (senza pensare di ottenere cortigiani), di chi vuole solamente poter vivere e far crescere i propri figli serenamente, intendere la politica non come un circolo chiuso nel quale nessuno può entrare perchè metterebbe a rischio la poltrona di qualcuno, credere in una politica del servizio, lavorare per la gente, con la gente e per la gente non ha prezzo, ... per tutto il resto c'è la Carity Card!

Una ventata di sano Ottimismo: e tutto passa..tutti diventiamo più felici, più ricchi, più onesti.

Crozza -Anteprima a Ballarò del 25-11-2008: "Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani"


Chi va in televisione è sicuro dell'impunità di quello che dice. In Rete gente come Gasparri, Cicchitto o La Torre durerebbe cinque secondi.E' giusto che i telespettatori possano commentare e discutere in diretta. E anche confutare le eventuali balle del teleschermo.Il blog ha seguito Anno Zero in diretta. Commenti, analisi e discussioni.Un estratto di Anno Zero sarà pubblicato dal blog con i vostri migliori commenti come sottotitoli. Ragazzi, non sfogatevi troppo! (da beppegrillo.it)

Travaglio - Anteprima ad Anno Zero del 27-11-2008: "Al tappone"



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Il Direttore del Tg2, Mauro Mazza, ha dichiarato:
"Pensa che, per evitare strumentalizzazioni,ho perfino preferito non commentare la morte delpovero grande Sandro Curzi…"
Questo poco dopo l'ennesima uscita Berlusconica, che accusa i Giornalisti Rai di mettersi d'accordo nell'Insultarlo.La frase di Mazza è una "Sentenza": il Giornalismo tradizionale è morto, ed è un peccato, perché mai come oggi ne avremmo bisogno. Avremmo bisogno di inchieste, di reportage, di Semplici Verità, di indagini. Lunghe e costose. Ma non c'è tempo. Non c'è pazienza. Non c'è Coraggio. I cittadini sono sintonizzati su altro, narcotizzati dalla Cultura Reality.Come suggerisce Mazza, tra le righe, meglio il "Quieto vivere".Meglio non ricordare un Mostro Sacro come Sandro Curzi, meglio non "commentare" la sua morte. Meglio dedicarsi alla Vittoria della Luxuria all'Isola dei famosi.Meglio esaltare le doti della Carit-Card. Meglio sorvolare sul Processo "Mills", sull'operazione "Parlamento Pulito", sulle Menzogne di Tremonti. Quieto Vivere."Keeping it Real" dice Mr T. dell'A-Team. "Dì la Verità", "Sii Reale".Mi appello ai giornalisti italiani. Abbiamo bisogno di un vostro scatto d'orgoglio, di professionalità. Amo leggere i giornali e seguire il Vostro Lavoro, ma è l'ora di uscire da questo enorme Tavor Informativo. Vi assicuro una cosa: viviamo in un Paese fantastico, dalle Risorse uniche e dalle Potenzialità infinite. Io sono Ottimista (... ci ha rubato pure questo termine ...). Davvero. Noi vedremo un'Italia nuova. Perché la Gerontocrazia al Potere ha un'unica, grande debolezza: la Vecchiaia. (da Wil Non Leggerlo Blog)

"L'Ottimismo è il profumo della vita", il realismo la base attraverso la quale poter analizzare i problemi e risolverli, il pessimismo è "un ottimista concreto". Sono, anzi siamo, ancora liberi di poter dire la nostra?